la Mela, ristorante biovegetariano – Viareggio

Devo dire che le prime volte, a guardarlo da fuori, il posto mi incuteva un leggero disagio… invece entri e ti senti a casa. Ma attenzione sono più che sicura che questo non vale per tutti. Vale per chi non si agita se il vicino di tavolo ti augura buon appetito e poi magari si mette a pregare prima di mangiare (e ovviamente vale per quelli che pregano prima di mangiare).

Questo non vuol dire che “la mela” sia eccessivamente alternativo. Ci si può andare anche per un pranzo di lavoro e non succede niente.

Il menù varia in base alle stagioni (prodotti biologici, ricordate?) e varia comunque durante la settimana. Ci si trovano legumi, primi di verdure, tortine salate varie e tutti i prodotti tipici da vegetariani che non ho ancora mai assaggiato.

Condimenti vari e originali (meglio farseli spiegare prima, se non si è esperti).

A disposizione anche una enorme bacheca con annunci e corsi, per chi cerca nuovi stimoli!

A parte le ciance, in diverse occasioni ci ho mangiato: un cous cous di verdure piccante semplice e buono, dei tortini di lenticchie enormi e gustosi e anche un’insalata originale con uvetta che forse non tutti avrebbero gradito. Ma io sì!

Prezzi modici. A occhio direi che un pasto mediamente impegnativo possa costare intorno ai 20 euro.

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8 pensieri su “la Mela, ristorante biovegetariano – Viareggio

  1. buono buono buono!!!
    cibo squisito, atmosfera rilassante (un po’ troppa luce forse..per il resto l’ambiente è curato nei minimi dettagli, senza esagerare) gestori carinissimi, pancia piena e portafoglio felice.
    davvero un ottimo ristorante, siamo proprio felici d’averlo scoperto!
    ciritorneremo sicuramente 😀

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  2. La Mela è uno dei miei ristoranti preferiti.
    Ultimamente ci ho mangiato il seitan più buono del mondo, preparato con senape, porri e un pizzico di curcuma.
    La signora cuoca mi ha spiegato che lo preparano da soli (nel senso che fanno da soli il seitan, non lo comprano) e devo dire che gli viene proprio bene :-).
    Ora a pranzo si può mangiare una piatto unico: un primo, un secondo e un contorno a scelta + acqua o tè bancha per 12 euro.
    E’ un’ottima occasione per assaggiare più cose e uscire satolli e contenti.
    Ho visto che il risotorante propone cene a tema e la signora cuoca organizza lezioni di cucina naturale con pranzo tutti insieme a prezzi accettabili.
    Per info dettagliate però chiamate il ristorante.

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  3. Confermo ganasce e impressione di Ortensia.
    Il tipo, dall’accento mi sembra torinese, disponibile e gentile anche nello spiegare le caratteristiche e le qualità dei vari ingredienti.
    Scelte:
    1° primo. sformato di quinoa con pesto di noci e batata rossa. La quinoa è una via di mezzo tra i ceci e l’orzo ed ha il suo perché soprattutto in fatto di consistenza. Tutto molto delicato e equilibrato. La batata non è una patata, ma una specie di cetriolo arancione croccante ma che non eccelle in sapore.
    2° primo: risotto di farro integrale con agretti e azuki (fagioli orientali). Ottimo. Migliore dell’altro primo.
    1° secondo: straccetti di seitan con pesto di agretti, radicchio rosso e carota. Il seitan è glutine addensato, sostituto della carne, ha la consistenza di una frittata ed il sapore molto simile, ma più compatto. A me è piaciuto molto, anche per come stava col resto.
    2° secondo: torta di farro e sesamo nero con porri , ricotta e gorgonzola. SPETTACOLO, semplice ma spettacolare. Ripresa.
    Dolce: plumcake croccante al cocco con crema al latte di cocco e cereali, bunissimo.
    Da bere il K’atù, una bevanda inca a base di frutta fermentata, sembra di bere succo di leechee alcoolico, moderatamente dolce. Buona, via.
    Impressione generale ottima. Una pecca: potrebbero aumentare le porzioni, un po’ risicatine, soprattutto se si considera che il cibo vegetariano è più leggero e sazia meno.
    Costo: 53 €.

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  4. Non posso che confermare le impressioni già espresse dagli altri su qualità e bontà del cibo. Però Ospite ha ragione a proposito delle porzioni: risicatine, davvero. Anche perché non si spende proprio pochissimo. Lo so, gli ingredienti bio sono cari; però si potrebbe comunque fare un passettino in più verso la pancia del cliente…

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