Ciritorno Maremma M#!@%&

Sapete che Ciritorno ha un fratellino: CiritornoMaremma. L’ho creato un anno fa seguendo l’entusiasmo di amici ai quali sarebbe piaciuto un Ciritorno su Grosseto, Siena, alta Tuscia. Stasera ho pubblicato questo post:

Dopo quasi un anno di sperimentazione posso tranquillamente dire che CiritornoMaremma è stato, fin qui, un discreto flop.
La delusione viene dal mancato coinvolgimento delle persone che ho contattato qua e là per la Maremma per vedere di dare il calcio d’inizio al blog.
Se un blog ha inizialmente pochi contenuti pochi utenti troveranno cosa li interessa, ed ancora meno saranno invogliati a lasciare le loro recensioni e opinioni.
È mancato lo spunto iniziale del sito, è mancato il passaparola tra amici, tanto che sono seriamente invogliato a trasferire i (pochi) contenuti su Ciritorno.it e chiudere questo sito. Diamogli un paio di mesi in più, e poi vediamo cosa succede.

Per cui, se andate in vacanza nel sud della Toscana potete scegliere, collaborando con me: o postate le vostre avventure sul pargolo, o avete licenza di pubblicarle qui. Se va come penso, CM verrà assorbito in Ciritorno e allargheremo i confini fino a Viterbo.

Scrivete cosa ne pensate.

15 pensieri su “Ciritorno Maremma M#!@%&

  1. Secondo me uno dei fattori chiave di ciritorno è anche quello di riferirsi ad una “piccola” zona, la nostra. Crea una sorta di intimità e appartenenza. Più o meno tutti sappiamo di cosa stiamo parlando, del contesto in cui è inserita la discussione. Estendere i confini a posti realmente distanti credo che renderebbe meno familiare il contesto, o se vogliamo più anonimo.
    La meglio sarebbe riuscire a creare una sorta di sezione per le recensioni “all’estero”. Certo è che così facendo si perde la discussione separata per ogni ristorante.
    Comunque già qualche volta siamo andati parecchio fuori dai confini per ristoranti che meritavano di essere citati e non ci ho visto niente di male. Fare una recensione di un posto da 2 ganasce e mezzo a 300 km da Pisa non so quanto senso abbia.
    Credo anche che non avrebbe molto senso per me vedere la discussione di 3 o 4 romani su un ristorante a Tarquinia!

    Le Gourmet

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  2. Confesso che lo ho seguito poco in senso che anche non ho scritto mai nulla.Dei posti di fuori che ho freguentato da quando conosco il sito,sono i restoranti di Umbria,che qui forse non interessano.Personalmente preferisco che tutto sia di portata di mano in un sito.saluti al capo gioia.

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    1. considerate che, zitti zitti, copriamo una zona mica tanto piccola: Pisa, Livorno, Lucca, Versilia, un po’ di Pistoiese. Secondo me potremmo un po’ allargarci

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  3. io lo grazierei ciritorno maremma
    del resto e’ ancora giovane
    puo’ continuare ad esistere anche
    se meno frequentato
    puo’ vivere di luce riflessa all’ombra del ciritorno + famoso

    sono daccordo con Le Gourmets allargare troppo
    la zona renderebbe difficile la partecipazione alle
    discussioni

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  4. Fondamentalmente son d’accordo con Le Gourmet.
    Provo a dare il mio parere ed uno spunto pratico.
    Direi di trasformare il ciritorno maremma in:

    (titolo->) Ciritorn0 …Lontan0
    (sottotitolo->) Ovvero i posti dove si mangia nel “resto” delle province italiane
    (nota aggiuntiva->) Questo blog a carattere nazionale nasce dall’esperienza e dal successo del blog “madre” (oppure “locale”) http://www.ciritorno.it in cui è possibile recensire “i posti dove si mangia” di alcune province toscane.

    Tutti noi, andando in giro per l’Italia per svago o per lavoro, abbiamo trovato qualche buon locale da recensire/consigliare agli altri. Il http://www.ciritornolontano.it potrebbe servire a questo.
    La base di partenza (le recensioni in maremma) c’è già e un altro buon contributo (per ripartire) lo potremmo dare tutti noi.
    Ovviamente nel titolo della recensione dovrebbero comparire obbligatoriamente la provincia e la città/località per favorire entrambi i tipi di ricerca, per provincia o per località.
    Un vantaggio di questo tipo di impostazione (generica) è quello che il numero di province del ciritorno tradizionale può variare semplicemente importandole dal ciritornolontano in qualsiasi momento.
    Vai Ganascia, agisci 🙂

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  5. Cari amici scoperti quest’oggi.
    Mi ha parlato di voi un amico e sono corsoal sito.
    (A perte che ciritornomaremma ancora non sono riuscito a trovarlo, visto che invece che a recensioni, vengo rimandato a un programma…..)
    A nome dei pochi maremmani che ancora hanno ilgusto di assaporare vi ringrazio del vostro aiuto.
    Ma il flop non è casuale.
    Avete toccato con mano il nodo del problema.
    IN MAREMMA LO STATO DELLA RISTORAZIONE è UNA TRAGEDIA.
    a PARTE QUALCHE ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA (SOPRATTUTTO NELL’ALTA RISTORAZIONE).
    Come mai?
    Cercherò di farvelo capire.
    La cucina della preservazione della tradizione sta ineluttabilmente cedendo alla cucina dei piatti ”preserva……tivi” con i quali non si sente più nulla; al gusto, tutti i cibi, che apparentemente mostrano accoppiamenti secondo sconosciuti Kamasutra, si scoprono uguali, come se un lattice dannato impedisse il piacere vero dato dalle carni vive.
    Dentro il tortello niente: come sotto i corpi stratosferici delle indossatrici si rivela l’eterna oca, la moda della tagliata, del tiramisù (presunto tale..) del carpaccio di polpo, ci sta lentamente abituando alla sveltina a tavola, ai piatti senza cerniera, ci ritroviamo maniaci guardoni di strambe diciture, colori, abbocchi, promesse, cui non tiene dietro nulla di concreto a differenza di un tempo, quando di sesso non se ne parlava, ma seddio vuole, se ne faceva lo stesso.
    Ora te la fanno vedè ma non te la danno, la….faraona, ammesso che te la facciano vedè.
    Di chi è la colpa di tutto questo?
    Numerosi storici, dopo lunghe meditazioni diarroiche, si sono interrogati
    Noi pensiamo che la colpa sia della matrice Aldobrandesca della nostra terra e delle nostre genti, schiette sì, sincere, rudi, ma abbandonate a se stesse.
    Succube di senesi e fiorentini, il nostro orgoglio Aldobrandesco si è piegato, dopo la resa, ai poteri stranieri. Nella popolazione è subentrata una passività scontrosa, intermittente, come quella di un cavallo maremmano, anzi quella dell’asino, abituato a subire percosse e umiliazioni, salvo riscattarsi nel tempo, con qualche raro calcione.
    Di qui il successo di birrerie tedesche (ascendenze barbare) la fuga nell’esotico. Se vi aggiungete la mancanza di una classe nobile autoctona, l’assenza di una borghesia che non andasse al di là del fattore rifatto, del proprietario terriero talmente pidocchioso da riuscire ad inchiappettare anche il fattore, capirete che anche in campo alimentare si è creato un deserto di approssimazioni, di piaggerie, quando non di leccaculismo che inevitabilmente porta al plagio.”Senza la tradizione tutto è plagio” sentenziava Dalì, citando il grande Focaul, tutto è mari e monti, panna e pinoli diremmo noi.
    Per esperienza penso che ci possono salvare solo gli “stranieri”.
    Così come è accaduto nel settoredel vino, la maremma può solo essere reinventata solo dagli “stranieri”.
    Probabilmente le cose cambieranno, soprattutto per l’arrivo in maremma di stranieri innamorati della maremma, che ci faranno riscoprire la nostra anima sopita, il nostro orgoglio aldobrandesco. Come nel film ”I sette Samurai”,per i rinunciatari maremmani, ci vorrebbero degli eroi sfegatati e altruisti. E allora dal concio fertile aldobrandesco, con l’aiuto di Milanesi disgustati da Milano, potremmo finalmente aspirare di fare il c…lo a quei bucaioli di friorentini e quei signoroni dei senesi che, fino ad oggi, ci hanno tolto dall’ apartheid solo per incrociarci ai purosangue per correre il palio…..tanto cè da rischiare la vita…. Quello che sta accadendo nel vino ne è la prova, speriamo solo che non ci si fermi qui.
    Grazie dell’aiuto e……a risentirci.

    .

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    1. caro Butteraccio, purtroppo Ciritornomaremma è perito in un disastro del nostro provider, ma ho deciso di allargare le competenze di Ciritorno a tutta la Toscana, se i lettori vorranno. Sentiti padrone di recensire quello che vuoi in Maremma, te lo dico da Amiatino incarognito.

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  6. Caro Ganascia, sono entusiasta dell’imvito. Intanto permettimi una segnalazione-omaggio al lle tue ascendenze citate.
    Gatto d’Oro.Loc. Aiole, M.Amiata.

    Al museo dei pesi e misure di Sevre a Parigi, si conserva il pollo arrosto e il coniglio fritto serviti in questo santuario a mille e trecento metri, immerso nella foresta amiatina.Due linee di menù: i fritti e gli arrosti, tutti al top.Il crem caramel viene dal forno e non dal camioncino della Galbani. Vino rosso di Montalcino, conservato in cantina pietrosa. Merita un pellegrinaggio al mese. Sarete coccolati da monastiche suore dell’ordine delle Tradizionaliste,che dico suore… entreneuse fornellate di ottantenne esperienza. Ma la notturna danza del ventre, provocata da altri locali maremmani dove cuoche turchesche lavorano di cozza rinseccolita, resterà lontana dai vostri letti, nonostante le reiterate consumazioni di funghi fritti, qui rigorosamente locali.
    Della srie: semo del gatto….

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    1. scherzi? quando mia madre era incinta, tutte le domeniche andava al gatto d’oro a mangiare i funghi fritti. Si accorsero che ero nato perché non la videro per un po’ 🙂

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  7. Scusate, visto che scopro che abbiamo origini comuni non sospettate, mi han parlato benissimo del ristorante di un albergo che si trova subito dopo il bivio delle aiole per il prato delle contesse (non il gatto d’oro), ma non ricordo il nome. Non è che vi ricordate il nome e sapete se effettivamente la sua cucina è meritevole?

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    1. Ctredo che tu parli dell’albergo ristorante “Aiuole”, subito dopo il bivio per la montagna. Ci si mangia piuttosto bene. Ci andava sempre Veronelli che era di casa col padrone Ugo, un vero anfitrione.

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  8. Caro Django, ti mando un vecchio commento del rist in questione:
    Da Ugo alle Aiuole.
    Il nostro agente all’Amiata
    Il baffo più famoso del nord-est della maremma.
    E lo bacerete anche voi dopo aver mangiato, che dico!, puppato, la scottiglia di famiglia, e, come dice il grande Marasco, bacerete anche lamadreelafifliaelanonnasecen’è, dopo aver assaggiato la ricotta appena “nata” ,accompagnata alle marmellate-cocktail di mamma Pampini. Impareggiabili, come il resto dei piatti, i vini obbligatoriamente sfusi selezionati da Ugo, un bianco di Orvieto sempre gelato e il rosso di Montalcino, un’appositata selezione del locale. I funghi sono nazional popolari, la coratella è tutelata dall’ UNESCO. E anche voi unn’uscirete più da questa oasi- rifugio protetta da tutte le contaminazioni contro natura,goderndo la protezione del Dalaj Lama che, non a caso, qui è transitato a portare pacificazioni spirituali e influssi orientali.
    Da non perdere.
    Della serie-se non vi basta un ugo, per l’acompagnamento meglio due ughi..(uto)

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  9. Dopo il poeta della ciccia, abbiam scoperto il Butteraccio “poeta della maremma M#!@%&”.
    Ho letto qualche commento e mi ha fatto sbellicare…

    Vedo anche con piacere che ganascia ha messo la favicon…

    In ultimo vorrei consigliare a tutti la “festa della merca” a Tarquinia organizzata dalla facoltà di agraria. Vi consiglio di esser li la mattina presto per seguire tutti gli spettacoli. Da una ricerca veloce ho visto che quest’anno la fanno dall’ 1 al 3 aprile.
    Che c’entra con ciritorno? ve lo dico sottovoce: si mangia maremmano! e aggratisse!!!

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