Ristorante La Factory – Ponsacco

Incuriositi dal sito (www.lafactorylab.it) prenotiamo un tavolo in questo ristorante a Ponsacco aperto solo venerdì, sabato, domenica e lunedì sera. Durante la settimana, infatti, credo apra solo per lo svolgimento di corsi di cucina organizzati dallo chef (che in passato ha avuto una stella Michelin) e dal pasticcere/cioccolataio.

Il locale si trova a pochi minuti dall’uscita della FI-PI-LI, nella zona industriale (noi non abbiamo avuto nessuna difficoltà a trovarlo). Dall’esterno sembra un capannone come gli altri, mentre quando si entra si coglie subito la ricercatezza dei particolari che lo rende un locale kitch-chic molto piacevole (per il mio gusto). Le pareti, molto colorate e originali (Andy Warhol style) fanno da contorno a pochi tavoli ben distribuiti in uno spazio piuttosto ampio (ovvero ogni tavolo ha il suo spazio vitale, si vede che non mirano a far ciccia ma a far star bene il cliente). In fondo alla sala una vetrata che dà sulle cucine, una dedicata alle pietanze, una ai dolci, in modo da poter vedere i cuochi al lavoro. L’apparecchiatura è molto curata.

Descritto l’ambiente, anch’esso molto importante, passiamo al succo del discorso: la cucina! Chiediamo, nonostante non fosse presente in carta, di poter avere un menù degustazione, in modo da poter provare più piatti. La responsabile di sala (mi sembra riduttivo chiamarla semplicemente cameriera) ci propone senza alcun problema una degustazione di terra e mare composta da due antipasti, due primi e due secondi. Il menù si è così articolato:

  • Budino di pecorino con crudo di scampi e mostarda di peperoni rossi (ottimo, forse il piatto migliore della serata);
  • Cocktail di faraona con salsa al bufera (anche questa molto buona);
  • Cannellone di patate e yoghurt con salmone e tè affumicato (buono, ma troppo dolce per i miei gusti);
  • Lasagnetta coi pioppini (questa forse un pò disgiunta, non ben amalgamata);
  • Stinco di vitella glassato morbidissimo;
  • Baccalà non ricordo di preciso il nome, ma la ragazza ci ha spiegato che era cotto nell’olio a 40° ed era servito con la sua salsetta e delle bietole (ottimo, anche se a questo punto ero strapiena).

Il tutto molto buono e molto ben presentato. Ad innaffiare il tutto del Lagrein per i piatti di terra e una Falanghina per i piatti di pesce e ad accompagnare dei cestini di pane misto fatto da loro (con semi di papavero, patè di olive, schiacciata…) che non rimanevano mai vuoti. Ma passiamo al punto forte della serata: i dolci! Anche per i dolci ci è stata proposta una sorta di degustazione: mousse al cioccolato ricoperta di cioccolato fondente su crema inglese; crostatina di agrumi con crema soffiata; tortino di banane e cioccolato; e poi un tortino gelato credo agli agrumi con cuore di cioccolato. Tutti molto buoni con un più per il tortino di banane. Insieme al dolce ci è stato offerto un aleatico dell’Elba. Finiti i dolci, ci viene offerta da loro una selezione di prodotti di cioccolato fatti dal pasticcere: dei cioccolatini ripieni (molti più di uno a testa…) e poi ci viene portato un barattolo di crema alle nocciole anch’esso fatto da loro con un cestino di pane caldo…che dire?! Sublime, una specie di pane e nutella di qualità!!!!

Molte le note di merito: innanzitutto la ragazza che si occupa della sala gentilissima e professionale che non si è scomposta alla nostra richiesta di un menù degustazione (nonostante il ristorante fosse al completo e ci fosse anche una tavolata), ma che anzi ci ha avanzato diverse proposte tra cui scegliere; idea molto carina in bagno: al posto della solita carta, per asciugarsi le mani ci sono dei piccoli asciugamanini che poi vengono gettati in un cesto per la biancheria. Grande attenzione ai tavoli: non c’erano mai bottiglie e cestini del pane vuoti! Insomma, io mi sono sentita “coccolata” fin da quando sono entrata! E molto molto apprezzata l’idea di offrire alla fine dei prodotti di cioccolata fatti da loro…

Note di demerito: Nel nostro caso il servizio è stato un po’ lento, ossia passava un po’ troppo tempo tra una portata e l’altra, non so se questo sia dovuto al fatto che il locale era pieno e che oltre alla suddetta tavolata c’eravamo anche noi che non eravamo pochi. Comunque ciritorneremo per vedere se è stato un caso. Altra cosa, la carta dei vini è un po’ limitata anche se non banale. Spesa: 45 euro a testa tutto compreso. Non male, durante la cena ci aspettavamo un conto molto più salato, visto il menù da sei portate, i vari dolci e tutte le attenzioni che ci hanno dedicato! Segno di trasparenza: la carta coi relativi prezzi è presente su internet.

Per concludere, sommato ambiente e cibo mi sento di dare 3 ganasce e mezzo. Non sono 4 solo perché, avendo aperto da poco (un articolo appeso alle pareti parlava di dicembre 2007…), forse manca ancora un pizzico di organizzazione. Sicuramente è un ristorante con un buon potenziale, visto il personale e la cucina.3 ganasce e mezzo


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41 pensieri su “Ristorante La Factory – Ponsacco

  1. Non sono state 4 solo perché il servizio è stato un tantino troppo lento…Per creatività e cucina le 4 ganasce ci sarebbero state tutte! Ci dovremo tornare (ahimé! 😉 per vedere se si sono velocizzati…

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  2. Faccio parte della tavolata di Les Gourmets,vorrei aggiungere che è possibile acquistare i prodotti di pasticceria…io ho portato a casa un barattolo di crema al gianduia e uno di fondente (euro 5 cadauno) e devo dire che sono fantastici!!Urge ritornare per fare rifornimento!

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  3. Cmq se è vero che la sala era piena ed avete chiesto un menù degustazione “fuori carta”, direi che un certo rilassamento nei tempi fra un piatto e l’altro ci sta tutto…

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  4. Si direi anch’io…effettivamente ripensandoci siamo stati un pochino troppo severi. Sarebbe possibile aggiungere quella mezza ganascia in più, per arrivare a 4? Eh Ganascia, si può fare?

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  5. Ebbene si, sei stato un pochino severo…
    Io ci sono stata e ci sono anche “ritornata”!
    Credo che la cucina di questo ristorante meriti anche 5 ganasce, è molto curata, fantasiosa ed in particolar modo gustosissima.
    Concordo con il fatto che la carta dei vini sia un pò scarsa e concordo anche sulla professionalità della ragazza che sta in sala.
    Per quanto rigurda la lentezza nel servizio sinceramente non l’ho notata, addirittura quando ci sono ritornata hanno creato un menù di degustazione con portate fuori carta ed i tempi sono stati quelli canonici dei piatti espressi.
    Io l’ho consigliato a degli amici che ci sono stati e mi hanno ringraziato per il consiglio.
    Chiedo anch’io, se possibile, di portare a 4 ganasce questo ristorante perchè le merita tutte!

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  6. Ci sono stata ieri sera…MAMMA MIAAAAAAAAAAAAA!!! 5 ganasce con lode, applauso e quant’altro!!!!che raffinatezza, che presentazioni, che intensità di gusti, che abbinamenti!BRAVISSIMI: anzi, di più!!!!UN’ESPERIENZA IMPERDIBILE PER CHI VUOL MANGIARE IN MANIERA SUBLIME!..un consiglio: prendete il menù degustazione (pesce o carne) a 40Euro (2 antipasti,2 primi ed un secondo + degustazione cioccolatini “made in lafactorylab” – vino (vi fanno scegliere da una piccola selezione di 2/3 bottiglie), acqua e caffè inclusi!)

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  7. Anch’io sono stato alla Factory sabato 29, eravamo in sei, e confermo le tre ganasce dei Gourmets.
    Parto da quel che ho apprezzato: in linea di massima la cucina; hanno una buona fantasia – sebbene a mio avviso un po’ inferiore ad altri locali – e le portate erano tutte ben presentate e preparate. I piatti scelti, in ordine di apparizione. Antipasti: trippetta mantecata al basilico (ottima, per me la migliore della serata, da oscar), flan di formaggi (buono ma abbastanza ordinario), e due antipasti di pesce (zuppa di carciofi con ostriche e gamberi rossi e budini di pecorino con estratto di peperone e tartare di scampi) che a detta di chi li ha scelti non hanno entusiasmato. Meglio i primi: tortelli al brasato in brodo di brasato (ottimi), cannelloni di bufala in crema di zucca e tartufo (ottimi), ravioli di astice (buoni), e i secondi: bue di chianni con verdure a julienne saltate (buono ma abbastanza ordinario), maiale caramellato con spinacini (ottimo), tonno rosso con purè di sedano rapa e composta di cipolle (ottimo). Come dolci: una crostata al cioccolato (ribattezzata “al colante”) buona, un tortino al cacao ottimo, e una millefoglie alle more un po’ deludente.
    Prezzo totale (con una bottiglia di Alta Langa Fontanafredda da € 35): € 280. Senza vino e con tutti con tutte le portate sarebbe costato circa 43 a testa, direi ottimo prezzo.
    Veniamo alle dolenti note, che a mio umile parere precludono la quarta ganascia.
    In primis l’ambiente: volutamente esuberante – ma non è un problema – ha alcuni tocchi che stonano con l’idea di ristorante di livello che vuole raggiungere, soprattutto, c’è un televisore in bella vista in alto, che quella sera era sintonizzato su All Music; poi la musica: quella sera era diffusa una specie di revival di musica italiana (da Vallesi, a Little Tony, ai Litfiba) che ti aspetti di trovare più in una trattoria, ed era troppo alta.
    Altro punto dolente, seppur figlio di una buona intenzione: i tavoli sono effettivamente ampi e i posti distanziati. Ma questo comporta che per sentirsi da una parte all’altra, se si è in più di quattro, bisogna urlare; quando capita come sabato, con due tavolate e la musica troppo alta, c’era davvero troppo rumore in sala, e questo, almeno a me, ha disturbato molto.
    Il servizio è effettivamente troppo lento: arrivati alle 20.50, siamo usciti a mezzanotte passata; in sala solo due persone, di cui una ragazza gentilissima e disponibilissima ma che per esempio non conosceva i piatti e non sapeva spiegarli. L’impressione è che i due, pur persone squisite, fossero un po’ troppo affannati a stare dietro a tutti, e l’idea che c’era era quella del posto “da battaglia” con i camerieri che a passo spedito portano e tolgono.
    A mio avviso c’è molto da migliorare per quanto riguarda il vino: all’inizio hanno detto che mancava la carta, poi invece è comparsa, ma con poche etichette di alcuni grossi produttori, e qualche ricarico un po’ eccessivo. Ordinato uno spumante, non è stato fornito il cestello o l’abbattitore di temperatura, e sono stati portati bicchieri ampi, da rosso di medio corpo, e non flute.
    Infine: alcuni piatti non corrispondevano a quello che c’era scritto sul menu. Il cannellone alla bufala era previsto con una tapenade di olive, che non c’era e al suo posto, c’era il tartufo; il purè di sedanorapa con il tonno non era previsto. Intendiamoci: la soluzione era perfetta anche così, ma è una dimenticanza abbastanza evidente.
    Sono tutte piccole cose, che però in un locale che anela all’alto livello, una assieme all’altra pesano. C’è da dire che è molto peggio quando è la cucina a stonare rispetto al servizio, perché la cucina difficilmente si migliora, il servizio sì: quindi 3 ½ ganasce di incoraggiamento, sperando che queste siano prese per quelle che sono, cioè critiche costruttive, visto che tutti i difetti che abbiamo riscontrato sono facilmente migliorabili.

    l’O.

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  8. Sono d’accordo su musica, tv e tavoli un pò troppo ampi che comportano conversazioni ad alto volume. Per quanto riguarda la cucina, secondo me è sublime e lo chef stramerita il riconoscimento che la Michelin gli ha fatto inserendolo nella propria guida.

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  9. ..scusa Ospite..ma sei lo stesso Ospite che ha dato 3 ganasce a “La Pecora Nera”??..perchè sono stata pure lì..e dare le stesse ganasce a “La Pecora Nera” (con tutto il rispetto per il bellissimo progetto..) di Lucca e a “La Factory” di Ponsacco mi sembra inadeguato…..a livello di cucina non c’è neppure da parlarne…se PER TE “La Pecora” merita 3 ganasce (per me no) allora “La Factory” A MIO MODESTISSIMO PARERE dovrebbe conquistarne almeno 4 e mezzo..non credi??..insomma: 1ganascia e mezzo o due di differenza ci stanno alla grande!

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  10. Visto che quella sera a La Factory con l’Ospite c’ero anch’io mi sento di dire la mia e di poter interpretare il giudizio dell’Ospite (interverrà semmai lui per confermare la mia idea, ma dopo cinque anni di relazione penso di conoscerlo abbastanza bene 🙂 )

    Credo che l’O. abbia dato tre ganasce e mezzo complessive come media fra due voti ben distinti.

    La cucina merita quattro ganasce perché presenta alcuni piatti davvero molto buoni, ma non tutti sono così sopraffini da arrivare a cinque (ho assaggiato un pezzetto di zucchina che faceva parte della tempura: la zucchina era insipida, d’altronde non è stagione, ma soprattutto era tagliata troppo spessa quindi rimaneva un po’ dura all’interno).

    Tutto il resto, e con tutto il resto mi riferisco a servizio, ambiente, arredi, presenta delle pecche che per noi sono state importanti per cui il giudizio per questa sezione non può essere che tre ganasce. Il fatto del cestello mancante in primis: al termine di una cena così lunga le “bollicine” sono calde e fanno pena. Non puoi essere sponsorizzato Mumm (hanno specchi ed altri arredi con il marchio) e poi non avere il cestello!!! Altra cosa abbastanza fastidiosa per me è stata la discordanza fra menù e piatto. I miei cannelloni prevedevano la tapenade di olive e non solo non c’era la tapenade, ma il cameriere appena mi ha portato il piatto mi ci stava per aggiungere, assolutamente come se fosse una cosa scontata, il tartufo. Ora, so che molti di voi rabbrividiranno, ma per quanto a me piaccia io il tartufo non lo digerisco nemmeno con le bombe a mano e quindi NON LO VOGLIO MANGIARE!!! Di fronte al mio rifiuto del tartufo, e senza nemmeno saper la spiegazione, il cameriere ha fatto una faccia totalmente schifata: credo che se vuoi darti un tono dovresti evitare di reagire così, no? Magari voleva soltanto essere simpatico, anzi, sicuramente sarà stato così, però ha reagito in questo modo un po’ esagerato a varie richieste (tipo il caffè in tazza grande) e a noi non è molto piaciuto. Ma il cliente non aveva sempre ragione?
    Altra discordanza fra menù e piatto ha riguardato il dolce: la carta riportava “crostata con fondente e colante”. Alla mia richiesta di spiegazioni mi viene detto che è una crostata con cioccolato fondente e cioccolato colante. Buona, penso. E in effetti era molto buona, peccato che fosse una cioccolata con una crema di cioccolato abbastanza morbida (consistenza della nutella, per intenderci) ma non affatto colante e davvero poco poco fondente. Forse da un maestro cioccolataio, come si presenta uno dei soci, mi aspettavo qualcosa di più. Ripeto: la crostata era molto buona ugualmente, ma a marketing ci insegnano che non c’è cosa peggiore di non rispettare le aspettative e La Factory al riguardo toppa!

    In conclusione 4 ganasce per la cucina + 3 ganasce per il servizio = 7 ganasce per una media di 3 ganasce e mezzo.

    La cucina è buona davvero, ma tutto il contorno mi è parso un po’ da ”vorrei, ma non posso”.

    Ps: ma poi perché non posso prendere il menù degustazione se non lo prende tutto il tavolo? In genere se almeno due persone lo prendono non ci sono problemi. Per di più vicino a noi c’era una tavolata enorme con il menù degustazione, che ti cambiava portare un menù degustazione anche a me? 🙁 Sigh!

    E poi perché al tavolo vicino hanno portato i cioccolatini insieme al caffè e a noi no? Siamo i figli della serva? Doppio sigh!

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  11. Beh, la mia cena è stata ottima, belle invenzioni! Il rapporto qualità prezzo secondo me è più che adeguato: una cena degustazione con creazioni di gusto davvero particolari ed un buon vino (+ acqua e caffè) a 40Euro..se penso poi che in linea di massima con 30/35 Euro ormai si mangiano solo “banalità”… per quanto riguarda l’ambiente concordo: tv e rumore sono fuori luogo. Servizio molto cortese. In genere per una degustazione come questa non si spendono mai meno di 70/80 Euro.Premio il rapporto qualità-prezzo quasi introvabile per questi livelli di cucina! Saluti!

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  12. ciao ragazzi sono Simone De castro,il cioccolataio come mi descrivete e il socio o meglio ex socio,visto che per troppi impegni di lavor mi sono ritirato e cntinuo il mio lavoro di tecnical advisor per la Barry Callebaut una grossa azienda produttrice di cacao francobelga, comunque se volete assaporare il mio cioccolato lo trovate presso il laboratorio e negozio di mio padre “De Castro Dolce e Salato,P.zza V.Veneto 15 Capanne Montopoli V/A Pisa sono aperti solo al mattino,vi aspetto e buona ganacha a tutti.
    Simone De Castro o come mi chiamano i miei veri amici e colleghi “il sarto del cioccolato”,occhio è un marchio registrato.

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  13. ci sono stato sabato sera e confermo tutto quello che ha detto simona, eravamo in due abbiamo preso il menu’ degustazione di pesce, ottimo , squisito e sfizioso (c’era anche un piatto di sushi)
    4 ganasce in pieno, ambiente molto chic,
    tutto baganato da un ottimo champagne.
    ciritorno a bestia!!!

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  14. Ho letto i commenti su la factory e non ho potuto fare altro che registrarmi e confermare che 4 ganascie sono il minimo per questo locale, sotto tutti i punti di vista.
    LA cucina sublime in tutte le sue forme, per quanto riguarda il servizio ottimo sia il ragazzo che presumo sia il responsabile di sala , un professionista che tutti gli altri.
    Chi scrive, come ho letto, che ha avuto dei problemi , consiglio loro di continuare ad andare a mangiare in pizzeria o trattoria non siete fatti per i ristoranti.

    da tornarci al più presto .
    Complimenti a tutti
    Pochi locali sono cosi completi da l’accoglienza sino alla fine della serata

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  15. Ieri sera sono “ciritornata” a La Factory!
    Eravamo in due.
    Questa volta ho provato la degustazione di carne:
    Entrée: patata schiacciata con midollo di manzo e fois gras + flute di champagne.
    Antipasti: Fonduta di formaggi gratinata in forno con granella di nocciole + bocconcini soft di cinghiale su crema di carote con fiori di cappero, pomodorini e riduzione di balsamico.
    Primi: risotto alle erbette con pernice saltata e spuma di vin santo + ravioli con brasato.
    Secondo: medaglioni di baby beef lardellati al rigatino con spinaci freschi e pioppini saltati.
    Assaggi di dessert: mousse di banana con meringa e cialda + rivisitazione di castagnaccio affogato nel cioccolato fondente.
    Come vino ho preso un Dolcetto d’Alba Treiso – Fontanafredda del 2007.
    Infine vassoietto misto di cioccolatini “made in lafactorylab” + caffè.
    Il costo della serata è stato di Euro 35,00/persona (ed include anche 2 bottiglie di acqua, una naturale ed una gassata) secondo me spesi divinamente!
    Una nota particolare al pane fatto in casa: SPLENDIDO!!
    Il servizio si riconferma gentile ed attento.
    Riconfermo le mie 5 ganasce con lode ed applauso!
    Ieri sera c’erano solo 3 tavoli (quindi zero confusione!), la tv era spenta, le luci soffuse..ed anche l’ambiente è risultato assolutamente gradevole!
    Visto che siamo a fine anno e posso tirar le somme dico che: per me La Factory vince l’award come Best Restaurant 2008.

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  16. No Durthu!!vino incluso!GIURO!sembra incredibile ma è così!…il conto totale era di 76Euro, e, molto carinamente, ci hanno tolto 6 Euro (ci avevano riconosciuto dalla volta scorsa… sarà stato una sorta di sconto fedeltà 🙂 )

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  17. Ribadiamo che la cucina è notevolissima (avevamo dato 4 ganasce anche noi), ma pare che siamo stati gli unici a scegliere il menù à la carte (con i problemi di non corrispondenza fra piatto e carte). Forse sul menù degustazione rende meglio e forse noi abbiamo beccato una serata storta, chissà, ma certe pecche tipo l’assenza del cestello comunque rimangono. Notiamo invece che inconvenienti come la tv e la musica sono stati giustamente ovviati e ciò ci fa piacere.

    Per il resto… A certa gente manco si risponde…

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  18. a chi ti riferisci carroarmatorosa?
    io ti consiglio di ritornarci, per essere forse meno puntigliosa (senza offesa) , la location può lasciare a desiderare ( sei in una zona industriale)
    ma comunque si collega benissimo al tipo di cucina che vogliono fare , la factory è un laboratorio travestito da ristorante, poi che non tu abbia avuto la tapenade è un discorso , ma ti dico che giustamente il cameriere ti fà la faccia schifata se non tu vuoi il tartufo(senza offesa).
    non credo tu possa trovare uno chef migliore in zona, cmq apparte tutto ti consiglio di riprovare e di essere meno severa, anche perche non si spende tanto per quello che ti offrono.
    p.s. carro vai a leggerti i commenti su ristorante zenzero , a me mi hanno massacrato ( pur dicendo che è un buon ristorante)

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  19. Ciao France, non mi riferivo a te, ma a “lucia” che si registra apposta per creare polemica con frasi come “consiglio loro di continuare ad andare a mangiare in pizzeria o trattoria non siete fatti per i ristoranti”, anche perchè come tu giustamente noti ci si poteva accusare semmai di essere stati troppo puntigliosi e non altro.

    In ogni caso, siccome la polemica proprio non mi interessa per me il discorso finisce qui. Stop. Fine. The end.

    A “La factory” pensavo già di ritornarci e provare il menù degustazione (che, come ho scritto, volevo già provare quella sera, ma se lo prendono solo in due su un tavolo da sei dice che non si può… va beh…)

    Ora vado a leggere di zenzero 🙂 Ciau!!!

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  20. Ci sono stato ieri sera, e non posso che confermare le 4 ganasce. Unica vera critica: la crostata al cioccolato era piuttosto ordinaria, non valeva i 7 euro. Per il resto, ottima cucina, tempi più che ragionevoli, servizio attento. Bravi, continuate così!

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  21. tempo fa ho scritto sul vostro blog,ma non ho ricevuto risposta,forse dovreste dare più spazio di osservazione e non cianare come 4 zitelle…

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  22. Premessa: incuriosita da tanti commenti favorevoli e per festeggiare il compleanno di una amica ho chiamato la Factory ma Udite Udite, mi hanno comiunicato che d’estate si trasferiscono al Bagno Italia di Marina di Pisa e propongono solo piatti di mare. Ora confesso che ero un po’ prevenuta sul posto in quanto nei miei ricordi di bambina sui Bagni di Marina non è che fossero frequentati proprio dal fior fiore dell’alta aristocrazia e fossero tra i locali meglio consigliati ma tant’è che mi son dovuta ricredere in quanto il posto è veramente carino, terrazza che da’ su di una piccola spiaggetta curata, il mare si intuisce perchè è coperto da una diga di scogli, ma si sa che c’è! Dopo un aperitivo di prosecco ci siamo accomodate vicino alla terrazza e abbiamo gustato un’antipastino di polpettine di bianchetti (ottimi) delle acciughine con cipolla fresca (deliziose) un totano lavorato tipo trippa di mare (buonissimo ma un po salato) poi scampi crudi e 4 ostriche (freschissime). Abbiamo proseguito con maccheroncini di frutti di mare e cicale (ottimi ma tempestati di aglio) e tagliatelline scampi e limone (deliziose) frutta, il tutto annaffiato da un buon bianco altoadesino dal nome impronunciabile. Il tutto ad una cifra di 75 euro in due. Mi è sembrato un buon rapporto qualità prezzo e se correggono un po’ i condimenti mi sembra perfetto. Io ciritorno
    p.s. per non deludere le mie aspettative devo precisare che il gestore aveva una tenuta un po’ troppo informale (bermuda e ciabatte e aspetto un po’ trasandato) era proprio così che me li ricordavo!

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  23. Ci sono stato alla “FActory estiva”, ma era una comunione, e chiaramente io non ho preso pesce.
    Non so quanto si spenda, ma mi è sembrato che tutti i commensali fossero soddisfatti sebbene così a vederle, le portate non brillassero per originalità.
    Ma si sa come sono le cerimonie in questo caso.

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  24. Ciao a tutti!!!
    Si merita proprio 4 ganasce perchè Michele (il cuoco) è un grande chef!!!!Ho avuto il piacere di fare il suo corso di cucina vedendo come cucina vari piatti…e devo dire che è ottimo!!!

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  25. Mi e’ giunta notizia da autorevole fonte che la Factory a Ponsacco non e’ piu’ aperta con la formula con cui lo era prima. Attualemente sono aperti solo qualche giorno alla settimana (principalmente il week end) e con menu’ fisso (1 solo menu’) a prezzo fisso (sabato era un menu’ di mare a 40 euro). Il menu’ del giorno te lo dicono anche al telefono.

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  26. confermo
    adesso sono dedicati piu’ alla scuola di cucina
    che al ristorante
    spesso, ma non sempre fanno, anche delleserate a tema o di “show cooking” sullo stile del Teatro della cucina della Citta’ del Gusto del gambero Rosso , l’ultima a 60€ era con Simone Rugiati

    @GGGiant ma il menu’ del sabato c’e’ sul sito ?

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