Buon Anno a tutti!
Un augurio di cuore a tutti i lettori di Ciritorno e a tutti i contributori! Qualche consiglio per il cenone:
- Occhio all’overdose di salmone affumicato, specialmente se da poco: alla terza pietanza consecutiva col salmone desistete, o assumerete il colorito e l’odore tipico del prodotto.
- Se vi rifilano i tortellini alla panna fuggite e fate a ritroso il cammino compiuto: siete capitati in una distorsione temporale che vi ha catapultati nel 78!
- Ricordate che il cotechino precotto va tolto dalla busta prima di mangiarlo.
- Se le lenticchie sembrano più pallini da caccia per consistenza e sapore potrete sempre riciclarle per le cartucce fatte in casa.
- Se lo spumante ha il tappo di plastica e dovete fare “Pum!” con la bocca nello stapparlo forse il ristorante ha lesinato un po’ sulle spese, ma non tutto è perduto, potrebbe tornare comodo per scongelare il parabrezza in caso di brina.
Comunque vada, Buon Anno Nuovo a Tutti!
Considerazioni sui voti di Ciritorno
Visto che, com’è naturale, i voti a volte generano salutari discussioni, voglio puntualizzare un po’ quello che per me significano le ganasce.
Alla fine, se non sarete daccordo, potrete lasciare i vostri commenti che, vi preannuncio, non cambieranno il mio metodo. Però, questo servirà a far capire meglio quello che io intendo. Dico questo perché Ciritorno è una comunità dove le opinioni espresse, se non offensive, vengono discusse ma rispettate.
Descrivete il metodo che adottate quando date i voti così vediamo di capirci.
Il Metodo Ganascia – The Ganascia Way
: un ristorante dove si fa ricerca culinaria, le pietanze sono presentate bene senza furberie (niente formaggi e marmellate su tavola da pittore per antipasto insomma), le materie prime sono eccellenti, il servizio ottimo, il prezzo, anche se non basso (e vorrei ben vedere se ti danno quello che ti ho detto) giusto per quello che si è avuto.
Non prenderanno 5 ganasce:
- i posti dove si mangia bene ma solo pietanze tradizionali (manca la ricerca)
- i posti dove ti rifilano le robe del supermercato (tipo i formaggi)
- i posti dove il servizio è oppressivo o spreciso
- i posti con una cantina meno che ottima
- i posti che non mi hanno stupito
- i posti dove ti spennano senza giudizio
: un ristorante dove si mangia bene e con inventiva, le materie prime denunciano una selezione accorta, il servizio è buono come la cantina. Posso passare sopra ad apparecchiature del menga, tovagliette in carta gialla o tovaglioli della mensa solo perché il menu è divertente e di qualità.
Non prenderanno 4 ganasce:
- le pizzerie, nemmeno se al forno hanno Pulcinella, perché la pizza non è inventiva se non per le farciture più stupide e meno opportune
- i posti con un servizio scadente o invadente
- i posti con una cantina scarsa
: un ristorante o trattoria dove si mangiano più o meno le cose di sempre senza tanti slanci. Il servizio è familiare o giù di lì, ma nemmeno ti tirano le cose. Per me è il voto massimo che può prendere una pizzeria, anche la migliore.
: ci si va, ci si mangia, si dovrebbe spendere poco e godere ugualmente poco. Un posto da affettati della coop, sugo di cinghiale che è tutto di maiale, rucola dappertutto, vino di Fauglia, limoncello alla fine.
: la mancanza di cura regna sovrana, l’ambiente è sciatto come il personale in cucina. Il vino è di Fauglia ma più cattivo. Oppure sono ladri.
: meglio MacDonald e di parecchio
Questi sono i miei criteri di valutazione. Se siete daccordo li potete adottare anche voi, altrimenti i voti, come sempre, saranno discussi e commentati (cosa per me sempre positiva, perché vi voglio attenti e vispi).
Pizzeria La Tombola – Pisa
Da Cipo:
Visto che la discussione sulla pizza pisana è sempre aperta vorrei recensire quella che a me piace più di tutti.
Pizzeria La Tombola Via Palestro Pisa
La Tombola è in Via Palestro dopo il Teatro Verdi in direzione Tribunale, all’angolo. Il posto è veramente piccolo e dispone di una trentina di coperti disposti a tiro di gomito l’uno dall’altro. Le pareti sono coperte di fotografie di personaggi napoletani, storici e massime partenopee. Anche la conduzione è prettamente napoletana quindi non lamentatevi se scambiano un ingrediente con un altro, fa parte del gioco (a me piace anche per questo).
Al tavolo non manca il vino, ed il menù è decisamente limitato e quasi obbligato sulle pizze, che sono molto varie e quasi tutte offrono mozzarella di bufala in quantità industriale.
La scelta è caduta su due polvere di stelle, una classica margherita ma con rucola e bufala al posto del fiore ed è lo standard sia come grandezza che come prezzo, 2 birre medie e due caffè 30 euro. Non sono pochi per una pizzeria ma è necessario considerare la grandezza e la qualità degli ingredienti utilizzati. Io ci vado e ciritorno quando ho voglia di mangiare una pizza fatta “a mestiere” molto molto alta e cotta bene, e se spendo un paio di euro in più non mi dispiace affatto. In altre occasioni ho assaggiato anche gli spaghetti con la ricotta che non sono male ma, come già detto la pizza la fa da padrona.
Ganasce. Scelta difficile perché è una pizzeria il posto è limitato etc etc peròe mezzo le merita tutte, se non altro ha un’identità ben precisa.
Pepenero cucina in San Miniato
Ieri sera con un gruppo di amici ci siamo decisi a provare la cucina di Paolo Fiaschi, il ristorante si trova nel centro di San miniato Alto, in via 4 Novembre. Il locale che coniuga in maniera elegante il design moderno degli arredi con la ristrutturazione della struttura che mantiene le volte in mattoni, si sviluppa in diverse sale che rendono l’ambiente caldo ed accogliente, molto bella la cucina a vista e la cantina a cui si accede attraverso una vetrata dall’ultima saletta.
I tavoli sono apparecchiati con semplicità e con eleganza. Il menù si articola con proposte di terra e di mare anche se queste ultime ridotte rispetto alle altre, la carta dei vini è abbastanza ricca e oltre a spaziare in tutta Italia presenta anche diverse cose estere, inoltre ci sono rappresentate anche piccole aziende che producono in maniera biologica o biodinamica.
Abbiamo iniziato con delle bollicine come aperitivo, la scelta è andata sul “PURO” di Movia, vino sloveno.
Come antipasti abbiamo preso:
Cartoccio di formaggio fuso e tartufo bianco di San Miniato, piatto con sapori equilibrati e ben distinti ed anche se il piatto è particolarmente grasso non risulta affatto pesante. La presentazione è semplice ma curata, non banale.
Calamaretti burro e salvia su crema di porri, anche questo molto equilibrato e gustoso.
Come secondo vino abbiamo bevuto “Le Cupole” della Tenuta di Trinoro.
Per i primi abbiamo scelto:
Malfatti di zucca e ricotta con tartufo bianco di San Mianiato, molto buoni e delicati e non avari di tartufo.
Gnocchetti di farina di ceci con gamberoni e scalogno confit, questo piatto risultava non troppo equilibrato il sapore dei ceci sovrastava il resto e la consistenza dello gnocco toglieva eleganza al piatto.
Con il vino abbiamo continuato con un “Granato” di Foradori.
La scelta dei secondi è andata per:
Costolette di agnello caramellate al balsamico, veramente ottimo con una cottura perfetta e un gusto molto pulito.
Filetto al pepe rosa e tartufo bianco di San Miniato, anche questo un ottimo piatto con una cottura del filetto perfetta.
Per i dolci abbiamo preso:
Moro di cioccolato fondente, Tortino di ricotta con salsa al caramello, Flan di cioccolato; buoni tutti e tre ben eseguiti e per fortuna non eccessivamente dolci.
Complessivamente un’ottima cena, forse una delle più belle degli ultimi tempi fatte in provincia, il costo per 6 antipasti, 6 primi, 3 secondi e 6 dolci è stato di 360€ compreso le bevande; un prezzo a parer mio onesto considerando il tartufo. Il ricarico sui vini un pò alto.
Se devo dare esprimere un voto in ganasce ne assegnerei
piene.
P.S.: considerando i locali che si sono presi il massimo riconoscimento, anche questo meriterebbe il massimo, credo che in altre recensioni sia prevalsa la generosità.
Pepenero cucina in San Miniato
via 4 Novembre, 13
San Miniato (PI)
tel:0571419523
http://www.pepenerocucina.it/
Ristorante Pizzeria I Cristalli. Buti
Il locale si trova a Buti, in Loc. Monte Serra, proprio al bivio che conduce a Buti da una parte e alle antenne dall’altra. E’ forse un pò fuori mano ma in compenso non si trova traffico (:-)) e il parcheggio è assicurato.
56032 Buti (PI) – 3, v. Panicale Basso Buti Telefono:0587 722066 Fax:0587 722066
L’ambiente è molto caldo e accogliente, soprattutto in inverno. L’arredamento è curato e sobrio. Belle le vetrate che costeggiano le due sale, l’una, più spartana, dotata di tv, dove si mangia solo pizza, l’altra, di cui parlavo, sobria e molto curata, per la parte ristorante. Come leggevo in una precedente recensione (scusate sono nuovo) l’apparecchiatura e’ a tovaglia di stoffa, e l’interno e’ abbellito con colori pastello. I tavoli sono numerosi anche se il sabato sera, soprattutto in estate è bene prenotare. Il locale è stato ristrutturato da al massimo tre o quattro anni, quindi direi che è nuovo.
Il servizio è buono, mi sono trovato bene, anche se i camerieri a volte peccano in furbizia (se organizzate un compleanno da loro non lasciate loro troppa discrezionalità). I tempi sono nella media e i camerieri (furbizia a parte) sono alla mano e gentili.
I menù. Per quanto riguarda le pizze nulla da dire: ottimi prezzi, dimensioni, farcitura. E’ cambiato da poco il pizzaiolo ma non hanno perso di validità. Una nota particolare se la merita l’offerta valida per tutta la settimana (sabato e domenica esclusi): margherita e bibita 3,50 euro. Compensa del viaggio, certo, ma è notevole lo stesso.
Il ristorante consta di un menù poco abbondante e non molto ricercato ma non per questo da non prendere in considerazione per una bella cena tra amici o in famiglia. Si va sui piatti di terra, tipici di Buti, con primi di cinghiale, funghi, noci e formaggi (spettacolari sono i sombreri alla crema di noci).
Anche i secondi non sono molto abbondanti ma il filetto alla crema di pepe verde è cucinato sublimemente, morbidissimo e delicato. Si va comunque sulla terra. I dolci sono quelli classici.
Sinceramente non ne sono sicuro ma non credo che abbiano una grossa scelta di vini.
Direi che i prezzi sono più bassi della media sia per quanto riguarda le pizze sia per quanto riguarda il ristorante. Una cena, due persone: 2 antipasti, 2 primi, 2 secondi, dolce, caffè non più di 22/25 euro.
Ci sono stato diverse volte e per diverse occasioni. Si mangia bene anche se il menù essendo limitato non permette molta scelta. Il posto è un pò fuori mano per chi non risiede nelle vicinanze però la fatica è compensata dai prezzi inferiori rispetto alla media. Consigliato.
Ganasce: 
Ambarabà, Pub di Pisa.
Sì lo so, l’Ambarabà è un pub, non un ristorante. Però la sera si mangia, e siccome qualche venerdì fa mi ha salvato la serata gli voglio dedicare una recensione. Et voilà.
Il Pub Ambarabà è ingegnosamente nascosto nel “Vicolo della Croce Rossa”, al numero 5. E’ una traversa di via San Frediano all’altezza della Sapienza. Ci siamo arrivati a caso, dopo essere stati sbattuti fuori con un ghigno beffardo da una decina di ristoranti. La nostra colpa? Era Venerdì sera e non avevamo prenotato… Ormai disperato vedo il menù dell’Ambarabà reclamizzato in via San Frediano, e decido di tentare la sorte. Ecco le mie impressioni.
Posto abbastanza buio per essere un ristorante, ed infatti non lo è. Ha però una piccola carta dei vini, piuttosto essenziale, ma decisamente migliore di quella di alcune trattorie. Il menù è semplice, con tre o quattro primi, alcuni secondi di carne (prevalentemente grigliata) e contorni misti.
Noi ci abbiamo mangiato un risotto zucchini, carote e salsiccia, gnocchi di pane al pomodoro, grigliata gigante (una in due) contorno di melanzane. Da bere una bottiglia di Barbera. Il risotto ben fatto e abbondante, gli gnocchi delicati e profumati, la carne buona. Il vino onesto, quello che ti aspetti da un barbera da 13 euro (6 al supermercato?). Nota di demerito per le melanzane, che erano zuppe d’olio (temo fossero surgelate). Prezzo: Due primi a 7 euro l’uno, una grigliata gigante con controno a 12, un barbera a 13. Il caffe’ offerto. Sommando qualche spesa che mi è sfuggita (saraà l’ineffabile coperto?) abbiamo speso 21 euro a chiocca.
Giudizio sintetico:
per la sorpresa.
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