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Il cacciucco

Essendo, oltre ad un buon mangiatore, anche un amante della cucina attiva, vorrei abusare di questo blog per lanciare qualche dibattito sulla arte gastronomica.

L’ultimo week-end mi stavo facendo un cacciucco come comanda Iddio, quando sono stato colto da un dubbio amletico. Ma nel soffritto iniziale quali odori metto?

La bibbia della cucina toscana (ARTUSI) dice che nel cacciucco alla livornese ci vuole la cipolla e il sedano. Una ricetta che mi ha fornito un ristoratore di Livorno, riporta invece l’aglio e la salvia. Altri libruccoli di dubbia origine riportano invece oltre che alla cipolla anche la carota (e qui dissento completamente). Un mio amico mi ha detto che lui ci mette addirittura anche l’alloro, oltre alla cipolla e al peperoncino abbondante.

C’è chi ci mette il prezzemolo, chi lo scalogno. Secondo me ci vuole una cipolla di Tropea bella violacea, il peperoncino e semmai qualche fogliolina di alloro.

Tuttavia sono disposto a sperimentare anche nuove varainti.

6 Commenti to “Il cacciucco”

  • Ganascia maggio 4, 2006 alle 5:07 pm

    Visto che il cacciucco ti era venuto piuttosto bono, io insisterei sui consigli del Povero pellegrino, che ha dalla sua autorevolezza e importanza storica

  • emilio maggio 4, 2006 alle 11:32 pm

    Caro anonimo, chi ti replica è emilio, quel disgraziato ristoratore che propina prevalentemente carne, ma che alle prim armi si dilettava col pesce. Il cacciucco, a parer mio , e anche di molti altri, è una bestiaccia di piatto, che , ben preparato, o meglio, preparato secondo la tradizione livornese,poco si adatta ai palati moderni. Il cacciucco è un piatto di porto, arabo di origine, molto povero di ingredienti.La preparazione deve essere, però ben seguita in ogni suo passo (in qualsiasi versione tu lo voglia fare).Per non dilugarmi troppo, ti posso consigliare di cucinare il cacciucco secondo i modi indicati da paolo Petroni ne “il libro della vera cucna marinara ” edito da il centauro .

  • Torpedine maggio 5, 2006 alle 10:38 am

    Non per sviolinare, ma i baccalà della Bua della Volpe mi mancano un po’

  • emilio maggio 5, 2006 alle 11:03 am

    ps dimenticavo, l’Artusi non è toscano ma romagnolo, di Forlimpopoli, e usava dire che i toscani cuociono,gli emiliani cucinano… ciao

  • Trofea maggio 5, 2006 alle 1:27 pm

    Ringrazio Emilio per il consiglio bibliografico. Non mancherò senz’altro di consultare il Petroni. Ringrazio inoltre per la precisazione puntuale su la mia inesattezza bibliografica a riguardo dell’ARTUSI.

  • lucia settembre 6, 2009 alle 9:48 pm

    la mi’ nonna lo faceva aglio e sarvia ;)

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