Ristorante V. Beny – Pisa

Per cosa stia la V. non saprei, però sono ritornato da Beny (in Piazza Chiara Gambacorti, o meglio Piazza la Pera, a Pisa) dopo parecchio tempo che mancavo.
Il locale non è cambiato, piccolo, accogliente, di gusto, pochi coperti (forse 30). Beni continua a proporre una propria idea di cucina di alta qualità e “minimo impatto”: pochi ingredienti nei piatti per esaltare le materie prime freschissime, pochi trucchi. Il risultato è un menù ottimo ma a volte leggermente ripetitivo.
Il menù non c’è, o meglio, ti viene raccontato dal maitre Damiano che ti decrive i piatti della serata con un piacevole birignao. Grande novità la carta dei vini, prima assente, ora piuttosto dotata e ovviamente molto raccontata, come nello stile del ristorante.
Il menu della serata:

  • uno sformatino di zucca alla noce moscata con una fondutina di pecorino e tartufo primaverile veramente piacevole
  • ravioli ripieni di rombo e ricotta con sughino di seppia e pomodoro, leggermente sbilanciati: pasta ottima e sottile, ripieno che non si sentiva insieme al sugo più saporito – ma molto buono. In effetti io non sono un amante dell’abbinamento pesce-ricotta, volendolo mantenere servirebbe forse un sugo più leggero.
  • Trancetti di rana pescatrice allo scalogno e pomodoro. Ottimi senza se e senza ma.
  • Sorbetto alla mela verde al calvados. Paradisiaco.

Insomma, un ritorno da Beny in grande stile. Il livello di cucina è sempre molto alto, il servizio all’altezza.
Prezzo: ero invitato, ma se ricordo bene il prezzo parte da 30 euro in su.
Voto: 4 ganasce comode comode

Aggiornamento 3 marzo 06

Sono tornato con la Signora Ganascessa Moglie da Beny e devo aggiungere qualche considerazione.

  1. L’antipasto calamari e seppie con radicchio
  2. I ravioli di carciofi con sugo di carciofi e pancetta erano buoni ma poco amalgamati col sugo
  3. I filetti di mormora al cartoccio con pomodorino e vongole entrano a pieno diritto nella mia personale top ten di sempre
  4. Prezzo: 50 euro a chiorba per una cena di 4 portate con vino (ribolla gialla del Collio) da 21 euro.

Rimane la considerazione generale sulla cucina: un pochino ripetitiva per tecniche e ingredienti ma attentissima alla qualità dei medesimi e alla preservazione dei sapori originari.

10 pensieri su “Ristorante V. Beny – Pisa

  1. ristorante Beny in Piazza la Pera. Ci sono stata a cena dopo aver letto una buona recensione su questo sito. A differenza di Anonymous ho trovato ottimi i primi piatti, in particolare i ravioli ripieni con condimento di totani (anche se non artigianali erano deliziosi). Buono l’aqntipasto di radicchio ripieno di formaggio caprino. Senza infamia e senza lode la famosa crema calda con frutta e cioccolato. Bello l’ambiente, un po’ stucchevole e falsamente gentile il maitre. Tutto sommato un buon ristorante. Grazie per la segnalazione!

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  2. A mio avviso Beni fa parte dell’ understatement della gastronomia pisana. Meriterebbe (in poche parole) qualche menzione in più. Ci sono stato con la gentile consorte proprio qualche giorno fa. Il locale è arredato con gusto retrò. Pochi tavoli e tanta voglia di parlare. Via i cellulari dunque e la parola passa al proprietario che con mimica esemplare illustra i piatti. Piccola pecca? non ci da i menu e la carta dei vini.
    Un prosecchino e focaccia appena sfornata. Bene!

    Gli antipasti sono delle vongoline veraci con carciofi ed un tortino di un tubero (ohimè la memoria non mi permette di ricordarne il nome) con moscardini in salsa rossa. Buoni.

    I primi sono invece degli gnocchetti con gli stessi moscardini e uno spaghetto alla chitarra con scampi e radicchio. Buonissimi. Cucina essenziale con buone materie prime. Niente trucchi e niente inganni.

    Come dolce un sorbetto di pera con cioccolata. Buono. Tralasciamo caffè ed ammazzacaffe per andare dritti al conto. Meno di 40 euro a testa, incluso acqua e lo stesso collio bevuto da Roi Ganascià.

    Possiamo ritornarci con grande serenità.

    Piesse: Oh Ganascia ho scritto ammodino????

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  3. io ci sono stata ieri sera e il giudizio è a metà. L’antipasto (zuppetta di vongole e verdure) era un po’ un’accozzaglia, ma soprattutto tanto salato da rasentare l’immangiabilità. Il secondo, filetto ripieno di prosciutto dolce e formaggio, obiettivamente ottimo. Il dolce, semifreddo di fiordilatte e frutti di bosco, molto buono ma non era per niente un semifreddo! Piuttosto un budino.

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  4. sono stato più di una volta da Beny ed ho sempre mangiato ottimamente.
    Ai tavoli c’è Damiano ed un aiuto. in cucina la moglie di Damiano.
    ….pare che Mastroianni abbia suggerito a Damiano di intraprendere la carriera di attore….tanto è rimasto dal racconto delle pietanze e dei vini…
    Loro presentano sempre le solite cose e per le variazioni si affidano agli aficionados.
    Sono bravi ad esaltare le verdure…a volte prendiamo 3 antipasti.
    ottima cantina…lasciatevi suggerire da lui ottimo anche il finale.
    costa un pò ma ne vale la pena.
    questa è la mia opinione.

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    1. Sono stato stasera da Beny come “ripiego” delle colombaie che il lunedì è chiuso. Cercavo qualcosa di sicuro; c’ero già stato anni fa varie volte visto che abito nei paraggi. L’ambiente è piuttosto intimo e accogliente. Siamo io e signorina compagna ganascessa ancora un po’ appesantita dai pasti festivi. Si principia con un prosecco offerto da Damiano. Gesto carino. La scelta del menù è anche fin troppo lunga in relazione alla freschezza delle materie prime e addirittura qualche piatto disponibile non è incluso nella lista. Da bere prendiamo acqua e 2 bicchieri di vino (una bottiglia è troppo per noi). Questi ultimi sono un malvasia e un nero di casanova (3 e 3.50 euro). Gli antipastI: involtino di radicchio rosso ripieno di formaggio caprino gratinato al forno (7.20 euro) per me e zuppetta di ortaggi con pancetta e ricotta affumicata (8.50 euro) per lei. Non male come piatti. Il formaggio caprino molto saporito ma allo stesso tempo delicato. La zuppa era dominata dal sapore della cipolla. Quantità medio/scarse ma è giusto così. I primi: Gnocchi con carciofi, lardo e pecorino per me e paccheri con pescespada, pomodori secchi e pinoli (questi piatti erano un’esclusiva del giorno, quindi non presenti nel menù). Buoni i carciofi visto anche il periodo, nei paccheri il gusto dei pomodori era un po’ troppo invadente e non lasciava spazio al pescespada. Il secondo l’ho preso solo io: un filetto farcito con prosciutto semidolce e parmigiano rosolato con vino (23.50 euro). Buono, sono un amante della carne. Il parmigiano affogava la carne e cercava una sua autonomia gustativa. La scarpetta è stata d’obbligo con le squisite schiacciatine. Dolci: torta (impasto di mantovana) con farina di castagne farcita di mele renette e cioccolato fondente a parte (6 euro) per e crema pasticcera espressa con frutta fresca a pezzi e scaglie di cioccolata (6 euro). I dolci forse sono stati la parte più buona del pasto, la parte più equilibrata. Le quantità dei piatti non erano molto sostanziose (ho preso antipasto, primo, secondo e dolce e sono uscito con un appena accennato senso di sazietà). La spesa è stata di 97.30 euro. Per me che son oancora studente è una cifra impegnativa ma ogni tanto ci può stare. Probabilmente preferisco ristoranti con un rapporto qualità/prezzo maggiore a scapito del denominatore. Ci ritorno forse fra qualche anno. 4 ganasce.

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  5. L’altra sera con la SGM abbiamo fatto una super cena da Beny. Per sonalmente ho preso un filetto ripieno di fois gras e porcini che entra di diritto nella mia personale topten, e pure bello in alto!
    Beny rimane secondo me al primo posta tra i ristoranti “urbani” di Pisa.

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