Ristorante La Gioconda – S.Miniato

Complice il mio amico mantovano, sabato abbiamo approfittato per fare un giro nelle zone di S.Miniato e per una bella mangiata di Tartufo. Il locale si trova in una località amena di S.Miniato chiamata La Serra. Non mi chiedete come arrivarci perche io stesso non ci saprei ritornare senza l’ausilio di un GPS.
Il locale è carino e accogliente (dall’esterno non si direbbe) e chiaramente l’ingrediente di punta e che la fa da padrone e’ il tartufo. All’ingresso ti avvertono subito con affissioni varie del prezzo attuale al Kg, cosi’ ti metti l’animo in pace ed il portafoglio pure. Personalmente ho molto gradito
le tagliatelle ed il petto d’anatra al tartufo.
Qualità decisamente buona dall’antipasto al dolce. Peccato che la cantina non sia molto fornita ed alla fine, male per male, si pasteggia con un vino locale della casa.

Prezzo: dipende dal “TartufoTel”, ma rassegnatevi ad un prezzo abbastanza alto. Dai 55 ai 65 euri, e considerato che il vino non è un granchè, non è certo poco. (Noi in quattro abbiamo speso circa 250 Euro). Se non vi piace il tartufo il gioco non vale la candela.
Parere del bicipite: Ci si sta bene, ci si mangia bene, ma si spende. Uno di quei posti dove ci si va di raro per togliersi uno sfizio.
Il Voto: 3 ganasce / Vino: 1 ganascia / Prezzo: 1 ganascia morta

Trattoria Alla Giornata – Pisa

Sabato scorso (il 10 dicembre) ho approfittato di una interessante cena “Cinta senese e vini di Montalcino” per tornare alla Trattoria alla Giornata. La Trattoria si pregia di una cucina di stampo tradizionale con frequenti guizzi d’innovazione, ottimi gli gnocchi (fatti a mano) con verza e salsiccia di cinta, a volte stupefacente il brasato di mucco pisano al brunello. La cantina è molto ben fornita con diverse chicche (qui ho potuto bere, tempo addietro, una delle ultime bottiglie dello scomparso Poggio alle Gazze).
L’ambiente è piacevole e ordinato, anche grazie alla padrona gentile e ciarliera, ottima conoscitrice di vini che vi darà soddisfazione.
Prezzo: con una bottiglia buona da 30 euro in su, ma se volete super vini sarete accontentati.
Parere della Ganascia: Ci si mangia molto bene e si spende il giusto. Unica cosa, a volte mi piacerebbero dei dolci un pochino più stuzzichevoli, forse l’unico punto debole…

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Aggiornamento Ottobre 2006.

Dopo una cena sontuosa – paccheri con passatina di ceci favolosi, ottime pappardelle al ragu, petto d’anatra al brunello e porcini fritti – terminata con dolci all’altezza – Una charlotte al cioccolato pefetta e un altrettanto perfetto sorbetto di mela al calvados ho deciso di elevare il voto di mezza ganascia.

A maggior merito, una fornita selezione di mezze bottiglie di vini di pregio: sperimentazione di lusso a prezzi abbordabili!

Il voto: 4 ganasce

L’Artilafo, ristorante – Pisa

Qui si va sui grossi calibri. L’Artilafo da qualche anno mi si riconferma come miglior ristorante di Pisa, da quando è in via San martino poi è addirittura migliorato. L’ambiente è diviso in salette quasi monocromatiche e divertenti, d’estate c’è un giardino a disposizione sul retro.
Il menu si articola in tre linee: la prima pisano/tradizionale, la seconda più d’invenzione, la terza senza limiti. Generalmente mi piace pescare tra le ultime due, che spesso offrono pietanze mirabolanti e sempre variate (un fagottino al fegato d’oca con crema di zucca, delle favolose tagliatelle al ragu di fave, un favoloso piccione semidisossato in crosta per citarne qualcuna). Insomma: sempre qualcosa di nuovo.
Mi spiace un po’ per la mancanza della carta dei vini, ma so che la cantina è fornitissima, e il gestore sa sempre consigliarvi il vino adatto senza strafare (economicamente).
Prezzo: sorprendentemente si può cenare anche da 30 euro in su, sempre che non indulgiate in preparazioni particolarmente costose o vini “pesanti”.
Parere della Ganascia: darei il massimo dei voti in generale, se non fossi stato da Bibere, ma sicuramente in Pisa l’Artilafo rimane imbattibile. Se cercate un posto dove scoprire sempre cose nuove precipitatevi subito.
Il Voto: 4Ganasce (+ mezza ganascia)
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Aggiornamento del 29 Maggio 2006

Niente da fare: sono tornato l’altra settimana all’Artilafo e: spettacolo! Una cena clamorosa dove spiccavano particolarmente i secondi, tra i quali un agnello in crosta di pane e aromi e un petto d’anatra caramellato con aceto balsamico e salsa alla zucca incredibili.

In più: favoloso (e abbordabilissimo) bolgheri rosso Costamagna 2004 (cabernet+merlot).

Tolgo l’ “a volte” dal voto. Questo è un ristorante dal qualche esco sempre con un sorriso da qui a là…

I Pisani più schietti – Manifestazione Pisa

Caro Ganascione,

se proprio ci tieni ti dirò la mia sulla lodevole manifestazione.
Mi sembra che ci siano 4 o 5 temi interessanti da analizzare:
1) Location (dicono quelli fighi)-Il posto dove si svolgeva il tutto (dico io che sono uno sfigato)
Probabilmente migliore del santo in Fossabanda, almeno non c’erano quegli allucinanti ingorghi, ma lo spazio per le aziende era ridicolo, praticamente un banco delle elementari. Ovviamente il tutto poteva essere evitato non trasformando la manifestazione in una fiera di paese con oli, formaggi, salumi eccetera (praticamente occupavano metà dello spazio), ma sembra che oramai al carretto del vino ci si debbano aggrappare tutti.Voto 6
2) Organizzazione.
Qui ci sono da fare dei distinguo: l’organizzazione pratica mi è sembrata più volenterosa che efficace, era chiaro che non avessero la più pallida idea di cosa fosse una manifestazione sul vino e hanno fatto quel che hanno potuto, poco!
Spesso le sputacchiere erano stracolme, il sospetto è che somigliando pericolosamente a dei tetri orinali qualcuno ne abbia fatto un altro uso, riempiendole all’inverosimile.
Quando c’è del vino da assaggiare c’è sempre qualche cosa da sgranocchiare, basta del pane a striscioline, costa poco ed è efficace, al Merano Wine Festival c’era del pane carasau, la classe non è acqua!
Alcuni produttori si lamentavano, giustamente , che non ci fosse nulla per tenere in fresco i vini bianchi, infatti erano caldissimi, anche se non credo che il freddo li avrebbe miracolati.
Non si può far pagare solo 5€ per il bicchiere e permettere alla gente di entrare portandosi il bicchiere da casa, Pisa è notoriamente una città di pellai e la manifestazione era piena di briai che hanno trovato più conveniente PisaVini a qualsiasi birreria.
Vabbè diamo un 6 di incoraggiamento
2bis) Organizzazione amministrativa, intendo quella svolta dai politici.
A loro notoriamente non gliene frega praticamente niente che le cose riescano bene, l’importante è “mantenere gli equilibri”, vino,olio, formaggio, salumi,pane, cioccolato,pasta e perfino una bella banda a fare più casino di quel che ci fosse, il prossimo anno consiglio anche trampolieri, ballerine e domatori di belve feroci almeno Canale 50 avrà ancora più cose da riprendere.
Voto:mi astengo per prudenza
3)Le vere star

  1. I punkabbestia briai mezzi, però si divertivano voto 8
  2. Le bimbe tutte tirate, gli hanno detto che girare il bicchiere di vino va di moda come gli stivaloni e loro c’erano! Voto 7 per la costanza
  3. Le sputacchiere, fantastiche! Nere e a forma di orinale!! Voto 8 per il coraggio
  4. Chi ha scelto le sputacchiere. Voto 8 se è fuggito in Equador, voto 10 se è sempre a Pisa
  5. I sommelier, veramente un tocco di classe con la loro bella divisina stantia! Non ho ancora capito perché siano così seri, ho sempre creduto che il vino fosse una cosa divertente, né perché per assaggiare il vino ci si debba mettere in uniforme, ma soprattutto non ho capito perchè nel 2005 la loro divisa debba somigliare ai vestiti di Raoul Casadei degli anni ’70. Mistero!
    Voti:
    Sommelier AIS:5 hanno almeno la sicurezza di quelli che, ora, hanno in mano il pallino.
    Sommelier FISAR:3 sembrano i nobili decaduti della corte papalina romana, tanta (vecchia) forma e poca sostanza.

4) I vini pisani dimenticavo, ma in fondo tutto lo show era dedicato a loro.
Se qualcuno di voi ha sentito qualche cosa di vagamente originale me lo dica, io mi devo essere distratto.

  • Unica eccezione Villa Vestri, forse non i vini migliori, ma qualche cosa che faccia pensare ad un progetto, un’idea. Mi è piaciuto il loro Sangiovese dal colore scarico, migliora il loro vino di punta, mi sembra si chiami Notte, diventa più elegante e smette di voler stupire con i muscoli. Voto 7,5
  • Marvia 2003, credo sia 100% sangiovese , credo sia di Panta Rei, a me è piaciuto, non so il prezzo e non lo voglio sapere,potrebbe rovinarmi la festa!Sapeva di Sangiovese non era eccessivo. Voto 7
  • Tassinaia 2002, a mio avviso il vino migliore, il 2002 è stata una pessima annata, ma credo che nel Tassinaia ci siano finite le uve del nobile fratello, l’inutilmente caro Lupicaia, se è vero che non hanno fatto il vino di punta vanno elogiati, una prova di serietà non comune di questi tempi, avete visto il Sassicaia 2002? Voto 7,5
  • Un ciliegiolo di azienda sconosciuta che mi hanno detto di assaggiare, bendato lo avrei scambiato per un Trebbiano, fantastico!!! Voto 2
  • Vicerè, si strozza, nel Molise costerebbe la metà.Voto 6
  • La massa informe dei vini presentati. Voto 3 di incoraggiamento
  • Tenuta di Ghizzano.Essendo la migliore azienda della provincia di Pisa (provincia notoriamente adatta alle colture cerealicole) si merita un ovvio e tondo 10 e lode. Veniamo ai vini:Tenuta di Ghizzano, avevamo bisogno di questo vino! In ogni caso l’oggetto misterioso si lascia bere e con i tempi che corrono non è un male.
    Veneroso, me lo hanno portato, non so che annata fosse, era vuoto sia al naso che in bocca, ho avuto il sospetto che si fossero sbagliati a portarmi il vino, ma mi hanno assicurato che fosse lui. Mistero!
    Nambrot, centellinato in omeodose, menomale!

Saluti e baci

Trattoria di Montemagno – Montemagno di Calci, Pisa

Inerpicatevi lungo la strettissima (e unica) stradina che dalla Certosa di Calci va verso Montemagno, mollate la macchina al posteggio all’inizio del paesino, e fatti pochi metri in salita arriverete alla trattoria. Il locale è improntato al recupero della vecchia trattoria stile antico, nei pregi e nei difetti.
Pregi: il livello della cucina è decisamente interessante e il menu cambia spesso, i piatti semplici e molto ben realizzati, il prezzo è abbordabile. D’estate si mangia in piazzetta al fresco.
Difetti: ci si pregia di un certo poverismo vecchio stampo, di conseguenza il vino è orribile senza rimedio.
Piange il cuore dover accompagnare una zuppa di cipolle gratinata di ottimo livello o un’ottima pappa al pomodoro con un rossaccio locale acquiglioso e insapore, o una torta al cocco mirabolante con un vinsanto molto andante.
Prezzo: anche da 15 euro in su.
Parere della Ganascia: Sarei disposto a spendere 5 euro di più per avere vini all’altezza, è un peccato sprecare così un livello di cucina più che buono. O almeno: me lo posso portare il vino da casa?
Voto: 3Ganasce, vino 1ganascia


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