Sfoglia le recensioni dal luglio, 2008
lug
30

Pizzeria “Il Pachino” – Viareggio

Autore GGGiant    Category Pizzerie     Tag

La pizzeria “Il Pachino” è la meta perfetta per un’uscita infrasettimanale alla ricerca di una buona pizza napoletana in un ambiente informale e di costo contenuto.
La pizzeria è situata nel centro storico di Viareggio, a due passi dalla Torre Matilde e dal comune. E’ una pizzeria senza fronzoli, arredata in stile rustico (legno, mattoni a vista) e in cui si mangia quasi esclusivemente pizza, di cui però c’è vasta scelta.
La carta comprende un gran numero di pizze, pizze bianche, focacce e calzoni, anche abbastanza innovativi, più una ristretta scelta di antipasti. E’ presente una discreta scelta di dolci artigianali, che variano quai giornalmente e inoltre, all’ora di pranzo, è possibile ordinare anche insalate miste.
C’è una ampissima carta delle birre rispetto alla media delle pizzerie italiane e include anche birre artigianali. La carta dei vini c’è, ma sinceramente non l’ho mai guardata con attenzione perchè amante del connubio pizza-birra.
Le pizze sono in stile napoletano, abbastanza alte e con la crosta croccante ma morbida, e gli ingredienti utilizzati paiono di discreta qualità. Utilizza ovviamente il forno a legna.
I prezzi delle pizze variano dai 5 euro (tipo marinara, margherita) ai 7.50 euro delle pizze più elaborate (roquefort e bufala ad esempio), con una media che si assesta intorno ai 6.5/7 euro. Le birre hanno prezzi molto variabili a seconda della scelta.
Il locale è un po’ rumoroso perché realizzato in una singola ampia (ma non ampissima) sala, e perché spesso molto affollato, ma solitamente il livello di rumore rimane sotto la soglia del fastidio. Il sabato, il livello di rumore si alza un po’ a causa della possibile presenza di tavolate rumorose. La sala è dotata di aria condizionata e ci sono una decina di posti all’aperto, in una verandina posta sulla strada, di cui si potrebbe sicuramente fare a meno.
Il locale ha un sito internet da cui è possibile anche la consultazione del menù.

Ma veniamo al mangereccio…

La cena a cui mi riferisco è stata fatta in un giorno infrasettimanale, ed eravamo in 2.
Abbiamo ordinato:

1 Pizza sorrentina (margherita con bufala affumicata) 7 euro
1 Pizza scamorza e speck 6.50 euro
1 Birra wieckse witte blanche (waiss) alla spina, piccola (25 cl) 3.5 euro
1 Birra Maredsous in bottiglia (abbazia, 8°)(33 cl) 5 euro

Tot 22 euro in 2 (11 euro a testa).

Ero tentata dal Dessert Versilia (zuccottino artigianale tipico viareggino, 3.50 euro), ma poi ho rinunciato perchè effettivamente molto sazia. Ad ogni modo, in quel caso, avremmo speso 25.50 euro in 2 (12.75 euro a testa).

Secondo me la miglior pizza di Viareggio. Io ci sono già ciritornata un sacco di volte…

Darei 3,5 ganasce considerando che è una pizzeria e che non si innova più di tanto, ma la pizza è veramente buona.

Buon appetito!

Questi i riferimenti:

Il pachino – pizzeria – focacceria
Via Veneto 46-48, 55049 Viareggio
Tel 0584.961063
e-mail: info@pizzeriapachino.it

http://www.pizzeriapachino.it/

Chiuso il lunedì


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lug
30

chez il pozzo di S.Vito-Calci

Autore MarlonBrando    Category Ristoranti medi     Tag

Eravamo partiti per andare al Conventino, che nonostante talune recensioni un pò dure, nutre ancora un certo suo successo personale. La maledizione si abbattè su di noi quando scoprimmo dopo tornanti e tornanti che il LUNEDI il conventino è chiuso come le chiese quando ti vuoi confessare (op.cit.).
Ritornando a valle un pò scocciati, fra le rughe di Calci troviamo un cordiale signore intento ad infiascare l’acqua montana il quale ci parla di un ristorante “che qual è il suo nome, maledizione non me lo ricordo che però comunque- siete pratici di Calci?- è sulla strada che superato il semaforo della piazza di Calci lo trovi davanti ad un distributore mi pare dell’ Agip, la cucina è sostanziosa e i prezzi non han pretese”.
Decidiamo di fidarci dell’autoctono anche se la mia commensale storce un pò la bocca al pensiero di mangiare davanti ad un distributore e opta per una pizza libera tutti nel giardineto toscano del Fantasma dell’opera. Io, oramai preda della scimmia pioniera, vado a dare un’occhiata e mi ritrovo al
www.pozzodisanvito.it
in via S.Vito a Calci tel 050936209
Scendo delle scalette e la strada (distributore compreso) scompare. Quello che vedo davanti a me è uno spazioso giardino con una pagoda e con sotto una ventina di coperti. Il posto appare deserto ma decidiamo di fidarci. Subito veniamo accolti molto cortesemente e questa cortesia si trasforma in un menù dove ordiniamo:

  • un antipasto misto mare in due (8 €) buono
  • gnocchetti alla crema di peperoni e scaglie di cioccolato per me (8 €), risotto al salmone e spinaci per lei (idem) buoni tutti e due ma gli gnocchetti avrebbero dovuto avere più carattere
  • un secondo piatto grigliata mista di pesce ( 15 €) molto soddisfacente

lei mi ordina di contorno delle french fries, io opto per dei ben più snob fiori fritti

Il tutto saggiamente officiato con una Falanghina Feudi di S.Gregorio (15 €)

Successivamente un poco pirotecnico dessert fragole e gelato per me ( la scimmia pioniera era affogata nella Falanghina) , mentre Lei si scatena con una sublime crema fredda di ricotta e mascarpone al cioccolato che è uno dei sapori (potrei definirlo di una bontà paralizzante) che non dimenticherò presto né facilmente e mi costringerà a ciritornarci!

Totale 71,5o euro con vari limoncelli e caffè offerti e uno sconto di 3,50 €

per cui 68 euro tutto!

Ricapitolando:

cena in giardino con ospiti stranieri, venticello calcesano che soffia senza disturbare, buona cortesia, piatti deliziosi e curati, discreta cantina contando che è un posto gestito da giovani e insomma largo ai giovani…

io gli dò 3 ganasce e1/2

NdGAnascia: Altra recensione qui

lug
27

Osteria dei Cavalieri – Pisa

Indirizzo:

Via S. Frediano 16 – Pisa
Tel 050 580858 – Fax 050 581259 – www.osteriacavalieri.pisa.it

Il locale si trova in pieno centro storico (ZTL), sulla direttrice Piazza dei Cavalieri – Sapienza – Lungarno, a pochi passi dalla chiesa di S. Frediano. Il parcheggio più comodo è a 5 minuti di passeggiata, in Piazza Carrara (gratuito dopo le 20).

Per farsi un’idea del posto e dell’offerta enogastronomica consiglio di visitare il loro sito internet perché è ben dettagliato.
Sul sito troverete la descrizione e la storia del locale, dei menù (alla carta, percorsi consigliati di terra, mare e verdure, piatti unici e proposte del giorno) e il dettaglio di alcune portate tra le più significative. Sebbene le foto e i testi possano apparire un po’ troppo patinati, corrispondono alla realtà di ciò che vi sarà servito a tavola (almeno per le cose che ho mangiato io). È pubblicata anche la carta dei vini.
Dulcis in fundo, ci sono anche tutti i prezzi, ad eccezione delle proposte del giorno.

Pubblicare i prezzi credo che sia un atto di lealtà nei confronti dell’aspirante avventore. Avere la libertà di decidere a priori cosa mangiare, cosa bere e quanto spendere è un vantaggio. L’anno scorso Moreno Cedroni della Madonnina del Pescatore di Senigallia aveva in lista un modesto Le Moie di Fazi Battaglia a 25 euro. All’Ipercoop di Navacchio costava 5,30 euro: alla faccia del ricarico! Quest’anno però l’ha tolto dalla lista dei vini: magari qualcuno gli ha detto che aveva un po’ esagerato!

Se all’estero è prassi comune pubblicare i prezzi e la carta dei vini sul sito, da noi è molto più raro, ed è comunque prerogativa dei ristoranti di classe medio-alta. In Italia ci sono ancora locali ove il prezzo dei prodotti è quasi un tabù da tenere nascosto, col menù declamato a voce e con il cliente che deve scegliere, all’impronta, senza neanche sapere quanto andrà a spendere. Se questo comportamento può essere tollerato nelle trattorie da ribotta low cost, è intollerabile nei locali dove magari ti aprono… il portafoglio. Io lì non ciritorno.

Conosco l’Osteria dei Cavalieri da almeno 15 anni. All’epoca ci portavo la fidanzata e almeno tre o quattro visite l’anno si facevano. Ho diversi ricordi legati a questo locale. Il più memorabile è una cena nell’inverno del ’97 a base di cinghiale accompagnata da uno splendido Solaia 1990. Allora pagai la bottiglia 100.000 lire (che all’epoca non erano pochi), l’altro giorno ho scoperto che il catalano El Bulli lo ha in carta a 500 euro. Pensavo che fosse stato bevuto tutto…

In tutti questi anni l’Osteria è rimasta, mi pare, sempre uguale a sé stessa, e a Pisa non è affatto scontato.
Quanti sono i locali che aprono con grande pompa, poi implodono e infine scompaiono o degenerano? Non pochi.
Quindi, essere sopravvissuta è già un segno positivo.
Ad accogliervi troverete il front-man/maitre de salle/sommellier/patron di sempre, Ettore Masi, da prendere o lasciare, lui è fatto così. Una di quelle persone che di solito è simpatica, ma che se fa troppo la simpatica poi diventa antipatica.

L’ingresso dà direttamente nella sala principale e nonostante la controporta d’inverno qualche spiffero, di freddo o di fumo, entra (soprattutto a causa del via vai di coloro che devono fumarsi due o tre sigarette tra una portata e l’altra). Può essere fastidioso per i tavoli vicini. Sulla destra c’è un’altra sala, e in fondo la porta che dà sulla cucina (non a vista). L’arredamento è semplice, sobriamente elegante, con una illuminazione tenue, ma non da nittalopi. Tavoli e sedie mediamente comodi. La mise en table è quasi da ristorante elegante: tovaglia bianca, fiorellino fresco, posate pesanti, piatti sottili bianchi e grandi, bicchieri di buona fattura. Ambiente climatizzato.

La proposta gastronomica è essenzialmente legata alla cucina del territorio. Ricette tradizionali pisane o toscane rivisitate, magari alleggerite o raffinate. Qualche invenzione. Comunque una cucina concreta, basata sulla stagionalità e a quanto offre il mercato soprattutto per i piatti del giorno.

La cena che vado a descrivere è stata fatta giovedì 29 novembre 2007. Prenotazione per due persone per un tavolo tranquillo.

Siamo arrivati che il locale era già pieno. Il nostro tavolo era quello in fondo a destra, punto di osservazione strategico per tutta la sala principale. Abbiamo chiesto cosa c’era di giornata, in particolare se potevamo ordinare i tagliolini al tartufo bianco, considerando la stagione. “Non ci sono, quest’anno ce ne sono pochi, i prezzi sono folli, quindi non li tengo”. Mi è sembrata una risposta corretta.

In tavola ci hanno portato subito un cestino con vari tipi di pane, schiacciatine, e l’acqua.

Abbiamo mangiato:

Crema di ceci con funghi porcini per due (6,00€ x 2)
Un passato di ceci, leggero, aromatico e denso al punto giusto, arricchito con una specie di dadolata di porcini. Un antipasto che, d’inverno, abbraccia lo stomaco.

Pappardelle al sugo di lepre (9,00€ x 2)
Il sugo è fatto alla vecchia maniera, in bianco, con cottura prolungata.
Per niente unto, rimane comunque morbido in bocca, onctueuse come direbbero i francesi. La carne di lepre, se non cucinata a dovere, tende a rinsecchirsi e a diventare stopposa. Un piatto equilibrato, saporito, con gli odori che servono, senza eccedere con droghe troppo coprenti. Pappardelle di pasta fresca tirata il giusto. Cottura al dente. Porzione abbondante.

Cinghiale in umido con la polenta (14,00€ x 1)
L’ha mangiato mia moglie. Lei è una fissata del cinghiale, lo sa cucinare benissimo, in tutti i modi, ma vuole confrontarsi con l’operato altrui.
Preparare il cinghiale è un’arte.
Ci vorrebbe un cinghiale nutrito a ghiande e prodotti di sottobosco (e non appastati col pane rancido). Un cacciatore che sappia mirare bene, in modo da ridurre al minimo la produzione di adrenalina che irrigidisce le fibre muscolari. Una frollatura fatta a regola d’arte, che ha lo scopo di ammorbidire ulteriormente le fibre muscolari e a moderare il sentore di selvatico. Poi c’è il capitolo marinatura: la carne va tagliata a bocconcini tutti della stessa misura, facendo attenzione al verso delle fibre, e lasciata riposare 24 ore nel vino aromatizzato con gli odori e le spezie. Poi si scola la carne, si butta via la marinatura (perché ha estratto il sangue che in cottura darebbe un sentore amarognolo), si rifà il battuto, eccetera, eccetera. Non voglio tediarvi oltre, comunque fare un ottimo cinghiale in umido non è come fare una fettina riscaldata.
Bando alle ciance, l’ho assaggiato anch’io e m’è parso proprio buono, con l’olivina nostralina un po’ amarina e la polentina sgrassante. Anche qui, porzione abbondante.

Tagliata di manzo con pioppini e fagioli (14,00€ x 1)
Carne succulenta, sapida (ma non salata). Un pochino coriacea (è controfiletto), ma non gommosa. Cottura al sangue, come piace a me (hanno rispettato la comanda). Inconsueto è l’abbinamento di pioppini, cotti in bianco, oltre ai soliti fagioli, mi pare cannellini. Pioppini veri, quindi col tipico profumo di terra bagnata, non sfarinati dalla cottura, ma ancora turgidi. Idem per i fagioli, né troppo duri, né troppo cedevoli. Di buccia fine.
La composizione di carne scaloppata, pioppini e fagioli, viene condita con abbondante olio extra vergine di frantoio. Ho gradito molto questo piatto, apparentemente semplice. Buoni e di qualità gli ingredienti, ineccepibile la cottura. Goduriosa scarpetta nel finale, con tutti quei succhi dispersi nel piatto.

Le precedenti portate sono state accompagnate da un maremmano Avvoltore 2004 di Moris Farms. Vino elegante, possente, profumato, aromatico, dal finale lunghissimo: una bomba.
Riguardo al vino ci sono stati due problemi. Il primo, che era fresco di cantina, quindi abbiamo dovuto aspettare un po’ prima che raggiungesse la temperatura di servizio (in pratica abbiamo iniziato a gustarlo alla fine dell’antipasto). Il secondo problema, quello relativo al prezzo. Sul sito avevo visto che costava 34 euro. Invece sulla carta era proposto a 39 euro. Ho fatto notare questa discrepanza, ne hanno preso atto e si sono scusati del mancato aggiornamento.
Comunque sia, un ricarico più che corretto visto che in enoteca l’ho trovato (nello stesso periodo, a Pisa) da 27,50 a 36,00 euro.

A proposito di vini, la lista è molto ampia, sia per scelta che per prezzo. Quasi come un’enoteca. C’è da divertirsi, soprattutto con i rossi toscani e piemontesi, e i bianchi dell’Alto Adige o del Friuli. Come dicevo prima, i ricarichi mi sembrano corretti, e scendono in proporzione al prezzo del vino. Soprattutto ci sono in carta molti vini di ottima fattura che non costano un’esagerazione.

Cantuccini di Prato con vinsanto (offerto).
Mia moglie mi ha detto: “Potrei fare la botta”, quindi non ha preso un dolce più sostanzioso.
Biscottini classici, croccanti e mandorlosi. Vinsanto asciutto, secco, aromatico.

Flan di cioccolato fondente (7,00€) con bicchierino di barolo chinato (offerto).
Il classico tortino col cuore caldo di cioccolata, che si affaccia sul laghetto di crema pasticcera liquida arzigogolata con crema al cioccolato e innevato da zucchero a velo (cfr. foto dal sito: è esattamente così). Il dolce è fatto bene, ottima cioccolata, zuccherato il giusto, cotto a puntino. Come si dice a Pisa, non stucca per niente. Siccome lo so fare anche io, devo dire che è eseguito bene, e presentato meglio.
Solo due considerazioni: sul sito c’è scritto (non mi ricordo come è descritto nel menù) che la preparazione è fatta al momento e che la cioccolata fondente è di Amedei.
Per quanto riguarda l’affermazione preparazione istantanea, ci posso credere, ma il risultato è assolutamente identico partendo da una preparazione congelata. La ricetta è di facile esecuzione (per chi sa fare i dolci, naturalmente) per quanto riguarda l’assemblaggio degli ingredienti. L’unica vera grossa difficoltà è il tempo di cottura: bisogna conoscere bene il proprio forno per tirare fuori il tortino al momento giusto. Due minuti di cottura in più o in meno danno come risultato un budino molle o un muffin. Partendo dal congelato il risultato è identico, basta allungare i tempi di cottura.
Per quanto riguarda la marca della cioccolata, sicuramente usano cioccolata di ottima qualità, sicuramente è di Amedei, ma gradirei che questo plus venisse in qualche modo certificato.

Caffè (1,50€ x 2)
Per terminare, due caffè, densi e cremosi, accompagnati se non erro da chicchere di caffè tostato ricoperte di cioccolato fondente.

Hanno anche una bella lista di distillati, ma dovevo guidare e ho rinunciato.

Il conto:
2 coperti + acqua: 5 euro
2 antipasti: 12 euro
2 primi: 18 euro
2 secondi (contornati): 28 euro
2 dolci: 7 euro (1 offerto)
2 vini liquorosi: offerti
2 caffe: 3 euro
1 bottiglia di vino: 39 euro

Totale: 112 euro. Pagato 105 euro (66€ cibo + 39€ vino) in due.

Per concludere, già il fatto che mi ricordi questa cena a distanza di 8 mesi mi sembra significativo. Abbiamo mangiato molto bene, bevuto altrettanto bene e pagato un conto più che onesto. La digestione è stata perfetta.
Che dire? In cucina sono bravi, la materia prima m’è parsa di qualità e cucinata con rispetto. Sapori genuini, non ruffiani. In sala il personale è cordiale ed efficiente. Nonostante il locale fosse pieno (di giovedì!) le attese tra una portata e l’altra sono state fisiologiche. Siamo rimasti a tavola due ore e mezzo, ma il tempo è volato piacevolmente.

5 ganasce5 ganasce per: abilità in cucina, uso delle materie prime, rapporto qualità/prezzo, efficienza del servizio, cantina.
4 ganasce4 ganasce per: originalità e ricerca, eleganza del locale e dell’apparecchiatura.


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Io ciritorno.

lug
23

Ristorante Golden- Cala de’ medici- Porto turistico Rosignano (Li)

Autore garrone    Category Ristoranti lusso     Tag

Entrati pienamente nella stagione estiva colgo l’occasione di recensire uno dei migliori ristoranti in cui abbia avuto il piacere di cenare: RISTORANTE GOLDEN Cala de’ medici (ha anche il sito internet).

Inizio con il dire che già il complesso dove è situato tale ristorante risulta affascinante di per sè, poichè il nuovo porto turistico di Rosignano è di recente costruzione moderna e di gran fascino. Al primo piano dello stabile centrale sorge il Golden, uno dei due ristoranti del porto (l’altro si chiama CON.FUSION), arredamento moderno con predominanza del colore oro(vedi il nome del ristorante), divani e poltrone come sedute molto comode, terrazza a vista sul porto ed atmosfera decisamente elegante e raffinata. Il servizio è di ottima qualità e la proprietaria, personaggio molto simpatico, mette tutti a proprio agio. Passiamo adesso a parlare del menù in bilico tra la cucina toscana ed il gusto della creativa. Le portate sono varie e molto stuzzicanti prevalentemente a base di pesce…la cantina è ricca ed emozionante (per chi ama i vini).

Evito di dare il menù di cosa ho mangiato perchè spesso cambia e perchè dovete provare ed essere incuriositi.

Il prezzo medio è abbastanza alto..30/40Euro esclusi i vini…il prezzo può anche lievitare a seconda della bottiglia scelta!!

PROVARE PER CREDERE…non vi deluderà!!!

Per me comunque merita 4,5 ganasce….favoloso!!
4 ganasce e mezzo


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lug
22

Attenzione ciritornini

Autore Ganascia    Category Proclami al popolo     Tag

Attenzione: nei prossimi giorni, fino a lunedì prossimo (il 28) me ne vado un po’ in ferie, in un posto dove la rete è quella che si mette intorno ai fegatelli e basta.
Non sgomentatevi quindi se le vostre recensioni tardano ad apparire: se la Vodafone mi avesse già mandato ‘sto iPhone del piffero avrei potuto fare qualcosa ma il mio Nokia coll’amministrazione di WP non ci capisce un tubo.
Fate i bravi e non scrivete contumelie se no quanto torno vi mazzio.

lug
22

RISTORANTE BAGNO VITTORIA – Marina di Pisa

Autore MicheleT    Category Senza categoria     Tag

Ieri sera sono stato con tre amici al bagno Vittoria a Marina di Pisa. E’ una tappa fissa di ogni anno:
ciritorno sempre volentieri un pò per la spledida terrazza sul mare e per il resto.
Abbiamo però trovato qualche cambiamento rispetto all’anno precedente:
la gestione è cambiata e anche il menu che prima era molto accattivante con specialità di mare soprattutto per cruditè è diventato quello di un bagno tradizionale… Questo ci ha fatto voglia di dirottare sulla pizza…

Comunque siamo stati nel complesso piuttosto bene; nel dettaglio:

ordinato:
1 antipasto “Profumo di mare..” composto da: Capesanta gratinata, Insalatina di polpo, Cozze alla marinara, Alici fresche deliscate (tutto ottimo), 2 crostini (inferiori: quello con il patè di tonno, scarso e quello coni pomodori scontato…) per Eu. 7,50

4 pizze: 1 napoli Eu. 4,00, 3 capricciose Eu. 5,00 cad… OTTIME: la classica pizza alla pisana, in teglia bella croccante e ben condita.. Veramente squisita anche se un pò pesantuccia (consiglio se avete voglia di pizza prendete solo quella).

2 birre medie e due bottiglie d’acqua oltre a 4 caffè.
Ci sono stati offerti all’arrivo 4 prosecchi con noccioline.

Il tutto per una spesa complessiva compresa di coperto di Eu. 44,20 cioè 11 euri a chiorba…

Direi più che onesto!!!

Darei 3 ganasce

  • 3 ganasce3 ganasce: Un posto dove si mangia bene, senza grossi svolazzi. Il classico posto onesto.

per l’ottimo rapporto qualità prezzo riservandomi però di provare il pesce che fino l’anno scorso era ottimo per vedere se merita le 4…

Nota: la gestione precedente si è spostata al Mistral… Qualcuno c’è stato quest’anno??

Ciao ciao

NDGanascia: altra recensione qui

lug
16

Kaoru sushi restaurant – Pontedera

Autore UtenteBandito    Category Senza categoria     Tag

Kaoru sushi restaurant
via Tosco romagnola 86/88 (ex caterina caffe’) Pontedera Pi

Primo!!
Sabato 12 io e la mia signora siamo andati a sperimentare il sushi nel nuovo ristorante di pontedera , nato sulle ceneri del caterina caffe’.
Locale carino , accoglienza buona fatta da un signore nipponico abbastanza formale, le cameriere sono italiane e i 2 cuochi uno italiano per i piatti normali e una signorina nipponica per il sushi e affini.

Abbiamo preso:
2 coperti    € 4, 1 sushi sashimi €20, un sushi cotto €15, 1 sushi naghiri€4,50,1tofu €3, 2 dessert € 8, 2 caffe’€ 3, 1 bott. acqua € 2 e una boccia di vino (sauvignon) € 10, tot. € 69,5

il sushi era tutto buonissimo, il tofu a me non piace e i dolci normali, visto che il servizio non e’ ancora ben organizzato ma il sushi era buono(eravamo li per quello) gli do 3 ganasce e mezzo.

ciao , consiglio e ciritorno!!!
3 ganasce e mezzo


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