Cose che vorrei al ristorante

Parlando con gli altri beoni di questo blog sono arrivato a definire una lista di cose che vorrei trovare sempre al ristorante, almeno quando vado in quelli di livello medio-alto.

  1. L’attaccapanni. Mi sarei un po’ stufato di dover appoggiare la giacca alla spalliera della seggiola perché gli attaccapanni non ci sono, oppure sono dei sipatici cazzilli postmoderni di nessuna utilità né, tanto meno, appendibilità.
  2. La tovaglia di stoffa. Anche qui, non è possibile che in posto dove mi scuciono 30-40 euro a testa mi facciano mangiare su una tovaglietta di carta stile Sagra dell’anguilla; in certi posti per fare chic te la mettono in carta gialla (sì, quella con la quale si facevano i coni dei lupini, o gli incarti dei macellai). Non chiedo la tela di Fiandra, ma una tovagliaccia bianca normale sì. Lo stesso dicasi dei tovaglioli.
  3. Il menu. Mi dichiaro completamente d’accordo con Beniamina, il menu è essenziale per scegliere liberamente, per sapere i prezzi (che di questi tempi non guasta…), per giudicare l’offerta nel suo complesso, per non far ripetere trenta volte al cameriere le cose.
  4. La carta dei vini. Stesso discordo del menu, con in più il fatto di evitare possibili sorprese quando si arriva al conto (se il ristoratore è onesto non si corrono rischi, ma la prima volta può essere rischioso…).
  5. Il pane. Io mangio col pane, non con le schiacciatine untine.

Questa è la mia lista minima: la vostra?

tavola apparecchiata

36 pensieri su “Cose che vorrei al ristorante

  1. Buongiorno! (piacere, sono cavoletto! :-))
    Euhm, beh una cosina la aggiungerei:
    NO pane & coperto messo in conto.
    Capisco che si faccia in trattoria o nei posti molto alla mano, è usanza, va bene. Nei posti medio-alti (vabbe in quelli di fascia alta non l’ho mai visto, in quelli medi a voglia…) trovo sia una cosa del tutto meschina, inutile e che da una spiacevolissima impressione di tircheria. Cioè, se pago, chesso, 30.000 lire per un piatto, già che ci siamo il tozzo di pane me lo potete pure regalare no? (peggio ancora: i posti che se prendi un secondo cestino di pane te lo mettono in conto, da rabbrivido). Eccheccavolo!
    una seconda cosetta ci sarebbe pure:
    Se viene portato dell’olio a tavola, che sia buono! (vi sfido di trovarlo, un posto a 40 euri che abbia l’educazione di rifilarvene uno buono)
    😉

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  2. Complimenti per la nuova veste grafica (Si dice così?).
    Prometto di fare un intervento più articolato sull’argomento, ma al momento io aggiungerei anche l’ospitalità e la gentilezza del cameriere/oste/padrone/titolare e la modalità di presentazione del piatto.
    Ad esempio il tartufo nero portato nella ciotolina di plastica dell’Antica Gelateria del Corso o similare si può mangiare al circolino, ma non al ristorante. Le posate arrotolate nel tovagliolo e roba da self service….
    Il modo in cui si offre e si presenta un piatto secondo me riveste la stessa importanza del cibo stesso.
    Se si parla di chi invece ti chiede 80-90 € per mangiare io pretendo allora molta più cura nei particolari. Ritornerò sull’argomento.

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  3. Il Cavoletto! 🙂 Che bel sito! consiglio a tutti di leggerlo spesso! E’ vero comunque, il coperto è veramente una grezzata

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  4. Per Cavoletto.Mi piace il sito, mi piacciono i commenti sul tuo sito.Non so di dove tu sia, qui da noi capita spesso di avere una discreta selezione di oli, anche in ristoranti sotto i 40 euro.L’altro ieri ero a Siena alla Taverna di san Giuseppe (poi posterò commento) aveva una bella scelta di 5 o 6 oli tutti molto buoni, ma non dimentichiamoci che anche l’olio costa e molto, se mi danno pane buono e olio buono non ho problemi a pagare 2 euro di coperto, se mi danno pane di scifoso, schiacciatine untine e oliaccio mi incazzo,che mi facciano pagare il coperto o meno.
    Concordo con il menù e la carta dei vini, ma la maggior parte dei consumatori soprattutto davanti alla carta dei vini prende i soliti 5 o 6 santini, spesso l’oste ci fa scoprire delle chicche piacevoli che mai avremmo scelto.
    Anche io nei ristoranti da un certo livello in su voglio la stoffa, la carta mi fa veramente girare le scatole.
    E per finire mi sono rotto le palle dei “ristoranti selecta”, non so se avete notato, ma buona parte dei ristoranti di livello propone piatti che sono variazioni di 10 prodotti, per me il buon ristoratore è quello che parte e va a fare la spesa al “mercato” non su un catalogo.

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  5. Una buona scelta di vini al bicchiere o le mezze bottiglie… In francia le trovi ovunque e quasi per ogni vino. Non capisco perchè qui invece,ogni volta che vai al ristorante, devi regalare mezza bottiglia all’oste o pasteggiare con lo stesso vino dall’antipasto al dolce…

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  6. le cose che hai chiesto sono tutte a tua disposizione basta andare al ristorante zenzero di pietrsanta in piu hai anche i bicchieri di murano, ed i calici in cristallo al titanio il tutto per 35 40 euro ciao battigio

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    1. Questo “provvederò se posso” deve farci intiuire che l’Ospite ha visto giusto, ossia che sei il gestore/proprietario/dipendente di Zenzero? Se si, non c’è niente di male, basta saperlo. Però se per caso stai cercando di fare il furbo e lo veniamo a sapere, sarà tutta pubblicità negativa per il locale suddetto (che non mancheremo di sottolineare).
      Come si dice, uomo avvisato…

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  7. l’ospite forse ha ragione sono il vecchio cameriere mezzo rimbambito dello zenzero, ma vi posso assicurare che e tutto vero, ne rispondo di persona , le richieste di fragola ,sarapollo ecc.. sono di obligo in un ristorante che si rispetti, io come vecchio rimbambito condivido tutte le richieste e quando vedo le tovaglie di carta, giro a la larga ciao battigio

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  8. Ummmh, visto che, come ho appena scritto, ultimamente recensisco poco, mi diletterò su questi post dal carattere più generale che comunque mi appassionano parecchio.

    Se si parla di MINIMO, quando vado al ristorante per me la lista è:

    1) la pulizia. Dato che ho un sistema idraulico del tipo “imbuto” durante la serata è sicuro che devo andare alla toilette, di conseguenza sono diventata super esperta sul tema e vi assicuro che da lì si capiscono tantissime cose sul locale. La toilette e i dettagli in bagno sono grandi indici di qualità, ma prima dell’estetica senza dubbio pretendo la pulizia, il sapone, qualcosa per asciugarmi le mani. E la cartaigienica.

    2) L’educazione. Che è cosa diversa dalla simpatia, ma anche dalla semplice gentilezza. Il minimo è l’educazione e il rispetto per la persona che hai di fronte, poi si passa alla gentilezza e infine alla simpatia (che tutto sommato è un dono di natura, non è detto che tutti ne siano dotati!). Anche qui parlo per esperienza personale, sono una che al ristorante ha spesso richieste particolari, tanti alimenti, ahimè, non li digerisco o in generale mi piacciono poco, ma se ti chiedo un’informazione o una legerissima modifica (che consiste, generalmente in “Prendo questo, ma per favore puoi farmelo senza xxx?” – Non molto complicato direi…) pretendo di non vedere storcere la bocca. Io sono la prima che faccio autoironia sul mio essere strana per cui ben vengano le battute, ma di musi non ne voglio vedere. Se volevo mangiare una cosa standard, fredda e spersonalizzata, mi prendevo un pollo pronto all’Esselunga. Se vengo al ristorante pretendo qualcosa di più.

    3) Il menù: che sia comprensibile e che ci sia davvero corrispondenza fra menù e piatto!

    4) Tempi di attesa normali

    5) Spazio fra i tavoli e livello di “inquinamento acustico” accettabile

    6) Dolcificante e tazza grande per il “mio” caffè 😀

    Se si parla, invece, di quello che VORREI quando vado al ristorante… Oddio rischio di impazzire!
    Vorrei, vorrei…

    1) Come ho già detto mi piace andare in un bagno curato. Un bagno con quei piccoli asciugamani monouso in morbida spugna color avorio, un bagno con candele profumate, pout pourri alla lavanda, uno specchio grande dove sistemarmi il trucco, un lampadario che faccia arredamento e un bel quadro che renda anche questa stanza “viva” come tutte le altre.

    2) Assolutamente una mise en place degna di questo nome. Non importa se moderna o eccentrica, ma che sia funzionale allo scopo (magnà e bere!) e bella da vedere. Sono sempre i benvenuti i centrotavola con fiorif reschi, frutta, candele, cristalli swaroski e qualsiasi cosa stia bene, ma senza esagerare. Il centrotavola non deve mai impedire ai commensali di guardarsi l’un l’altro negli occhi né deve avere un profumo forte che altrimenti disturba il pranzo.

    3) Appendiabiti e portaombrelli + portaborse vicino al tavolo (non dovrebbe capitare, ma è noto che ogni tanto lasciando la borsa al guardaroba poi la trovi svuotata). Meglio se il cameriere all’ingresso ti aiuta a sistemare il tutto.

    4) Il menù senza prezzi per le ragazze.

    5) Una sorpresa: sì, quando vado al ristorante mi piace se mi viene portato qualcosa fuori dal menù, un omaggio o anche più di uno. Un piccolo aperitivo (ricordo ancora con passione un cioccolatino ripieno di anatra all’arancia) o qualche pralina a fine pasto. Sì, lo voglio!

    6) Soprattutto nella stagione invernale, sto iniziando ad apprezzare anche una selezione di burri artigianali da spalmare su tipi di pane diversi

    7) Ultimo, ma non per importanza, vorrei un dialogo, non invasivo, ma cordiale e simpatico con il cameriere. Che sappia cosa mi sta servendo e non sia semplicemente due braccia che fanno la spola fra tavolo e cucina; che sia sorridente; che sia disposto ad ascoltare le mie richieste e consigliarmi.

    Per ora e tutto, ma mi riservo di auto aggiornarmi durante la prossima pausa pranzo! 🙂

    clo

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  9. Giri alla larga? è la tgovaglia che fa il ristorante? e meno male che vecchio rimbambito ti ci definisci da solo battigio. Proprio ieri sera ero in un locale del litorale con un apparecchiatura favolosa ma quello che arrivava nei piatti era al limite dell’immangiabile il servizio distratto, i gelati della sammontana ed il conto sbagliato. L’abito non fa il monaco amico mio!

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  10. sicuramente l’abito non fa il monaco, ma il monaco v uole l’abito , uno deve leggere attentamentw la carta e chiedere informazioni su come sono composti se ci sono quakche dubbi, cambia ristorante ciao battigio

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  11. Complimenti anche da me a caroarmatorosa,molto esigente e tutto che vuole è giusto. Siguramente vuole anche all arivo nel ristorante di essere accolta subito e piacevolmente accompagnata al tavolo riservato.Questa cosa mi fà piacere anche a me,e anche di essere riconoscuta almeno alla terza visita,sapendo bene che non tutti possono essere fisionomisti,ma almeno un saluto da chi mi ha servito la volta precedente lo pretendo.p.s. il mio bagno di siguro gli piacera,c’e tutto quello che dice (da parte sciugamani d’avorio) e in più cose necessarie feminili.

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  12. @carroarmatorosa,per favore non mi bocciare in italiano,lo so che si scrive sicuro,mi emoziono alla tastiera e sbaglio di più e le doppie non gli imparerò mai.

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    1. se ti capita di andare in Bulgaria(dove si mangia bene,ma non come in Italia),ti insegno le parole principali,per farti capire nel ristoranti.

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  13. ottimo ed esauriente il commento di pink tank! 🙂 ps la nota del menu senza prezzi x le donzelle , mi richiama molto l’origine lucchese 🙂 facile eh? siam nell’era della parita’ dei sessi, ma la cena pagata fa sempre bene ! vale anche x me , quindi se mi devono offrire cena sara’ bene che controllino menu’ e portafogli le signore ! 😉
    ps non faccio il gigolo’,l’ho sempre visti fatti differenti, ma puo’ capitare di farsi offrire cena!x un compleanno x esempio! una nota personale, odio il cameriere che si intromette troppo, il simpaticone di turno, una cosa moderata e’ meglio! mi son ritrovato in ristoranti adatti x cene romantiche col cameriere impiccione, che non te lo stacchi dal tavolo! che noia! ciao big dek and sugarfree !

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      1. Appena ho cliccato “Submit comment” ho avuto un flash “Dio mio, ora i ciritornini (uomini) mi uccidono!”. In realtà quello che io vorrei è che ci fosse UN menù senza prezzi, per uno dei due… Ma mica deve andare sempre a me! E’ bello anche offrire ed è più bello se puoi mettere l’altra persona nella libertà di scegliere ciò che più desidera senza condizionamenti di prezzo. Poter garantire la libertà di scelta è uno dei modi migliori per coccolare la persona che è con te… Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto c’è mastercard!

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        ps: So che non è il caso di sommelie e durthu, ma prego chiunque di non iniziare polemiche sulla partià dei sessi! 🙂 Fuori luogo nonché già trita e ritrita in ogni gruppo di amici!

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      2. A me personalmente i menu’ senza prezzi non piacciono. Il prezzo e’ una parte importante del piatto anche se non paghi tu, nel senso che comunque quando guardo un menu’ di un certo livello, mi piace anche vedere e confrontare il “valore” dei piatti tra loro e tra piatti alla carta ed eventuali menu’… senza prezzo mi perdo un certo quid.

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        1. Hai raggione GGGiant,e giusto vedere il prezzo,ma nel ristoranti di classe ,quello delle madame è privo,perche condiziona la scelta delle pietanze,e anche credo per eticheta la donna non dovrebbe sapere quanto a speso per lei il cavaliere.Come quando ti regalano un diamante,mica c’e il prezzo attacato,si rovina un pò la magia della romanticismo.Poi anche menù con prezzi condiziona in doppio senso(dipende dalla donna),o scegli quello meno caro e poi ti dispiace che non hai provato quello piu caro,opppure scegli il piu caro apposta.

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          1. io non mi faccio condizionare dai prezzi, li valuto nel senso che se magari il menu’ ha un prezzo molto piu’ basso della somma approssimativa dei piatti posso tendere e pensare che le porzioni siano ridotte e quindi posso farcela a mangiare dal primo al dolce… ma mica sto a fare il totale se mi offrono la cena! poi potrebbe essere pure il contrario… Vedi un piatto che magari ha il tartufo o una roba costosa ma non lo prendi perche’ non sai quanto costa e hai paura di spendere troppo…dipende dai casi. Io, se devo scegliere, preferisco sapere! Quando ti regalano un diamante non lo devi scegliere, te lo danno gia’ scelto! 😀

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          2. GGGIant,parlavo in generale,ci sono diverse persone e diversi situazioni nella vita,non parlavo di te,anzi ti ho dato ragione,che è giusto far vedere il prezzi anche alle donne.A me mi e capitato di scegliere nel ristoranti costosi ,quando sono stata invitata il prezzo piu basso ,per non gravare sulla spesa piu di tanto a chi mi ha invitato.Come puo capitare in contrario che qualquno si aprofita dell invito e sceglie il piatto piu costoso,parlando sempre in generale.P.s. per il diamante ,conosco donne,che si lo sono scelti da sole,o a dirritura altre che lo hanno cambiato perche non gradito(troppo piccolo)…per la cronaca a me diamante non mi lo hanno regalato ancora ,meibi per le nozze d’argento.

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  14. toh! io in bulgaro ci so leggere. Solo che poi non so che c’è scritto. Basta?
    Io il ristorante perfetto, come servizio, l’ho trovato. è La Parolina ad Acquapendente (VT).
    Elegante ma sobrio allo stesso tempo, giovane ma non troppo ardito, colloquiale ma non invadente. Presto pubblicherò una recenSione (la S maiuscola non è casuale), ma su C-Maremma, territorialmente competente.

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    1. Allora conosci cirilico,e alfabeto di 30 lettere,misto fra latino e greco.é un pò complicato perche qualche lettere e invertita.Il vostro P e nostro R,la C e nostro S,la B e nostro V.Esempio-BODA,si legge vodà e vuoi dire acqua.PAKIA,si legge RACHìA e vuoi dire grappa.

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