La Mescita – Pisa

Serata da fidanzati con la moglie: lasciato a malincuore il piccolo Ganascino alla nonna, ci siamo diretti alla volta de “La Mescita” per sperimentare la (per noi) nuova gestione, recentemente molto ben considerata da L’Espresso con un voto di 13,5.
L’ambiente è rimasto grosso modo come lo ricordavamo, accogliente, rustico toscano. I tavoli sono ben distanziati e non ci si parla nelle orecchie coi commensali.
Apparecchiatura con striscia centrotavola e tovaglioli di stoffa, stoviglie eleganti.
Un bel bancone in legno domina l’ingresso e fa tanto vecchia osteria.
Il menu è abbastanza vario e interessante, con la signora abbiamo scelto antipasti e primi.
Gli antipasti erano un millefoglie (cinquefoglie in verità 🙂 ) di pera con fonduta e composta di cipolle rosse per la signora e il “Fois gras coi suoi amici” (tre belle scaloppine di fegato sul pane fritto nel sugo su una fettone di pera cotta su composta di cipolle rosse e noci) per me. La signora è rimasta soddisfatta della qualità ma non della quantità, a me luccicavano gli occhietti e me la sono spassata discretamente. Il fegato era molto buono e perfettamente accompagnato.
Primi: Rigatoni alla crema di verza con guanciale e pecorino per la signora, tagliolini alla finanziera con pesto di olive nere al forno per me.
La pasta di mia moglie era buona e saporita, la mia la posso descrivere solo come SONTUOSA. Certo, gioca molto la mia passione per il “quinto quarto” (qui fegato di coniglio e cuore di manzo) ma credetemi, questo piatto è favoloso.
I dolci: una mousse al cioccolato fondente su cioccolato bianco, a quanto pare molto buona, per la sposa e un aspic ai frutti di bosco buono ma un po’ incongruente per me.
Abbiamo bevuto un Chianti Brolio ’06 molto buono da 35€, acqua e una grappa per me a fine cena.
Unica nota un po’ così: il nostro cameriere sembrava molto inesperto e fuori luogo, molto più a fuoco la ragazza del vino, e molto gentile anche quello che credo fosse il padrone
Abbiamo speso 100 euro per quanto descritto.
La cucina è veramente di livello elevato. I sapori ben definiti, le materie ben trattate. Mi rimane la curiosità dei secondi che, passando, avevano comunque un bell’aspetto.
La carta dei vini è strana. Quasi tutta toscana ma con scelte (specie extra toscana) che definirei quasi casuali. Quest’aspetto è sicuramente migliorabile.
In definitiva una bella cena, forse un pochino troppo costosa.
Per ora 4 ganasce solide con ampi margini di crescita e ciritorno.

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17 pensieri su “La Mescita – Pisa

  1. Si sinceramente questo ristorante mi ispira, ed è da quando ha cambiato gestione, ed in quel periodo lavoravo lì vicino, che mi ispira e mi icuriosisce, hanno sempre avuto un ottimo menù e piatti molto fantasiosi, forse un pò caro, ma tra lì ed il porton rosso, sicuramente andrei lì… complimenti!

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  2. non so perchè, ma è un ristorante che “a pelle” non mi dice niente, non ci sono mai stato, e non posso giudicare il tipo di cucina, ma la mescita, forse perchè si avvicina allo stile di cucina che prediligo, da quando ha cambiato gestione, mi incuriosisce molto, peccato non avere mai tempo…

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  3. Mi accodo alla recensione di Ganascia: siamo stati alla Mescita il giorno dopo il suo (27).
    In un paio di piatti (millefoglie, mousse) ci siamo sovrapposti.
    Ecco la mia scheda:
    ===================

    Osteria La Mescita
    Via Domenico Cavalca 2, 56126 Pisa
    Tel. 050 957019

    Dopo 5/6 anni dall’ultima visita, sono tornato con la signora alla Mescita per festeggiare una ricorrenza.
    Se la memoria non mi inganna la gestione è cambiata: mi sembra di aver visto facce nuove in sala e in cucina.
    Anche la linea gastronomica sembra diversa: materie meno nobili, scelte più limitate e prezzi più contenuti.

    Comunque concentriamoci su questa visita.
    Il ristorante si trova vicino al mercato della frutta.
    L’ambiente è suggestivo: due stanzine raccolte, luci soffuse, quadretti appesi alle pareti colorate vivacemente.
    L’impressione complessiva è quella di un posto ricco di tradizione con una nota di originalità.

    Il menu prevede 5/6 scelte per antipasti, primi, secondi e dolci.
    Come ho detto sopra, vengono proposte materie prime anche povere (stoccafisso, guancia, acciughe ecc.)
    Questa linea mi convince, purché sia accompagnata da un’opportuna rotazione di piatti a seconda dalla stagione.
    Con la signora abbiamo optato per lo schema antipasto – secondo – dolce.
    La carta dei vini non è sconfinata, ed è sempre più ricca man mano che ci si avvicina alle colline pisane.
    Non l’ho analizzata a fondo perché proprio tra i vini pisani ho trovato subito una bottiglia che mi ispirava.
    Qui sotto le nostre scelte:

    Antipasti:
    – Gran piatto della Mescita. (12 eur)
    Affettati misti (prosciutto al coltello, guanciale, salame, soppressata) e bruschette (all’olio nuovo e al pomodoro)
    – Millefoglie di pere con fonduta di formaggio, noci e marmellata di cipolle di Tropea. (10 eur)

    Secondi:
    – Sella di coniglio con guanciale su salsa ai peperoni. (18 eur)
    – Filetto di maiale con purea di cannellini e rape saltate. (20 eur)

    Dolci:
    – Mousse di cacao Ecuador 70% con crema di cioccolato bianco. (8 eur)
    – Creme brulee al finocchietto selvatico. (8 eur)

    Vini:
    – Reciso Beconcini 2005 (32 eur)
    http://www.pietrobeconcini.it/index.php?option=com_content&task=view&id=53&Itemid=9
    – 2 bicchieri di Moscato (8 eur)
    – bicchierino di grappa (offerto)

    Spesa: 116 eur

    La serata è stata sicuramente piacevole.
    L’ambiente è molto caratteristico ed invoglia a godersi la cena.
    Gli antipasti sono stati molto buoni: affettati di ottimo livello e millefoglie ben equilibrato.
    Secondi ben presentati, dai sapori decisi che si armonizzavano bene tra loro (unico appunto, forse eccessivamente pepati).
    Dolci meritevoli: convincente la nota di finocchietto selvatico nella creme brulee, molto buona la mousse di cacao.
    Bella bottiglia di rosso che ha accompagnato degnamente il gusto robusto delle pietanze.
    Prezzo finale non proprio economico, ma tutto sommato la qualità complessiva della cena vale la spesa.

    Voto finale: darei 3 ganasce e mezzo tendenti alle 4.
    Sicuramente un posto convincente dove tornare.

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    1. A me sembra troppo elevato il prezzo del se condo,filetto di maiale e del dolci che compreso il moscato arrivano a 12 euro.Quasi 60 euro a testa in questi tempi,non si spendono se mangi una ottima tagliata di manzo,preceduta dal antipasto e primo,pur bevendo un vino da 20 euro.

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  4. Sono tendenzialmente d’accordo.
    Non l’ho detto nella recensione, ma uno dei motivi per cui sono rimasto sulle tre ganasce e mezzo e’ il rapporto qualita’ / prezzo non eccelso.
    Comunque se non ricordo male con la vecchia gestione in linea di massima si spendeva di piu’ mangiando peggio.

    Se per una cena hai voglia di qualcosa di piu’ ricercato di una tagliata (anche se cucinato con materie prime meno ‘nobili’) innaffiato da una bella bottiglia in un ambiente originale, questo e’ un posto indicato. Il problema e’ che nel centro di Pisa non trovi molti posti con queste caratteristiche..

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  5. Perdonatemi ma 8 euro per un dolce.. seppur buono e anche “ricercato” non sono davvero troppe???
    A me piace l’idea di qualcosa di diverso dalle solite cose ma che materie e prezzi siano proporzionati…

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  6. Dopo un pranzo alla Mescita vorrei inserire le mie considerazioni. I primi scelti sono stati i ravioli di cervo ai funghi e le fettuccine allo zafferano con guanciale,pepe nero e pecorino; i secondi sono stati due tagliate con patate arrosto e verdure;il dolce un tiramisù fatto da loro e il vino un chianti 2007 di San giusto a rentennano. Abbiamo speso 76 euro,e devo dire che sono stato ampiamente soddisfatto,sia per la gentilezza di chi ci ha servito sia per la qualità di ciò che abbiamo scelto. Tornerò a cena perchè ho visto che la proposta della cena è ben differente rispetto al pranzo,nel complesso concordo con chi ha valutato positivamente questo locale.

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  7. …concordo con ganascia x la buona cucina,ho assaggiato anch’io il fegato, ed il baccala’!tra i primi mancavano i ravioli di castagne,grande delusione,anche se i rigatoni verza, guanciale e pecorino erano ottimi! la mousse molto tradizionale, ma il dessert fuori menu’ composto da cioccolato bianco,melanzana, aceto balsamico, impanato nelle mandorle,veramente buono!nota negativissima invece,la mancanza di riscaldamento!è vero che fuori era -1, ma dentro sicuramente non piu di 16 gradi! ho visto solo una stufetta ad infrarossi da bagno, per il livello di locane non e’ il massimo! saluti

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  8. Anche noi siamo stati a provare questo ristorante…il locale è piccolo ma accogliente, il personale simpatico.
    Quanto al mangereccio abbiamo preso: una tartare di filetto di manzo tagliata al coltello con mostarde per il Gourmet, una tagliatella alla finanziera per me (che ho seguito il consiglio del Ganascia e ho fatto strabene…) e poi due secondi che abbiamo diviso, costolette di agnello con carciofi (cotto perfettamente) e sandwich di filetto di manzo con gorgonzola e spinaci. Come dolce una bavarese di liquirizia per il Sig.Gourmet e una mousse di melanzane e cioccolato bianco con mandorle e aceto balsamico per me.
    Tutti i piatti erano ben fatti, abbastanza abbondanti e molto buoni.
    Con tutto ciò abbiamo bevuto un buon Vigna Alta di Badia di Morrona (33 euro).
    Le pecche: innanzitutto il prezzo, 110 euro mi sembrano un pò tantini, con gli stessi soldi quasi quasi ci mangio da Butterfly.
    Seconda pecca è che i cibi (almeno tutti quelli che abbiamo assaggiato) erano un pò salatini, cosa che non ha rovinato la cena, ma che può disturbare e soprattutto copre un pò il sapore dei cibi.
    Per concludere, un posto in cui ciritorneremo e a cui assegniamo 4 ganasce meno meno, che potrebbero diventare tranquillamente 4 abbondanti se aggiustasse un pò il tiro coi prezzi…e col sale!

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  9. cena in quattro sabato sera, la mia prima volta alla Mescita, impressione: OTTIMA. Antipasto fois grais eccellente con accompagnamento offerto di vino francese tipo cognac (?), tartare buona, tagliatelle con crema di verza e biroldo originali dal gusto particolare, gnocchetti con rockefort buoni, dolce crema all’arancia siciliana con meringhe e scagliette di croccante da leccarsi i baffi, veramente!!Vino un Tramin Urban consigliato dall’oste, appassionato gestore del locale che si è intrattenuto spesso a parlare di vino pur col locale pieno. Insomma una piacevole scoperta per me, ci ritorno sicuramente!!!

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  10. IL livello sicuramente e’ buono , l’ultima gestione credo sia ex Ginostra. La spesa, aspettando news da @giacomo, penso media, medio/alta, ricordo che hanno i dessert in carta a 7 euro !

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