dic
13

L’Artilafo, ristorante – Pisa

Author Ganascia    Categoria Ristoranti lusso     Tag

Qui si va sui grossi calibri. L’Artilafo da qualche anno mi si riconferma come miglior ristorante di Pisa, da quando è in via San martino poi è addirittura migliorato. L’ambiente è diviso in salette quasi monocromatiche e divertenti, d’estate c’è un giardino a disposizione sul retro.
Il menu si articola in tre linee: la prima pisano/tradizionale, la seconda più d’invenzione, la terza senza limiti. Generalmente mi piace pescare tra le ultime due, che spesso offrono pietanze mirabolanti e sempre variate (un fagottino al fegato d’oca con crema di zucca, delle favolose tagliatelle al ragu di fave, un favoloso piccione semidisossato in crosta per citarne qualcuna). Insomma: sempre qualcosa di nuovo.
Mi spiace un po’ per la mancanza della carta dei vini, ma so che la cantina è fornitissima, e il gestore sa sempre consigliarvi il vino adatto senza strafare (economicamente).
Prezzo: sorprendentemente si può cenare anche da 30 euro in su, sempre che non indulgiate in preparazioni particolarmente costose o vini “pesanti”.
Parere della Ganascia: darei il massimo dei voti in generale, se non fossi stato da Bibere, ma sicuramente in Pisa l’Artilafo rimane imbattibile. Se cercate un posto dove scoprire sempre cose nuove precipitatevi subito.
Il Voto: 4Ganasce (+ mezza ganascia)
—-
Aggiornamento del 29 Maggio 2006

Niente da fare: sono tornato l’altra settimana all’Artilafo e: spettacolo! Una cena clamorosa dove spiccavano particolarmente i secondi, tra i quali un agnello in crosta di pane e aromi e un petto d’anatra caramellato con aceto balsamico e salsa alla zucca incredibili.

In più: favoloso (e abbordabilissimo) bolgheri rosso Costamagna 2004 (cabernet+merlot).

Tolgo l’ “a volte” dal voto. Questo è un ristorante dal qualche esco sempre con un sorriso da qui a là…

11 Commenti to “L’Artilafo, ristorante – Pisa”

  • Anonymous gennaio 17, 2006 alle 6:17 pm

    Non sono DEL TUTTO D’ACCORDO
    La FANTASIA è sicuramente l’aspetto più rilevante del posto.
    Ma talvolta la freschezza latita e talvolta i piatti SONO SMORTI, come poco caratterizzati.
    Il locale è sicuramente uno dei migliori del circondario.

  • scorpio novembre 15, 2007 alle 9:47 pm

    AH! CHE RISTORANTE . CI SONO STATO UN MESETTO FA, E DEVO DIRE NON CREDO CHE A PISA CI SIA DI MEGLIO.
    QUESTO PER VARI MOTIVI:
    AMBIENTE ACCOGLIENTE E CHE NON SI PERDE IN TROPPI SALAMENECCHI
    VARIABILITA DEL MENU IMPARAGONABILE COSA CONFERMATA DAL MIO AMICO PRESENTE QUELLA SERA E CLIENTE ABITUEè DEL RISTORANTE(TI RINGRAZIO DI NUOVO).

    EQUILIBRIO NEI SAPORI CHE SOLO IN POCHI ALTRI RISTORANTI SONO RIUSCITO A SENTIRE
    VEDI ILpetto di faraona cotta nell’uva accompagnata con crostino riempito del suo fegato e il desserts !!!! , una cosa strabiliante davvero si merita tutto il successo possibile

  • tricheco luglio 15, 2008 alle 5:51 pm

    Concordo pienamente con Ganascia. L’Artilafo è il top di Pisa. Da apprezzare, in particolare, la fantasia e la capacità di proporre accostamenti all’apparenza improbabili, senza tuttavia perdere il contatto con la tradizione. Il rischio di certe sperimentazioni, è vero, è quello di un risultato non all’altezza della “provocazione”, se non altro quanto ad intensità dei sapori. Insomma: tanto più provochi, quanto più susciti l’aspettativa di essere “piacevolmente sorpreso”, tanto più deludi se poi la sorpresa non è piacevole, né spiacevole, ma inutile. Ho sentito dire da altri, come da Anonymous, che i piatti dell’Artilafo sono a volte un po’ insipidi, ma personalmente non sono mai incorso in questo inconveniente. Tutt’altro! Anche i prezzi sono nella media dei ristoranti di qualità, anzi forse un po’ al di sotto. Per quanto mi riguarda, 5 ganasce, e tutti gli altri a seguire.

  • Antani agosto 15, 2008 alle 5:18 pm

    Posto brutto,servizio in retromarcia piatti monoto ni spesa eccessiva!!!!3 ganasce + mi sembra già tanto!!!!allo stersso prezzo mangio da Aphrodite mille volte meglio!!!

  • silea ottobre 10, 2008 alle 10:31 am

    ..è vero ogni tanto il gestore rallenta la marcia, ma di sicuro è uno dei pochi ristoranti dove si è sicuri di gustare novità e mai troppo azzardate, sempre ben equilibrate. Posto molto attento alla pulizia e alla freschezza degli ingredienti, lo so per certo! e per i vini la carta non serve..il gestore ne sa una più del diavolo e preferisce consigliare sempre al meglio in base al menù e alle esigenze sia di palato che anche economiche.E’ sempre un piacere tornarci a mangiare.

  • goodfoodmaniac ottobre 20, 2008 alle 2:57 pm

    esperienza ATROCE,
    devo necessariamente dissentire con il voto….
    arrivo dopo aver regolarmente prenotato, 20 minuti di attesa per sentirmi solo chiedere acqua liscia o frizzante….. e null’altro…. (preciso c’erano 3 tavoli occupati da 2 persone ognuno… ma l’oste si intratteneva bellamente a chiaccheracon il tavolo a fianco al nostro, ho veramente pensato di alzarmi e uscire….)
    45 minuti di attesa per l’ordine (e con l’ordine arriva l’acqua….), e scopro non esiste la carta dei vini….. e siccome di vini qualcosa ci capisco, o è un errore (e allora fatti una lista con i prezzi….) o mi sento vittima di tentata truffa quando mi si richiedono certe cifre per vini che ne costano 1/5…. ok il guadagno ma a tutto c’è limite…..
    ora un posto non certo da 4 soldi che si presenta così con un’attesa snervante, senza musica, sottopiatti di plastica veramente dozzinali, già la serata che doveva essere “romantica” è diventata tutt’altro, se poi si aggiunge una cucina decisamente altisonante nei nomi ma che non sa assolutamente andare oltre qualche buona idea di abbinamento direi tre ganasce meno meno per dare il beneficio del dubbio e tenere conto dellle altre ottime recensioni….
    io nonciritorno…..

  • flavour febbraio 26, 2009 alle 6:21 pm

    Per una cena romantica con la mia compagna (di vita e di tavola), dopo aver letto tante invitanti recensioni – non solo su questo sito -, mi sono affidato per la prima volta all’Artilafo.
    Locale molto accogliente e curato, musica non invadente e atmosfera piacevole.

    In due, quindi, abbiamo ordinato:

    2 antipasti: un budino di zucca gialla, molto gradevole, (8€) ;
    una razza scottata con crema alla vaniglia e polentina al nero di seppia, veramente deliziosa (10€).
    1 primo: ravioli su fondo bruno (?) con tartufo (10€).
    1 secondo: “croccante” di costolette d’agnello (18 €) con tartufo.
    niente vino

    Abbiamo poi degnamente concluso con:

    2 dolci: un semifreddo al torroncino e un tortino al cioccolato (6+6€),
    accompagnati da un bicchiere di zibibbo (3€).

    Spesa totale: 63 euro + 6 euro di servizio.

    Nel menù erano compresi 3 antipasti, 3 primi e 3 secondi di terra e altrettanti di mare, una scelta forse un po’ limitata ma credo giustificata dall’elaborazione dei piatti e dal fatto che le pietanze variano spesso.
    Il cestino comprendeva vari tipi di pane.
    I piatti erano tutti ben fatti, saporiti al punto giusto, gradevoli alla vista e al palato.
    Quello, a mio avviso, più riuscito ed originale è stata la razza scottata alla vaniglia, dal sapore molto particolare e completato da uno sformatino di polenta nera.
    I ravioli, sette a forma di mezzaluna, avevano un ripieno di carne molto intenso e succoso, ma non hanno convinto la mia compagna.
    Il “croccante” consisteva in pratica in tre buonissime costolette d’agnello avvolte in pasta sfoglia, con un piccolo accompagnamento di spinaci e (mezza) patata arrosto.

    Per quanto riguarda invece le quantità, le abbiamo trovate un po’ scarse, almeno in rapporto al prezzo;
    ma ammetto che le scaglie di tartufo sul primo e sul secondo piatto erano abbondanti e profumate.
    Siamo usciti quasi sazi (io un po’ meno, lei un po’ di più), ma non completamente soddisfatti.
    Diciamo che per appagare delle buone ganasce sarebbero serviti due pasti completi dall’antipasto al dolce, quindi la spesa sarebbe lievitata fino a quasi 100 €! Un po’ caruccio per un lauto pasto!
    Ad esempio, nel primo piatto sarebbero entrati benissimo altri due-tre ravioli, mentre nel secondo non avrebbero certo sfigurato alcune patatine in più a fungere da contorno, visto che nel menu non c’era la scelta separata dei contorni… ma tant’è: evidentemente alcuni ristoratori hanno preso alla lettera l’invito di qualche anno fa del ministro Sirchia sulla riduzione delle porzioni al ristorante!
    Il servizio è del 10%, che trovo un po’ caro, soprattutto sopra i 50 €, e che secondo me potrebbe benissimo essere incluso nel prezzo delle pietanze. Tra l’altro mancava anche un aperitivo, un’entratina o qualche altra piccola attenzione che, visto il costo, ci saremmo aspettati!
    Il servizio è stato comunque rapido ed efficiente.

    Nel complesso sono rimasto un po’ perplesso: la serata si è rivalata piacevole ma senza quel quid in più.
    Quindi d’istinto affibbierei all’Artilafo 3 ganasce, non molto di più.

  • ALGA febbraio 12, 2010 alle 12:52 pm

    Per me l’ artilafo a Pisa se non è il numero uno è almeno fra i primi 3.
    PEr me il grande pregio è il frequente cambio di menù, gli accostamenti che a occhio sembrano forse strambi ma non sono certo folli e che coumunque al primo assaggio fugano ogni dubbio..l’ ultimo piatto a cui darei una lode è la pasta ai mirtilli (nel senso che l’ impasto conteneva mirtilli) al ragù di pecora. Noi beviamo poco vino e quindi prendiamo sempre il bicchiere, ma devo ammettere che non avere una carta dei vini può mettere in difficoltà i clienti visto che tutti sappiamo che differenza fa sul conto prendere un vino o l’ altro. E comunque stasera ci ritorno!! (con un sorriso)

    • Martine maggio 3, 2010 alle 12:38 pm

      Dio perdoni l’Artilafo…

      Veramente l’altra sera, dopo il cinema eravamo diretti verso l’amato Al Madina, in via San Martino, ma per nostre sfortuna, siamo passati davanti al rinomato Artilafo.
      Leggendo il menù dell’Osteria dell’Artilafo, non poi così caro, siamo stati attratti dai fiori di zucca fritti con le acciughe. E siamo entrati.

      La sala dell’osteria è accogliente e ben decorata, con il suo scaffale pieno di bottiglie, i suoi quadri preziosamente incorniciati e i colori caldi.

      Vediamo il seguito.

      I fiori di zucca non c’erano più. La nostra fame essendo piuttosto ridotta, ci siamo orientati verso il baccalà fritto con le verdure fritte e la faraona agli agrumi; come contorni, patate al forno e peperoni friggitelli.

      Il baccalà e le verdure erano avvolti in una pastella che sembrava cemento armato (ô i tempura giapponesi…), e non solo! Molto probabilmente fritti in un olio dubbio e riscaldati.

      La faraona? Buona idea, gli agrumi, ma che pessima qualità! Farinosa, grassa, molliccia: nemmeno la peggiore tavola calda, con il pollo a quattro euro!
      Le patate erano in perfetta armonia con la faraona: vecchie, unte, scaldate et riscaldate!

      L’acqua minerale è arrivata tiepida. L’unico punto positivo: il vino, un quarto della casa discreto, e i friggittelli che erano miracolosamente scampati alle successive ondate di riscaldamenti.

      Il risultato? Una notte agitata da una pessima digestione. Un luogo tossico dunque che ci ha definitivamente tolto la voglia di provare il ristorante e ci incita oggi a raccontarvi l’accaduto.

      Da segnalare: il ristorante è consigliato in un fascicoletto pubblicato dalla Regione Toscana, insieme ad altri ristoranti, tutti cari e “sciccosi” e globalmente molto cattivi. Strano, no?

  • ALGA maggio 10, 2010 alle 11:25 am

    Allora è vero: L’ Artilafo o lo ami o lo odi! (io faccio parte di chi lo ama)
    Sulla parte Osteria devo dire però che nemmeno noi siamo stati molto soddisfatti quando l’ abbiamo provata; credo che la loro cucina migliore sia quella che hanno sempre fatto: elaborata e fantasiosa.
    Inoltre la differenza di prezzo fra il menù osteria e il menù ristorante non è poi abissale, mentre la differenza fra i piatti proposti si sente.

  • michie maggio 11, 2010 alle 9:38 am

    Io ci sono stato un paio di volte all’anno negli ultimi anni:
    IMHO qualche anno fa era tra i migliori ristoranti di Pisa e stava sulle 4 ganasce, ora e’ nella media ed e’ sceso verso le 3.
    Magari e’ ancora tra i migliori posti in centro, ma piu’ per la poverta’ di alternative che per meriti suoi.
    Per es. qualche anno fa l’avrei messo una spanna sopra La Mescita (che nel frattempo ha cambiato gestione), ora mi sembra una spanna sotto.
    E al momento mi sembrano superiori anche l’Osteria dei Cavalieri e Beny.

Posta un commento

Cerca la recensione

Categorie

I Pargoli

Segnala Posti Nuovi

Utilità

Articoli recenti

Commenti recenti

Archivi

Meta

Recensioni dei Ciritornini

Powered by Authors Widget

RSS Ciritorno Maremma

RSS Ciricette

Ciritorno su Friendfeed

Contattare Ganascia

info[chiocciola]ciritorno.it