Sfoglia le recensioni dal luglio, 2010
lug
30

Villeggiatura d’agosto

Autore Ganascia    Category Editoriale     Tag

Anche per le Ganasce ci vuole un po’ di riposo. Durante agosto andrò e verrò un po’ come mi pare. Pertanto le eventuali recensioni potrebbero essere pubblicate in ritardo. Non vi sgomentate e pazientate.
Gli amministratori possono, come sempre, se vogliono, prendere le redini della baracca.
In ogni caso mi arrivano le notifiche, così che possa continuare, potendo, a fare il piallatore di commenti del menga, cosa che nell’ultimo mese pare diventato lo sport nazionale.
A parte gli scherzi, come sempre, fate i bravi e divertitevi.

lug
30

Birreria L’Ultima casa accogliente – Livorno

Autore Silvestro    Category Birra     Tag

E’ una birreria situata a Livorno in via Garibaldi al N° 273 .
Il locale è piuttosto piccolo, ci saranno una decina di tavoli, per un totale di una trentina di persone. Pavimento in cotto, travi a vista, (è in un caseggiato che nell’ottocento si poteva considerare fuori porta), pubblicità di birre alle pareti, musica jazz in sottofondo. E’ un locale che ho scoperto grazie ai miei studenti (ebbene sì, sono un insegnante) e che da allora ho preso a frequentare regolarmente.

A Livorno è conosciuto come “La birreria dell’omino antipatico”. In effetti il titolare, Sandro, non è antipatico per niente, solo che vuole, anzi pretende, che nel suo locale si tenga un comportamento corretto, niente schiamazzi e parlare a voce bassa, e quando qualcuno esagera si avvicina al tavolo e richiama all’ordine.
Alla lunga Sandro è riuscito quindi a selezionarsi una clientela, in massima parte di giovani, molto corretti ed educati, che sanno apprezzare una buona birra nel bicchiere giusto. (Siamo lontani anni luce dalla birra Corona bevuta a canna con la fettina di limone dentro).

Il locale è sostanzialmente una birreria, con uno degli assortimenti migliori del centro Italia, ma vi si trovano anche ottimi vini e bevande fuori dal comune: sidro, idromele, assenzio, bibite insolite, etc.
Gioia, la moglie di Sandro, cura la cucina, che ovviamente non è come quella di un vero e proprio ristorante.

Tanto per darvi un’idea, vi racconto una cena che vi ho fatto quest’inverno con un gruppo di amici e colleghi (avevo detto a Sandro e Gioia di decidere loro il menù).

Abbiamo iniziato con un “must” della cucina livornese: un piatto di acciughe “alla povera”, cioè marinate con aceto e cipolla cruda. E’ un piatto traditore, semplice solo in apparenza, perché se si marinano troppo sanno solo di aceto, se si marinano poco si sente il crudo e non va bene. Naturalmente il tempo di marinatura dipende dalle dimensioni delle acciughe, che devono essere molto fresche, altrimenti vi lascio immaginare cosa viene fuori. Stavolta erano buonissime.

Poi fasolari crudi, ottimi.

Poi ostriche, crude, ottime e non c’è molto da dire.

A grande richiesta, di nuovo ostriche.

A seguire “Gravlad”: è una ricetta del nord Europa, salmone fresco marinato nella vodka (ma Gioia lo marina nella grappa), guarnito con germogli di ravanello. Buonissimo, forse la cosa migliore della serata. Purtroppo non posso dare altri dettagli sulla preparazione perché non li so…

Poi insalata di polpo con lenticchie e fagioli

Risotto ai carciofi.

Tagliolini all’uovo con gamberetti e piselli.

Torta di ricotta oppure di pere e cioccolato.

Vorrei precisare che non erano una serie di antipasti e due primi, diciamo piuttosto che erano svariati piatti senza un ordine preciso.

In abbinamento due birre che non ricordo, la prima era una chiara molto leggera non filtrata, la seconda un po’ più di corpo e più luppolata. Entrambe ottime, ma ho preferito la prima.

Il tutto per una spesa di € 35 a testa.

Considerazioni finali: è un posto molto piacevole, dove si può bere birra di ottima qualità (io, ad esempio, ho un debole per le lambic, che non si trovano tanto facilmente) e passare una serata chiacchierando in santa pace (a bassa voce, mi raccomando!).
Vi si può anche mangiare perché qualcosa di pronto c’è sempre, anche fuori dal comune: asino, lampredotto… oppure un dolce, una crèpe, etc.
I prezzi non sono popolarissimi, ma la qualità dei prodotti li giustifica ampiamente.
Ah, dimenticavo: di tanto in tanto organizzano cene a tema: abbiamo avuto quella giapponese, quella dello Sri Lanka, la serata del cacciucco, del crudo di mare…
Votazione: sono amico dei titolari, e per ciò stesso sospetto, ma propongo la votazione massima per questa tipologia di locali (quant’è?), e ci ritorno anche abbastanza spesso.
P.S. Lo so che la legge di Ciritorno è il più bieco anonimato, e sono d’accordo, ma in questo caso ho paura di essere facilmente riconoscibile, anche perché il mio nickname in realtà è il mio nome vero.

NDGanascia. per ora ne diamo 3, poi vediamo i commenti

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lug
29

Antica Osteria di Meati (Lucca)

Autore crudodimare    Category Trattorie     Tag

Frequento Ciritorno da osservatore-utente di recensioni e commenti da qualche anno e, avendo in animo prima o poi di registrarmi e provare a dare qualche contributo, ho sempre pensato che questo locale, cui sono affezionato, avrebbe potuto costituire il tema della mia prima recensione.

Eccomi allora a parlarne. Come dicevo, è un posto che frequento da anni, invito perciò i volenterosi a verificare il mio giudizio, che potrebbe essere viziato da affetto e abitudine. Cercherò, comunque, di essere obiettivo.

Il posto: a pochi minuti da Lucca, l’Antica Osteria di Meati si trova (come dice il nome!) nella frazione di Meati; ci si arriva bene da Pisa, percorrendo la via vecchia lucchese – che da quelle parti si chiama via pisana – e, passata Ripafratta, svoltando al bivio per Meati. Si tratta di una di quelle osterie che, fino a qualche decennio fa, erano anche la tabaccheria e il posto telefonico pubblico del borgo. Indirizzo: Località Meati, via Chiesa n. 1237, LUCCA.

Il locale: niente di eclatante (la categoria che propongo è “trattorie” e non “osterie fighette”), ma gradevole, caldo e accogliente in inverno, con buona musica (perlopiù jazz) di sottofondo; in estate si mangia all’aperto, nel cortile  retrostante, con frescura che non ci ha mai tradito.

Il menù: tradizione toscana-lucchese. Quando presenti, i porcini la fanno da padroni: fritti, in zuppa, sulla tagliata, con le fettuccine. Alcuni degli altri punti di forza: il baccalà (alla brace), tordelli al ragù (sempre ottimi), l’anguilla fritta, il fritto misto toscano (coniglio in primis). Diversi tipi di pasta sono fatti in casa. La scelta, non amplissima, è comunque varia, con alcune costanti, più le proposte del giorno. Prevalenza  di terra, con qualche presenza marittima (soprattutto in estate). Ingredienti sempre di qualità, preparazioni attente e mai “tirate via”.

La cantina: quasi esclusivamente toscana, con proposte attente al prezzo, raramente superiore a 25 euro per bottiglia. Limitata, ma efficace.

Il servizio: corretto, attento e cortese, familiare senza invadenze. Ci si sente sempre a proprio agio.

La mia visita di questi giorni non ha tradito le attese; oltretutto, le piogge in Garfagnana degli scorsi pomeriggi hanno prodotto porcini freschi.  In due, abbiamo preso: 1 antipasto (sformatino di porcini con fonduta di parmigiano: una mia passione che non è andata delusa); 1 primo (tacconi alla Meati, ovvero al ragù di carne rinforzato da erbette, anche questa volta gustosi e ben fatti); 2 secondi (tagliata con porcini freschi e baccalà alla griglia, entrambi buoni); 3 contorni (misticanza, porcini fritti e ceci lessati, ideali questi per accompagnare il baccalà). Bevuta una bottiglia di un Bolgheri (cab. sauv. e merlot ) da 20 euro, senza infamia e con un po’ di lode. Conto di 76,70 euro in due.

Si tratta di uno di quei locali nei quali fà piacere ritrovare ad ogni visita i piatti che abbiamo già apprezzato, con la solita qualità, rilassandosi in un luogo accogliente e “sincero”. Naturalmente le emozioni enogastronomiche vanno cercate altrove.

Propongo 3 ganasce piene.

P. S.: questa è la mia prima recensione. Mi sottopongo a giudizi “tecnici”, oltre che ai commenti: è lunga, vaga, incompleta … o altro?

Grazie e saluti a tutti. (Abbasso i maleducati) .

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lug
22

La questione dei maleducati

Autore Ganascia    Category Costume, DIscussioni Filosofiche, Editoriale     Tag

Questo sito ha indubbiamente successo. È molto ben frequentato, la comunità degli utenti registrati è folta, attiva, generalmente ben educata e segue le regole.
Ultimamente però abbiamo avuto dei problemi coi commenti alle recensioni.
Ci sono degli utenti che lasciano commenti inaccettabili: maleducati, supponenti, irosi.
Ci sono utenti che credono di poter dire qualsiasi cosa in barba alla netiquette, al galateo, alle regole del sito e al codice.
Ci sono utenti che credono che i commenti siano in qualche modo pilotati. La cosa mi riesce particolarmente odiosa perché Ciritorno è per me una passione. Posso tenerlo su perché non porta via tempo al lavoro e alla mia vita grazie alla sua meravigliosa comunità. Posso tenerlo su perché il server costa poco ed è un “vizio” che mi posso permettere. Posso tenerlo su perché è una delle mie passioni e mi piace tanto e, a quanto pare, piace molto a tantissime persone.
Non chiedo niente a nessuno. Non c’è pubblicità (ho fatto le magliette e ne ho vendute 2 :-) ). Organizziamo le cene in incognito per non far sapere nulla ai ristoratori, ho sempre preteso l’incognito dagli utenti per non influenzare le recensioni.

A questi utenti maleducati posso dire questo:

  1. I vostri commenti verranno cancellati appena me ne accorgo. Se non siete in grado di seguire le regole quello che avete da dire non ci interessa.
  2. Se avete contenziosi coi ristoratori sono fatti vostri. Non potete venire a lavare i vostri panni sporchi in pubblico. Questo sito serve agli appassionati per trovare i ristoranti golosi, non a voi per le vostre vendettine da operetta. Leggete il disclaimer in fondo alle pagine per buona misura, non si sa mai.
  3. Se volete migliorare a vostro avviso il sito, registratevi e collaborate, ma questo non vi esime dal rispettare persone e regolamenti.
  4. Non siete obbligati a frequentare Ciritorno se non vi piace. Se pensate che le recensioni non siano veritiere ignorateci. Dal canto nostro, si sta bene anche senza. C’è pieno di guide blasonate, utilizzate quelle.
lug
20

Ristorante Il Romito – Livorno

Autore cinao    Category Ristoranti medi     Tag

Che onore! Alla fine posso dire anche io la mia scrivendo su questo sito che seguo già da un paio d’anni! Allora bando alle ciance, iniziamo!

Alla continua ricerca di un ristorante a Livorno che sappia unire buon cibo e una bella vista sul mare, sabato sera abbiamo deciso di cenare al ristorante Il Romito di Antignano. La prima cosa che colpisce appena entrati è sicuramente il panorama: i tavoli si trovano su una terrazza a strapiombo sulla scogliera che permette di godersi una fantastica vista sul mare. Per il resto non c’è grande cura nell’apparecchiatura né nella cura del locale. Ma ora veniamo al sodo: per iniziare abbiamo preso una zuppa di cozze come antipasto (anche se nel menù era inclusa tra i secondi) molto buona, cozze freschissime e contornate con pomodorini, e il primo del giorno ovvero ravioli scampi e tartufo, che definirei un ottimo accostamento per gli amanti del tartufo (come me) ma sarebbe stato meglio se ci fosse stato del vero tartufo, invece del, aimè, banale olio e salsa al tartufo. Poi siamo passati ai secondi: una spigola al vapore con pomodoro fresco, basilico e olio extravergine d’ oliva buona ma sapeva di poco, contornata esattamente con gli stessi pomodorini utilizzati per la zuppetta di cozze e un fritto misto il cui problema era la quantità un po’ scarsina. Infine i dolci: un sorbetto al limone e un tiramisù  senza lode né infamia. Dimenticavo: il tutto accompagnato da un Vermentino toscano. Direi che il servizio lascia un po’ a desiderare: il vino ci è stato portato al tavolo senza farcelo assaggiare e poi lasciato lì senza neanche un cestello per tenerlo in fresco (e nelle afose serate estive non è un dettaglio trascurabile!).

In conclusione:

1 vino 12 euro
1 zuppa di cozze 9 euro
1 ravioli scampi e tartufo 13 euro
1 spigola al vapore 14 euro
1 fritto misto 15 euro
2 dolci 8 euro
servizio 9 euro

per un totale di 80 euro per 2 persone. Pesce fresco ma non memorabile, location ottima…. Un po’ caruccio per quel che offre quindi 2 ganasce e mezzo possono andare bene.

Ristorante Pizzeria Hotel Bar Il Romito
http://www.ilromito.it/
via del Litorale, 274 Antignano Livorno
tel: 0586 580520 cell: 335 7824401


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lug
19

Trattoria Mario – Firenze

Autore Silvestro    Category Trattorie     Tag

Se non vi formalizzate per il fatto che un livornese recensisca un locale di Firenze, e se non è troppo fuori zona, vorrei parlarvi della trattoria-fiaschetteria “Mario”, un locale che a me piace molto e non da ora, motivo per il quale rischio certamente di non essere obiettivo.
“Mario” si trova in via Rosina 2 a Firenze, nelle immediate vicinanze del mercato coperto di S. Lorenzo, anzi si potrebbe dire che è nella stessa piazza, visto che si trova proprio all’inizio della via. Non è un’”hosteria” ad uso dei turisti, è proprio un’osteria-osteria, sopravvissuta (bene) ai tempi.
Il posto è terrificante.
Immaginate uno stanzone lungo una ventina di metri e largo cinque o sei, senza finestre (si entra da uno dei lati corti). Il soffitto di legno è originale del ‘500, e le pareti sono rivestite fino ad una certa altezza da piastrelle bianche, come usava dai vecchi vinai.
Appena entrati, sulla sinistra, c’è il bancone della mescita; poi un tramezzo a vetri divide la stanza per il lungo: a sinistra c’è la cucina, che più a vista di così non si può, e a destra i tavoli, microscopici, mezzo metro per mezzo metro, dove fanno sedere quattro persone. Poi qualcuno un po’ più grande, dove ce ne stanno sette od otto, sgabelli e panche per sedersi.
Dire che si sta stretti è un eufemismo: si sta pigiati come sull’autobus all’ora di punta, schiena contro schiena con quelli del tavolo accanto. Inutile dire che si divide il desco con degli illustri sconosciuti, perlopiù indigeni, ma da un po’ di tempo capita anche qualche foresto.
Non accettano prenotazioni né carte di credito, ci si presenta all’ingresso (all’uscio, in fiorentino), si dà il nome e si aspetta di essere chiamati. Appena finito bisogna alzarsi. Tovaglie d’incerato e tovagliette di carta gialla, bicchieri e stoviglie da osteria. Il menù è attaccato al muro.
“E come fa a piacerti un posto del genere?”
Mah, sostanzialmente per due motivi.
Il primo direi che è “antropologico”: mangiare da Mario è un “bagno di fiorentinità”, ci si trovano i personaggi di Collodi, di Palazzeschi, di Prezzolini… la Firenze dei nostri vecchi, delle sorelle Materassi, dei sensali di campagna che venivano in città col barroccio come faceva il mi’ nonno…
I gestori non si atteggiano a “personaggi vernacolari”: lo sono.
In giro per il locale si leggono molti cartelli di questo tenore: “LOCALE DEGOBBIZZATO” (ovvio), “LA BISTECCA LA SI COCE COME SI VOLE NOI”, “NOI I’CCONGELATORE ‘UN CI S’HA”, “I’ BBRODO CO’ I’ DDADO ‘UN SI FA” e via vernacolando.
Il secondo motivo è ben più sostanziale: la cucina. Strepitosa.
Intendiamoci: è cucina fiorentina-ina-ina, senza fronzoli e senza voli di fantasia, ma portata ad un livello di perfezione quasi assoluta.
La ribollita è sicuramente la migliore che abbia mai mangiato. Il ragù di carne è commovente, il roast-beef (rosbiffe) di una tenerezza e una sapidità senza pari. E poi trippa, spezzatino, peposo, braciole rifatte (fritte e ripassate nel pomodoro), coscio di maiale al forno, fagioli in tutti i modi, anche al forno (lessati e poi infornati con olio e rosmarino)… I tortelli mugellani al ragù valgono da soli il viaggio (per chi non lo sapesse, sono ravioloni di pasta all’uovo ripieni di patate lesse, sostanzialmente insipidi, ma che esaltano al massimo il ragù di carne).
Unica pecca: la bistecca, pur di ottimo livello, è cotta (come vogliono loro!) sulla piastra, perché la brace non ce l’hanno.
Sono aperti dal lunedì al sabato, solo a pranzo.
Prezzi: un primo, un secondo, un contorno, un dolce (cantuccini e poco altro), acqua e vino della casa (un rosso della Rufina più che dignitoso), si va sui 20 – 22 euro per una mangiata, ovviamente senza bistecca.
Votazione: qui si fa difficile, perché io gli darei 5 o 6 ganasce, ma l’ho già detto che non sono obiettivo. Mi sembra più equilibrato proporne tre… che ne dite, quattro son troppe? Comunque ci ritorno, eccome!

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lug
19

Steak house Steak Island di Pisa [Chiuso]

Buonasera alla community di Ciritorno.

Torno dopo diversi mesi a scrivere una recensione su un locale della mia amata città.  [...]

NdGanascia: la faccenda della fonduteria è chiusa e non ci si torna sopra.

[...] con due colleghe circa 15 giorni fa ho fatto visita alla nuovissima steak house che ha aperto a Pisa. Se c’è una novita io sono uno dei primi a provarla !

Si tratta della STEAK ISLAND in via S.Antonio 24/26. Numero di tel 050 3195421 ( per chi interessasse).

Incominciamo con il dire, che l’ubicazione della steak house non e’ delle più felici. Si trova infatti nel pieno di una ztl, con una bella telecamera pronta a fotografare le targhe dei  potenziali avventori. Ma procediamo.

Il locale si presenta pulito, ordinato, un po’ spoglio alle pareti. Con lo stare seduti, nell’attesa le mie due colleghe mi hanno fatto notare come fosse un po’ triste. Ci accoglie un ragazzo dal fare gentile. Il locale pur essendo condizionato era parecchio caldo. Unitamente alla consegna della carta dei vini ( abbastanza modesta ), ci viene consegnata anche il menu. Qui arriva la prima sorpresa. Il menu’ si compone di antipasti, filetti o grigliate, contorni e dolci. Non e’ contemplato alcun primo o qualcosa di similare. Io sapevo che le steak house prevedevano questo menu’, ma le due mie colleghe rimangono un po’ deluse.

Optiamo per un antipasto della casa mi pare si chiamasse proprio steak island. Ben servito, ricco, tanti tipi di salumi ( ma non ricercati, abbastanza banale) dal costo un po’ elevato 15 euro. Lo divido con una delle mie colleghe. L’altra prende un antipasto che proprio non ricordo, ma nel complesso era valido a suo dire. A questo punto passiamo alla carne. Ovvero al cuore, al “core business” del locale. Io opto per la grigliata di BISONTE. La mia collega opta per il filetto di angus argentino mentre l’altra mia collega per una semplice grigliata mista. Il bisonte era ottimo, una carne dal sapore forte, ma morbida. Stesso dicasi per la carne argentina. Porzioni giuste, anche se un mangione ( quale non sono io !) forse troverebbe da ridire… La grigliata era calibrata per una persona, ma era totalmente immangiabile. Salatissimi tutti i prodotti che la componevano, salsiccia, rosticciana etc. Un vero peccato che siano scivolati su un prodotto che io al barbeque so fare anche meglio. Il tutto era pero’ ben cotto. La mia collega un po’ incazzata, digiuna, pilucca dai nostri piatti e cosi’ finisce che abbiamo bisogno di altre pietanze… Ma cosa ordinare ? Il menu’ prevedeva solo carne ! Ci orientiamo su dei dolci. Abbastanza banale la scelta, solito tiramisu’, mattonella etc. Nella media.

Insomma vi starete chiedendo quanto avranno speso questi 3 avvocati… Ecco la distinta dettagliata :

3 coperti 1,5 x = 4,5
1 vino ( non ricordo la produzione ) € 12
antipasti € 14 + 5 = 19
3 secondi € 15 filetto + € 14 bisonte + € 10 grigliata
2 contorni € 6 patatine e fagiolini ( se non ricordo male)
3 dolci € 3,5x 3 = € 10,5
3 caffe’ 3x 1,30 = € 3,90
1 acqua € 1

tot 95 euro.

Non tanto, ma nemmeno poco in ragione di quanto mangiato. Io non amo uscire satollo dai locali, ma ho avuto la sensazione che mi mancasse qualcosa… Se i proprietari del locale leggono la recensione, do’  loro lo spunto per introdurre anche qualche primo ( a base di carne ovviamente ! ). E’ un mero consiglio, per carita’ ma si sa…l’italiano senza pasta o carboidrati analoghi si sente perduto !

Insomma le ganasce sono pienamente 2, in futuro  tendenti al 3 perche’ a questi ragazzi voglio dare fiducia.

Peccato l’ubicazione infelice del locale, che penalizzera’ molto l’utenza. Per il resto mi paiono tutti volenterosi, disponibili e gentili. La strada intrapresa  e’ quindi  quella giusta. Ammiro persone che in un periodo di crisi e di disperazione sociale, decidono di aprire partita iva, assumere personale e tirare avanti la carretta di questo sgangherato, iniquo, paese, ma al contempo meraviglioso, che si chiama italia. (scritto volutamente con la “i” minuscola)

In bocca al lupo. Alla prossima recensione.

PS messaggio per il webmaster del sito: personalmente non ho gradito la censura totale dei post sulla fonduteria. Ho seguito divertito l’avvicendarsi dei post, sempre più violenti dal punto di vista verbale. Fossi stato al suo posto, li avrei lasciati perche’ rendevano il sito, già molto apprezzabile e ben strutturato, ancora piu’ verace ed attendibile. Ma si sa, io non sono al suo posto. Mi permetta cmq di dire che ogni atto di censura,  ha trovato, trova, e trovera’ nella mia persona, sempre e comunque una fiera opposizione

Vi saluto

avvocatopisano

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