Sfoglia le recensioni dal giugno, 2008
giu
30

Il gambero Blu

Autore Andrea 70    Category Pizzerie     Tag

Il gambero blu è un ristorante pizzeria situato tra Marina e Tirrenia con un buon affaccio sul mare, nel quale è possibile mangiare una discreta pizza, che purtroppo era molto meglio l’anno scorso. Serata piacevole ed abbastanza in linea con le aspettative, tranne che per una cosa. Il prezzo di coperto e birra: ce ne siamo accorti solo dopo, ma mentre aspettavamo le nostra agognate pizze, seduti al nostro tavolo, sorseggiando i nostri 2 bicchieri di birra, avevamo già speso 14 euro, 28.000 £, solo per 2 bicchieri di birra alla spina e 2 coperti a Marina di Pisa. Dopo le pizze siamo arrivati a 56.000£, per 2 pizze e 2 birre, stop.

Non troppo, un furto, perchè siamo del 2008, sono passati 6 anni dall’entrata dell’euro, sono stati fatti 2 rinnovi dei contratti collettivi nazionali, per un incremendo degli stipendi dei dipendenti (che in italia sono il 75% dei redditi), di circa il 10-12% complessivo.

Per una cosa del genere si da 1 ganascia e non ci si ritorna. 

1 ganascia

giu
28

Il Punto – Spazzavento (PT)

Autore Durthu    Category Ristoranti medi     Tag

Salve a tutti,

sabato scorso sono tornato a cena in questo ristorante, che devo dire ho apprezzato in entrambe le occasioni.
Come spesso mi capita (me li andrò a cercare?), la collocazioni non è delle più felice, essendo situato all’interno del piccolo paese di Spazzavento, con ingresso direttamente sulla strada principale. L’interno del locale è comunque ben curato, elegante senza esagerare, con un bel giardino coperto dove è piacevolissimo cenare in estate.
Abbiamo iniziato con due antipasti: il primo a base di salmone, marinato dalla cucina del ristorante; mentre il secondo era in pratica un polpo in insalata. Ottimi entrambi, con particolare menzione per il salmone.
Abbiamo proseguito con il secondo: un fritto misto, ben preparato, asciutto e giustamente abbondante, ed un astice alla catalana, veramente gustoso. Quest’ultimo viene servito con una tale quantità di frutta e verdura (freschissime con la sola esclusione del kiwi, che era evidentemente un po’ “passato”), da non aver lasciato spazio ai dolci, dei quali purtroppo non posso parlare. Avremmo potuto tranquillamente saltare un antipasto.
La cena è stata accompagnata da un vino rosato, un Michele Satta del 2006.
La spesa totale è stata di 75 euro, ossia 37,50 a testa.
Il giudizio globale è di 4 ganasce, per la qualità dei piatti (chiedo scusa, so che la recensione è sbrigativa, ma le merita) e per il servizio, attento ma assolutamente non invadente.
Uno dei posti migliori dove mangiare del pesce nella zona della Valdinievole (dove il pesce non è proprio proprio di casa ).

4 ganasce

Indirizzo: “Il punto”, Spazzavento (PT), via provinciale Lucchese 301 – tel 0573.570267


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giu
28

Da Banda – San Piero a Grado

Se non siete ancora stati in questo graziosissimo locale non sapete cosa vuol dire “un posto semplice”.
Questo bar trattoria è a San Piero a Grado in Via Deodato Orlandi, proprio a fianco della bellissima basilica. L’ambiente è veramente rustico: una baracchina verde con delle tettoie sotto alle quali si va per mangiare qualcosa nelle sere d’estate godendo del fresco e della cucina semplice. I piatti proposti sono tuti freddi: panini, riso freddo, tonno e fagioli, insalatone ricche e cipollose, ottimi sottoli e soprattutto le acciughe alla povera o marinate. Il personale è cortese, i prezzi oscillano tra i 10 e i 15 euro a testa, l’ambiente è rilassato e rilassante. Uniche raccomandazioni da fare sono quelle di darsi un buon repellente per zanzare e di usare il bagno a casa. Chiuderei la cena con un bel ponce e, considerato tutto, con tre ganasce.

3 ganasce


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giu
28

Noterelle sul Numero 11 – Pisa

Autore MarlonBrando    Category A pranzo, Ristoranti popolari     Tag

voto in forsePregiati Signore& Signori questo mio viaggio su Ciritorno sarà sottoforma di un florilegio di  mi auguro azzeccate riflessioni su un locale di buongusto che a me sta molto a cuore. Per farvi capire sta a cuore un po’ come al prode Fonzie stava a cuore il vecchio Arnold’s. No , amici bongustaj non sto di certo parlando dell’oramai pluriestinto e seppellito cinema Mignon, dove peraltro ebbi la fortuna di perfezionare la mia formazione adolescenziale e neppure della gloriosa Nerina, dove andava quello stakanovista der mi’ nonno a sfucilarci la pensione.

Insomma – bandendo le ciance- vorrei trasmettervi che il prestigioso e antico quartiere di San Martino ( e quindi Pisa)  senza il Numeroundici perderebbe un preziosissimo centro aggregativo in fatto di ristorazione e quando parlo di ristorazione penso a tutte le potenzialità di tale termine (accoglienza, rapporto qualità/prezzo) e al relativo senso di benessere che appunto ne consegue. Conseguentemente non mi crea il benché minimo problema sostenere che tale ambiente altro non  è che un effettivo centro di benessere, spirituale e materiale. Il termine convivialità, serenamente applicabile al sunnominato locale, è un termine che ha molto più a che fare col cuore che con lo stomaco, come Voi tutti probi viri di già certo saprete. In cucina qui si usa il cuore, e sfido qualunque ganascia a smentirmi.

Il Numeroundici va gustato pianopiano; come tutte le cose belle ha bisogno di tempo per manifestarsi in tutta la sua complessità (di cibi e di rapporti), ci devi andare, poi ritornare, poi andare di nuovo, lo devi frequentare quando è assalto ai forni e quando è summer on a solitary beach, per goderselo pienamente è necessario aver pazienza, e col tempo diventerà il piacevole e corroborante trascendentale della giornata.

Non essendo né proprietario, né azionista di suddetta locanda bensì sempre più convinto e assiduo frequentatore posso tranquillamente profondermi in una serie di decantazioni, senza incorrere nel reato di sviolinatura, che, mi auguro gradevoli e riscontrabili da chiunque deciderà di scegliere quest’ oasì pisana del buon gusto.

Partirei col decantare la varietà dei piatti che il Numeroundici offre. Vuoi il pesce? Eccotelo in forma di venerabile baccalà sui tagliolini…oppure in forma di pescespada che si scioglie in bocca in compagnìa di giuste patate.

Vuoi la carne? E allora vai sulla tartara di cavallo oppure sul leggendario controfiletto e patate…il Chili e la Goulash si presentano cotti a regola d’arte per non parlare dell’immensa  Faraona ai funghi (roba da perdere la testa!) oppure il coniglio arrangiato in padella alla vecchia maniera come lo faceva quella santadonna della mi’ nonna. Insomma ci mancano solo i Rognoni alla bordolese ma chi sa che non li cucinino di qui a breve.

Cercavi un ristorante etnico e non lo trovavi? Ma allora il Numeroundici è su misura per te e giù con varietà di ricchi couscous e piatti vegetariani pei quali si usa una varietà di legumi che difficilmente puoi trovare in altro loco.

Oddio sei addièta?! Mais pas des problems: al bancone il gentil-gestore Marco, (persona colta, che cita in greco) sarà ben lieto di comporre un’ insalatona con verdure fresche (quelle che scrocchiano e che hanno ancora il sapore della verdura) e legumi et altre ghiottonerie tipo l’insalata rossa irlandese oppure la feta, fresca e acidula da mandar giù con olive greche.. Detto inter nos il Numeroundici è l’unico ristorante pisano dove ho trovato delle goduriose Puntarelle alla romana, che non mangiavo da tempi immemorabili e della cui insensata assenza sul nostro etrusco desco mi rammaricavo ogni pièssospinto.

Poi decanterei le torte! Zuppa inglese e tiramisù son da urlo, la torta coi semi di papavero a dir pco originale; d’inverno trovi pure una torta di castagna detta ‘torta della Sfinge’ che se te la spari con un bicchierino di Madera o di Pantelleria vai diretto al manicomio.

Dalla cucina al personale…I gestori sono gradevoli e conviviali, Marco al Front/office non solo ti istrada sempre con garbo piemontese nel labirinto dei gusti, ma è anche profondo conoscitore del Decamerone e intrattiene divertito un pubblico di nicchia con aneddoti e boutades.

Se affini lo sguardo puoi scorgere nella cucina a vista ( e sottolineo a vista!) un personaggio dal profilo aristocratico, altri non è che Alberto, il Mastro dolciajo che si distingue, oltre per una indiscussa ars cocendi, per l’arguzia delle risposte che somministra con illuminata bonomia agli ospiti incantati.

Concludendo

Il Numeroundici è, a mio avviso, una sintesi riuscita di elaborata cucina internazionale e di sperimentale ramaiolar de no’antri. Io ci spendo sempre non più di 10 euro e mangio roba di qualità servita su piatti sempre generosi. Non amano, e non amo, far notare che è l’unico locale sulla faccia della terra toscana che ha il coraggio di riconoscere che l’acqua è un bene gratuito, infatti innaffi a garbo da un distributore (senza sprecare!) e non la paghi nemmeno un centesimo. Etica e cucina, che bell’accoppiata e che bella lezione, per tanti.

Solo qui ho ritrovato il sapore della vecchia maniera, il gusto di una cucina fatta in casa.

Un vecchio maestro americano di blues amava dire ‘certe volte dove poso il mio cappello, ecco quella è casa mia’, al Numeroundici potrete trovare su una sedia vicino alla porta il mio cappello e se vorrete anche il vostro. Buon appetito.

Le ganasce sono  4, si mangia bene ad ottimo prezzo. What else?

NdGanascia: What else? Another opinion for instance

Nota di Ganascia: come riscontrabile dai commenti sottostanti e dalla mia recensione succitata, 4 ganasce al numero 11 sono un insulto a gli altri ristoratori di pari voto.

Due sono più che sufficienti

giu
23

La Vallata – Lajatico

Questa volta sono tornato in alta Valdera e, dopo Peccioli, ho fatto visita al paese di Lajatico. Lungo la strada che porta all’abitato si incontra il ristorante La Vallata.
Il posto è immerso nelle dolci colline tanto care agli stranieri amanti del ” tuscany “, oltretutto annesso al ristorante, già fornito di camere per il B&B, è stato appena inaugurato un parco di vari ettari dove è possibile smaltire le mangiate e magari portare i bimbi a vedere da vicino un pò di animali ( hanno perfino un lama!). Dal parco la vista è strepitosa: campi e boschi con Volterra sullo sfondo.
Il posto si presta ottimamente per cerimonie ed è strutturato in quest’ottica, ma senza dimenticare chi vuole mangiare in santa pace. Infatti oggi ci siamo beccati un 50° di matrimonio, ma essendo posizionato in un’ala dedicata del ristorante non ha influito ne sulla nostra tranquillità ne sui tempi del pranzo.
Il ristorante è un grande rustico, ma la recente ristrutturazione non da quell’aspetto di vissuto che un casolare dovrebbe avere (questione di tempo), l’arredamento è semplice ma grazioso e i camerieri gentili e presenti. Ma veniamo al dunque, come solito eravamo in quattro e abbiamo attaccato con gli antipasti della casa che consistevano in vari assaggi: frittata alle erbe, ricotta al tartufo, ribollita, polpettine di patate, una palla fritta di non so cosa, crostini di fegato, polenta fritta con funghi, sott’oli vari, soppressata, lardo, prosciutto e fagioli. Uno di tutto, ma più che sufficenti nell’insieme (da bis la ricotta al tartufo e la ribollita). Abbiamo proseguito con due tagliolini ai funghi galletti e lardo: da favola! Porzioni abbondanti e accostamento azzeccato. Anche la pasta, fatta da loro, merita una menzione. A seguire tre secondi: un filetto di cinta servito con una strana nuvola di patate, una classica tagliata rucola e grana e una tracotta di chianina. Nulla di troppo fantasioso, ma in piena sintonia con il contesto e poi se non c’è la ciccia con me non si va d’accordo!
Tre anche i dolci: una panna cotta ai lamponi (normalissima), un semifreddo alla ricotta con miele di fiori di arancio (strepitoso), e un ananas al naturale. A completamento del tutto un acqua, una bottiglia di vino locale, tre caffè e un amaro (offerto), totale 125 €. Cosiderando che i secondi avevano già tutti inclusi delle verdure di contorno, praticamente 30 euri a testa. Concludendo niente di particolare o di nuovo, ma un ottimo ristorante di tradizione toscana. Nel suo genere tre ganasce e mezzo le merita tutte e CIRITORNO. Alla prossima

3 ganasce

giu
23

Bar Trattoria da “11″ – Livorno

L’altra sera sono andato a cena al bar trattoria “da 11″ in Via Bassa n. 8 a Livorno. Eravamo in tre e siamo tornati in un posto che avevamo già frequentato altre volte e ci era piaciuto. Il locale è gestito da persone simpatiche e addobbato con foto di striscioni del Livorno calcio, magliette dei giocatori e via dicendo. Il bagno è pulito e a norma per i disabili. Abbiamo cominciato la cena con degli antipasti misti di mare che però si sono rivelati banali e deludenti ad eccezione di un pezzo di stoccafisso decisamente gustoso. Di primo abbiamo preso una porzione di risotto allo scoglio veramente buono e una di linguine all’astice buono ma con un leggero retrogusto di attaccatura. Di secondo abbiamo ordinato un parago all’isolana buono ma che ci è stato inspiegabilmente servito con le verdure a parte e inondate di olio. I dolci sono quelli commerciali e infatti solo uno di noi ha ordinato un tartufo (molto) affogato nel cognac. Da bere una bottiglia di bianco di Chianni imbottigliato all’origine, due caffè e della grappa senza valore. Il conto, considerato quello che abbiamo mangiato, è per me assurdo: 130,00 euro. Complessivamente sono deluso, propongo due ganasce, forse due e mezzo per i meriti passati.

2 ganasce


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giu
14

Il Cacciatore – Tirrenia (Pi)

Autore gigi    Category Ristoranti medi     Tag

Con amici autoctoni e non,  abbiamo di recente provato questo ristorante letteralmente immerso nel verde nell’immediato retroterra di Tirrenia (salvi dunque dal fastidioso traffico e dai parcheggi a pagamento). Siamo andati sul classico menu di terra:

  • antipasto con specialità lucane e affettati
  • ottima e abbondantissima la tagliata rucola e grana
  • insalate e patatine fritte
  • vino rosso delle colline pisane in quantità proporzionale alla tagliata
  • caffè e ammazza caffè

Servizio di buon livello, ambiente arioso e recentemente ristrutturato: visto il tempo inclemente abbiamo mangiato nel ristorante ma ci siamo ripromessi di tornare col bel tempo per godersi anche il fuori

Tutti contenti, noi autoctoni anche per la bella figura fatta con i nostri ospiti: abbiamo speso circa 30eu a testa, a mio parere un rapporto prezzo/qualità veramente favorevole

Per chi non è pratico, attenti ai 2 autovelox! Venendo da Tirrenia, attenti all’inizio del bosco prima del ristorante; verso Tirrenia subito dopo il ristorante.


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