L’Artilafo, ristorante – Pisa

Qui si va sui grossi calibri. L’Artilafo da qualche anno mi si riconferma come miglior ristorante di Pisa, da quando è in via San martino poi è addirittura migliorato. L’ambiente è diviso in salette quasi monocromatiche e divertenti, d’estate c’è un giardino a disposizione sul retro.
Il menu si articola in tre linee: la prima pisano/tradizionale, la seconda più d’invenzione, la terza senza limiti. Generalmente mi piace pescare tra le ultime due, che spesso offrono pietanze mirabolanti e sempre variate (un fagottino al fegato d’oca con crema di zucca, delle favolose tagliatelle al ragu di fave, un favoloso piccione semidisossato in crosta per citarne qualcuna). Insomma: sempre qualcosa di nuovo.
Mi spiace un po’ per la mancanza della carta dei vini, ma so che la cantina è fornitissima, e il gestore sa sempre consigliarvi il vino adatto senza strafare (economicamente).
Prezzo: sorprendentemente si può cenare anche da 30 euro in su, sempre che non indulgiate in preparazioni particolarmente costose o vini “pesanti”.
Parere della Ganascia: darei il massimo dei voti in generale, se non fossi stato da Bibere, ma sicuramente in Pisa l’Artilafo rimane imbattibile. Se cercate un posto dove scoprire sempre cose nuove precipitatevi subito.
Il Voto: 4Ganasce (+ mezza ganascia)
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Aggiornamento del 29 Maggio 2006

Niente da fare: sono tornato l’altra settimana all’Artilafo e: spettacolo! Una cena clamorosa dove spiccavano particolarmente i secondi, tra i quali un agnello in crosta di pane e aromi e un petto d’anatra caramellato con aceto balsamico e salsa alla zucca incredibili.

In più: favoloso (e abbordabilissimo) bolgheri rosso Costamagna 2004 (cabernet+merlot).

Tolgo l’ “a volte” dal voto. Questo è un ristorante dal qualche esco sempre con un sorriso da qui a là…

30 pensieri su “L’Artilafo, ristorante – Pisa

  1. Non sono DEL TUTTO D’ACCORDO
    La FANTASIA è sicuramente l’aspetto più rilevante del posto.
    Ma talvolta la freschezza latita e talvolta i piatti SONO SMORTI, come poco caratterizzati.
    Il locale è sicuramente uno dei migliori del circondario.

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  2. AH! CHE RISTORANTE . CI SONO STATO UN MESETTO FA, E DEVO DIRE NON CREDO CHE A PISA CI SIA DI MEGLIO.
    QUESTO PER VARI MOTIVI:
    AMBIENTE ACCOGLIENTE E CHE NON SI PERDE IN TROPPI SALAMENECCHI
    VARIABILITA DEL MENU IMPARAGONABILE COSA CONFERMATA DAL MIO AMICO PRESENTE QUELLA SERA E CLIENTE ABITUEè DEL RISTORANTE(TI RINGRAZIO DI NUOVO).

    EQUILIBRIO NEI SAPORI CHE SOLO IN POCHI ALTRI RISTORANTI SONO RIUSCITO A SENTIRE
    VEDI ILpetto di faraona cotta nell’uva accompagnata con crostino riempito del suo fegato e il desserts !!!! , una cosa strabiliante davvero si merita tutto il successo possibile

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  3. Concordo pienamente con Ganascia. L’Artilafo è il top di Pisa. Da apprezzare, in particolare, la fantasia e la capacità di proporre accostamenti all’apparenza improbabili, senza tuttavia perdere il contatto con la tradizione. Il rischio di certe sperimentazioni, è vero, è quello di un risultato non all’altezza della “provocazione”, se non altro quanto ad intensità dei sapori. Insomma: tanto più provochi, quanto più susciti l’aspettativa di essere “piacevolmente sorpreso”, tanto più deludi se poi la sorpresa non è piacevole, né spiacevole, ma inutile. Ho sentito dire da altri, come da Anonymous, che i piatti dell’Artilafo sono a volte un po’ insipidi, ma personalmente non sono mai incorso in questo inconveniente. Tutt’altro! Anche i prezzi sono nella media dei ristoranti di qualità, anzi forse un po’ al di sotto. Per quanto mi riguarda, 5 ganasce, e tutti gli altri a seguire.

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  4. Posto brutto,servizio in retromarcia piatti monoto ni spesa eccessiva!!!!3 ganasce + mi sembra già tanto!!!!allo stersso prezzo mangio da Aphrodite mille volte meglio!!!

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  5. ..è vero ogni tanto il gestore rallenta la marcia, ma di sicuro è uno dei pochi ristoranti dove si è sicuri di gustare novità e mai troppo azzardate, sempre ben equilibrate. Posto molto attento alla pulizia e alla freschezza degli ingredienti, lo so per certo! e per i vini la carta non serve..il gestore ne sa una più del diavolo e preferisce consigliare sempre al meglio in base al menù e alle esigenze sia di palato che anche economiche.E’ sempre un piacere tornarci a mangiare.

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  6. esperienza ATROCE,
    devo necessariamente dissentire con il voto….
    arrivo dopo aver regolarmente prenotato, 20 minuti di attesa per sentirmi solo chiedere acqua liscia o frizzante….. e null’altro…. (preciso c’erano 3 tavoli occupati da 2 persone ognuno… ma l’oste si intratteneva bellamente a chiaccheracon il tavolo a fianco al nostro, ho veramente pensato di alzarmi e uscire….)
    45 minuti di attesa per l’ordine (e con l’ordine arriva l’acqua….), e scopro non esiste la carta dei vini….. e siccome di vini qualcosa ci capisco, o è un errore (e allora fatti una lista con i prezzi….) o mi sento vittima di tentata truffa quando mi si richiedono certe cifre per vini che ne costano 1/5…. ok il guadagno ma a tutto c’è limite…..
    ora un posto non certo da 4 soldi che si presenta così con un’attesa snervante, senza musica, sottopiatti di plastica veramente dozzinali, già la serata che doveva essere “romantica” è diventata tutt’altro, se poi si aggiunge una cucina decisamente altisonante nei nomi ma che non sa assolutamente andare oltre qualche buona idea di abbinamento direi tre ganasce meno meno per dare il beneficio del dubbio e tenere conto dellle altre ottime recensioni….
    io nonciritorno…..

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  7. Per una cena romantica con la mia compagna (di vita e di tavola), dopo aver letto tante invitanti recensioni – non solo su questo sito -, mi sono affidato per la prima volta all’Artilafo.
    Locale molto accogliente e curato, musica non invadente e atmosfera piacevole.

    In due, quindi, abbiamo ordinato:

    2 antipasti: un budino di zucca gialla, molto gradevole, (8€) ;
    una razza scottata con crema alla vaniglia e polentina al nero di seppia, veramente deliziosa (10€).
    1 primo: ravioli su fondo bruno (?) con tartufo (10€).
    1 secondo: “croccante” di costolette d’agnello (18 €) con tartufo.
    niente vino

    Abbiamo poi degnamente concluso con:

    2 dolci: un semifreddo al torroncino e un tortino al cioccolato (6+6€),
    accompagnati da un bicchiere di zibibbo (3€).

    Spesa totale: 63 euro + 6 euro di servizio.

    Nel menù erano compresi 3 antipasti, 3 primi e 3 secondi di terra e altrettanti di mare, una scelta forse un po’ limitata ma credo giustificata dall’elaborazione dei piatti e dal fatto che le pietanze variano spesso.
    Il cestino comprendeva vari tipi di pane.
    I piatti erano tutti ben fatti, saporiti al punto giusto, gradevoli alla vista e al palato.
    Quello, a mio avviso, più riuscito ed originale è stata la razza scottata alla vaniglia, dal sapore molto particolare e completato da uno sformatino di polenta nera.
    I ravioli, sette a forma di mezzaluna, avevano un ripieno di carne molto intenso e succoso, ma non hanno convinto la mia compagna.
    Il “croccante” consisteva in pratica in tre buonissime costolette d’agnello avvolte in pasta sfoglia, con un piccolo accompagnamento di spinaci e (mezza) patata arrosto.

    Per quanto riguarda invece le quantità, le abbiamo trovate un po’ scarse, almeno in rapporto al prezzo;
    ma ammetto che le scaglie di tartufo sul primo e sul secondo piatto erano abbondanti e profumate.
    Siamo usciti quasi sazi (io un po’ meno, lei un po’ di più), ma non completamente soddisfatti.
    Diciamo che per appagare delle buone ganasce sarebbero serviti due pasti completi dall’antipasto al dolce, quindi la spesa sarebbe lievitata fino a quasi 100 €! Un po’ caruccio per un lauto pasto!
    Ad esempio, nel primo piatto sarebbero entrati benissimo altri due-tre ravioli, mentre nel secondo non avrebbero certo sfigurato alcune patatine in più a fungere da contorno, visto che nel menu non c’era la scelta separata dei contorni… ma tant’è: evidentemente alcuni ristoratori hanno preso alla lettera l’invito di qualche anno fa del ministro Sirchia sulla riduzione delle porzioni al ristorante!
    Il servizio è del 10%, che trovo un po’ caro, soprattutto sopra i 50 €, e che secondo me potrebbe benissimo essere incluso nel prezzo delle pietanze. Tra l’altro mancava anche un aperitivo, un’entratina o qualche altra piccola attenzione che, visto il costo, ci saremmo aspettati!
    Il servizio è stato comunque rapido ed efficiente.

    Nel complesso sono rimasto un po’ perplesso: la serata si è rivalata piacevole ma senza quel quid in più.
    Quindi d’istinto affibbierei all’Artilafo 3 ganasce, non molto di più.

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  8. Per me l’ artilafo a Pisa se non è il numero uno è almeno fra i primi 3.
    PEr me il grande pregio è il frequente cambio di menù, gli accostamenti che a occhio sembrano forse strambi ma non sono certo folli e che coumunque al primo assaggio fugano ogni dubbio..l’ ultimo piatto a cui darei una lode è la pasta ai mirtilli (nel senso che l’ impasto conteneva mirtilli) al ragù di pecora. Noi beviamo poco vino e quindi prendiamo sempre il bicchiere, ma devo ammettere che non avere una carta dei vini può mettere in difficoltà i clienti visto che tutti sappiamo che differenza fa sul conto prendere un vino o l’ altro. E comunque stasera ci ritorno!! (con un sorriso)

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    1. Dio perdoni l’Artilafo…

      Veramente l’altra sera, dopo il cinema eravamo diretti verso l’amato Al Madina, in via San Martino, ma per nostre sfortuna, siamo passati davanti al rinomato Artilafo.
      Leggendo il menù dell’Osteria dell’Artilafo, non poi così caro, siamo stati attratti dai fiori di zucca fritti con le acciughe. E siamo entrati.

      La sala dell’osteria è accogliente e ben decorata, con il suo scaffale pieno di bottiglie, i suoi quadri preziosamente incorniciati e i colori caldi.

      Vediamo il seguito.

      I fiori di zucca non c’erano più. La nostra fame essendo piuttosto ridotta, ci siamo orientati verso il baccalà fritto con le verdure fritte e la faraona agli agrumi; come contorni, patate al forno e peperoni friggitelli.

      Il baccalà e le verdure erano avvolti in una pastella che sembrava cemento armato (ô i tempura giapponesi…), e non solo! Molto probabilmente fritti in un olio dubbio e riscaldati.

      La faraona? Buona idea, gli agrumi, ma che pessima qualità! Farinosa, grassa, molliccia: nemmeno la peggiore tavola calda, con il pollo a quattro euro!
      Le patate erano in perfetta armonia con la faraona: vecchie, unte, scaldate et riscaldate!

      L’acqua minerale è arrivata tiepida. L’unico punto positivo: il vino, un quarto della casa discreto, e i friggittelli che erano miracolosamente scampati alle successive ondate di riscaldamenti.

      Il risultato? Una notte agitata da una pessima digestione. Un luogo tossico dunque che ci ha definitivamente tolto la voglia di provare il ristorante e ci incita oggi a raccontarvi l’accaduto.

      Da segnalare: il ristorante è consigliato in un fascicoletto pubblicato dalla Regione Toscana, insieme ad altri ristoranti, tutti cari e “sciccosi” e globalmente molto cattivi. Strano, no?

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  9. Allora è vero: L’ Artilafo o lo ami o lo odi! (io faccio parte di chi lo ama)
    Sulla parte Osteria devo dire però che nemmeno noi siamo stati molto soddisfatti quando l’ abbiamo provata; credo che la loro cucina migliore sia quella che hanno sempre fatto: elaborata e fantasiosa.
    Inoltre la differenza di prezzo fra il menù osteria e il menù ristorante non è poi abissale, mentre la differenza fra i piatti proposti si sente.

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  10. Io ci sono stato un paio di volte all’anno negli ultimi anni:
    IMHO qualche anno fa era tra i migliori ristoranti di Pisa e stava sulle 4 ganasce, ora e’ nella media ed e’ sceso verso le 3.
    Magari e’ ancora tra i migliori posti in centro, ma piu’ per la poverta’ di alternative che per meriti suoi.
    Per es. qualche anno fa l’avrei messo una spanna sopra La Mescita (che nel frattempo ha cambiato gestione), ora mi sembra una spanna sotto.
    E al momento mi sembrano superiori anche l’Osteria dei Cavalieri e Beny.

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  11. Noto con piacere che ci sono pareri decisamente contrastanti su questo ristorante. Per fortuna non sono la sola a scrivere male di questo posto.

    Lasciando perdere il gusto per l’arredamento che può essere molto soggettivo, il cibo non è affatto all’altezza delle 4 ganasce date dall’autore del post.

    In 2 abbiamo ordinato:

    – sformatino di funghi e zucca gialla (un piatto anonimo nel sapore e nella presentazione)
    – capaccio di coniglio al balsamico (2 micro pezzetti di coniglio con aceto balsamico sopra. Deprimente)
    – tagliolini al tartufo di San Miniato (un piatto orripilante: il tartufo era inodore e insapore e la pasta cosparsa di panna da cucina)
    – fettuccine di grano saraceno al sugo di lepre (poco condite)
    – 2 bicchieri di vino sangiovese

    Il tutto per 52€ totali

    Oltre alla scarsa qualità del cibo, quello che mi ha maggiormente infastidito è stato il servizio. In soli 40 minuti abbiamo preso posto, scelto cosa ordinare, ordinato, mangiato e chiesto il conto. Veloce, decisamente troppo veloce per lasciarmi pensare che i piatti fossero espressi. Per avere il conto sono passati ben 35 minuti. Davvero troppo lenti.

    A mio avviso le ganasce dovrebbero scendere a 2.

    Sicuramente io non ci ritorno più!

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  12. E’ vero che i gusti son gusti e che perlopiù non val la pena disquisirne. E’ vero che una o due serate non fanno testo più di tanto, statisticamente parlando. Ciò detto, e per quanto possa valere un’opinione, ritengo che l’Artilafo sia da sempre un locale estremamente sopravvalutato – molto sopravvalutato – da tutti i punti di vista: sia come proposta gastronomica che come servizio, che – infine – come taglio generale. La proposta. di recente istituzione se non sbaglio, di differenziare una sezione “osteria” e una “ristorante”, con relativi menù, sembra più un pretesto per ribadire una raffinatezza di cui la gestione si autoinveste che una realtà di cui si poteva sentire il bisogno. La nouvelle cuisine (scritta Nouvelle Cucine sul sito) che ritenevo giustamente & finalmente defunta, torna a far capolino, a ribadiree una vacua pretenziosità che si merita, di conseguenza, una ganascia scarsa. No, non so voi, ma io NON ci ritorno.

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  13. Leggendo gli ultimi commenti poco entusiamanti, si evince una caduta di stile, anzi una vertiginosa picchiata ! Mi spiace, ho sempre ritenuto fosse un locale valido, senza esserci mai stato, purtroppo, specialmente in passato quando godeva di ottimo credito ! Aime’, anche stavolta, il treno della ristorazione eccellente non ferma a Pisa centro !

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  14. passat veloce all’Artilafo dopo molto tempo si prova in sei la “variante” Osteria a prezzi popolari . Si pensava di sistemarci nella saletta iniziale e invece siamo nella terza sala .. il locale è sempre elegante . Evidendemente le richietse per il menù da Osteria si stanno allargando e almeno nel nostro caso erano circa il 70% dei posti rispetto al resto , sei / sette scelte tra antipasti primi secondi e dolci . Antipasti 4€ primi a 7€ secondi a 10€ e dolci a 3€ . Come vino della casa un rosso della Badia di Morrona buono.
    Vista la fretta optiamo per primi e secondi . 2 topini al gorgonzola, 2 maccheroni al guanciale e pecorino 2 testaroli al ragù di cortile . Tutti Ok con servizio veloce e simultaneo . Per secondo si è scelto 2 anitra alla cacciatora 1 coniglio in dolceforte 1 polpo cacciuccato 2 stoccafisso con le patate . Piatti tradizionali ma ben cucinati . Le porzioni sono buone . in tre abbiamo preso anche il dolce . Spesa 21,50€ a testa .. ci si ritorna !!!!

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    1. allora un trenino s’e’ fermato a Pisa centrale 🙂 anche come osteria e’ ben accetta la buona cucina 🙂 M8 andavi come un treno, potevi farti un panino 😀

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      1. in effetti ho scritto velocemente … sai con questa formula penso si sia ritagliato uno spazio in particolare per la tipologia di zona ” via san Martino” . Il locale quando siamo venuti via era strapieno e spero che il servizio non ne abbia risentito . Del resto la formula POPolare al momento tira . In pochi metri “Da Undici” “Al Madina” e “Artilafo (formula Osteria) tre locali di cucina popolare pieni zeppi con un offerta di ristorazione seppur diversa ma sempre a prezzo contenuto .

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  15. Hidden due to low comment rating. Click here to see.

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  16. Con la crisi l’osteria ha preso quasi tutto il locale , lasciando solo una stanza al ristorante, deserto quando ci sono stato io ! Certamente , pur mangiando cose semplici e ben cucinate, lo spirito del locale mi viene un po a mancare ! Il ristorante , diciamo pure di lusso , che ha conosciuto momenti di gloria, ora trasformato in trattoria per andare avanti , mah ! Tutto comprensibile, ma non mi entusiasma troppo l’idea! Mi vien piuttosto da pensare che cenare alla carta non sia piu’ molto conveniente, con un rapporto qualita’ prezzo forse troppo sbilanciato ! Non ho provato , resterà solo un dubbio 🙂

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      1. leggo dopo un anno l’ammonizione 🙂 🙂
        io avevo affermato di esserci stato “deserto quando ci sono stato io “.
        Casomai mi son dimenticato di recensire la cena ( son sonato pensavo di aver scritto qualcosa in piu’) e che adesso non posso ricordare esattamente !
        La sensazione e’ simile a quella che dice l’oste, che in tempo di crisi, e’ un ottimo rifugio cittadino 🙂

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  17. Ci sono tornato dopo secoli (c’ero stato due volte, attorno al 2006-2007) la settimana scorsa. Sembrava tutta osteria, forse solo un tavolino in fondo, occupato da una giovane coppia, era in modalità ristorante. Ero con un gruppo di amici, abbiamo prenotato in modalità osteria.
    Tutti abbiamo preso solo due piatti (antipasto e primo oppure secondo e contorno) più il dolce, perché reduci da un abbondante aperitivo. Io ho mangiato un buon tortino, mi pare a base di puntarelle e acciughe, e degli spaghetti alla chitarra con sgombro e cipollotti. Per dolce una bavarese.
    Tutto buono certo, e anceh gli altri commensali erano soddisfatti. Da 3 ganasce e mezzo, forse quattro per premiare un pizzico di fantasia. Ma mi rimane la nostalgia per quando era tutto ristorante, e la creatività la faceva da padrone in tutti i piatti. Mi è pure venuta voglia di riporvarlo in modalità vecchio stile, ma la moglie ha obiettato che la trasformazione in locale misto gli ha tolto fascino.
    Che dire? Forse in tempo di crisi è normale che sia così. In fondo abbiamo speso poco meno di 25 euro a testa bevendo il più che decente vino della casa e mangiando bene. Lo consiglierei a degli amici che vogliano mangiare bene spendendo il giusto. Ma come avete capito un po’ d’amaro in bocca mi è rimasto.

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  18. Questo è un esempio di ristorante che si è saputo reinventare e che con poco, senza essere disonesto, riuscirà sicuramente a stare a galla. Sono stata in questo posto più volte quando era solo un ristorante e venerdì scorso per la prima volta l’ho provato come osteria. Quando era ristorante era buono e fantasioso ma, onestamente, troppo caro per le mie tasche, anche considerando che spostandomi da Pisa con lo stesso prezzo avrei mangiato in posti a me più graditi. Non ero una gran frequentatrice, quindi. La versione osteria mi ha convinto molto di più, e ne spiegherò le ragioni: 1) piatti originali e ingredienti di buona qualità 2) ambiente non troppo chiassoso 3) prezzo di antipasto+primo+dolce più vino della casa (mezzo litro in due) 20 euro. Chi abita a Pisa sa bene che a questo prezzo difficilmente si riesce a mangiare più portate seduti in un ristorante. Ci sono invece tanti posti fintamente economici, estremamente chiassosi e con qualità del cibo scadente (notare che non faccio nomi). Quindi da oggi in poi se vorrò concedermi una cena tranquilla con cibo onesto senza svenarmi opterò sicuramente per l’Artilafo 🙂

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  19. ricordi qualcosa del menù?
    la mia visita e’ troppo datata, di almeno un anno fa, sarei curioso di fare un ripasso 🙂
    ciao!

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  20. I due antipasti: terrina di carne all’arancia (buona e delicata), tortino al gorgonzola (buono), per primo mezze maniche al ragù d’anatra (ottime) e paccheri con baccalà e broccoli (mi hanno convinto meno, ma non li ho presi io). Dolce al cioccolato discreto. Vino della casa rosso 8 euro mezzo litro diciamo ampiamente decente. Il menù credo cambi abbastanza spesso.

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  21. Non trovando posto a Lucca in nuovo locale, mi soro orientato su Pisa (abito in mezzo e posso scegliere 🙂 ) ricordandomi del commento di Loquilla ho rifatto visita all Artilafo.
    Adesso e’ solo osteria , almeno così reca scritto, fuori del locale, un cartello sopra il vecchio menu’ del ristorante.
    Capo Ganascia, la rece ora risulta un po’ inattendibile, valutare la nuova veste e le ganasce eccessive !
    Detto questo, per dover di cronaca, rimane un buon posticino centralissimo e che prende clienti anche in tarda serata (ho visto accettare delle persone alle 23,30).
    Menu’ semplice, poche portate , ma la scelta non manca ugualmente.
    Ho mangiato un tortino di polenta con polpo in umido, come starter, e ricciola al forno con verdure, come secondo piatto.
    Buono e ben misurato l’antipasto, ottimo il pesce, anche se in quantita’ mooolto parsimoniosa 🙂
    Come dessert una torta tatin.
    Mezzo litro di vino rosso, buono ma dai costi a parer mio eccessivi 8 euro1/2 lt
    Per la serie comprandone una damigiana da 54lt spendeste 864 euro 😀
    Mon solo in questo locale i vini sfusi sono sovrastimati , e’ molto diffuso il fenomeno 🙂
    Chiusa parentesi vino, le varie portate hanno prezzi molto buoni !
    Spesa con caffe’ finale 24 euri
    Ora, sono tornato con piacere e ciritornerò sicuramente volentieri, ma permettetemi due considerazioni, non critiche, un paio di cose che mi hanno fatto sorridere.
    Il campanello per entrare, la porta d’ingresso resta perennemente chiusa , e la clientela e’ costretta a suonare per farsi aprire.
    immaginatevi voi, tra la gente che esce per fumare e quella che sta cercando un tavolo per cenare, che strimpellio di campanello vien fuori 😀
    Non giudico, ne suggerisco soluzioni, sorrido e basta 🙂
    Una parolina d’inglese, almeno da parte della giovane cameriera, vista la clientela soventemente estera in giro in citta’.
    Inizialmente per far scegliere le portate, ad una coppia che parlava solo inglese, mi son quasi sentito in obbligo di dare una mano, ma ho desistito (lo parlo malissimo, ma due cose di cucina le saprei tradurre, almeno credo)
    Dopo il proprietario ha portato una bottiglia di vino e, con tutta la simpatia che volete, ha spiegato e decantato le caratteristiche della bottiglia in toscano, del tipo : e’ un vino rosso molto buono , lo fanno a bolgheri, e’ un antinori etc etc 😀
    che vino era ?
    niente pubblicita’ occulta ! 🙂
    comunque il vino era buono davvero, e se lo son trincato anche in italiano 😀
    Se vogliamo l’atmosfera da osteria e’ sicuramente garantita, trovo la cosa divertente 🙂
    Saluti

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