Cose che vorrei al ristorante

Parlando con gli altri beoni di questo blog sono arrivato a definire una lista di cose che vorrei trovare sempre al ristorante, almeno quando vado in quelli di livello medio-alto.

  1. L’attaccapanni. Mi sarei un po’ stufato di dover appoggiare la giacca alla spalliera della seggiola perché gli attaccapanni non ci sono, oppure sono dei sipatici cazzilli postmoderni di nessuna utilità né, tanto meno, appendibilità.
  2. La tovaglia di stoffa. Anche qui, non è possibile che in posto dove mi scuciono 30-40 euro a testa mi facciano mangiare su una tovaglietta di carta stile Sagra dell’anguilla; in certi posti per fare chic te la mettono in carta gialla (sì, quella con la quale si facevano i coni dei lupini, o gli incarti dei macellai). Non chiedo la tela di Fiandra, ma una tovagliaccia bianca normale sì. Lo stesso dicasi dei tovaglioli.
  3. Il menu. Mi dichiaro completamente d’accordo con Beniamina, il menu è essenziale per scegliere liberamente, per sapere i prezzi (che di questi tempi non guasta…), per giudicare l’offerta nel suo complesso, per non far ripetere trenta volte al cameriere le cose.
  4. La carta dei vini. Stesso discordo del menu, con in più il fatto di evitare possibili sorprese quando si arriva al conto (se il ristoratore è onesto non si corrono rischi, ma la prima volta può essere rischioso…).
  5. Il pane. Io mangio col pane, non con le schiacciatine untine.

Questa è la mia lista minima: la vostra?

tavola apparecchiata

L’Oliveta – Avane

All’Oliveta torno spesso per tanti motivi, il primo è sicuramente il fritto misto totani, gamberi e verdurine miste.
Il pesce è ottimo: fresco, morbido dentro e croccante fuori; la frittura di verdure poi è sempre buona, ma seconda delle stagioni cambia: qualche volta è quella standard (zucchine, patate e carote julienne), altre volte invece arriva un vassoio con carciofi, zucchine, mi è capitato di trovarci anche le patate a fette fritte nella pastella. Roba da restarci secchi, ma è tanto tanto buona.

Il secondo motivo per cui ciritorno è l’antipasto di pesce. Vado a memoria (che per il cibo di solito mi assiste fin troppo) e vi racconto le polpettine di gamberi, le frittelle di bianchetti, l’insalata di polpo, il farro col pesce (quello non è tanto buono, non so perché lo fanno), il carpaccio di pesce spada.

L’antipasto è abbondante, il fritto abbondantissimo, ragion per cui all’Oliveta non ho mai mangiato altro, e altro non posso raccontare. Anche del vino posso dire poco perché il proprietario ci porta di solito un prosecco di Valdobbiadene (forse pensa che ci piaccia solo quello) e noi ci accontentiamo.

Il terzo motivo non è mangereccio: è la simpatia della proprietaria, la signora Giuliana. Non la trovate spesso, ma se ci trovate una tipa gentile, simpatica e solare che alle dieci e mezzo vi abbandona per andare a mettere a letto il bimbo, ecco, è lei.

Voto: 4 ganasce

Prezzo: antipasto, secondo, contorno, vino, caffè e ammazzacaffè intorno ai 30 euro NB: il posto va segnalato anche le frequentazioni VIP e per la pizza (ma solo margherita, napoli, o capricciosa)

Aumenti e Ladrocinî

Visto che qui sul blog stiamo parlando di ricarichi e aumenti, posto due link interessanti da un blog (peperosso)che dovreste leggere (lo trovate anche sui nostri link)

Che ne pensate? io propendo più per il 70% delle pizzerie (o il 100%).
Non mi pare però che posti come L’Artilafo vadano oltre il 15-20%, che non è comunque poco.