Sfoglia le recensioni dal marzo, 2010
mar
31

Osteria da Cèncio – Cascina (PI)

Autore Bianchi    Category Ristoranti medi, Trattorie     Tag

Osteria da Cèncio, Corso Matteotti 94, Cascina, Pisa - 335/224495 – 050/700520

Su indicazione di un amico Venerdì 19/03 siamo andati in questo nuovo locale aperto nel centro di Cascina, a circa metà del corso principale. La prima cosa che colpisce è l’ambiente, bello e accogliente, come non ne ho visti molti in giro, con tavoli grandi e ben distanziati l’uno dall’altro. L’arredamento è di buon gusto e molto particolare. Le sale sono due, una più ampia, l’altra più piccola e accogliente; si aggiunge poi un’altra sala adibita a cantina. Assolutamente degno di nota il magnifico lucernario che colpisce appena si entra nel locale!!!

L’apparecchiatura è, anche questa, molto particolare, ricercata ma comunque simpatica, così come i menù.

Venendo al cibo…

Tutti i piatti sono tipici della cucina pisana, alcuni che non si trovano facilmente in giro come il fritto di cervello. Noi abbiamo ordinato:

Antipasti: pane abbrustolito servito con 4 tipi di salse (ottima quella di cipolle rosse caramellate e quella di lardo pestato); bigoncia di prosciutto e verdure grigliate; un piatto di pecorini della fattoria di Coltano, con miele e pere; un’insalatina di polpo tiepido (morbida e saporita).

Primi: tagliatelle al ragù di papero; tagliolini alle triglie; pappardelle al cinghiale; topini di patate al taleggio. Tutta pasta fresca, porzioni buone servite su piatti da vedere!

Secondi: cervello, animelle e carciofi fritti (gran bel fritto!!); baccalà alla livornese; tagliata di carne proveniente dalla fattoria biologica DiGrigoli in Coltano (morbida e veramente ottima). Ogni secondo ha il suo contorno che completa il piatto.

Dolci: cornettini alla crema di gianduia e panna (non degni di nota); dolce morbido di pere e cannella (ottimo); dolce di cioccolata fondente con crema d’arancia (molto buono). Tutti i dolci sono fatti dalla cuoca, nonchè proprietaria, del locale.

Infine caffè e un ottimo liquore di limone e vaniglia, fatto a Castagneto Carducci, offerto dal proprietario.

La spesa è stata di 30 euro a testa, con un piccolo sconto ( il conto finale era di 128 euro). Nel complesso mi è sembrata una spesa decente, considerando tutto, ambiente compreso.

Ah, il vino niente di particolare, abbiamo bevuto un Chianti di San Miniato dell’azienda Beconcini. La lista dei vini sembra discreta, anche se io non me ne intendo granchè.

Ci ritorno? Assolutamente si!! Il locale è esagerato e quello che abbiamo mangiato penso sia da consigliare.

Se qualcun altro è stato all’Osteria da Cèncio mi faccia sapere se c’ho visto bene!!

Voto complessivo: 4 ganasce…e un pò!!!

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mar
30

Pranzo di Pasqua – Osteria da Cèncio – Cascina

Autore federica banti    Category News Ristorante     Tag

Approfitto di questo blog per pubblicare il nostro menù per il pranzo di Pasqua, sperando di invogliare qualcuno a provare questo nuovo ristorante, aperto a Cascina (PI), in Corso Matteotti…

Pranzo di Pasqua

  • Nido di uova di quaglia con fiori di lardo e giardiniera
  • Insalata tiepida di polpo
  • Strozzapreti con fonduta di pecorino
  • Maltagliati di pasta fresca al ragù di mare
  • Cosciotto di agnello al forno con patate
  • Filetto di spigola con lo sformatino dell’orto
  • Dolci pasquali del forno accompagnati dalla crema allo zabaione
  • Caffè

€ 35,00

Per prenotazioni: 335/224495 – 050/700520 - www.osteriadacencio.it

mar
29

Ristorante Filippo, Pietrasanta (LU)

Autore michie    Category Ristoranti medi     Tag

Ristorante Filippo

Via Stagio Stagi 22, 55045 Pietrasanta

Tel. 058470010

Avevo sentito parlare molto bene di questo piccolo ristorante, e il primo sabato di primavera l’ho provato con la dolce metà. Il ristorante è stato preso in gestione da un paio di anni da Filippo Bartola, con trascorsi in locali blasonati (per esempio l’Enoteca Pinchiorri).

Si trova nel centro storico di Pietrasanta, in una strada pedonale vicino alla Piazza del Duomo. Il posto è piccolo: ci sono una decina di tavoli in tutto, di cui un paio all’aperto (in estate i posti all’aperto aumentano). L’arredamento è semplice ma di buon gusto, i tavoli e le sedie sono in legno e le tovagline di carta. Al di là di una vetrata c’è la cucina a vista.

All’atto della prenotazione mi avevano comunicato che c’era posto se arrivavamo presto, per cui ci siamo presentati alle 20:00. Una prima impressione negativa (confermata durante tutta la cena) è che avessero una certa fretta di liberare il nostro tavolo. All’arrivo ci siamo accomodati al tavolo e ci è stato presentato il menu.

La carta è molto sintetica: ci sono 3/4 scelte per ogni voce divise tra carne e pesce. Oltre tutto alcune proposte non sono proprio “universali” (nel senso che non a tutti piacciono): per es. i filetti di triglia sono proposti con i cardi gobbi, uno dei secondi di pesce è il baccalà etc. C’era anche un menu legato alla manifestazione Wine Art Versilia in svolgimento in quei giorni, ma in pratica combinava soltanto i piatti della carta ad un prezzo speciale.

La carta dei vini è altrettanto succinta: una paginetta per i vini bianchi ed una per i rossi. Molti vini comunque sono interessanti e con ricarichi piuttosto esigui. Alla fine optiamo per un menu di pesce e per un sauvignon delle colline lucchesi che ha ricevuto ottime recensioni.

- Appetizer (offerto)

Passatino di ceci e baccalà

- Antipasti

Polpettine in bianco – 7 eur

Acciughe marinate con lardo e peperoncini – 9 eur

- Primi

Tacconi alla pescatora – 13 eur

- Secondi

Zuppetta di seppie con i carciofi – 15 eur

- Dolci

Pan di spagna con crema e frutti di bosco – 5 eur

Frutta cotta al vino rosso con gelato alla crema – 5 eur

- Vino

Sauvignon Gana Terre del Sillabo 2007 – 28 eur

- Conto: 100 eur

Come dicevo, l’impressione è che avessero una certa fretta di liberare il nostro tavolo: dopo un’ora avevamo già finito di mangiare. Alla presentazione del vino qualche altra nota negativa: ci è stato versato nei bicchieri senza chiedere se andava bene, e non ci è stato portato un secchiello del ghiaccio o altro per tenerlo fresco.

Venendo al cibo…

Gli antipasti li definirei piuttosto semplici. Polpettine in bianco abbastanza gustose ma senza niente di particolare. L’altro antipasto consisteva in 4/5 acciughe marinate, due fettine di lardo e due peperoncini tondi ripieni di capperi e olive: gradevole, ma te lo puoi fare da solo con risultati simili prendendo gli ingredienti alla gastronomia del supermercato.

Abbastanza buoni i primi (presentati scenograficamente con i piatti coperti da una campana): pasta gradevole con un buon sugo di totanetti, gamberi e pesce sfilettato.

Buoni i secondi: seppie molto moribide e saporite, ben mescolate con i carciofi. Comunque anche nei piatti migliori non abbiamo notato particolari tocchi di fantasia, ma buone materie prime presentate in modo “ordinario”.

I dolci nella media: discreta la crema e i frutti di bosco ma il pan di spagna era troppo “asciutto”; piacevole la frutta cotta nel vino, normale il gelato alla crema.

Il conto non è proprio economico, ma tenendo conto di quanto sono lievitati i prezzi in Versilia negli ultimi anni ci può stare.

Alla fine abbiamo avuto un po’ di sconto (era 110 eur) ed un omaggio: una bottiglietta di olio da 250ml prodotto da una zia di Filippo. Poi non si paga il coperto e il vino viene proposto a prezzi da enoteca (quindi bassi per un ristorante). A proposito, il vino era ottimo: non particolarmente ricco di profumi, ma di notevole struttura e persistenza, con note di frutta estiva (albicocca, melone).

Il voto? Io starei sulle tre ganasce.

Probabilmente senza qualche nota negativa che ho sottolineato ci starebbe una mezza ganascia in più. Per arrivare alla quarta ci vorrebbe invece qualche miglioramento “strutturale”.

Ci ritorno? Direi di sì, anche perchè ho sentito che sia il menu che la carta dei vini cambiano con una certa frequenza. Visto che le materie prime sono sembrate di qualità Filippo secondo me merita un’altra visita.


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mar
27

Antico Ristoro Le colombaie – Catena, San Miniato (PI)

Antico ristoro Le colombaie
via Montanelli loc. Catena – San Miniato Basso (PI)
tel 0571 484220 – cell 340 9860605
lecolombaie@gmail.comwww.lecolombaie.eu

Siamo stati alle Colombaie. Non ci eravamo più stati da quando ci avevamo assaggiato il Picolit qualche anno fa. Il ristoro ha aperto nel 2006. Parto a raccontarvi questa cena da uno dei motivi storici che ci hanno riportato alle Colombaie, per condurvi al motivo per cui ci ritorneremo.

Dopo alcune settimane di dopocena passati in ufficio sono riuscita a finire un lavoro importante, e per festeggiare Marito mi ha detto “Allora andiamo alle Colombaie”.
Ci siamo andati convinti che l’avremmo trovato chiuso per turno, o pieno, o in ferie. Da quando sulla porta ha attaccato l’adesivo Slow Food non ci eravamo più stati, quindi avevamo grossi punti di domanda nella nostra testa.
Siamo entrati e ci hanno accolto con un sorrisone. “Prego”. Ci siamo seduti dopo aver scelto un tavolo in disparte. Ci hanno portato immediatamente il menu e la carta dei vini.
Menu: antipasti, primi, secondi e dessert. Niente pesce (per la mia gioia). Decidiamo di prendere un menu completo a metà.
Abbiamo scelto: maltagliati con misticanza di erbe aromatiche, olive taggiasche e capperi di Lipari; peposo con verdure fritte; tagliere di formaggi (provenienza: Siena, San Rossore, Appennino Pistoiese – un pecorino e un caprino).
Nel menu c’è scritto che la pasta è prodotta artigianalmente e per la maggior parte “in casa”, cioè nella cucina del ristorante, e con ingredienti biologici. Abbiamo pensato che i nostri maltagliati non provenissero dalla cucina (perché erano troppo buoni), invece sì. Il sugo era delicato e saporito al tempo stesso. Quei capperi erano buoni, e io odio i capperi per il fatto che ammazzano i sapori. Ecco, quei capperi lasciavano che si sentisse il sapore del pomodoro e delle olive, ed abbiamo apprezzato assai.
Confesso che abbiamo fatto la scarpetta, anche perché sulla prima portata avevamo una fame infinita. Comunque la porzione era davvero abbondante (100 g ad occhio).
Veniamo al peposo: quello che abbiamo mangiato era un peposo vero. Dico così perché ultimamente vediamo servire dei peposi che in realtà sono spezzatini piccanti, magari buonissimi, ma non esattamente “peposi”. Il sughetto in fondo era denso al punto giusto e il sapore era forte ma non nascondeva il fatto che la carne fosse buona. Non siamo riusciti a rimandare indietro i piatti scarpettati, ma c’è mancato poco.
Contorno: l’unico piatto a cui faccio una critica. Le verdure fritte sono fritte benissimo, senza uova, leggere e croccanti. Purtroppo le zucchine e i fiori di zucca insieme al cavolo prendono tutte di cavolo. Lo chef, dopo, ci ha detto che di solito non ci sono cavoli nella frittura, ma che per questa volta aveva fatto un’eccezione perché erano arrivati i cavoli “di qui” (di questa zona).
Abbiamo comunque divorato zucchine e fiori, rimandando indietro i cavoli che non ci convincevano in generale (in quanto cavoli).
Vino: avevo voglia di Nobile e ci hanno proposto una new entry della carta dei vini. Gradazione 13,5. Corpo non proprio pesante, profumo buono, che sapeva proprio di nobile, prezzo fantastico: 22 euro. Rapporto qualità-prezzo inarrivabile. Ultimamente io e Marito siamo un po’ viziati in fatto di vini, perché non beviamo da molto tempo cantine sociali e bottiglie da 2-5 euro, quindi mi permetto di dire che quel nobile avremmo potuto pagarlo 10 euro di più senza battere ciglio.
Veniamo ai formaggi. Li abbiamo accompagnati con due bicchieri di Picolit. I formaggi erano meravigliosi, tranne il caprino perché a me non piacciono i caprini (più son buoni e meno riesco a mangiarli, è inutile). La cosa che mi ha colpito di più è stato il fatto che, nonostante la consistenza di quelli tirati, la lingua e il palato non sono stati aggrediti da una salatura pesante, ma anzi, si lasciavano gustare con tranquillità (e in ordine sparso). I formaggi erano inclusi tra gli antipasti e noi abbiamo preferito mangiarli al posto del dessert.
In generale, ecco come appare il locale.
Entri e subito ci sono le scale per salire su nella sala. L’arredamento è rustico e attuale, essenziale, curato. La riservatezza è garantita e non esistono tavoli al centro della sala (che mettono sempre in imbarazzo chi ci si siede), perché al centro della sala c’è un buco che dà sul bancone al piano di sotto. Non sono brava a descrivere le stanze, ci vorrebbero un geometra o un architetto (cosa che io non sono), però davvero il tutto è confortevole.
Le tovaglie sono di carta ma impermeabili. Abbiamo riso pensando al Ganascia (che noi non abbiamo mai conosciuto!) che dice “Ma queste sono tovagliette del menga!”. In realtà alle Colombaie non ci sono tovagliette, ma tovaglie che coprono tutto il tavolo.
La musica è normale. Niente jazz ruffiano, nessun volume ammicante. Tutto ciò che fa da contorno al cibo suggerisce il seguente messaggio: “mangia, bevi, godi con sobrietà e naturalezza”. Che non credo sia poco.
Ora, se vi state chiedendo perché sia così romantica nel descrivere questo posto, ecco i motivi:
-sto scrivendo a caldo questa recensione
-tutto quello che dico è vero.
Infine, i prezzi. Tutte le portate stanno intorno ai 9-10 euro; alcuni secondi arrivano a 16. I vini hanno dei prezzi che vanno dai 15 (Maurleo,Beconcini) ai Sassicaia (non riportabili per le mie tasche li ho proprio rimossi).
Con caffè e ammazzacaffè (offerti) abbiamo speso 60,00 Euro. Offrivo io, ma ho fatto pagare Marito con carta di credito, quindi sono uscita dal ristorante convinta di averci lasciato quella settantina delle serate importantissime. Scoprire la cifra esatta è stata una sorpresa piacevole.
Mi sono fatta mostrare la pasta in preparazione (che davvero era buonissima) e lo chef mi ha detto che è solito preparare dei fuori menu (che stasera, tanto per fare un esempio, comprendevano un primo con i carciofi niente male).
Grande attenzione (sennò lo slow food che c’entra a fare?) per i prodotti localissimi. Le uova sono prodotte da Carpareto, le carni fornite dal Falaschi di San Miniato, tanto per dirne un paio.
Voto: 5 ganasce, sia per la carta dei vini che per il menu.

Ci ritorno con gioia.

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mar
24

Assenza di Ganascia o: piatto al rognone

Autore Ganascia    Category Manifestazioni     Tag

Pubblico questo post per avvisarvi: domani verrò ricoverato a Cisanello per un’operazione chirurgica (per chi temesse: mi tolgono il rene destro) da fare la prossima settimana. Secondo i chirurghi ne dovrei avere per una decina di giorni.

Nel frattempo, gli editor vigileranno sul sito. Le recensioni che scrivete potrebbero avere ritardi nella pubblicazione, quindi non vi preoccupate: fatto il carpaccio riprenderò le redini della baracca.

Non fate casino nei commenti però! State boni.

mar
23

19 Aprile Cena ‘ In punta di dita…’ e jazz live con i cuochi per passione del club La Salamandra e Flora Faja

Cucina finger food e jazz

Una nuova avventura dei cuochi per passione del club La Salamandra che, questa volta, si misureranno con il finger food. In una magica cornice di grande atmosfera,la serata sarà contrassegnata dalla presenza della cantante Flora Faja, che ha accettato di presentare all’interno di una nostra serata il suo ultimo lavoro ‘Italian songs’, e dell’Azienda Agricola friulana di Giuliano Stroppolatini, Casali del Picchio – Colli Orientali del Friuli – che presenterà i suoi pregiati vini ( il Tocai friiulano- italico lo Schioppiettino e il Pignolo, tanto per citarne alcuni ), in abbinamento alle differenti portate proposte. In cucina si cimenteranno i cuochi per passione in una brigata composita e di grande esperienza composta da Luigi Osardi, Luca Pollina, Norman Filanti, Andrea Barbuti, Simone Poggetti e Sergio Manfreda.

Con Flora Faja, voce- si esibiranno:

Giovanni Mazzarino, Pianoforte e arrangiamenti

Orazio Maugeri, sax alto

Riccardo Lo Bue, contrabbasso

Fabrizio Gianbanco, batteria

Il Programma 1. La vita è strana – Eppur mi son scordato di te 2. Senza fine – Rido 3. Parlami d’amore Mariù – Ricordi lontani 4. Un colore che non so 5. Donna – Donna sei tu 6. Breve amore – Pensiero constante 7. Cosa vuoi dalla vita – Ma l’amore No 8. La gatta – Sogno di gatta 9. Primavera sarà

http://www.jazzitalia.net/recensioni/italiansongs_2.asp

http://www.myspace.com/florafaj

Lunedì 19 aprile 2010

ore 20,30 cena

ore 22,30 concerto

Presso ‘Il Cavatappi‘ Via del tiglio 49 56012 Calcinaia (PI) tel. 0587 5644

info@lasalamandra.netsons.org

www.lasalamandra.netsons.org

mar
18

Papaveri e Primavera

Autore Paolo    Category Serate speciali     Tag

Giovedi 25 marzo 2010

Serata Degustazione per salutare l’arrivo della nuova stagione con i vini dell’az. agr. Pietro Beconcini

  1. Piccolo Assaggi a cura dello Chef. Franciacorta Storica ’61 Guido Berlucchi
  2. Omaggio al Joia. Il Nostro Uovo Apparente
  3. Sushitare Emozioni. Tartara di Manzo, Mela Verde e Zabaione ai Capperi
  4. Non C’è Fretta. Polpo Verace cotto a bassa temperatura e Tapenade primaverile
  5. Un giorno a Baratti. Tartara di Pesce Azzurro, Erbette mediterranee e Rataouille di Verdura
  6. Il Prato Primaverile. Tortello con sfoglia al Basilico ripieno di Triglia adagiato su crema di Borragine
  7. Il gioco delle Biglie. Piccoli Gnocchetti di Patata, Carciofo della Val di Cornia, Agrumi di Sorrento
  8. Voglia di Barbecue. Bocconcino di Controfiletto Verdure affumicate, Pomodoro Disidratato
  9. Profumi della Costa. Pescatrice Marinata agli agrumi, Taccole di Piselli, Olive di Castagneto Carducci
  10. Dessert

Costo a persona per la serata tutto compreso €. 30.00

Ristorante Papaveri e Paolo.
Via Dalmazia 159/d 56028 San Miniato PI  tel. 0571 409422
www.papaveriepaolo.com

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