Cose che non vorrei al ristorante

Sulla scorta di quanto Ganascia aveva scritto qui, prendo spunto da alcuni commenti sul sito per fare alcune aggiunte al negativo, ovvero: “cose che non vorrei trovare al ristorante”

  1. Il cameriere/gestore simpaticone. Sono una persona che spesso finisce a chiacchierare a fine cena col gestore, ma mentre mangio non voglio rotture di scatole, né gradisco le facezie del cameriere tanto simpatico, né voglio che mi si intrattenga spiegandomi quanto in cucina sono bravi o illustrandomi la filosofia del locale. Se in cucina sono bravi lo decido io, la filosofia del locale, ammesso che mi interessi, preferisco ricavarmela da quello che mangio e vedo.
  2. Il cameriere di 10 anni. Il lavoro minorile è reato. Poi fare il cameriere è un lavoro serio e non deve essere affidato a gente non capace. Per ultimo i mocciosi sono – per definizione – mocciosi e quindi poco giovarecciosi.
  3. Il servizio brusco. Amici del sole, per mangiare qui pago e pretendo attenzione e educazione. Se vi sentite pastori poco avvezzi al consesso civile andate al pascolo.
  4. La bottiglia stappata. Vuol dire che dentro non c’è quello che ho chiesto (in un locale ho visto rinfiascare il vino delle brocche, quindi ne ho ben donde). Voglio che la bottiglia mi venga stappata davanti dopo aver controllato che è quella che ho scelto. Poi se sa di tappo la boccia si cambia, per Bacco!
  5. La carta dei vini finta. Molti locali hanno la carta fantasy: dentro ci sono scritte cose non vere. Molti vini non ci sono mai stati o c’erano al tempo del poro nonno.
    – Volevo questo. – Non c’è. – E questo? – Nemmeno (ad libitum)
  6. La rucola e la panna. Hanno rotto le palle. Le usano solo i cuochi della domenica.
  7. I tavoli troppo vicini. Non sono interessato alla conversazione del vicino né a notare le spine sulla sua spigola.
  8. I tempi giurassici. Non voglio ordinare dopo mezz’ora. Non voglio digerire tra un piatto e l’altro: mi passa la fame e addio la serata. Non volgio il piatto sudicio davanti per un’altra mezzora.
  9. Le seggiole in pelle o finta tale: mi sudano le terga. Non è da gentiluomini.

E voi, che cosa non volete trovare al ristorante?

19 pensieri su “Cose che non vorrei al ristorante

  1. Non voglio i bambini casinari in giro per i tavoli… ma questo credo sia più un problema legato al basso livello dei genitori…

    … e non voglio le tovaglie/tovaglioli sporchi…

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  2. Se non fosse che hai già prenotato, se non fosse che ormai ci siamo, se non fosse che molti dei commensali non capirebbero, io, personalmente, alla vista di un menu con i piatti introdotti dall’articolo determinativo, mi alzerei e me ne andrei. Non trovo niente di più disgustoso.

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  3. Il cameriere con il grembiule sporco , l’ ascella pesante e il fiato tra l’ aglioso e l’avvinazzato con la fronte sudaticcia come lo vedi?
    E i piatti bianchi di ceramica del servito del 1962 uso mensa?
    Il fritto vistosamente fritto nell’ olio usato?
    La tagliata di bistecca sfatta cotta sulla griglia di ghisa unta e condita con l’olio extrarancido?
    E il menù a voce!?
    Via su, nella vita c’è di peggio di un articolo determinativo ad indicare un piatto.

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  4. Nono, scusa emilio, niente di personale, ma mi sembra come quello che gli chiesero se preferisse le corna o la tubercolosi e rispose “fammici avé anche la tubercolosi!”.
    Sicuramente c’è sempre di peggio nella vita, tipo la leucemia o i programmi di bruno vespa, ma qui volavo più basso, francamente.
    Non ho mai avuto il piacere di mangiare da te, ma suppongo che questa cosa ti abbia preso sul personale; non conosco la tua storia, ma presumo che tu faccia il tuo lavoro da un pò di tempo (e molto bene, a quanto pare), e ti chiedo: da quanto tempo metti l’articolo nel menu? Oppure: in quale altro modo giustifichi questa scelta, se non come una modarella (per me orribile, ma sempre modarella)?
    Se un amico mi dice che ieri è andato alla Benetton e si è comprato LA camicia verde e IL paio di jeans, personalmente gli dò del cretino, con tutto l’affetto.
    Sociolinguisticamente (visto che è il mio lavoro) ho cercato di farmi un’idea del come e del perché sia nata questa *usanza* negli ultimi pochi anni (3, 4, 5?), e pur capendo in parte le motivazioni, non posso fare a meno di provare un certo brivido. Potrei scusare in parte il primo a cui sia venuta in mente questa cosa, se ha magari pensato di dare un tocco più empatico e casalingo – come la mamma che ti prepara LA svizzera, ma dal secondo in poi lo considero una furbata modaiola, esattamente come le tavolozze da pittore, la rucola, e i gestori *amiconi*.
    Cmq se ne hai voglia, spiegami il tuo punto di vista, sono sempre pronto a cambiare idea eh.

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  5. Forse l’articolo determinativo e’ usato con intenzione per dare piu’ enfasi al piatto : dire ( ad esempio eh .. ) ” la tagliata di rucola e parmigiano ” potrebbe significare che come la fanno buona in quel posto non la fanno buona da nessun’altra parte : non esistono altre tagliate, ma solo una tagliata, che in questo caso e’ identificato proprio da quel articolo determinativo.
    Boh, poi non so se e’ realmente inteso in questo modo oppure se e’ solo ” una moda “… comunque devo dire che mi danno molto piu fastidio i piatti scritti in 3 righe, proprio come diceva il link postato da Ganascia qui sopra ^_^

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  6. In effetti Kreeno hai ragione, l’ articolo determinativo è un po’ una boiata oltre che una modarella.Da parte mia ho iniziato a introdurre l’ articolo nei menù con l’arrivo di Stefano (ex aphrodite ex mescita etc..) per un semplice motivo:i clienti chiedono spesso le modifiche al piatto.Se ti propongo “Lo sformato di cipolle di Certaldo con chip di spek di Parisi” un piatto il cui nome forse è un pò troppo lungo ma che ha un nome e cognome e sopratutto e ineccepibile per frode alimentare perchè se lo scegli vuoi sentire nello sformato le caratteristiche della cipolla di Certaldo e non quelle della più comune e comunque buona cipolla dell’ Emilia. Lo spek di Parisi come tutti i prodotti di Parisi, ha la sua personalità e le sue caratteristiche olfattive oltre che gustative che anche croccato mantiene ,Il piatto dunque e quello , viene provato e testato anche nella presentazione prima di proporlo e l’articolo dovrebbe servire anche a far capire che il piatto è quello e non si può modificare a proprio gusto. Se vuoi mangiare lo sformato di cipolle con lo spek in modo diverso te lo fai a casa con gli ingredienti che vuoi e con le modifiche che vuoi ma non dire che hai preparato IL piatto che ti ha proposto il ristorante.Mi hanno chiesto “Il gratin di rigatoni all’ amatrice” senza guanciale.MAVVAFFANCULO.Vai in pizzeria, con tutto il rispetto per chi fa seriamente la pizza, e chiedi “La margherita “senza mozzarella.Kreeno, scusami per lo sfogo ma non era una cosa personale, scrivendo mi sono tornati alla mente diversi episodi che mi hanno indotto a mettere l’articolo davanti al piatto.Per quanto riguarda le acrobazie letterarie per la descrizione dei piatti, in effetti è vero, bisognerebbe da parte di noi ristoratori darsi una calmata. Per come si propone adesso Aphrodite, i piatti sono descritti in modo essenziale anche perchè ho scelto di uasre grandi materie prime lavorate senza violenze .In cucina possono dare un buon prodotto per il palato oltre che per lo stomaco.Buon appetito a tutti…

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  7. Ok, parzialmente approvato, grazie per la spiegazione. Da ora in avanti il disturbo sarà un pò più lieve – in realtà vorrei sapere quanti dei tuoi colleghi sarebbero riusciti a dare una risposta del genere e quanti, invece, aggiungono l’articolo per darti la stessa roba e ricaricarci 3 o 4 euri in più per la figata… vabbè :))

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  8. non c’avevo pensato!sara x ghiozzaggine congenita, ma alla UPIM ci vado spesso e se devo comprare un’automobile vado alla FIAT o se ho dimorti quattrini alla mercedes! ma forse ho capito male, sono ignorante!Sinceramente al ristorante non aveno notato questa particolarita’ , xche’ usata in tantissimi posti e ormai penso inserita nello zingarelli gastronomico ! mi urta parecchio, invece il menu’ a voce, con conto finale modello salacca, o il menu fuori dal ristorante senza i prezzi, o un litro di vino della casa acido ( il tavernello sarebbe da tre bicchieri) in caraffa a 10 euro ! un dessert di gelato confezionato ( tipo coppa del nonno) a 5 euro, l’aumento dei prezzi in estate nei luoghi turistici ,ovvero lo strozzinaggio senza limiti a cui siamo sottoposti costantemente , soprattutto dopo l’arrivo dell’euro!e’ raddoppiato tutto tranne il mio stipendio, ma non e’ il luogo x continuare questo discorso!si vive tutti in italia e siamo coscenti di quello che sta accadendo! scusate se ho divagato troppo!ritorniamo sui ristoranti e le cose sgradite! saluti a tutti

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  9. cosa non vorrei trovare: Le porzioni microscopiche!
    Con quello che costa ora un ristorante sarebbe bene uscirne quantomeno sazi!

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  10. Non vorrei la nouvelle cusine. Mi interessa poco la presentazione. Non sopporto le microporzioni e le “virgole” o disegnini vari fatti nel piatto.

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  11. Il rumore estremo, quello che per parlare devi urlare sulla voce degli altri… Soprattutto se non è una pizzeria, ma un ristorante dove spendicchi…

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  12. Il pane tipo cartapesta, risalente all’ultimo giubileo, oppure il pane azzimo della Pesach (paqua ebraica), a meno che non sia davvero…
    Anche perchè in Italia il pane è ampiamente compreso nella simpatica usanza del coperto.
    E già che si è parlato di menù a voce, io rilancio del conto “orale”, o sul foglio a quadretti strappato dal taccuini anni ’70.

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  13. La mediocrità!
    Ognuno nella sua categoria deve ambire a fare le cose come si deve. A volte invece ti trovi in dei posti dove ti senti nel bel mezzo di una truffa!

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  14. Io mettendomi dalla parte dei ristoratori, non vorrei clienti che cercano di insegnarti il tuo lavoro, persone amiche dei proprietari che chiamano e dicono vengo se mi fai quello o quell’altro, gruppi di 7 o8 pesone che in n menù con cibi porzionati vedi timballini o sformatini ed altro ti chiedono un assaggio di antipasti, che per fergli le potate devi dividere tutto e poi si lamentano se le porzioni sono scarze, ma se devo fargli assaggiare tutto come faccio? o divido le porzioni per quelli che sono arrivando ad un totale di 7 o 8 antipasti, oppure raddoppio le porzioni facedogliene pagare 14 o 16. non credete ma anche il nostro lavoro è molto difficile ed accontentare tutti sicuramente impossibile.

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  15. Sottoscrivo soprattutto il cameriere simpaticone e il menù a voce o senza prezzi, che così a occhio direi sia anche una violazione della legge.

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