Considerazione sui voti di Ciritorno (fase II)

E’ da molto tempo che seguo con interesse questo blog anche se non ho mai avuto il coraggio (o per meglio dire: la voglia) di contribuire con una qualche recensione o anche solo un commento (ebbene sì, sono pigro).

Leggendo le varie recensioni fatte dagli utenti di Ciritorno e solamente confrontandole con i commenti che gli stessi redattori hanno scritto, mi sono reso conto che le valutazioni fornite (ganasce) dipendono troppo (a mio avviso) dal diverso poso che i singoli assegnano alle varie componenti (qualità del cibo, servizio, costo, colore delle pareti, decorazione dei piatti, etc.).

Fermo restando il valore aggiunto dato a questo blog dalla sua semplicità e spontaneità dei vari partecipanti, mi piacerebbe aprire una discussione sul fatto che a mio avviso la componente “valutazione personale” è troppo preponderante rispetto al voto globale assegnato.

Ho notato ad esempio che qualcuno assegna un punteggio altissimo se nel locale c’è a disposizione una cantina ben fornita, senza però considerare che ad una persona astemia questa stessa componente non ha nessun valore. Per citare un altro esempio e riprendendo una vecchia discussione un ristorante dove si spende più di 50 euri a testa è impossibile che abbia un rapporto qualità/prezzo alta e quindi non dovrebbe ricevere più di 3 ganasce. Sul blog invece di solito sono proprio i ristoranti con prezzi non allineati alla qualità del cibo a ricevere le 5 ganasce.

Questo è dovuto al fatto che di solito viene presentata alla fine una sola valutazione che raccogliendo tutte le varie componenti dovrebbe indicare il “valore” medio del locale, ma che alla fine rappresenta semplicemente il gusto personale di chi scrive la recensione.

Uno degli amministratori (ganascia), nella discussione indicata precedentemente, ha cercato di delineare alcune linee guida nell’assegnazione dei punteggi, ma a mio avviso non ha fatto altro che descrivere i propri gusti personali (con questo non voglio assolutamente essere polemico, vorrei anzi cercare di collaborare per migliorare questo già eccellente blog). Ad esempio, uno dei suoi commenti è stato il seguente: “Io sono un cuoco discreto, per cui al ristorante di alta qualità chiedo inventiva, cosa me ne frega delle pappardelle al cinghiale che mi vengono benissimo e posso farmele a casa mia?”.

Ma se seguiamo questo modo di pensare, uno come me che riesce a bruciare anche una scatoletta dovrebbe dare sempre 5 ganasce mentre uno chef professionista che è in grado di cuocersi a casa ogni pietanza dovrebbe assegnare sempre una ganascia morta a tutti.

Personalmente guardo poco all’aspetto del locale (ma alla pulizia sì!) o al colore dei tovaglioli, ma capisco che per qualcuno questo potrebbe essere un parametro importantissimo. A mio avviso un ristorante vegetariano non dovrebbe prendere più di una ganascia perchè, mancando la carne, non ha praticamente un menù valido, ma posso anche capire che qualche vegano possa non essere d’accordo con questa mia conclusione.

Vorrei quindi proporre (di discuterne almeno) di assegnare i voti separatamente per le varie categorie possibili. In pratica suggerisco di assegnare dei voti singoli alle varie categorie (ad esempio: qualità del cibo, originalità dei piatti, vini, costo, aspetto del locale e servizio, etc.) e vietare in ogni modo la valutazione “globale” finale, che finirebbe inevitabilmente per essere falsata dal pensiero personale di chi scrive.

6 pensieri su “Considerazione sui voti di Ciritorno (fase II)

  1. Vediamo…
    In realtà le ganasce cercano di essere il più oggettive possibile per vari motivi che andrò a descrivere.
    1. Nell’ambito delle ristorazione i criteri da tenere di conto quando si valuta un locale sono ben conosciuti: qualità delle materie prime, esecuzioe, invenzione, ambiente, igiene, servizio, cantina, rapporto prezzo/risultati.
    2. La cantina è importantissima perché non si può prescindere da un accompagnamento degno a un pasto di livello. L’esempio dell’astemio è fuorviante perché questo presenta già una deviazione fuorviante dallo standard, e perché per avere un’esperienza completa e necessario tutto.
    3. L’invenzione è anch’essa basilare: una mera riproduzione all’infinito dlele stesse pietanze non apporta nulla di nuovo al panorama gastronomica. In più si parla di arte quando c’è invenzione, altrimenti si scade nella semplice riproduzione.
    4. Non è vero che 50 euro a persona sono un rapporto prezzo/qualità sfavorevole, anzi a volte può essere il contrario, specie quando si usano materie costose tipo crostacei tartufo, salumi particolari e così via. Sinceramente gli scampi a 5 euro non sono da prendere, basta fare un giro al mercato per rendersene conto.
    5. Il ristorante vegetariano può prendere di più se ha un bel menu, se innova, se fa ricerca in cucina, se presenta piatti difficoltosi per il grande pubblico con stile, e questo sforzo va premiato.
    6. Potete dare quanti voti parziali volete, ma senza voto finale non vi pubblico.

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  2. E’ vero che le votazioni attribuite risentono molto del gusto e delle preferenze soggettive di ciascuno, e non potrebbe essere altrimenti; però è anche vero:
    1) che “Ganascia” cerca di fornire degli standard di valutazione che dovrebbero condurre a giudizi quanto più possibile oggettivi;
    2) che ciascuno dei recensori dovrebbe cercare di essere obiettivo, cioè dovrebbe cercare di dare un giudizio che prescinda da suoi particolari gusti e preferenze (se a me non piace il fegato, non è che valuto negativamente il ristorante che lo cucina bene…);
    3) che le valutazioni espresse in ganasce non sono immotivate, ma sono precedute, in ogni recensione, da una argomentata descrizione di cosa è piaciuto e cosa non è piaciuto, in modo che il lettore possa “filtrare” il voto finale attraverso le argomentazioni fornite dall’autore della recensione.
    Ciao a tutti
    Paolo

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  3. Secondo me la scala di valutazione va bene, anche se ( come dice paolo ) sta al lettore utilizzare un adeguato filtro.

    Una buona norma secondo me e’ quella di descrivere cosa si e’ mangiato cercando ( ove possibile ) di scrivere con precisione i prezzi .

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  4. concordo che il giudizio e’ soggettivo, ma una base di partenza ci vuole!riconoscere pregi e difetti di un locale, cercare di dare il maggior numero di informazioni e magari recensire un posto dopo averlo testato alcune volte,questo x me è l’ottimale! ma l’importante e’ partecipare!saluti!

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  5. E’ vero, nonostante io non sia un “vecchio” del sito, ho notato che ci sono molti utenti, che si credono supeuomini (spesso), danno dei voti più o meno a caso, senza aver mai letto il metro di giudizio ufficilale, e senza considerare anche l’apparecchiatura e la presentazione generale del locale.

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  6. Concordo pienamente sul fatto che una descrizione minuziosa delle varie caratteristiche del locale (cibo, vino, etc.) e delle varie motivazioni per cui si è optato per un certo giudizio sia necessaria e spesso sufficiente alla valutazione.
    Il mio suggerimento era proprio di lasciare separati i giudizi sui vari aspetti in modo da permettere a ciascuno di valutare il locale in base alle proprie preferenze.
    Un altro motivo del suggerimento era quello di “forzare” le persone a descrivere in modo più preciso ed articolato i locali recensiti.
    Riferendomi al commento di Pippo, avere voti separati permetterebbe di capire che la valutazione non comprende un giudizio sull’apparecchiatura o, a quelli a cui non importa nulla, di tralasciare proprio quell’aspetto e valutare solo le caratteristiche che interessano.
    Capisco però che modificare il blog in modo da avere non una classifica ma molte (una per ogni aspetto) comporterebbe una complicazione notevole nella gestione e probabilmente nella fruizione del sito da parte dei lettori.

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