Sfoglia le recensioni dal febbraio, 2008
feb
28

Mimì Cafè

Autore capitanamerica    Category Enoteche, Vino     Tag

Caro Ganascia buongiorno.

Trovo il tempo di scrivere queste due righe perché era ed è argomento di attualità, nonché oggetto di interrogazione comune riuscire nell’intento di trovare un posto degno per poter fare l’aperitivo a Pisa.
A questo proposito segnalo il “Mimì cafè” in Via Mazzini n°70, che ha preso il posto dell’ex di là d’Arno.

Il locale, inteso come sito, o ubicazione non necessita di presentazioni o infiorettamenti, poiché credo sia noto ai più; spendo volentieri invece due parole per il gestore e per il coraggio che ha avuto ad aprire un locale nell’ormai saturo segmento dei pub-enoteca.

Andrea, questo il nome del gentile proprietario, affiancato da un ragazzo e una ragazza anch’essi assai cortesi, ha dimostrato nelle tre volte che sono andato a trovarlo passione e competenza nel mestiere che porta avanti.

Al Mimì, oltre che i cocktails i succhi di frutta fresca centrifugata e svariate altre bevande, trovano posto molteplici etichette (alcune pregevoli) ad una spesa più che onesta, sia che si opti per una bottiglia, sia per un calice di vino. Il tutto incorniciato da uno sfizioso buffet per l’aperitivo, musica piacevole e un’atmosfera conciliante.

Per le persone più esigenti, oltre al buffet, segnalo taglieri di svariata composizione tutti ben presentati e di ottima sostanza.

Aggiungerei soltanto che, a mio modesto avviso, merita di esser visitato.

Ndr: Sono ben consapevole che questa recensione esula dall’argomento principe del blog, ma data la mia scoperta in concomitanza di alcune richieste mosse all’interno della rubrica “posti nuovi” ho ritenuto giusto segnalartela.

Se si volesse infine tradurre tutto questo nella ganascesca scala azzarderei 4 ganasce per un insieme di fattori positivi e per incoraggiamento su fronti diversi.
La signora Capitanamerica suggerisce invece 3 ganasce per stimolare l’implementazione quantitativa della scelta gastronomica del menù.

4 ganasce


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feb
28

Taverna dell’Ozio – San Miniato

Autore Ganascia    Category Ristoranti medi, Trattorie     Tag

Scrive Simone:

TRATTORIA TAVERNA DELL’OZIO
VIA ZARA, 85 CORAZZANO – SAN MINIATO (PI)
TEL: 0571/462862

Ciao a tutti,
Ieri sera siamo andati a cena in questo posto,eravamo in tre.
Il ristorante si trova sulla via principale di questo paesino (CORAZZANO). Una vecchia struttura in mattoni di una cooperativa (come si può ancora leggere sulle mura). Incarna a pieno gli standard di una trattoria tipica anche all’interno dove i coperti saranno al massimo una trentina e dove alle pareti e’ affisso un po di tutto.
Abbiamo preso:
ANTIPASTO DELL’OZIO

  • Cestino di pane caldo
  • Terrina con salsa di fegatini Buoni
  • Terrina con salsa al formaggio fuso e tartufo Buona
  • Terrina con salsa di funghi tritati Ottima
  • Terrina con prosciutto crudo e olive in salamoia Ottima
  • Terrina con fettine di salame farcite di un formaggio fresco Buone
  • Terrina con Aringhe sott’olio OTTIMA
  • Terrina con Zucchine arrostite sott’olio BUONA
  • Terrina con Fette di Mortadella ripiene di un altro formaggio buono ma che non ricordo Buona
  • Terrina con sughettino di pomodoro super piccante Buona
  • Salame di spalla di maiale fatto e stagionato dal propretario del locale OTTIMO.

Sicuramente avrò omesso qualche altra portata dell’antipasto ma credetemi, vi arriva una quantità impressionante di terrine e per forza di cosa non si possono ricordare tutte. Ah,come vino ci siamo scelti un bel Brunello Antinori Pian Delle Vigne 2001. aturalmente ci hanno portato i Bowl anche se non ce lo hanno scaraffato…

Per secondo ci siamo presi tutti e tre la solita portata: filetto di cinta senese al pepe rosa.
OTTIMO,Cottura perfetta,carne tenerissima,gustosa e succosa e una salsa perfetta.
Ah il pepe tanto rosa non mi sembrava, anzi direi che il pepe era verde ma francamente,vista la qualità della portata non glielo abbiamo neanche detto.
Di contorno abbiamo preso:
Patate alla griglia: Buone
Fagioli bianchi al fiasco: Buoni
Patate fritte tagliate a mano da loro: MOLTO BUONE.

Caffè per tutti e tre, gusto forte e bello cremoso. Un bicchiere di rhum ZACAPA, non so dirvi l’anno del rhum.
Spesa Totale:
Mangiare: Euro 75,00
Bere: Vino+rhum Euro 40,00

Per quanto riguarda il mangiare devo dire che il rapporto qualità prezzo è molto molto buono.
Quello che è invece PIU CHE OTTIMO è il prezzo che ci ha fatto pagare per il vino. Io stesso credo che lo pagherei di più all’enoteca o al supermercato,ammesso di trovarlo. Direi quindi che è un posto da 4 ganasce meritate, anche per la gentilezza delle persone che ci lavorano e della passione che mettono nel preparare i piatti.
Non so perche’ ma secondo me quando un ristoratore prepara i piatti con passione lo si nota.
Io CiRitorno di sicuro.

4 ganasce

Ah! prenotate con largo anticipo perche’ io 9 volte su 10 non trovo mai posto…..

Ciao a tutti
simone


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feb
26

A letto dopo Carosello

Autore Ganascia    Category Editoriale     Tag

Avrete notato la comparsa dei google AdSense sul sito. È una scelta ponderata per un po’, che abbiamo preso per due motivi:1) I Google ADsense sono abbastanza neutrali da non crearci problemi di scelta della pubblicità, e mantenere così l’autonomia necessaria.2) Non crediamo che ci guadagneremo granché. Ci basta coprire  le spese annuali del server. Se ci sarà un surplus, questo verrà reso pubblico e dato in beneficienza. L’idea potrebbe essere quella di un sondaggio tra i ciritornini  a tempo debito, o comunque di comunicare a chi andranno gli eventuali soldini. Questo perché Ciritorno è nato per passione e tale deve rimanere.

feb
25

Ristorante Pizzeria Argentina “Caminito”

Trovasi a Livorno, via dei Bagnetti 1 (in pratica nel quartiere venezia, vicino alla chiesa dei domenicani).

Posto molto carino, una sala non grande con ai muri appese delle persiane colorate, sembra di stare in una piazzetta.

In 4, abbiamo preso un pò di tutto
- antipasti misti (tutto di carne, ricordo la LINGUA, che detesto ma lì era buona, e una lepre fatta saporita!)
- empanadas (dei minimini calzoncini ripieni di carne, uovo, verdure e spezie, buoooni)
- filetto e grgliata mista ottimi
- un pasticcio di carne e patate di cui non ricordo il nome, ma il sapore sì, ed era buono
- dolci vari (un pò stucchevoli – mettono ovunque il dulc de leche, una specie di latte condensato, ma buoni)

Spesa cadauno 27 evri, con vino.
Ciritorno!Ah le ganasce.. direi 3 dai3 ganasce


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feb
17

Al Porto – Viareggio

Autore Ganascia    Category Ristoranti medi     Tag

Scrive simone:Ristorante:Al PortoVia Coppino n°118Viareggio0584/383878Siamo andati ieri sera, sabato 16 Febbraio. Eravamo in 10.Siamo arrivati alle 21.30 e ci hanno fatto accomodare al tavolo che avevamo prenotato subito.Non ero mai stato dentro questo locale.Arredamento mediocre abbastanza “opulento” con uno squallido tendone sul soffito che tappa i neon.Il tendone deve avere qualche anno perche qua e là ci sono delle macchie di umido che fanno capolino.Apparecchiatura classica con due bicchieri.Una volta accomodati e’ arrivato il proprietario che ci ha “caldamente” consigliato di partire con la loro specialita’ che e’ l’antipasto misto con crudite’.Fiduciosi nel patron “Valdambrini” (un omone abbastanza grezzo con capelli e baffi tinti) iniziamo con questo antipasto.L’antipasto comincia ad arrivare quasi subito,i camerieri sono veloci e ci cominciano ad arrivare i primi piatti,vi riassumo cio’ che comprendeva questo antipasto e relativi commenti:- Scampi crudi: Scuri (quindi non freschissimi) ed il sapore confermava la loro non freschezza per essere fatti a crudite’.- Ostriche (che a me non piacciono) che a detta dei commensali erano un po “secchine” e quindi anche queste non molto fresche.- Una specie di Sushi fatto di Salmone avvolto intorno ad un riso scotto,mediocre il salmone e comunque mediocre l’accostamento.- Tartare di tonno con pomodorini freschi,buona,il tonno non si capiva se era freschissimo,il colore era rosso vivo ma con i pomodori non riuscivi a capire bene.- Vongole scottate,immangiabili.Dopo queste crudite’,sempre come antipasto sono arrivate le seguenti portate,AH! da notare che eravamo ancora in attesa del vino che e’ arrivato praticamente alla fine dell’antipasto.Continuando,-Tortino di pesce ma non chiedetemi di che tipo perche’ era irriconoscibile,mediamente buono.- Muscoli ripieni,buoni,devo dire che secondo me erano la miglior portata dell’antipasto.- Polpette di qualcosa di pesce irriconoscibile,il sapore era fra la patata e qualcosa che non si riusciva a capire,mediamente buoni ma non so cosa fosse.- Frittatina di bianchetti,3 kg di pastella sopra un filo di bianchetti,risultato,una specie di gonfiotto di pasta fritta.- Insalata mista di mare con polpo e calamaretti,buona,semplice e gustosa.- Fettina di pesce spada afumicato con dentro qualcosa che non ho capito,buona ma dal sapore indefinito.Finiti gli antipasti ci sono arrivati i vini: Colli di Luni (da 7 Euro a bottiglia al supermercato) e Gewurztraminer mediocre di cui non conoscevo l’etichetta.Vista la quantita’ dell’antipasto decidiamo di passare direttamente al secondo e il proprietario quasi non ci credeva,cosi,con la faccia un po contrita ci consiglia “caldamente” la Catalana che e’ l’altra loro specialita’.CI arrivano tre vassoi (per dieci) con un kg di frutta: Mele,Uva,Arance e poi sedano,carota e peperoni.Il tutto sembrava ben architettato per riempire bene i vassoi che infatti contenevano scampi e aragostelle.Allora:Gli scampi erano di dimensione medio piccola.La consistenza della polpa era “sfatta” ed il sapore era di uno scampo non fresco,io non so se lo hanno cucinato troppo o se era la materia prima che era scadente.L’altro crostaceo era l’aragostella,un’aragosta piccolina abbastanza buona ma non all’altezza di una catalan fatta come si deve.Praticamente ci sono toccati 2 scampi a testa e una aragostella a testa,meno male ci eravamo riempiti con l’antipasto perche la catalana era veramente scarsa,sia come quantita’ che (last but not least) come Qualita’.Utilizzare la frutta per fare volume e’ proprio un giochetto terra terra.Direi che mediocre e’ un complimento.Finita questa catalana ci portano lo sgroppino (sorbetto di limone e vodka) e poi abbiamo chiesto cosa avevano per dessert,udite udite: dolci bindi :-Torta della nonna!!!!!- Torta pere e cioccolato…Qualcuno di noi prende il doce ed io per dovere di cronaca lo assagio e confermo la qualita’ scadente del dolce preconfezionato.Finito il tutto ci facciamo portare il caffe’ e l’ammazzacaffe’.Arriva il conto e lo leggo,mi scappa una risata isterica e poi informo gli altri commensali: 70,00 Euro a testa.Paghiamo e ce ne andiamo subito,il proprietario non ci saluta neanche,forse per la vergogna o forse per la “cafonaggine” che lo contraddistingue.Personalmente mi reputo una persona assai “abboccata” pero’ quando spendo tanto “pretendo” un po di piu’ della media.Qui pero’ non si parla di pretendere di piu’,qui non si rasenta neanche la qualita’ di una trattoria.Personalmente il locale non merita piu’ di due ganasce ma direi anche meno.Comunque una cosa e’ sicura “NonCiritornero’”.
NOTA: voto cambiato come da commento dell’autore
1 ganasciaCiao a tuttisimoneVisualizzazione ingrandita della mappa

feb
14

Ristorante Il Melograno – La Rotta – Pontedera

Autore francesco    Category Qualità, Ristoranti medi     Tag

Ciao ghiottoni,

Venerdi sono stato al ristorante pizzeria “il melograno” a la Rotta vicino pontedera.

Ho deciso di andarci su consiglio di amici ,

il locale è veramente carino (stile classico, no stile moderno) ben curato nei particolari dell’arredamento, di piccole dimensioni, cosa ottima per i miei gusti in quanto meno capienza del locale = meno baccano e maggiore intimità con i commensali.

Il ristoratore, gentile ed educato, dopo aver preso le ordinazioni ci ha offerto coccole di pasta fritta–> ottime

Il menù è di carne, pesce e pizza, la carta dei vini sembra ben fornita (ma non sono un grande esperto per dirlo) .

Premessa: i prezzi sono nella norma, la quantità nel piatto servita è normale, la qualità delle pietanze è ottima.

Abbiamo optato per 2 portate, chi antipasto e secondo, e chi per primo e secondo…

  • Insalata di mare–> misto totani, polpo, ecc con pomodorini e insalata, buona buona, molto leggera e delicata.
  • Crostini misti–> mi sembra di ricordare che erano 4 crostini assortiti, buoni
  • Crespelle alla fiorentina–> con ricotta e spinaci, besciamella io non ho assaggiato ma il mio amico ha gradito molto.
  • Pesce spada al pepe rosa–> io non ho assaggiato ma il mio amico ha gradito.
  • Grigliata di pesce–> scampi, gamberi, pesce spada e branzino, ho assaggiato gli scampoi ed erano molto buoni.
  • Tagliata con rucola e parmigiano–> carne tenera e saporita
  • Catalana di gamberi–> la mia amica ha gradito molto (mi sembra di ricordare che costasse intorno ai18€)

Non ho assaggiato la pizza ma alla vista era invitante.

In media 2 portate a persona, acqua, vino, dessert, ammazzacaffè per 28€ .

Non male per la qualità dei piatti anche se le porzioni potrebbero essere un po’ piu abbondanti. Cosa importante il locale è piccolo, intimo e non c’è casino.

Il mio giudizio è 4 ganasce!! Ci ritorno!!

4 ganasce


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feb
11

Signor Mimmo – Pisa

Autore Onnivoro    Category Ristoranti medi     Tag

In principio era Nonna Rosa, ristoro in miniatura dove saziarsi con piatti buoni e sostanziosi, pur spendendo poco. Poi il grande salto verso la ristorazione vera e propria. Ed ecco, da alcuni mesi, il Signor Mimmo, aperto anche la sera e con prezzi “al passo coi tempi”.

Si entra in una sorta corridoio: due tavolini con sgabelli per le sistemazioni volanti a destra, un bancone a sinistra. Quindi si volta l’angolo, si rasenta la cucina ed eccoci nell’unica sala, fitta di tavolini microscopici, tutti apparecchiati in stile minimal-kitsch. L’atmosfera è allegra, l’umore disposto al divertimento.

Il menù, ben rilegato, cresce mano a mano che ci si avventura tra le portate: due antipasti, quattro primi, sei secondi. La lista dei vini invece è piccola e noiosa (specialmente per quanto riguarda i bianchi).

Dopo una lettura in solitaria della carta, l’occhio cade su: antipasto (uno dei due, quello senza salumi misti), capriata (purè di fave con cicoria) e zuppa di pesce. Torta Linz per finire. Vino bianco, che arriverà solo a fine antipasto e fuori temperatura.

La ragazza, carina e inesperta, torna poco dopo aver annotato l’ordinazione e porge un piatto molto stretto e altrettanto lungo (una scelta più pratica che estetica, date le dimensioni dei tavoli). E’ l’antipasto: gambero in tempura, tiepido; manciata di cozze gratinate e appiccicate tra loro; tre polpettine con aglio, prezzemolo, tracce di pesce – fredde; un panino, finalmente fragrante, ripieno di formaggio. Minimo comune denominatore: l’untuosità dei vari bocconi.

Dopo i primi agognati sorsi di vino, ecco fare la sua comparsa la Capriata. Presentata in due diversi piatti. L’uno con, in sequenza: una fetta di melone sormontata da cipolla rossa cruda, della cicoria bollita e priva di condimento, un peperoncino dolce, ancora cipolla rossa. L’altro riempito da una montagnola di puré di fave ben compatto. Perplessità. Perché se è vero che, in anni bui di destrutturazione e rivisitazione, anche scomporre un classico della cucina regionale è diventato lecito, almeno si miri ad ottenere risultati organici. Sensati. Gustosi. Tra l’altro, prezioso sarebbe stato condire la cicoria: sale, olio, tre gocce tre di limone. Una cosa piccola ma buona.

Prosegue la cena con la zuppa di pesce. Abbondante, affogata in quattro dita di brodo oleoso e punteggiata da cubi di pane fritto. Ritagli di seppia e cozze qua, un disco di nasello e una triglia là, addirittura uno scampo. Ma il sapore gioca a nascondino con l’olio. Difficile terminare la porzione, impossibile volersi bene e al contempo fare scarpetta, ovvio prevedere una notte insonne. Non è una cattiva zuppa. Ma è pesante come un macigno.

Infine il dolce: la crostata Linz, con l’impasto che emana effluvi di cannella. Tutto sommato appetitosa, perfetta per una merenda davanti alla Tv o per il tè delle cinque.

Chiude un ordinario amaro, giusto per imbastire un ragionamento sulla digestione.

Conclusioni: premesso che si è trattato di un sabato sera e concessa sin da adesso la seconda chance, scegliendo magari un percorso completamente nuovo, il giudizio non può che risultare modesto. I piatti erano mal eseguiti (fuori temperatura il fritto, slegato il primo, unto oltre ogni decenza il secondo). Il vino – quotato il classico “deca” sopra al prezzo medio dello scaffale – è stato servito con ritardo e poco fresco. Ancora: l’amaro viene conteggiato in fattura, nonostante la cena completa, e il coperto è addebitato. Last but not least, il conto non è propriamente economico (42€ a testa, vino escluso).

Elementi che, messi tutti assieme, affossano il voto finale: due ganasce e mezzo. Spero ampiamente migliorabili.

2 ganasce e mezzo


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