Caffè Centrale-San Miniato (Pi)

Ci son certi posticini rintanati che quando li scovi si dispiegano in tutta la loro potenzialità.

Il locale che andiamo a raccontarvi è uno di questi. Ci entriamo per caso, io e l’amato bene, in un giorno di gennaio dopo essere stati accolti da una gelida San Miniato (alta) scenografata da Tim Burton: nebbia, freddo pungente, luci smorzate nel bujo per intenderci e qualche ombra..

Il posto inizialmente sembra un Cafè dei primi del ‘900, simil Brasserie parigina, ben tenuto; allungando  lo sguardo poco più in là del bancone però si apre, proprio in fondo, una terrazza con luminosa vista sulla campagna toscana. Scusi ma qui si può anche mangiare qualcosa? (sono le 16…) La barista ci guarda e se ne va con un forse in cucina, a sentire. Poco dopo si palesa  una signora in là con l’età (la cuoca) che ci scruta e ci domanda se ci sappiamo accontentare di quel che ha in cucina. Alla nostra risposta affermativa ci fa cortesemente sedere nella terrazza ( che è anche zona fumatori! ma non oso accendere il mio mezzo Toscano ché accanto abbiamo due stranieri che ciacciano allegramente ma che son prontissimi a rabbuiarsi qualora dessi fuoco alle pestilenziali polveri).

Dopo 5 minuti di sguardo alla campagna, appare la matura cuoca a prender comanda: fra i vari piatti ci decanta una sua creazione, tale Farinata della nonna che non ha niente a che fare colla cecina, bensì è una zuppa di grano turco con cavolo nero, fagiuoli,cubetti di prosciutto crudo e pomodoro.

Alla fine ordiniamo le seguenti cose ( le snocciolo coi prezzi):

  • 2  FARINATE DELLA NONNA (=11 euro)
  • 1 FEGATINI (in spiedo, 3 pezzi gigantii=10,00 )
  • 1  SCALOPPINA  CON FUNGHI (=8,50)
  • 1 SPINACI AROMATIZZATI AL FINOCCHIO (=2,50)
  • 1 PONCE A VELA (=2,50)
  • 1 CAFFE (=1,00 )
  • 0,25 VINO DELLA CASA (=2,00)

il totale 41,50 benevolmente arrotondato a 40.

considerazioni: la cuoca cucina alla vecchia maniera, quindi la farinata della nonna era veramente della nonna, cioè fatta nel pentolone, in casa con elementi di prima scelta: gustosissima. I fegatini sono i più buoni che abbia mai mangiato, e per cottura e per quantità.

La scaloppina era buona, per quello che si può cavare da una scaloppina, i funghi ( che giustificano il prezzo) eran carnosi. Come gli spinaci saporiti e il vino niente di ché ma congruo. Ben fatto il ponce.
La cucina casereccia c’è in tutti le sue sfaccettature.
L’accoglienza, cosa a cui teniamo tantissimo e che dev’essere una conditio sine qua non , una categoria imprescindibile con cui giudicare un locale ( più del bagno lindo sul quale vedo inutilmente soffermarsi tanti miei colleghi, ma che ci dovete fa??) per cui ti paghiamo anche per come ci tratti, è opportunamente cordiale e famigliare ( la signora cuoca viene spesso a chiedere se c’è stato il gradimento, commovente).
Il prezzo è giusto considerato che a San Miniato ti spennano colla scusa del tartufo.
La vista dalla e la sistemazione nella terrazza non è cosa di tutti i giorni.

Insomma, noi tireremmo fuori 3 gloriose ganasce,  per cui CI CIRITORNIAMO. E così sia.

Questo locus amoenus è sito in via IV novembre, 19, 56028 SAN MINIATO (PI), tel. 0571/43037

ps in estate è molto frequentato da artisti e teatranti, nei paraggi c’è la rinomata SCUOLA EUROPEA PER L’ARTE DELL’ATTORE.

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5 pensieri su “Caffè Centrale-San Miniato (Pi)

  1. Vi consiglio vivamente di tornarci adesso, al centrale sono cambiate molte cose…. e vi garantisco in meglio!

    Alessia

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  2. L’ho conosciuto solo adesso leggendo, questo posticino, peccato, proprio ieri ero di passaggio in quelle zone! Scartato Omero , per chiusura e poi dubbiosa cucina dopo il cambio gestione, ho vagato nel contado , comunque mi son trovato bene ! Prendo nota per un altro passaggio a pranzo ! Per la cena, ho gia’ il riferimento garantito 🙂

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