Sfoglia le recensioni dal ottobre, 2009
ott
29

Osteria Vecchia Livorno (Livorno)

Autore marinese    Category Trattorie     Tag

Venerdì dopo un aperitivo un pò impegnativo, era tardi e cercavamo un localino dove mangiare poco e bene…attingendo alla preziosa guida di Slow Food è uscito fuori il nome dell’Osteria Vecchia Livorno…
Il locale è carino, sui fossi, pochi tavoli, ma nell’insieme molto curato…
Il cameriere che credo sia anche il titolare (la moglie invece è la cuoca) ci ha portato il menu: cose semplici, nessuna concessione a estrosità…una vasta scelta di antipasti e primi, cacciucco, fritti vari, grigliate…la carta dei vini invece non è il top a mio avviso…
Abbiamo scelto io un antipasto di acciughe marinate e un cacciucco, e la mia signora solo un secondo, calamari alla griglia.
Le acciughe erano ottime, forse le migliori che abbia mai mangiato: saporite e per nulla rovinate dal classico mare di aceto e cipolla…insomma…sapevano di accuga…cosa molto rara…
Il cacciucco era OTTIMO (e non sono dell’Abetone, ma di Marina di Pisa, allevato da nonna ex titolare di ristorante e cuoca)…per nulla pesante, piccante il giusto, saporito ma non tanto da far sparire i sapori dei singoli componenti (palombo, tracina, polpo, totano, ecc).
I calamari di mia moglie erano anch’essi divini…e per di più accompagnati da un ottimo contorno, rarissimo da triovare anche negli ottimi ristoranti: le patatine fritte…di patate…non quelle della busta, ma ottime patate fritte sul momento.
Il colpo finale (in senso buono ovviamente) ce l’ha dato il dolce: millefoglie con crema pasticcera e cioccolato fondente…la fine del mondo!
3 ganasce e mezzoPer concludere, il conto: 63 eurini in due, con un bicchiere di vino rosso della casa e un caffè…penso che possa essere classificato sulle 3 ganasce e mezzo.
Osteria Vecchia Livorno – Scali delle Cantine, 34 a Livorno, ed il tel è 0586/884048

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ott
24

Terza Ciricena – Papavero Rosso – San Casciano.

Attirati dalle recensioni esistenti del Papavero Rosso, abbiamo organizzato la terza Ciricena presso questo ristorante, del quale anche L’Ospite aveva un buon ricordo. Questa la cronaca della serata.

Eravamo in dieci: io, lo storico Bicipite, Sommellie, i Gourmets, Simona, france996, l’Ospite, Cernione con la nuova Cernietta, il solito bel gruppo di allegri gaudenti.

Il locale è ben mimetizzato dietro una siepona in mezzo alla campagna: andateci muniti di GPS o non lo troverete. L’interno è rustico e piacevole. l’apparecchiatura carina ma la tavola a mio giudizio troppo ingombra di semi e altre facezie vegetali che fanno campagna ma poi non sai dove appoggiare la roba.

Abbiamo trovato al tavolo un bicchiere di aperitivo che non ho riconosciuto ma comunque piuttosto gradevole. Il menu è corto. Un antipasto misto, cinque primi e cinque secondi (se ricordo bene). Abbiamo preso tutti gli antipasti e quindi tutti un secondo.

Antipasti:

  1. Flan di melanzana su specchio di pomodoro. Il migliore del gruppo. Consiglio di spostarlo alla fine, perché da qui è tutta discesa.
  2. Involtino di peperone grigliato. Piacevole.
  3. Involtino di zucchina e pomodorini secchi. Innocuo.
  4. Polpettina di carne con cremina ai funghi. Ok ci sta.
  5. Crêpe di stracchino e prosciutto. Non mi è piaciuta. Il prosciutto era salato perché troppo scaldato.
  6. Cestino di uva e cubetti di grana. Il grana mi è sembrato quello già squadrettato delle buste. Nell’insieme stava meglio all’inizio coll’apertivo.

Secondi: per metà coscio di anatra, per metà (e anche io) struzzo al pepe verde. Era moltissimo tempo che non mangiavo lo struzzo e l’ho abbastanza gradito, anche se non mi è sembrato memorabile, più che altro un po’ sciapetto.

Contorni: patate al forno discrete, porcini fritti. Quelli che ho assaggiato io erano mosci e decisamente non ho gradito per nulla.

Dolci: il mio una coppa di fragole e crema. Buona ma estremamente dolce. Purtroppo mi ha stuccato al terzo cucchiaio e l’ho lasciata. La Cernietta però se l’è diluviata senza problemi (noi vecchi siamo sempre più noiosi). Gli altri racconteranno i loro che non ricordo.

Veniamo al clou della serata: il vino. Il proprietario (credo) ci ha proposto subito il vino della casa. Abbiamo risposto di no (come facciamo sempre) e l’abbiamo messo subito nei casini. Ci ha risposto che la carta era in rifacimento, ma non ci siamo resi conto di quanto. L’unico bianco disponibile in fresco era un vermentino del 2001 completamente spento. Abbiamo rinunciato alla prima bottiglia defunta ma prima di decidere un’altra cosa il proprietario ce ne ha stappata un’altra che era anche peggio. Terza bottiglia un Pinot nero di Alois Lageder in età avanzata che avrebbe richiesto due ore buone di stappatura preventiva e ampie sbicchierature di ossigenazione. Alla fine per disperazione abbiamo preso il vino della casa: non lo ricordo.

Credo che il proprietario avrebbe fatto meglio a negarci la carta del tutto. Si sarebbe risparmiato la figura pessima e avremmo perso meno tempo e soldi: alla fine il vino ha pesato comunque per ben 59 euro sul conto scandalizzandoci non poco.

Il servizio è stato approssimativo e va sicuramente migliorato (la signora che aiutava al tavolo è la commessa storica della Galleria del disco di Corso Italia a Pisa). Non è bello nemmeno sentirsi raccomandare di regolarsi con gli ordini perché ci sono solo 4 fornelli.

Prezzo finale: 396 euro. 40€ circa a testa (!).

Considerazioni finali. Siamo partiti da 4/5 ganasce e questa cena ci ha profondamente costernato. O la gestione è cambiata molto di recente, o abbiamo incocciato la perfetta serata/Caporetto. Abbiamo speso molto in relazione alla qualità del cibo, al servizio, e soprattutto alla mancanza di qualsivoglia vino che non fosse quello della casa.

Per il cibo avrei dato due ganasce e mezzo, ma la storia del vino e di conseguenza il rapporto col prezzo mi costringono a toglierne una: UNA GANASCIA E MEZZA totale.

Lascio ora la parola ai miei commensali.


ott
24

Pizzeria Trattoria La Buca – Pisa

Autore Scarpetta    Category Proclami al popolo     Tag

Ristorante La Buca
Via Galli Tassi, 6/B
Pisa
Tel 050.560660

non una recensione ma un avviso ai naviganti.

Serata clandestina fra amici di vecchia data in centro città.
Avendo trovato il tutto completo in altri locali di sicura attendibilità, conoscendo la buca 2 dove si mangia bene ad un prezzo ragionevole, pensiamo bene di andare alla PIZZERIA TRATTORIA LA BUCA (vicino al Duomo).
L’ambiente ricorda gli interni dei ristoranti dei film di De Sica (padre).
Tavoli con tovaglie a quadri bianchi e rossi, piante finte e luminaria tipo feste natalizie alle pareti. Mancava solo il sottofondo musicale di mandolino per magnificarre la funzione dell’acchiappa turisti.
Volevamo andarcene, ma poi sfidando la chiara situazione, stoici siamo rimasti.
Vino:
Nella scelta ci portano un rosso di cenaia (Pitti).
Mi versa l’assaggio, lo assaggio, gli dico che non è buono e la ragazza di contro mi risponde: anche a me non piace e serenamente, lascia li il vino e se ne va. :-( .
3 Antipasti tipo mensa.
Fettona alta 1 cm di edam ( quel formaggio a forma di parallelepipedo con la pellicola rossa all’esterno che spacciano per fontina) e 3 fette di gambo (la fine)  di prosciutto.
3 Filetti di maiale al pepe verde, non buoni ma mangiabili, 3 patate fritte, 3 caffè e tre grappe.
Valore dell’operazione € 121.33 ossia € 40,44.
Colpa nostra che visto il locale non ce ne siamo andati ma è veramente vergognoso che nessuno tuteli i turisti che vengono nella nostra bella Pisa e vengono spennati da questi cialtroni che si spacciano per ristoratori.
Se negli altri locali la selezione la genera il mercato in queste zone non c’è pudore all’indecenza.
Ovviamente non merita neanche una ganascia, se non quella da mettergli alla sarracinesca del locale.
Turbato e un po incazzato,
Scarpetta.

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ott
24

Old West di Gello-San Giuliano Terme

Autore narciso75    Category Ristoranti popolari     Tag , ,

E’ la prima volta che scrivo per cui perdonate se ci saranno inesattezze.
Io e mio marito siamo decisamente dei buongustai e cerchiamo ogni fine settimana di scoprire un posticino nuovo dove sollazzare i nostri palati.
All’Old West siamo stati diverse volte sia in estate che nella sala interna, l’ambiente è semplice ma piacevole e..attenzione ben diverso da come appare all’esterno.
Perchè all’esterno è un circolo arci con tanto di bandiera del partito di riferimento. Dentro l’atmosfera è familiare e tutto molto alla mano ma non trascurato.
Il menù è formato da pochi piatti della tradizione.
Gli antipasti sono ottimi e infiniti.
Il classico antipasto di terra è composto da ben 18 diverse porzioni tra affettati, anche di cacciagione, bresaola con olio al tartufo, sottoli fatti da loro (ottime le melanzane con i pinoli) polentine fritte con salsine, zuppa.. insomma sono 18 specie diverse ed è impossibile ricordarseli tutti.
Mangiarlo da soli è impensabile quindi contate sempre almeno per due.
In seguito sarete satolli a dismisura ma non potrete perdervi il filetto perchè era molto tempo che non ne trovavo di così morbidi e succosi.
In realtà hanno anche primi buoni ma non fantasiosi di carne ed almeno uno di pesce.
I secondi invece puntano molto sulla carne per tagliate bistecche filetti ed è carne argentina.
Non ho idea se l’essere argentina sia un pregio ma è veramente ottima.
Ho visto anche passare fritture di pesce in carta gialla e baccalà alla livornese che sembrava gustoso.
Il tocco che mi fa impazzire sono le patatine fritte tagliatte a mano che non posso non menzionare.
Anche i dolci sono ottimi, ricordo una crema con biscotti esagerata. Il vino è quello della casa servito in fiaschetti da mezzo litro. Senza infamia e senza lode. Non ho idea se vi sia una carta dei vini con qualche etichetta accettabile.
Il prezzo si aggira dai 22 ai 26 € a testa per un antipasto da dividere in 2 e due secondi con contorno. 2 dolci un litro di vino e caffè.
Per riassumere: il posto è alla mano e non offre piatti ricercati o particolarmente fantasiosi ma si mangia abbondantemente e bene.
Tra i ristoranti popolari io darei 3 ganasce piene per l’ottimo rapporto qualità prezzo.

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ott
17

Enoteca Marcucci – Pietrasanta

Autore simona    Category Enoteche     Tag

http://www.enotecamarcucci.it/

Via Garibaldi, 40 – Pietrasanta.  Tel: 0584 791962

Eccomi pronta a scrivere di questo posto che conosco abbastanza bene ma che non ho mai recensito per una serie di motivi che non starò qui a spiegare.
L’enoteca MARCUCCI si trova nel centro storico di Pietrasanta ed è un ambiente a mio avviso molto,molto bello, uno dei più belli in zona da un pusto di vista prettamente estetico (la cantina dev’esser visitata per forza, ne vale la pena!).

Tutto è curato nei minimi dettagli e l’atmosfera che vi regna è calda ed avvolgente.
La carta dei vini è STRAORDINARIA, come se ne vedono poche.
Il servizio è attento e cortese.

Eravamo in 5. Stavolta le mie scelte sono state di pesce:
Tartare di tonno rosso siciliano come antipasto. Molto buono.
Seppioline del Tirreno alla griglia come secondo. Buono.
Patate di Ponterosso al forno. Buone.
Mattonella ai fiori di lavanda come dessert. Troppo forte il profumo di lavanda.

Ho assaggiato inoltre (dagli altri piatti):
Insalata di riso Thai con zucchine e polpo (buono)
Cous-cous con verdurine e frutti di mare (molto buono)
Polpetto di scoglio (buono)
Semofreddo al croccante (regolare)
Mousse di yogurt con lamponi (regolare)

Le bottiglie di vino sono state diverse – ricordo il FICHIMORI/Tormaresca (Negroamaro) perchè quest’estate ha avuto un bel pò di successo con il fatto che si beve a 8/10 gradi e che si sposa bene con i piatti di pesce.

Il menù cambia ogni giorno.
Le porzioni sono scarse.

Non ho pagato ma vi dico che sia gli antipasti, che i primi che i secondi vanno sui 22,00/24,00 Euro.
I contorni sugli 8,00/10,00 Euro.
I dessert 12,00 Euro.
Che dire?? E’ un locale molto gettonato, molto “IN”. Non so quanto i prezzi siano effettivamente adeguati a ciò che viene proposto (tutto buono ma niente di memorabile)…ma tant’è..
….. considerando l’ambiente e la carta vini direi 4 ganasce.

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ott
16

Festa pic a Camaiore

Salve a tutti, vi vorrei comunicare che il  16,17 e 18 di ottobre nelle vie di centro storico di Camaiore si farà  la festa dell peperoncino organizzata dal comune della citta e l’ accademia italiana dell peperoncino. Facendo due passi potete vedere e gustare prodotti artigianali di salumi, formaggi, cioccolatto, piante e altro, tutto a base tematica dell utilizzo del prodotto afrodisiaco. Inoltre i ristoranti faranno anche il menu’ a base di peperoncino.  saluti gioia.

ott
15

Ristorante Lunasia – Calambrone (PI)

Autore Ganascia    Category Ristoranti lusso     Tag ,

Sì, lo so che esiste già una recensione di Lunasia, ma l’esperienza che ho avuto con la Signora Ganascessa Moglie è stata di ottimo livello e volevo dire la mia con calma.

Nella prima serata gelida dell’autunno siamo arrivati al Green Park Hotel di Calambrone che ospita il Lunasia per festeggiare l’Anniversario di Matrimonio Ganascesco.

L’ambiente è piuttosto stiloso, con una enorme vetrata che si affaccia sul giardino/pineta. Tutto molto lineare e freddino, come di moda da qualche anno. Particolare importante: la cucina è tutta a vista, circondata da un alternarsi di pilastrini e lastre di vetro. Bello da vedere e interessante passando.

Da una carta piuttosto prestigiosa abbiamo optato per il menu degustazione da 5 portate  di pesce (65€). Ce n’è anche uno da 8 portate e 80 euro ma devo dire che bisogna arrivare con molta fame: alla fine del nostro menu eravamo felicemente satolli.

La carta dei vini è parecchio fornita: due volumi per bianchi e rossi. Abbiamo scelto un Franciacorta Ca’ del Bosco di ottimo livello (65€).

Ampia la scelta dei pani offerti di continuo, e la selezione di oli d’oliva per assaggio.

Apertura con un buon prosecco e un pre-antipasto Pica-Pica estremente divertente, da mangiare con le mani:

  • un bicchierino di spuma di patate con fettina di prosciutto croccante: un buon contrasto tra i sapori e le consistenze
  • gelato di gambero con pane croccante, dolce e aromatico
  • gelato di acciuga con filettino crudo e cipolla di tropea, il migliore del lotto, una sorprendente quintessenza di acciuga.
  • Crocchette di totano piccante e ostrica con mango. Ottime.
  • in chiusura, un rinfrescante chupito di pompelmo rosa, spuma di salvia e vodka a ripulire la bocca.

Quindi antipasto: due splendidi filetti di scorfano marinato nei mirtilli con cialde croccanti, polpa di riccio (spettacolare) e palline di crema di pomodoro. Un piatto veramente al sapore di mare. Lo scorfano era favoloso e si scioglieva in bocca. Il riccio è sempre sorprendente. Il piatto era accompagnato (tappate le orecchie a Brontolo) da un “supporto olfattivo” di un barattolo di corteccia di pino.

Cacciucco decostruito: una scodella col fondo del cacciucco, un passato di pesce speziato molto saporito, accompagnato da uno spiedino di pane croccante, polpo cotto nel vino, triglia, cozze, etc. da mangiare insieme. Molto buono.

Carbonara di mare: tagliolini leggermente affumicati, frutti di mare appena saltati, uovo disidratato e cialdina di uovo. Piatto interessante ma secondo me un po’ troppo salato.

Secondo: una gallinella aperta a libro con farcia di pane, pomodoro, cipollotti e odori. Un profumo e un sapore intenso e mediterraneo. COntorno di patate al forno con cipolla rossa. Cottura perfetta. Sinceramente un piatto favoloso. Personamente qui  cominciavo ad essere arrivato, ma poi ho visto arrivare…

Il cubo di Rubik: un cubo di gelato al philadephia con cuore di crema di frutto della passione con ogni faccia di un differente sapore, pistacchi, lamponi e così via, appoggiato su una cialda di mandorle con una tartare di fragole e crema di lamponi. Commovente.

In chiusura: assortimento di biscottini e cioccolatini assortiti a chiudere degnamente la serata. Caffè bevibile ma sotto la sufficienza e un ottimo distillato di susine di un microproduttore veneto.

Il servizio è stato puntuale e non invadente e ci siamo goduti le presentazioni dei piatti che sono inventivi e originali senza nulla togliere ai sapori. Alcuni accostamenti sono stati sorprendenti e mi è rimasta la curiosità di provare i piatti di terra per cui, alla prossima grande occasione, ciritorno.

Anche il costo è stato da grande occasione: 198 euro spesi con una leggerezza d’animo encomiabile, e anche a mente fredda mi sembrano spesi piuttosto bene. Siamo tornati soddisfatti e incuriositi e le mie pile gastronomiche si sentono ricaricate. Come omaggio finale, una piccola stampa d’autore con stampata sul retro una ricetta del menu che mi ripropongo di provare a casa, quando avrò capito cosa diavolo sono due o tre ingredienti :) .

5 ganasce, botta sicura.


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