Via di Coselli 28
55060 – CAPANNORI (zona Guamo) Tel: 0583 403573
Ieri sera sono andata con un’amica a cena al VINO E CONVIVIO (seguendo il suggerimento di Biologico).
Si tratta di un’enoteca con cucina.
Appena si entra c’è subito il bancone e salta all’occhio la qualità dei prodotti esposti (Parisi,Martelli ecc..ecc..)
L’ambiente è davvero carino, molto accogliente e si mangia circondati da tantissimi vini… ed io ADORO mangiare in compagnia di scaffali STRACOLMI di bottiglie (e che bottiglie!!).
Le scaffalature inoltre formano una sorta di divisorio fra i vari tavoli (posizionati a molta distanza l’uno dall’altro) creando un’atmosfera ”intima”.
Il ricarico sui vini è veramente, veramente ONESTO! pur cenando in loco il prezzo delle bottiglie resta quello della vendita al pubblico.
I proprietari (presumo siano i proprietari) sono due persone gentilissime: il marito sta in sala, serve ai tavoli e consiglia i vini.
La moglie sta in cucina ed ogni tanto esce per chiedere se va tutto bene e si rivolge con appellativi affettuosi (cocche, tesori, anime mie….) in maniera estremamente spontanea e quindi piacevole.
Consiglio vivamente di prenotare: i posti sono pochi e ieri sera era tutto full.
Passiamo al dunque:
come vino ho chiesto qualcosa della zona di Bolgheri ed il simpatico signore mi ha portato l’INSOGLIO 2007 CAMPO DI SASSO (Cabernet Franc, Merlot and Syrah) che ho MOLTO apprezzato. Il costo della bottiglia??.. INCREDIBILE MA VERO!! euro 13,50!!!…meno che in qualsiasi altra enoteca (date un’occhiata on-line!).
Cena (fa tutto la signora, non portano menù.. le porzioni sono generose):
affettati selezionatissimi (OTTIMI): prosciutto e salame di cinghiale.
formaggio fresco con pepe.
Polpetta di carne
sformatino di verdure
Spinaci al forno con formaggio fuso on top
acciughe gratinate con pomodori e capperi + fagioli di contorno
uovo (indovinate di chi??? PARISI..eccheppalle!!
) con tartufo (generosi con la quantità del prezioso tubero devo dire!!)
Tutto davvero BUONO e di qualità.
Caffè
Quanto sopra (vino compreso) al costo di Euro 28,00/persona!!! ed il signore ha anche precisato “il conto è un pò più alto del solito a causa del tartufo”..beh!
E BRAVO BIOLOGICO, OTTIMA SEGNALAZIONE!
Allora ragazzi… io non so cosa dirvi…
non vorrei mettere questo posto nel “calderone” delle 3 ganasce (scusate se lo definisco così, per rendere l’idea) però le 4ganasce richiedono, forse, qualcosa di più a livello di ricerca e preparazione…devo sottolineare nuovamente comunque l’ottima qualità della materia prima..Quindi…vediamo: voi leggendo la mia recensione cosa proponete?? 3 o 4 gane??
NDGanascia: 3 ganasce e mezzo con la possibilità di arrivare a 4


A parte che ho specificato bene anche quelli che ho trovato essere lati positivi del suo locale, non capisco per quale motivo non possa essere libero di raccontare quelli che per noi sono stati aspetti piuttosto negativi.
La cucina (esclusi gli antipasti, che mi sono piaciuti).
Se legge bene ho scritto che il garum o la colatura di alici (sono due cose simili ma diverse, vada a leggersi le rispettive voci su wikipedia) sono sapori che non mi piacciono, non avrei ordinato quel piatto e quindi non lo giudico. L’altro primo l’ho trovato pessimo, e la tagliata buona ma mal presentata e incompleta (si informi meglio, mi sa che sta facendo una figura barbina come quella dei soldi restituiti, la cuoca quando ci ha presentato la carne ci ha detto che le verdure erano terminate).
Lei risponde citando, come in altri post, una lista di ingredienti di alta qualità.
Proprio in questo momento nella mia dispensa ci sono diverse scatole di prodotti Longino e Cardenal (vongole e calamaretti al nero), nel frigo una busta di petto d’oca di Jolanda de Colò, frigo dove spesso transitano le uova e il guanciale di Paolo Parisi, ecc. ecc.
Non crederà di conoscerli solo lei questi prodotti, qui sono molti i posti dove si possono acquistare o consumare. E sì, dal mio macellaio (non qualsiasi macellaio, ovvio, ma un macellaio non a caso consigliato dalla guida del gambero di Milano) trovo della carne buona almeno quanto quella che ho mangiato nel suo locale.
Questo naturalmente è un plauso nei vostri confronti, usate prodotti di alta qualità che da anni apprezzo e acquisto, ma sinceramente A) la smetterei di elencare tutti questi prodotti con il tono di chi ha servito delle rare prelibatezze a dei caproni non in grado di apprezzarle e B) gli ottimi ingredienti non sempre fanno un piatto riuscito (una carbonara scotta è cattiva anche se c’è dentro l’uovo di Parisi, tanto per fare un esempio).
Confermo il giudizio sulla cucina: mediocre
I tempi del servizio.
E’ inutile che ci giri intorno, ci sono degli standard minimi di qualità del servizio a cui voi non vi avvicinate neppure lontanamente. Lo so che il vostro non è un locale Slow Food.
Lo Slow Food è quando io mangio lentamente e con calma, non quando voi ci mettete un’eternità a fare uscire i piatti dalla cucina. Quello si chiama No Food.
Che poi ovviamente diventa Fast Food, per via della la fame che a uno è venuta nel frattempo.
Sta difendendo l’indifendibile. Se fossi stato io l’ospite della serata avrei chiesto che mi mandaste il conto a casa e l’avrei saldato verso gennaio/febbraio.
Il trattamento.
Stiamo parlando di un rapporto di carattere professionale. Voi ci fornite un servizio in cambio di un corrispettivo in denaro (mi sembra che abbiate richiesto un corrispettivo, giusto?). Pretendo che questo avvenga secondo degli standard minimi di professionalità.
Dato il tipo di servizio di cui stiamo parlando apprezzo che il rapporto sia improntato alla cordialità, da entrambe le parti, che con il tempo può aprire spazi di maggior confidenza. Quindi contrariamente a quanto ipotizzato dal suo greve sarcasmo non ho bisogno di chissà quali formalismi (che non mi danno tuttavia alcun fastidio). Sono molto infastidito invece dagli eccessi nella direzione opposta.
Per quale motivo una persona che ho appena chiamato “Signora” mi deve rispondere “Cocco bello”? O deve chiamare “Amorini” persone mai conosciute prima? Per quale motivo devo sopportare che in un ristorante il gestore mi tocchi in continuazione, nonostante i tentativi di scoraggiare l’atteggiamento con segnali del corpo inequivocabili?
Cortesemente, mi saprebbe citare un caso nel quale le sembra appropriato chiamare “Cocco bello” una persona adulta perfettamente sconosciuta? Quando chiede informazioni a un vigile, magari? O quando compra un biglietto del treno?
Assolutamente non professionale, falso, sopra le righe e fastidioso, questo è il mio parere.
Mi rendo tuttavia conto che a qualcuno questo tipo di atteggiamento verso il cliente potrebbe non dare fastidio, o addirittura piacere (mah), quindi non a caso ho formulato due distinti giudizi complessivi, considerando o meno questo aspetto.
Vedo che lei ad una recensione argomentata da parte di un cliente risponde usando a piene mani il sarcasmo, con un’arroganza che già traspariva nel post indirizzato a Leone (…le abbiamo concesso una buona mezz’ora x spiegarle…) e che secondo me non le porterà molta fortuna in questo settore.
La sua risposta per me la qualifica a sufficienza, quindi chiudo qui il discorso.
Fab
PS: un vero mezzuccio dialettico quello di sbandierare improvvisamente il proprio nome e cognome in un forum dove tutti utilizzano come consueto degli pseudonimi, facendo credere che gli altri si nascondano, complimenti. Mi fornisca il suo indirizzo di posta e le indicherò le mie generalità complete, cosa che per ovvi motivi non faccio in un forum pubblico. In ogni caso ho postato utilizzando il mio indirizzo di posta elettronica ufficiale, composto da nome.cognome@dominio quindi non può certo insinuare che il mio commento sia stato inviato in forma anonima.
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Pero’ :
“mi sa che sta facendo una figura barbina come quella dei soldi restituiti”,
che fine avranno fatto alla “fine della fiera”…
saranno di qua o di là questi “benedetti” soldi ?
p.s. Sono veramente imbranato non sono bravo come molti di Voi
(leggi somme,mariotto etc.)
che mettete sempre faccine che sorridono per dare senso ironico a quanto esprimete,
io non le so mettere e in questo caso ne avrei messe un numero sproporzionato e
se ci fosse la possibilità (ma non credo) le avrei messe giganti !!!
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semplice, basta mettere i due punti e la parentesi chiusa
ma qui, visto l’andazzo, e’ piu’ appropriato usare quella aperta
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non vedo l’ora di andare
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Non scambi il sarcasmo per ironia e umorismo, noi Toscani terroni ne facciamo molto uso, si rilegga il suo post precedente e forse un esamino di coscienza, lei si lamenta di cibi …..di averle messo le mani a dosso, di avervi chiamato cocchi o amori, provi pure lei a rivolgersi al suo prossimo con un atteggiamento piu’ amorevole, con meno sterilita’ e vedrà che il mondo e le persone le sorridono un tantinellino di più’, lo so vivere a Milano e’ stressante ma non ne faccia un torto al suo prossimo.
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Caro Sommellie, anche io ne avrei, per così dire, piene le “scatole”
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Però non fate tutti finta di non capire :
DOVE SONO I SOLDI !!!! : )
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bonooo ! prima impara a fa le faccine ammodino
Se no da scatole diventan cartoni interi
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Stop stop, esperimento riuscito, grazie a tutti per la collaborazione, ciao Lido
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Per Sommellie: eh no! eventualmente era la prima parte della lunga diatriba che stava diventando noiosetta: da un lato un lungo elenco di ordinazioni e di portate più o meno gradite, dall’altro un puntiglioso e ripetitivo elenco di prodotti “firmati”. L’unico elemento di interesse il mistero della restituzione dei 38 euro (ma il fatto che il signor lido eviti accuratamente l’argomento è già una risposta)
E a un tratto irrompe sulla scena Fab. con un’analisi precisa, onesta e motivata oltre che molto gradevole dal punto di vista linguistico (notevole quel post scriptum in cui smaschera il finto coraggio della trasparenza). E a questo si risponde con un piagnucoloso campanilismo e con interventi frementi di sdegno. Di cosa? Perchè mai se una persona non gradisce ingiustificate effusioni di estranei è da guardare con orrore (meno male che sono diversa, dice simona) o da compatire (su, sia come noi e vedrà che il mondo le sorriderà!)?
Sinceramente non mi sembrano risposte all’altezza.
E con ciò, per me, argomento chiuso. Definitivamente.
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Quoto al cento per cento. Analisi tanto sintetica quanto veritiera…
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Ultimo post, prometto. Il signor Lido glissa ormai su qualsiasi confronto nel merito della qualità del servizio nel suo locale preferendo puntare sull”anomalia antropologica costituita dagli occasionali clienti milanesi, algidi e abituati a formalismi esagerati, stressati e incapaci di godersi la vita slow.
Una rivelazione: oltre che milanese di adozione, e quindi stressato, algido, formale, ecc. ecc, sono anche pisano di nascita!!
Suggerirei di ripartire da questo dato per rilanciare la caciara campanilistica tipica toscana, per approfondire questo quesito: meglio un morto in casa o un pisano/milanese all’uscio del locale?
Buone degustazioni a tutti (incluso ovviamente Lido)
Fab
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Come gia’ detto non ritengo, idoneo questo spazio come tanti altri similari, per divulgare con dovizia di particolari, e fonti attendibili situazioni molto delicate, non glisso un bel niente ma non scendo in un teatrino più basso di quello finora visto. Stanco di ripetermi e di riaffermare ogni volta cose gia’ dette, chi non ci dorme o si rosica si prenda il tempo di venirmi a trovare, siamo a vostra disposizione per far capire come si lavora come si opera, e come ci si comporta, se volete potete provare a mangiare e a bere, constatare coi vostri occhi se la verita’ sta da una parte o dall’ altra siate Voi a giudicare, e non lasciate mai che qualcuno con l’ingiuria e la dialettica possa decidere per Voi, molti clienti ogni giorno siedono al nostro desco, ne escono felici e soddisfatti, molte guide ci annoverano fra i migliori locali d’Italia, molti blog scrivono di noi in maniera positiva ed entusiasti del lavoro che svolgiamo, ma sicuramente siamo consapevoli di essere umani quindi con possibilita’ di errore, non ci vogliamo sottrarre alla critica, ma permetteteci di opporci a situazioni avvolte calunniose, e ad mio avviso infondate, tengo a ribadire che non siamo e non vogliamo essere un ristorante, ma una semplice enoteca con cucina, ci limitiamo a diffondere la cultura del vino e del cibo, la nostra porta e’ sempre aperta sia per un buon bicchiere sia per un’eventuale chiarimento, le sorprese non mancheranno. Con molta fiducia di essermi chiarito una volta x tutte Lido.
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e poiché le scatole si sono rotte (come preannunciato, casserò qualsiasi altro commento collegato alla questione
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Ci sono stato per la prima volta lo scorso weekend in compagnia di amici, il posto è molto particolare, la coppia di proprietari più anziani ci ha accolto in maniera molto gioviale e ho notato come la passione nello svolgere questo lavoro gli riempisse appieno le vene e li spingesse nel ricercare quel “che” di particolare per rendere unico questo locale.
Arrivati in 12, siamo stati sistemati in una saletta privata (in ottima compagnia di bottiglie di vini e distillati che adornavano le pareti e gli scaffali) dove abbiamo preso un prosecco Gioia di aperitivo, devo dire veramente ottimo.
Per tutti poi antipasto misto composto da: Affettati, salumi, sformatini e altro. Tutto molto buono tranne il prosciutto di cervo (troppo secco) e il prosciutto di mangalica ungherese (fa-vo-lo-so, il migliore che abbia mai mangiato!). Ottimo anche lo sformatino di rapini con polpetta.
Sotto i consigli dell’esperto proprietario più giovane, abbiamo ardito accostare al tutto, un vino rosato leggermente frizzante con retrogusto di birra. Esperimento curioso ma non riuscito, non abbiamo apprezzato fino in fondo.
Saltato il primo, abbiamo ordinato tagliata di black angus (molto buona) e tagliata di maiale (veramente eccezionale, morbidissima e con un gusto deciso vicino a quello della rosticciana), il tutto innaffiato da 2 bottiglie di syrah (toscano!) con un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Dulcis in fundo: biscottini misti, gelatini “dai dai” e tre zabaioni (molto gustosi) accompagnati da un’ottima bottiglia di moscato e dai caffè.
Qualche considerazione personale:
E’ vero i prezzi non sono esposti e ciò puo’dar luogo ad equivoci in caso di “serata storta” da parte di commensali e/o ristoratori; il commensale si sente truffato perchè spende per una serata piacevole che in realtà non ottiene, il ristoratore non si sente compreso perchè offre servizi e prodotti che non vengono apprezzati.. la soluzione in certi casi si ottiene raggiungendo una maggiore comunicazione fra le due parti, e, un prezzo anche indicativo (30€ al kg, da 10€ a 15€) fa parte di essa.
Ore 2:30 di piacevole cena, forse qualcosa in più, ma ero in buona compagnia e sinceramente il tempo è volato via.
I proprietari mi sono sembrati cortesi e non invadenti, con quella buona manciata di confidenzialità che solo i toscani riescona a prendersi.. che dire a me è piaciuto..!
GIUDIZIO FINALE
Siamo usciti impoveriti di 35 euro cadauno, ma arricchiti nel palato e con la voglia di citornarci! Le mie personali ganasce sono 4.
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La soluzione si ottiene semplicemente esponendo menu’ e carta dei vini con prezzi, e consegnando al cliente una ricevuta correttamente dettagliata. In qualsiasi altro caso si rischiano incomprensioni e lamentele. Mi chiedo: è davvero tanto difficile stampare un menu’ in un mondo in cui una stampante si puo’ comprare con un 40 euro?
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Magari col dettaglio si capisce meglio l’ ordine di spesa procapite (35 euro nel caso sopracitato) , ovvero 12 antipasti +12 tagliate di angus +12 tagliate di maiale+12 dolci +12 caffe’ ??? PS Non penso sia un problema di stampante per il menu’ , ( Lido avra’ un plotter a 16 colori
) probabilmente e’ piu’ difficile la logistica, tenerlo in funzione e continuamente aggiornato ! Il mistero non tardera’ ad essere svelato
saluti e buon vino e convivio a tutti !
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Il menù e’ sul tavolo, i prezzi sono esposti all’ingresso in bacheca, e all’interno davanti al banco, o mio dio ma come dobbiamo fare, non so perche’ ma forse le tante bottiglie e l’ambiente particolare fanno si che Queste cose passino In Seconda posizione. Quando lo consegnamo in mano di forza ci dicono fate Voi, si forse e’ ampio e molto didascalico e non sempre si ha voglia di perdersi in troppi voli pindarici, grazie ad Andrea mi dispiace che non ti sia piaciuta la malvasia rosa di Camillo Donati saprò farmi perdonare per una prossima volta.
@derthu
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@derthu semplicemente dovresti venire, vedere x credere, e per diffondere, e’ una bella regola giornalistica, le fonti si riscontrano, e poi lo sai che un buon bicchiere non mancherà di farti compagnia,ti attendo ne sarei lusingato, pure in incognito. Fai tu certo se ti presenti, i bicchieri diventano 2 – 3 -4 no problem e vedrai che la ricevuta e’ dettagliata, ciao lido un abbraccio.
@sommelie ciao devo ancora capire, ma prima o poi capiro’ ma rispecifico non andiamo a ant- primi-secondi-dolci, portiamo in tavola assaggi di salumi, ad etti e a peso come si fa x l’asporto, viene tutto rigorosamente segnato, tanto che chi vuole può sapere esattamente cosa quanto e come. E’ si devi proprio venire x due ragioni, ti aspetto Lido.
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Domando scusa: il mio era un commento generico sul malcostume di tanti locali, e NON relativo a “Vino e Convivio”. In realta’ non avrei dovuto nemmeno postarl (e per questo mi scusa anche con Capo G. )o. Come dici tu, a “Vino e Convivio” non sono mai stato e non mi permetterei di dire cosa ci sia on ci sia.
Pero’ il nick e’ “Durthu” con due “u” ^_^
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Due ragioni : per mangiare e per bere, giusto ?
Prima o poi passero’ dai , ciao !
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Un locale molto carino e familiare da consigliare a tutti !!
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Non ci vogliono molte parole per descrivere questo locale e chi lo gestisce: CHAPEAU! Ci rivedremo presto.
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Dopo aver letto tutti i commenti sopra e una visitatina al sito on line ….venerdì decido di festeggiare il mio 45° compleanno in questa enoteca.Ho prenotato telefonicamente giovedì sera,parlando con un signore con classico accento lucchese ricevendo un impatto di calore..quante volte invece, ci rispondano in modo freddo e distaccato.Arriviamo io e la mia dolce compagna verso le 21..parcheggio e dico onestamente che dal esterno ho pensato che era chiusa..vista la poca visibilità luminosa esterna.Ma in un attimo,i miei dubbi si dissolvano.Entriamo e noto subito un ambiente non vistoso,ma ben accogliente,con la vetrina dei salumi e affettati e tutte le pareti con le scaffalature di legno,con i vini.Subito ci viene incontro un signore,che ci accoglie (riconosco la voce del telefono)e ci indica subito il ns tavolo che è posto nella zona a destra del entrata.Mi siedo e come al solito mi inizio a guardare intorno a studiare l’ambiente,come detto prima non sfarzoso e vistoso ma davvero ben eseguito,legno e luci giuste,niente musica(bene),tavoli molto dislocati,per il tutto di un atmosfera giusta per questo tipo di ambiente.Dopo pochi minuti arriva una signora che si presenta con un buonasera “cocchi” che a me rispetto ad altri sopra non ha dato per nulla fastidio,ma d’altronde può essere capibile per persone provenienti da altre regioni,ma niente a che vedere con un “fastidio”.Ribadisco che ho lavorato nel settore per anni..e si potrebbe scrivere per mesi sulla tipologia del cliente e ristoratori…senza venirne a capo!!La Signora ci consiglia un antipasto,accettiamo volentieri, e ci dice che che per il vino se ne occupa il “suo amore”
. Avevo già scelto da casa,leggendo il sito, Il Bruciato Bolgheri Antinori Tenuta Guado al Tasso, 16,50 € sullo scaffale, prezzo tale e quale poi ritrovato nel conto,senza altri ricarichi nota positiva,arriva suo marito e mentre ci apre il vino,ci dice di darli del “tu”e di chiamarlo pure Giovanni,cosa a che secondo me riduce il “distacco”tra cliente e gestore e per la mia tipologia piace . La tavola è ampia e l’apparecchiatura “giusta”,con nota di colore per il coltello,non quelli usuali,ma tipo da “caccia”.Dopo circa 10 minuti arriva la moglie e ci porta l’antipasto per 2 descrivendoci il tutto con i dettagli, erano presenti un paio di sformatini caldi buoni,una serie di crostini con caponata,pomodorini secchi particolari,burro con acchiughe sicilana,olive,assaggio di formaggio con latte crudo ed altro.Subito dopo ci porta la serie di affettati particolari..mi ricordo bresaola di alce,bresaola stagionata,prosciutto di oca con noci e prosciutto ungherese che è stato il top della portata,davvero notevole,con il suo grasso che davvero in bocca si scioglie e non lascia quel sapore di olio…Bene.Come primo, la mia metà sceglie un cacio e pepe,mentre io amante della carne opto per l’angus con fagioli lucchesi.Nel attesa del secondo chiedo a Giovanni se posso visitare l’enoteca,e mi porta nella sala dove ci sono i cognac ,rum e altro e qui facciamo 2 piacevoli”chiacchere” e mi dice che è nativo di Riprafatta,e parliamo della famosa oramai chiusa “polla del Bongi”dove da piccolo io andavo con babbo
a prendere l’acqua,poi mi parla della sua vita da imprenditore di cartiera e della sua scelta di aprire pochi anni fà l’enoteca.Tutto questo in piedi attorniati da centinaia di bottiglie,che rende davvero piacevole il prosieguo della serata.Torniamo al tavolo e degustiamo il cacio e pepe,davvero ben fatto,caldo e cremoso il giusto,niente residui di formaggio intero nel piatto come a volte mi è ricapitato.Angus davvero buono,cotto al sangue come da me richiesto,carne che non lascia sapore di crudo e soprattutto alla fine il piatto è rimasto asciutto,la carne non ha tirato fuori “l’acqua”.Bene.Per dessert,uno zabaione fatto in casa,buono,con 2 moscatini d’Abruzzo,poi ascolto che Giovanni illustra un Armagnac a un tavolo..non potevo certo esimermi da tale cosa
cosi arriva con 2 bicchieri “giusti”e mi sorseggio un Armagnac 20 anni.poco da dire..notevole
.Per chiudere un corretto al rum Nardini di Lucca.Tiriamo le somme…
.
Spesa 108€,come era nel mio preventivo…sapevo dove andavo,sapevo cosa bevevo e sapevo che assaggiavo alimenti che a casa non mangio.Un paio di dettagli li ho….nel cestino di pane,mi aspetterei un pochino di assortimento,e il cacio e pepe mancava un paio di minuti di cottura in piu..un pochino troppo al “dente”,e forse in futuro sullo scontrino metterei le voci delle portate, ma sono solo dettagli,di una serata,che quando esci non “rimpiangi”un solo euro speso!
Ribadisco che chi viene in queste tipologie di ristorazione deve ben capire dove và..un mio amico che mangia solo tanto e non apprezza non lo potrei portare ..a me riuscire a dialogare senza urlare come spesso capita, piace.inoltre nel silenzio il vino è ancora piu buono
Complimenti ai gestori e alla loro passione ben visibile che mettano nel loro lavoro
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Bruschetta sei da premio Campiello
Personalmente, il colorito romanzo della serata, l’avrei fatto in due, tre puntate
Anche se di ritardo Auguriii !!!
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mi associo a Somme vada anche per il premio Strega hai sapientemente descritto la passione che ci mette Giovanni e la sua “cocchina” di sposa
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il “bruciato” nella GDO costa piu’ di 16,50 !
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