La Panacea – Ghezzano
Non sono proprio entusiasta, però ammetto che la Panacea come “ristorante popolare” fa bene il suo lavoro e infatti è sempre pieno.
Il locale è curato e accogliente, le pizze sono discrete in confronto a quello che ti propinano in giro c’è anche chi dice che sono “buonissime” (certo se usassero mozzarella fiordilatte sarebbero ancora più buone) e tutto sommato sono d’accordo.
Anche gli altri piatti non sono male: simpatico l’antipasto piccante calabrese, dignitosi i crostini. Buona la tagliata. Buona anche l’insalata (è varia e fresca, non è delle buste, cosa che purtroppo non è scontata)…
Buono anche il rapporto qualità prezzo: antipasto, secondo, contorno, birra, caffè e grappa 25 euro. Meno se si sceglie la pizza.
Voto: 
La Panacea – Ghezzano
Non sono proprio entusiasta, però ammetto che la Panacea come “ristorante popolare” fa bene il suo lavoro e infatti è sempre pieno.
Il locale è curato e accogliente, le pizze sono discrete in confronto a quello che ti propinano in giro c’è anche chi dice che sono “buonissime” (certo se usassero mozzarella fiordilatte sarebbero ancora più buone) e tutto sommato sono d’accordo.
Anche gli altri piatti non sono male: simpatico l’antipasto piccante calabrese, dignitosi i crostini. Buona la tagliata. Buona anche l’insalata (è varia e fresca, non è delle buste, cosa che purtroppo non è scontata…)
Buono anche il rapporto qualità prezzo: antipasto, secondo, contorno, birra, caffè e grappa 25 euro. Meno se si sceglie la pizza.
Voto: 
La Cantina Senese – Livorno
Colto sull’orgoglio da numerosi improperi sia mediatici che diretti che il prode Ganascia mi ha ripetutamente rivolto, mi accingo a scrivere un secondo intervento nello stesso giorno, battendo il mio record personale e colmando la mia coscienza un po’ in difficoltà.
Parlerò quindi di un ristorante livornese, dove c’ho mangiato svariate volte, ma purtoppo non di recente.
E’ una trattoria tipica dove l’ambiente è genuino, caotico informale, simpatico, irriverente, unico….insomma è livornese, anche se il nome richiama una città diversa e i gestori mi sembrano essere originari della Sardegna.
Si mangia prevalentemente il pesce e in porzioni abbondanti. Sicuramente non troverai antipasti con crudità di gambero o il sushi: qui il pesce è lavorato e di molto. La specialità come primo piatto è la carbonara di mare, una sorta di spaghetti allo scoglio con uovo, ma per me il miglior piatto è il riso al nero di seppia.
I secondi sono quelli classici, con pesci arrosto con patate e pomodori, o grigliate di gamberi, ma il loro miglior piatto per me rimane il fritto di paranza.
Sul vino non mi ricordo una cantina molto fornita, ma si beve bene e i prezzi sono contenuti. Su una cucina così non è necessario un vino di nome, preferisco il vino della casa che solitamente è buono.
Dolci…no comment, tanto se andate lì dovete prendere il ponce.
Nota molto positiva è il prezzo che è sempre stato molto competitivo.
Voto:
più sul prezzo che sulla qualità. Secondo me è un classico ristorante da comitiva, dove mangi benino e tanto, spendi il giusto e fai anche due risate. Adatto molto alle cene goliardiche con sbornia finale.
Da Gino – Marina di Pisa
E’ ormai un po’ di tempo che non ritorno a mangiare da Gino per cui non sono molto aggiornato sui prezzi. Tuttavia ho voluto fare un mio commento su questo ristorante che anche la guida dell’Espresso, ormai obsoleta dopo l’avvento di ciritorno, ha riportato con giudizi lusinghieri.
Il ristorante è sicuramente un po’ anonimo, sia come dislocazione, Marina di Pisa è una delle località balneari più brutte della terra, sia come posizione, infatti fa da angolo ad una via senza alcune peculiarità. A dispetto della infelice posizione, il locale è arredato in maniera elegante ma fortunatamente non sfarzosa.
Il menù è tutto a base di pesce e nel segno della tradizione. Io penso che in cucina se chiedete una braciolina alla cuoca gli venga l’orticaria.
Ricordo che gli antipasti sono vari ed abbondanti con accostamenti tra pesce e legumi, ed un alternarsi di portate fredde e calde molto piacevole. I primi sono classici, ma di ottima fattura. Il pesce, fortunatamente non è elaborato molto, e siccome è pesce fresco e di buona qualità i piatti sono decisamente di ottima fattura. Cosa c’è di meglio degli spaghetti allo scoglio o di una barcolana o di tagliolini all’astice quando il pesce è fresco e di ottima qualità?
Sui secondi si può mangiare un bel pesce, che vi fanno scegliere, cotto come volete. Il menù quindi non è molto eleborato ed il pesce è ottimo.
La cantina non è enorme e ovviamente i bianchi la fanno da padrone, sia quelli toscani classici sia quelli trentini, toscani e campani. I prezzi dei vini tuttavia non sono esosi.
Che dire. A me piace molto quel tipo di cucina e il pesce preparato come lo fanno loro. Non vogliano stupirvi con accostamenti arditi … meglio così ….
Ho difficoltà a collocare Il ristorante da Gino nei ristoranti di lusso, non credo che gli farei un piacere ed anche ad esprimere un voto al rapporto qualità/prezzo in quanto la sua qualità non cambia negli anni, ma il prezzo potrebbe essere cambiato dall’ultima volta che ci sono stato, circa un anno fa.
Penso a
che possono diventare 4 se il prezzo non superasse i 40 € per un pasto completo di bevande. Aspetto commenti di avventori più recenti di me.
P.S. E vero che hanno ristrutturato il locale inserendo una terrazza al piano superiore?
Aphrodite, i piaceri della carne 2 – Pisa
Nella scheda del primo contatto con Aphrodite avevo detto che mi riserbavo di ritornarci con calma. Questo è avvenuto di recente, e ho alcune considerazioni che riporto qui:
- Ci hanno portato un antipasto misto favoloso, nel quale spiccava un gelato al parmigiano veramente notevole (anche il resto però era all’altezza, compreso il grande timballino di carciofi alla mentuccia)
- La carne (di angus) continua ad essere decisamente ottima. Unica perplessità rimane la presenza di questo prodotto di catalogo che fa fighetto. Personalmente preferirei la toscanissima chianina.
- I dolci erano clamorosi,compreso il mio zuccotto di ricotta e arancia candita
Per contro, il prezzo mi è sembrato eccessivo, visto che in gruppo abbiamo bevuto solo 4 bottiglie di vino (un onnipresente siciliano piacione -Sàgana di Cusumano- e un chianti di buona fattura), spendendo 40 euri a capoccia.
Bilanciando pro e contro direi che
ci stanno tutte.
Pranzi (e Auguri) di Pasqua
Buona Pasqua a tutti! Godetevi questa vignetta che ho ruscolato in rete (magari visitate il sito dell’autore…). Poiché oggi e domani sono giornate di ribotte e pranzi esagerati, perché non ci raccontate quello che avete mangiato troppo? E visto che per Pasquetta hanno previsto acqua, perché non ci raccontate dove troverete riparo?
Io intanto vi racconto il mio pranzo di Pasqua, ovviamente da Ganascia, a Pisa:
- pesce-gateau di patate e salmone con scaglie di ravanello
- tortelli maremmani con ragù di carne della casa
- tranci di spalla di agnello sfumati al barbera in crosta di pane alla mostarda di Digione
- radicchio variegato in insalata
- caffè con biscottini bretoni (ché a Pisa è cominciato il mercatino europeo)
- Barbera Vigna del Noce 1998 Trinchero
- Brandy di Brunello Altesino 1988
Voto: quasi
, potevano essere 4 piene se avessi fatto anche i tortelli, popo’ di vagabondo!
E voi? com’è andata?
Locanda di Saturno – Sutri (ovvero: pezzi di Toscana)
Questo fine settimana sono stato con la Signora Ganascessa Moglie in giro per il Lazio. Siamo capitati a Sutri (un posto che consiglio a tutti…) e siamo finiti a pranzo alla Locanda di Saturno (grazie alle “Osterie d’Italia”). Direte: «E cosa c’entra Sutri con Pisa e dintorni?». Nulla, dico io, se non fosse per il fatto che tra le ottime portate prese alla locanda brillava un semplicissimo purè gratinato aromatizzato all’alloro: favoloso è dire poco. Mi è stato proposto come ricetta toscana. Qualcuno di voi ne ha sentito parlare? C’è qualcuno che lo fa in zona?
Il piatto si presentava come un purè molto denso (tipo budino) con all’interno delle foglie di alloro a strati, gratinato.
Valeva il viaggio (anche l’anfiteatro scavato nel tufo però)…
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