Ristorante Villa Roma, Tirrenia
Villa Roma, via Belvedere 26 bis Tirrenia (PI)
Tel. 050 30066
Il ristorante Villa Roma è vicino all’Imperiale a Tirrenia.
Ho potuto dare solo un’occhiata di sfuggita all’interno perché abbiamo mangiato fuori, ma l’arredamento mi è parso moderno con qualche concessione al kitch (colonnine ornamentali in stile classico e simili).
Fuori, un largo spazio coperto distante dalla via. La sera aveva una simpatica brezzolina e quindi tutto ok.
Il menu presenta piatti del territorio con una certa dose di inventiva, sia di carne che di pesce.
Una nota positiva sul pane: ci hanno portato un cestino con diversi tipi di pane molto buoni e variati. Apparecchiatura di buon livello.
Abbiamo comunciato con gli antipasti: scartata un’intrigante pappa col pomodoro di mare, che i miei commensali più esperti del luogo mi hanno assicurato essere molto buona, abbiamo preso una zuppetta di pesce ben fatta e uno spiedino di pesce fritto con farina gialla. Molto buono, ma essendo composto di un filetto di sogliola e due gamberi forse più adatto a un aperitivo (sto parlando della quantità ovviamente). Comunque questo ci ha lasciato più spazio per i primi, piuttosto abbondanti: gnocchetti all’astice (buoni) e tagliolini neri con sugo bianco di pesce (anche meglio). Il tutto ben presentato.
Secondi: un’orata da porzione all’isolana (buona) e un fritto totani e gamberi croccante e asciutto, molto buono.
Dolci: una "lasagna" (perché chiamare millefoglie un coso di tre strati mi pare ridicolo) di fettine di mela verde con ripieno di gelato alla mela e marmellata di arance amare: ottimo! Sinceramente non ricordo i dolci dei commensali che erano però molto soddisfatti. Chiusura con due rum Zacapa.
Da bere: Franciacorta Bellavista sboccatura 2008. Ce ne vorrebbe un cartone per cena. Una ventina di euro.
La carta dei vini comprende rossi e bianchi. Poche marche ma abbastanza strategiche. Potrebbe essere arricchita senza grossi sforzi.
Servizio puntuale, non invadente.
Per quello che abbiamo mangiato (3 antipasti, 2 primi, 2 secondi, 3 dolci): 150 euro, ovvero una media di 50 euro a testa, che mi è parso leggermente alto.
Conclusione: ciritorno perché voglio provare altri piatti di una cucina che mi pare interessante. Il posto però non è particolarmente economico e alcune cose potrebbero essere aggiustate.
Tre ganasce e mezzo suscettibili di passare a quattro.
Guida di Ciritorno?
Notizie per la comunità.
Poco prima di partire per le ferie sono stato contattato da una casa editrice pisana che sarebbe interessata a pubblicare una guida a partire dalle recensioni di Ciritorno.
La cosa mi pare intrigante ma sorgono vari problemi che conterei di risolvere grazie al vostro aiuto.
- siete tanti autori: la cosa vi piace?
- stante l’impossibilità di gestione degli introiti, potremmo devolverne una buona parte in beneficienza?
- Molti contenuti andrebbero selezionati e comunque editati
- Varie ed eventuali
Che ne pensate? È fattibile?
Bagno Lomi, Tirrenia (Pisa)
Per un pisano che abita in città ed è, di questi tempi, travagliato dal caldo, andare a mangiare al mare è piacevole: vespina, un bel viaggetto sulla bigattiera col fresco e via. Gli stabilimenti balneari di Marina di Pisa e Tirrenia offrono un gran numero di possibilità per mangiare una pizza o del pesce: bisogna solo scegliere dove fermarsi.
Il guaio è che molti dei ristoranti presenti nei vari bagni cambiano gestione da un anno all’altro. Cosicché essersi trovati bene un anno non garantisce nulla per l’anno successivo. Bisognerebbe informarsi prima. Noi non l’abbiamo fatto ed ecco il risultato.
L’anno scorso, al Bagno Lomi non si stava affatto male: la pizza era discreta, il pesce anche, il servizio buono, i prezzi ragionevoli. Torniamoci, dunque.
Ci torniamo e ci rendiamo conto che i gestori e i camerieri non sono gli stessi. Notiamo, nella sala interna, diversi gagliardetti del Livorno, e, seppur leggermente turbati, non ci lasciamo influenzare da questo presagio funesto (via, si scherza… più o meno!). Ci indicano il nostro tavolo (collocato nella zona esterna) e, appena seduti, notiamo le prime mancanze. Abbiamo prenotato per sei, ma sul tavolo i coperti sono meno, e quelli che ci sono non sono completi: a qualcuno manca il tovagliolo, a qualcuno il bicchiere, a qualcuno le posate. Attendiamo che passi qualcuno per finire di apparecchiare e/o portarci il menu. Niente. Siamo stati 40 minuti in attesa che qualcuno ci considerasse. Notate che il posto non è enorme, non era pieno e per di più, noi eravamo vicini alla porta e quindi facilmente individuabili. Alla fine riusciamo ad attirare l’attenzione del tizio che sembra il gestore e ad ottenere il menu. Segnaliamo anche le varie mancanze nell’apparecchiatura, ma ci vorrà ancora molto tempo per colmarle (tra l’altro, prendono le cose che ci mancano dai tavoli vuoti: così i prossimi clienti che arrivano risono da capo!). Il gestore (piuttosto ‘rustico’- e fin qui non ci sarebbe niente di male – ma anche decisamente ***) ci informa che, se vogliamo mangiare la pizza, l’attesa sarà ragionevole; se invece ci venisse l’idea di ordinare dalla cucina, allora non si sa quando potremo mangiare. Alla nostra richiesta di specificare in po’ meglio i tempi, ci viene detto che per il ristorante ci vorrà almeno un’oretta. Onde evitare di mangiare a mezzanotte, ordiniamo tutti una pizza (anche se quattro su sei avrebbero voluto un primo di mare o un fritto). I prezzi delle pizze, peraltro, sono decisamente elevati: pizze del tutto normali come una quattro stagioni o una vegetariana costano 9 euro. Un’altra mezzoretta e finalmente possiamo mangiare (nel frattempo, le bevande che sono arrivate non corrispondevano del tutto a ciò che avevamo ordinato). La pizza, a onor del vero, non è male, specialmente se uno ama la pasta sottile. Ma quello che ci abbiamo trovato sopra non era ciò che era scritto nel menu (e l’utilizzo arbitrario di ingredienti come gorgonzola, acciughe o cipolle può non essere innocuo). Si segnala poi il caso (a suo modo notevolissimo) di una pizza vegetariana in cui nessuno degli ingredienti promessi era presente.
Giunti alla cassa, il gestore fa il simpatico e sottolinea molto lo sconto che si appresta a farci, togliendoci ben un euro a pizza. Sarebbe stato molto più appropriato toglierci l’intero costo del servizio. Seriamente delusi, ci leviamo di torno. Per non tornarci mai più.
N.d.Durthu: voto in ganasce? due? una?
Inoltre sarebbe molto utile se potessi indicare cosa avete mangiato e la spesa totale, nonchè l’indirizzo del locale. Grazie!
N.d. Ganascia: secondo me sono una, una e mezza (per il cibo forse 2 ma una mezza in meno per il servizio e il trattamento) vediamo se all’autore va bene così. L’indirizzo l’ho trovato io.

Stabilimento Balneare Lomi, VIALE DEL TIRRENO 36 – TIRRENIA (PI
Da oggi si vota
Ho deciso di introdurre, in via sperimentale, un sistema di voto sulle recensioni.
Ho detto sulle recensioni, non sui ristoranti.
Questo significa che se pensate che la recensione letta sia stata utile, potete votarla. Alla lunga questo ci servirà per capire quali recensioni sono più corrette e quali no.
Il voto è permesso agli utenti registrati, questo al fine di impedire pastette e altre simpatie del genere.
No Club – Viareggio (LU)
Salve a tutti,
un paio di settimane sono stato a cena in questo piccolo locale nel centro di Viareggio. Dico “piccolo” non a caso: noi eravamo in otto, ed in sala erano presenti altri due tavoli, uno da sei ed uno con un singolo commensale. In queste condizioni, il ristorante era praticamente pieno. Parliamo quindi di un locale raccolto, piacevole, con un arredamento in bilico tra l’elegante ed il minimal. In cucina troviamo la figlia di Romano, quindi le premesse sono sicuramente buone.
Passando alla cena, abbiamo iniziato con un calice di prosecco (offerto). Ho poi proseguito con un antipasto: millefoglie di melanzane alla trabaccolara, ottimo l’accostamento tra le melanzane tagliate a fette sottili ed il sugo di pesce. Ho potuto assaggiare anche un carpaccio di pesce azzurro, molto gustoso.
Il primo è stato invece un piatto di linguine ai totani e salvia: buono, ma niente di memorabile. Ho avuto la possibilità di assaggiare anche un piatto di burghul alle cicale, veramente ottimo, saporito e (cosa che non guasta mai) abbondante. La consistenza del burgul si accostava perfettamente al sugo di cicale, in cui non mancavano generose porzioni delle stesse.
Alcuni dei partecipanti alla cena hanno preso il secondo: baccalà con porri e patate o tracina. Non ho potuto assaggiare nessuno dei piatti, ma il baccalà aveva un aspetto assai invitante.
Ho chiuso con il dolce: tortino al cacao amaro, perfettamente eseguito, con un bel cuore fondente. Ho assaggiato anche un cheesecake, e posso affermare che è uno dei più leggeri e gustosi che mi sia capitato di mangiare.
Purtroppo sul vino non posso essere troppo preciso. Abbiamo bevuto una bottiglia di Bianco di Montecarlo prodotto nella tenuta dello stesso Romano, un Gewurztraminer “Abbazia di Novacella”, ed una bottiglia di Moscato d’Asti ad accompagnare il dolce, della quale però non ho potuto vedere l’etichetta.
I servizio è informale ma estremamente cortese. Menzione d’onore per la pazienza nel prendere la comanda, nonostante la tavolata abbia messo un certo impegno nel complicare l’ordinazione.
La spesa è stata di 260 euro (32,5 euro a testa) per:
7 antipasti
5 primi
4 secondi
8 dolci
1 Bottiglia di Bianco di Montecarlo
1 Bottiglia di Gewurztraminer “Abbazia di Novacella”
1 Bottiglia di Moscato d’Asti
Considerando che antipasti, primi e secondi erano di pesce, e considerando che la qualità è stata dal buono in su, direi che la spesa è stata sicuramente corretta, con un ottimo rapporto qualità/prezzo.
La valutazione è quindi di 4 ganasce belle piene, con la voglia di tornarci per provare altri piatti, visto che mi è stato detto che il menù cambia con una buona frequenza.
NdGanascia 4/12/10: in seguito alla Ciricena, sistemiamo le ganasce a tre e mezzo

Fortemente consigliato nel caso in cui vogliate fare una bella cenetta con la vostra dolce metà, senza rischiare di trovarvi in mezzo al caos di decine di altre persone.
No Club
Via San Francesco 91
Viareggio
Ciritorno ha germogliato!
Non è uno scherzo. Durante le mie ferie all’Isola del Giglio, discutendo con alcuni amici appassionati di cucina ho menzionato Ciritorno, e da lì è nata subito l’idea di CiritornoMaremma, ovvero il figlio di Ciritorno
CiritornoMaremma vuole essere per la provincia di grosseto, e magari quella di Siena, l’alto viterbese e il basso livornese quello che è Ciritorno per le nostre province.
Come sempre, se volete e siete interessati, potete registrarvi anche lì e scrivere delle vostre esperienze nella zona prescelta, sapete che siete sempre benvenuti e benvoluti.
Vi s’aspetta, maremma tremota!
Ristorante Massimo – Viareggio
Dopo le ultime rece di Simo con tante coccole e novità ristorative locali come questo appaiono superati ma ogni tanto ritornare al classico non guasta.L’ambiente non è il “massimo”,un pò datato forse,mise en place corretta con bicchieri da vino e secchiello per il ghiaccio,fuori tavoli e sedie in plastica.Appena arrivati ci fanno accomodare all’interno con aria condizionata,il cameriere illustra a voce il menù ma a richiesta viene portato quello scritto.Scegliamo antipasto misto di mare con cinque portate consecutive:carpaccio tiepido di cernia,calamari al vapore su rucola e farro,passatina di ceci con gamberi,polpettine su tropea agrodolce,muscoli ripieni,tutto buono e servito correttamente dal più delicato al più robusto.Io ho ordinato invece il crudo di mare,un piatto a forma di conchiglia con:cinque scampetti spaccati a metà,un’ostrica,un tartufo,una cozza,fettina di tonno,tartare di salmone,un’acciuga e un gambero rosso,ottimo e abbondante.proseguo con linguine in bianco alle arselle che non riesco a terminare data la quantità,mio marito invece opta per un secondo: tranci di ricciola all’isolana,con pomodorini,capperi e olive,anche qui la freschezza del pesce si sente.Abbiamo rinunciato al dolce ma le proposte erano invitanti,vassoi di bignè alla panna,crème caramel,tiramisù e crostate tutti fatti da loro.Ho notato catalane miste con aragoste,scamponi e gamberi,una tavolata ha preso linguine all’astice dove il crostaceo non latitava di certo.Il vero punto di forsa di questo locale è il rapporto qualità-prezzo,sempre parlando di pesce fresco ovviamente.Riassumendo abbiamo speso:
1 crudo 18.00e.
1 antipasto caldo 14.00e.
1 bav. alle arselle 10.00E.
1 trancia all’isolana 18.00e.
mezza bottiglia mionetto 4.50e.
acqua naturale 1.50e.
2 caffè 3.00e.
1 amaro,1 limoncello e coperto offerti .Tot.69.00e.
Suggerirei qualche limatura;portare subito il menù e limitarsi a proporre a voce solo i piatti del giorno,un biscottino col caffè,piccole attenzioni che non costano nulla ma migliorano il servizio,i camerieri sono comunque solleciti e discreti.Visto il nuovo metodo di votazione darei quattro ganasce.
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Ganascia

