Ristorante/Pizzeria Il Vecchio Dado – Pisa

Ieri sera con alcuni amici sono andato a mangiare al Vecchio Dado, che si trova in Lungarno Pacinotti, 21/22, ovviamente a Pisa. Telefono: 050 580900

Vista la serata primaverile abbiamo preso un tavolo fuori. Il Vecchio Dado l’avevo sempre sentito nominare, ma non c’ero mai stato: a quanto pare, un po’ di tempo fa aveva cambiato gestione e quindi posso parlare di questa nuova gestione solamente, senza fare alcun confronto.
Non sono rimasto molto soddisfatto a dire il vero, ma nemmeno ho mangiato male.

Prima nota negativa, i tempi: per ordinare abbiamo aspettato quasi 40 minuti, per scegliere il vino ci siamo dovuti alzare una prima volta ed andare a vedere i vini disponibili (mancava la carta)… nonostante ci fossimo alzati per andare a vedere le bottiglie, nessuno è venuto per assisterci, quindi dopo 5-10 minuti in piedi, ci siamo rimessi a sedere ad abbiamo aspettato il padrone che venisse con qualche bottiglia da farci scegliere.

Eravamo 4 ed abbiamo preso:

1 crostino misto (in 2) (senza infamia e senza lode , erano 5 crostini misti)
1 polpo con patate (sembrava buono, ma non ci sono stati particolari apprezzamenti)
1 prosciutto crudo (idem come sopra)
Avevamo richiesto il famoso pane carasau ma è arrivato molto tempo dopo….
1 gnocco funghi e vongole
1 fiorentina (era buona e cotta come la volevo, con un bel pezzo di filetto annesso… certo di solito si porta anche olio e sale…)
1 tagliata per due, rucola e grana
1 porzione di fagioli (non molto buoni, tutto estremamente povero di sale)
4 porzioni di patate arrosto (con “sorpresa” , capirete dopo)
4 caffè
2 seadas (dolce sardo) (particolarmente buoni)
2 bottiglie d’acqua
1 bottiglia di morellino di scansano (non ricordo i particolari, ma era una bottiglia del 2005)

I piatti erano fondamentalmente buoni, ma non tanto da giustificare il prezzo finale di 33 euro a testa.
In particolare, la tagliata e’ venuta a costare 44 euro, e le patate arrosto, per fare un esempio, sarebbero venute a costare 16 euro in tutto… poi ci siamo accorti che dentro le patate c’era una specie di bestia morta ( forse un ap) : ovviamente non ce le hanno fatte pagare e ci hanno offerto il mirto, ma trovarsi un animale morto non fa molto piacere,  ed anche se può capitare (magari siamo gli unici) sicuramente influenza il giudizio… senza considerare che, se non avessimo trovato l’insetto, il conto sarebbe lievitato di altri 4 euro a testa, e quasi 40 euro per le cose che abbiamo preso mi sarebbe sembrato veramente eccessivo.

Per ora assegno 2 ganascie con riserva, sia per provare la pizza (che non mi sembrava male a vedersi), sia per riprovare qualche altro piatto magari meno ” altisonante ” e quindi meno costoso.
2 ganasce


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13 pensieri su “Ristorante/Pizzeria Il Vecchio Dado – Pisa

  1. L’estate scorsa, dentro ad un’insalata verde acquosa, scorrazzava tranquillo un vermicello…
    Una volta è un caso, due…

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  2. devo confessare, i piatti non sono un gran che il servizio è pessimo e lento, il titolalare è scorbutico e invasivo. /* Tagliato perché opinabile e possibilmente offensivo */l…..io nemmeno 2 ganasce

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  3. Confermo quasi tutto. Ho mangiato la pizza, discreta, ne ho provate di peggio. Non abbiam bevuto vino, ma chi ha preso le ordinazioni non era proprio affabile col cliente (almeno così ci è sembrato); direi in effetti una ragazza un pò troppo scorbutica; anche nel servire sembra un pò troppo convinta (la rossa). Molto più alla mano le altre due ragazze che ci hanno servito e che alla fine hanno chiesto com’era la cena e ci hanno dato cosiglio su dove andare a giro. Del proprietario non so che dire non ho avuto modo di interagirci, del servizio c’era molta gente quindi penso sia naturale fosse lento. Posto bello, raffinato e questo si traduce nel conto, sicuramente un pò alto….

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  4. Ci sono andato giusto avanti ieri, essendo uno dei pochi locali aperti di domenica a pranzo in centro a Pisa (piccola lode per questo).
    In quattro, abbiamo speso 141,20 euro per 4 antipasti di crostini, 4 spaghetti con telline e bottarga di muggine, 1 piatto di calamari alla griglia e 1 tonno al sesamo con finocchi e carote, 3 creme catalane, 4 mirti (offerti) , 1 caffé, bottiglia di acqua e di vino Fiano di Avellino.
    Nota positiva per il tonno, finalmente cotto come si deve (bello rosato all’interno) e non stoppaccioso, e azzeccato il contorno di finocchi e carote, molto buona anche la crema catalana con la crosta croccante di zucchero (stile creme brulee di Amelie) e ottimo il mirto. Nota negativa per il sale, eccessivo negli spaghetti (forse la bottarga?) e mal distribuito nel tonno (ovvero a bocconi scipiti si alternavano altri troppo sapidi), che quasi rovinava un comunque ottimo piatto, un po’ sconditi i calamari (l’olio in tavola sarebbe stato gradito). Il servizio è stato effettivamente un po’ incerto (Il locale era pieno fuori ma quasi vuoto dentro), ma le cameriere sono state piuttosto gentili e affabili, con un veloce passaggio del (suppongo) proprietario a chiederci come andava. La mancanza di una carta, o almeno lista dei vini, si fa notare e rende inutile l’esposizione sugli scaffali di bottiglie importanti come Veneroso, Masciarelli e compagnia. Il conto, come potere notare da soli, è alto rispetto all’offerta, anche tenendo conto del locale e della posizione, ritengo quindi giusto il voto di due ganasce.

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  5. ciao,
    in settimana io e mia moglie vi abbiamo cenato bene, in tempi e prezzi ragionevoli. La gestione nuova è affidata ad una coppia di ragazzi.

    Mia moglie ha preso schiaffoni di primo e baccalà di secondo. Io crespelle e tagliata. Tutto accompagnato da ottime birre importate dal Belgio. Una bottiglia di acqua e due caffè. Alla fine con 59euro totali siamo rimasti più che soddisfatti, per questo ho voluto scrivere qui. Io gli dò 4/5 ganasce.

    Non lasciatevi ingannare dal nome “crespelle” perchè le dimensioni della portata non sono affatto striminzite. Non avevo mai associato i pinoli alla tagliata ed invece ci stanno benissimo. I dolci avevano un aspetto favoloso ma le panze erano strapiene ormai. Curiosa la carta dei caffè nella quale si può decidere di spendere anche 20 euro per una tazza!
    Noi siamo di Genova ma veniamo spesso a Pisa da amici. Torneremo per la luminara cercando di prenotare un tavolino fuori anche perchè ci è rimasto il dubbio di come possa essere il mitico caffè jamaicano da 20carte 🙂

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  6. Nessun commento, Ma tra qualche giorno ho un ospite a cui tengo molto e l’ albergo di Pisa
    dove passero’ la notte mi ha gentilmente prenotato al ” Dado”.
    Che dite, rischio…………..o mi date consigli su piatti buoni in lista ?

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