La Siesta- Calambrone (Pisa)

Viale del Tirreno 74 (vicino all’ex colonia Principi di Piemonte)

Alla ricerca di una cenetta rilassante in riva al mare, martedì sera abbiamo prenotato al ristorante della spiaggia La Siesta sul litorale pisano, di cui avevo sentito parlare, in particolare per la posizione suggestiva.

Nonostante l’inospitale accoglienza di uno sciame di zanzare tigri che ci ha rovinato il pittoresco tramonto, siamo rimasti sia perchè rassicurati dal personale che sarebbero sparite nel giro di un quarto d’ora (cosa in effetti avveratasi), sia perchè il locale si presentava bene. Ombrelloni in paglia, gazebi e cuscini, alcuni tavoli direttamente sulla sabbia e il piccolo beach bar poco lontano.

Il menù ci offre un assaggio di antipasti misti di mare e altre 3 scelte tra crostini e zuppette di cozze, che nessuno ha deciso di provare.

Dopo un’attesa mediamente lunga (il locale era pieno) e la prima bottiglia di Greco di Tufo (che ci è stato portato caldo!!!), tra i primi ci viene portato il consigliato terra-mare (tagliatelle all’uovo seppie e porcini). Gli altri primi classici quali spaghetti allo scoglio, riso mare e ravioli di cernia, tutti provati dai miei commensali, nessuno esaltante e di porzioni abbastanza ristrette ( 80 gr di pasta scarsi con pochissimi  frutti di mare, per quanto riguarda il mio spaghetto allo scoglio). Tutti sui 12 euro.

Sempre classici tra i secondi, fritto totani e gamberi, grigliata mista e astice alla catalana. Prendiamo tutti la grigliata mista, con 2 scampi 2 gamberoni e un trancio di pesce spada. Il pesce era fresco e il piatto nel globale saporito. 16 euro.

Servizio lento e discontinuo (eravamo in 5 ed abbiamo mangiato a due a due). La musica troppo alta verso la fine della serata ci ha costretto a chiedere il conto in fretta.

Conto un po’ elevato nel globale: per 2 bottiglie di Greco,  5 primi, 5 grigliate 2 caffè e 2 sorbetti al limone  200 euro in totale, cioè 40 euro a testa.

Sicuramente non ci ritorno!

Frequento da tempo il sito e se ho capito un po’ lo  spirito che lo anima, sono lieta di sconsigliarvi un posto così…

E’ la mia prima recensione, ma non credo di esagerare se mi sento di dare una ganascia solo per il posto e la grigliata ben fatta!

Sarò anche lieta di sentire smentite (serata sfortunata la nostra?)

a presto!

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Modus Bibendi – Ristorante Wine Bar a Pisa

Dopo due anni di assidua (e utile) frequentazione del sito ho pensato bene di registrarmi e partire subito con la recensione di questo interessante locale; è situato in via Cavalca, zona piazza delle Vettovaglie, nel cuore della Pisa più tipica. Il locale non è molto grande ma è arredato con gusto un pochino, come dire, barocco e molto particolare che contrasta con le pareti ed i soffitti a volta a faccia-vista (non intonacati insomma…..), il tutto opera di una giovane architetta.Dispone anche di alcuni tavoli all’esterno coperti da grandi ombrelloni.

Io ci sono andato giovedì sera, invitato da amici e la carta prevedeva solo pesce, non che la cosa mi disturbasse, anzi. Per antipasto, in totale eravamo in quattro, in tre abbiamo preso dei gamberoni pecorino e fragole e il quarto involtini di spada su hummus di ceci; devo dire che ero incuriosito, e anche un po’ perplesso, dall’accostamento ma non me ne sono pentito: tre gamberoni freschissimi per porzione con le fragole ed il pecorino che legavano perfettamente, proprio buoni. Anche il quarto pareva molto soddisfatto degli involtini di spada; la carta prevedeva anche, per antipasto, sauté di cozze e scottata di polpo in sour cream tutti a € 8.00. Il vino ci è stato consigliato dal patron presente in sala ed era un Trebbiano Cococciola, bianco e molto buono, da me mai bevuto, e comunque ne sono partite alla fine due bottiglie.

Per i primi ancora tre di noi, me compreso, hanno optato per dei tagliolini di scampi con polpa di riccio  (€ 10.00) che, ok userò un termine ormai abusato, facevano sentire il “sapore del mare”… spettacolari, e anche il quarto (mia moglie…) che ha preso ravioli al baccalà e porri in salsa cardinale (€ 9.00), era molto soddisfatta. Ho assaggiato anch’io i ravioli e devo dire che anche questi erano ottimi, porzioni, tra l’altro, non proprio da “nouvelle cuisine”. La carta prevedeva inoltre calamarata alla bottarga di muggine con pomodoro fresco e basilico (€ 9.00). Passando ai secondi i due nostri amici si sono equamente divisi una sana orata in crosta di patate e pinoli (€ 18.00) mentre io ho preso una tagliata di tonno con marinatura di pistacchi e lime (€ 18.00) cotta alla perfezione, mia moglie invece era già arrivata…

In carta tra i secondi anche trancio di ombrina in crosta di arancia (€ 18.00), calamari alla griglia con trevisano (€ 18.00), totani e seppie in guazzetto (€ 25.00), gamberi jambo alla griglia su insalatina (€ 20.00).

Per finire i dolci; ci siamo fiondati su canestrini di pasta fillo con semifreddo di vaniglia e frutta e devo dire che ne siamo rimasti soddisfatti, in alternativa potevamo prendere lo sgroppino, fragole con panna, sformatino di cioccolato fondente al vapore, torta al cioccolato e nocciole, tutto a € 4.00.

Avrete capito che la carta non era molto ampia ma ritengo che non sia certo un difetto, dal momento che la materia prima è tutta fresca e di qualità. Il servizio è molto cordiale e i tempi di attesa sono, giustamente direi, un pochino lunghi visto che tutti i piatti vengono preparati espressi; e poi nello stemma del locale che trovate sui bigliettini sono effigiati uno scudo con cinque calici di vino e due “bradipi”… Quindi, senza furia. La carta dei vini non l’ho vista, il vino ce l’ha proposto il patron e noi abbiamo accettato fiduciosi.

Alla fine della serata abbiamo fatto anche quattro chiacchere con lo chef, un ragazzo giovane e alla mano e molto bravo.

Sembra che il locale, nel mese di agosto, non proporrà piatti di pesce (così credo di aver capito) per una loro scelta.

In conclusione che dire, il locale è simpatico e il cibo di ottima qualità, il prezzo non saprei (non ho pagato io….) ma da quello che riportava la carta mi sento di dire che siamo dai 45 euro e oltre; da rimarcare che, meno male, il servizio ed il coperto non sono a parte. Come ganasce mi sentirei di darne tre e mezzo senza problemi con la certezza che il locale viaggia certamente verso le quattro.

Il locale è in via Cavalca 18 a Pisa, tel 050/5201421, non ricordo il giorno di chiusura….scusate, comunque ciritorno!


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Vizi e Virtù – Livorno

In via San Jacopo in Acquaviva, non lontano dall’Accademia, VIZI E VIRTÙ lo conoscevo più per gli aperitivi che per il ristorante. Ingresso e tavoli vicino al banco, sono in stile “happy hour” simile come accoglienza ad altri locali prettamente orientati al beverage pre-dinner. Ho prenotato al VIZI E VIRTÙ perchè il centro di Livorno, in occasione di “mifaeffettovenezia” è da evitare per la cena (scortesia e scarsa qualità regnano sovrane dal 30 luglio all’8 agosto). Arriviamo alle 21, due ragazze servono ai tavoli e gentilmente una di loro ci accompagna a uno dei tavoli in giardino. Nonostante l’edera finta e le tovagliette di carta, l’ambiente è carino e intimo. Il servizio è gentile e il sorriso non manca mai.

Il menù si apre con una nota che specifica le possibili variazioni dovute dalla reperibilità degli ingredienti (ndr.) stagionali. Gli antipasti, così come i primi e i secondi, sono sia di pesce che di carne. Salumi vari, formaggi, crostoni, acciughe alla povera, carpacci di mare, sautè di cozze. crudo misto mare ecc. con prezzi nella norma. Li saltiamo e passiamo direttamente ai primi, Fin dall’inizio eravamo orientati per il pesce, leggiamo superficialmente i primi di “terra”, mi ricordo solo i tagliolini al tartufo di San Miniato.

I primi di mare comprendono:
risotto al nero di seppia, carbonara di mare, spaghetti allo scoglio, gnocchetti (mi pare) al favollo, spaghetti alla chitarra allo scorfano di scoglio, ravioli con gamberi di sicilia.
I prezzi variavano tra i 10 e i 14 euro.
I secondi: carne – scottona alla griglia, al tartufo, tagliata con rucola (sic!) e forse mi dimentico qualcosa mentre i secondi di mare sono facili da ricordare:
pesce pescato o di palamito alla griglia, al sale, all’isolana, aragosta alla catalana.
Vino della casa è un Centine di Villa Banfi, che per essere “della casa” non è male, con secchiello a bordo tavolo.
Scegliamo 1 spaghetti alla chitarra allo scorfano,
1 ravioli gamberoni di sicilia.
Buoni ma niente di entusiasmante, il ripieno dei ravioli forse esagera di formaggio (caprino?) e anche l’aglio mi sembrava un pò troppo invadente, salsina allo zafferano che amalgama e armonizza il piatto ma i sapori rimangono nascosti. Li ho comunque preferiti agli spaghetti, buona la pasta, buona la cottura ma stessa sensazione, piatto discreto ma non decolla.
Il servizio è attento e sempre cortese, i tempi di attesa sono giusti e comunque la serata è fresca e scorre piacevole. Per secondo abbiamo scelto un’orata per 2, dall’aspetto molto invitante, da fare all’isolana. Personalmente, preferisco quando dalla cucina non esagerano con le verdure, ricordando soprattutto che la tradizione limitava praticamente ad olive patate e cipolle, l’accompagnamento del pesce (in sardegna si dice che all’epoca non crescesse altro) poi si aggiunsero i pomodori ma niente di più. Non rimango deluso, fino a quando non scopro che le olive sono denocciolate ( ma come? e tutto quel discorso degli ingredienti stagionali?) facendo quindi da decorazione senza intervenire, o addirittura smorzando, i sapori di questo piatto già molto delicato.
Non mi sembra di ricordare un menù di dolci particolarmente stuzzicanti, almeno per noi. Concludiamo con una grappa e un caffè. Il conto? 74 euro portati a 70 che trovo molto onesto considerato il pesce (60 euro al kg). Prima di andarcene, ho dato una sbirciatina alla lista dei vini, dove per l’80% sono etichette più o meno direttamente dell’azienda VILLA BANFI rappresentando quasi tutte le regioni. Ciritorno? forse si, anche perchè vedere gli occhi lucidi di mia madre dopo mezzo bicchiere di vino – non beve-, che mi aiutava a riconoscere gli ingredienti ad ogni boccone (e soprattutto a ricordare il menù) è un ricordo che mi rimarrà per sempre.
Considerando che sono particolarmente pignolo, 3 ganasce gliele darei, soprattutto per il prezzo, qualità degli ingredienti (olive a parte) e servizio.


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Le Viste – Portoferraio

LE VISTE – Spiaggia delle Viste, Portoferraio.

Il locale si trova sull’omonima spiaggia, fra la palazzina napoleonica dei Mulini e il forte Falcone, in un certo senso “alle spalle” del centro storico di Portoferraio.
Il posto è stra-stupendo, con una vista mozzafiato che spazia da un lato fino a Capo Bianco, dall’altro fino a Capo Vita, Populonia e Baratti. Nelle giornate limpide si vedono anche Capraia, Corsica, e il continente fino quasi a Cecina, con tutti i traghetti che vanno e vengono. Spiaggia pulita, acqua cristallina. Uno dei luoghi più belli dell’Elba.
Il locale è a dieci metri dalla battigia, opportunamente rialzato. Per molti anni è stato poco più di una baracca (stuoie e tubi innocenti), ma adesso la nuova gestione lo ha restaurato con molto gusto. Ancora “stile baracca”, ma ben messa, con pareti e arredi color “bianco scolorito”, come se fosse fatta con pezzi di legno straccati dal mare. Considerando che siamo su una spiaggia è particolarmente azzeccato, riesce ad evitare l’effetto “pugno nell’occhio”. Arredi semplici ma non spartani, tovagliette di paglia, bicchieri giusti, tovaglioli di stoffa, candele, musica in sottofondo.
E’ faticoso da raggiungere, perché la strada è molto ripida, ma si sono organizzati con una navetta.

Ci sono stato per due sere di fila (ero da solo all’Elba, in attesa di amici).

La prima sera ho preso:

Penne con ragù di tonno (penne ben al dente condite con un sugo di tonno fresco a pezzi, pomodoro fresco, peperoncino e prezzemolo, buone).
Polpo marinato alla griglia (polpo lessato, marinato, ripassato alla griglia: squisito*)
Flan caldo al cioccolato.

La seconda:

Impepata di cozze con pomodorini di Pachino (buona, cozze belle piene).
Tagliata di tonno con semi di sesamo e riduzione di aceto balsamico (buona, forse un pochino insipida)
Zabaione freddo con fragole.

Ognuna delle due sere un calice di Chardonnay (servono vini al bicchiere).

Le porzioni, specialmente di pasta, erano decisamente abbondanti, tali da sconsigliare la sequenza completa: antipasto-primo-secondo-dolce.

Servizio: cortese e premuroso, anche la seconda sera con il locale pieno.

Prezzi: ogni volta ho speso 40 euro, regolarmente fatturati. Non è economico, ma nella media dell’Isola d’Elba.

In un contesto come quello di Portoferraio, pieno di trattorie turistiche, sta diventando un locale di punta, frequentato dai “locali”, e scusate il gioco di parole. Un po’ il ruolo che aveva la “Stella Marina” prima del cambio di gestione.
In definitiva mi pare che abbia dei numeri, e soprattutto la possibilità di crescere.
Votazione: per il luogo (la “location”), sei ganasce. Per la cucina tre e mezzo in crescita, per il servizio quattro. In totale direi quattro. CI RITORNO.

*P.S. Se mi è consentito, vorrei aprire una parentesi sui polpi dell’Elba. Andate nella peggior bettolaccia, nel più osceno spennaturisti, ma il polpo sarà sempre ottimo. Non tenerissimo, anzi abbastanza “calloso” come deve essere. Al livello di quelli di scoglio che mi regalano gli amici pescatori dell’Ardenza.
Ora, dico io, possibile che siano tutti polpi locali, di scoglio, pescati sul posto? Considerando il numero di trattorie, dovrebbero pescarne un numero spropositato. Saranno piuttosto di fondale, di paranza, e bene spesso anche surgelati. E allora come fanno ad essere così buoni?


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