Ristorante Il Melograno – La Rotta – Pontedera

Ciao ghiottoni,

Venerdi sono stato al ristorante pizzeria “il melograno” a la Rotta vicino pontedera.

Ho deciso di andarci su consiglio di amici ,

il locale è veramente carino (stile classico, no stile moderno) ben curato nei particolari dell’arredamento, di piccole dimensioni, cosa ottima per i miei gusti in quanto meno capienza del locale = meno baccano e maggiore intimità con i commensali.

Il ristoratore, gentile ed educato, dopo aver preso le ordinazioni ci ha offerto coccole di pasta fritta–> ottime

Il menù è di carne, pesce e pizza, la carta dei vini sembra ben fornita (ma non sono un grande esperto per dirlo) .

Premessa: i prezzi sono nella norma, la quantità nel piatto servita è normale, la qualità delle pietanze è ottima.

Abbiamo optato per 2 portate, chi antipasto e secondo, e chi per primo e secondo…

  • Insalata di mare–> misto totani, polpo, ecc con pomodorini e insalata, buona buona, molto leggera e delicata.
  • Crostini misti–> mi sembra di ricordare che erano 4 crostini assortiti, buoni
  • Crespelle alla fiorentina–> con ricotta e spinaci, besciamella io non ho assaggiato ma il mio amico ha gradito molto.
  • Pesce spada al pepe rosa–> io non ho assaggiato ma il mio amico ha gradito.
  • Grigliata di pesce–> scampi, gamberi, pesce spada e branzino, ho assaggiato gli scampoi ed erano molto buoni.
  • Tagliata con rucola e parmigiano–> carne tenera e saporita
  • Catalana di gamberi–> la mia amica ha gradito molto (mi sembra di ricordare che costasse intorno ai18€)

Non ho assaggiato la pizza ma alla vista era invitante.

In media 2 portate a persona, acqua, vino, dessert, ammazzacaffè per 28€ .

Non male per la qualità dei piatti anche se le porzioni potrebbero essere un po’ piu abbondanti. Cosa importante il locale è piccolo, intimo e non c’è casino.

Il mio giudizio è 4 ganasce!! Ci ritorno!!

4 ganasce


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Signor Mimmo – Pisa

In principio era Nonna Rosa, ristoro in miniatura dove saziarsi con piatti buoni e sostanziosi, pur spendendo poco. Poi il grande salto verso la ristorazione vera e propria. Ed ecco, da alcuni mesi, il Signor Mimmo, aperto anche la sera e con prezzi “al passo coi tempi”.

Si entra in una sorta corridoio: due tavolini con sgabelli per le sistemazioni volanti a destra, un bancone a sinistra. Quindi si volta l’angolo, si rasenta la cucina ed eccoci nell’unica sala, fitta di tavolini microscopici, tutti apparecchiati in stile minimal-kitsch. L’atmosfera è allegra, l’umore disposto al divertimento.

Il menù, ben rilegato, cresce mano a mano che ci si avventura tra le portate: due antipasti, quattro primi, sei secondi. La lista dei vini invece è piccola e noiosa (specialmente per quanto riguarda i bianchi).

Dopo una lettura in solitaria della carta, l’occhio cade su: antipasto (uno dei due, quello senza salumi misti), capriata (purè di fave con cicoria) e zuppa di pesce. Torta Linz per finire. Vino bianco, che arriverà solo a fine antipasto e fuori temperatura.

La ragazza, carina e inesperta, torna poco dopo aver annotato l’ordinazione e porge un piatto molto stretto e altrettanto lungo (una scelta più pratica che estetica, date le dimensioni dei tavoli). E’ l’antipasto: gambero in tempura, tiepido; manciata di cozze gratinate e appiccicate tra loro; tre polpettine con aglio, prezzemolo, tracce di pesce – fredde; un panino, finalmente fragrante, ripieno di formaggio. Minimo comune denominatore: l’untuosità dei vari bocconi.

Dopo i primi agognati sorsi di vino, ecco fare la sua comparsa la Capriata. Presentata in due diversi piatti. L’uno con, in sequenza: una fetta di melone sormontata da cipolla rossa cruda, della cicoria bollita e priva di condimento, un peperoncino dolce, ancora cipolla rossa. L’altro riempito da una montagnola di puré di fave ben compatto. Perplessità. Perché se è vero che, in anni bui di destrutturazione e rivisitazione, anche scomporre un classico della cucina regionale è diventato lecito, almeno si miri ad ottenere risultati organici. Sensati. Gustosi. Tra l’altro, prezioso sarebbe stato condire la cicoria: sale, olio, tre gocce tre di limone. Una cosa piccola ma buona.

Prosegue la cena con la zuppa di pesce. Abbondante, affogata in quattro dita di brodo oleoso e punteggiata da cubi di pane fritto. Ritagli di seppia e cozze qua, un disco di nasello e una triglia là, addirittura uno scampo. Ma il sapore gioca a nascondino con l’olio. Difficile terminare la porzione, impossibile volersi bene e al contempo fare scarpetta, ovvio prevedere una notte insonne. Non è una cattiva zuppa. Ma è pesante come un macigno.

Infine il dolce: la crostata Linz, con l’impasto che emana effluvi di cannella. Tutto sommato appetitosa, perfetta per una merenda davanti alla Tv o per il tè delle cinque.

Chiude un ordinario amaro, giusto per imbastire un ragionamento sulla digestione.

Conclusioni: premesso che si è trattato di un sabato sera e concessa sin da adesso la seconda chance, scegliendo magari un percorso completamente nuovo, il giudizio non può che risultare modesto. I piatti erano mal eseguiti (fuori temperatura il fritto, slegato il primo, unto oltre ogni decenza il secondo). Il vino – quotato il classico “deca” sopra al prezzo medio dello scaffale – è stato servito con ritardo e poco fresco. Ancora: l’amaro viene conteggiato in fattura, nonostante la cena completa, e il coperto è addebitato. Last but not least, il conto non è propriamente economico (42€ a testa, vino escluso).

Elementi che, messi tutti assieme, affossano il voto finale: due ganasce e mezzo. Spero ampiamente migliorabili.

2 ganasce e mezzo


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Antichi Sapori – Balconevisi (San Miniato, PI) – Chiuso

Indirizzo: 56028 Balconevisi – San Miniato (PI) – VIA CASTELLO 2 tel: 0571 460475
Nota: Balconevisi è una località del comune di San Miniato. In ottobre c’è una sagra del tartufo (che precede la notissima Mostra mercato del tartufo di San Miniato). Oltre a questo ristorante, a Balconevisi c’è un circolo Arci e un negozio di alimentari, quindi bisogna andarci apposta.

“Antichi Sapori” è un ristorante – pizzeria (con forno a legna) che ha aperto da poco. Qualche anno fa si chiamava “Ristorante Balconevisi”, poi è cambiata la gestione ed è cambiata molto anche la cucina. Da una cucina modesta, tendente al tipico, questo posto ora offre dalla “pizza e birra” a prelibatezze rare a trovarsi.
Siamo andati martedì scorso. Ecco il menu. Abbiamo scelto di fare un menu di terra, ma c’era la possibilità di prendere anche il pesce.

Assaggino offerto dalla casa: piatto con ricotta alla lavanda, con carotine tagliate sottili e aceto balsamico.

Antipasto: abbiamo scelto l’antipasto “Antichi sapori”, che ci ha veramente stupiti. Il piatto era composto da un petto e una coscia di quaglia; un fungo ripieno di ragù lievemente tartufato (ovviamente non era tartufo fresco, dato il periodo); uno sformatino di ricotta dalla consistenza compatta, molto particolare; 2 fettine di manzo affumicato (lo affumicano loro, ci hanno detto. morbidissimo); una mozzarella (ordinaria); pezzetti di fegato di maiale fritti.

Primi: non ne abbiamo presi e sinceramente non ricordo cosa c’era di preciso.

Secondi: di secondo abbiamo scelto filetto di maiale con broccoli (piatto unico, cioè: il maiale è servito coi broccoli, tutto compreso). Il maiale era così morbido che quasi dava fastidio. Broccoli molto buoni e saporiti, forse cotti cinque minuti di troppo.

Pizza: “Antichi sapori”. Con salsiccia e stracchino. Pasta fine e ingredienti buoni e abbondanti. Voto alla pizza: 7 e mezzo su 10.

Dessert: caffè e grappa (ottima grappa morbida).

Vino: Chianti ‘classico’, c’era scritto nel menu. Ma non credo abbia a che vedere con il chianti classico formalmente inteso. Era molto buono, valeva tutti i suoi 15 euro. In generale, la scelta è economica (brunello a 26 euro) ma limitata e un po’ approssimativa.

Spesa: caffè e grappa offerti, vino 15 euro, antipasto (a mezzo) 10 euro, pizza non ricordo. Totale 40 euro.

VOTO: 4 ganasce

Avrei potuto dare 5, ma non ho provato abbastanza cose. Comunque, chi me l’ha suggerito c’è stato più volte e sostiene che il pesce sia squisito, ben presentato e “divertente”.
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Ristorante Giapponese Zen – Pisa

Ristorante Giapponese Zen Pisa: ciritorno!

Incuriosito da questa recensione ci sono stato ieri sera. Premesso che non sono un esperto in materia, il posto mi e’ sembrato carino e pulito (a differenza di molti ristoranti cinesi che ci sono a Pisa). Anche il sushi non era male, sebbene non mi abbia entusiasmato piu di tanto… Ma probabilmente, come ho gia detto, era questione di gusti.
I dolci invece meglio lasciarli stare: 3 dolci su 3 erano stile ”mattonella con pinoli”, ossia già preparati e molto simili l’uno con l’altro, tanto che tra la torta al cioccolato e quella al te’ verde cambiava solo la ”gelatina di guarnizione“.

Unica cosa: nella tua recensione dici di aver speso 28 euro. Non so se la roba che avete preso è stata presa in più persone, ma solamente il ”ponte di sashimi” costa 35 euro, la tempura dai 10 in su (dipende da quale prendevi) ….

Io in 2 persone ho speso 23.5 euro, prendendo 2 antipasti (riso avvolto in un’ alga, con gamberi uno e con granchio l’altro, 6 pezzettini in totale) e la barca (18 euro) con alcuni diversi pezzi di sushi e sashimi. 4 pezzi aggiuntivi di ” pancia di tonno ” (almeno, noi si era chiesto quella, pensando che ci portassero la famosa ventresca, invece ci sono stati portati 4 pezzi normali con il tonno) 2 bottiglie d’acqua, 2 caffè e 2 dolci.
Il sakè ci è stato offerto alla cassa.

In fin dei conti non si è mangiato male, però non è il genere che più mi piace, io darei 2.5 ganasce.

2 ganasce e mezzo


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