Ancora una cena dei cuochi per passione della Salamandra
Buongiorno, dopo tanto patire ‘ciriproviamo’ con la cena a base del pescato della barca Sogliolina : sperando che questa volta il tempo sia clemente e le permetta di uscire in mare e fare una abbondante pescata. Ciriproviamo il 27 di ottobre, come sempre presso il Cavatappi di Calcinaia alle ore 20,45. La novità è rappresentata dai vini che sono quelli dei Feudi di San Gregorio e quindi Fiano, Falanghina e Greco saranno il giusto complemento al menù che la brigata di cucina formata da Bellini, Cignoni, Falciani, Pieri e Tonelli, saprà approntare. Il costo della serata è stato fissato a 45,00 € tutto compreso. Se qualcuno del blog volesse parteciparvi basterà prenotarsi allo 0587 56440 o direttamente mandando una e-mail all’indirizzo info@lasalamandra.it. L’indirizzo del ‘Il Cavatappi’ è via del tiglio 49 , Calcinaia – Pisa.
Tornando dall’estero
Ho trovato questo bel post sui confronti inevitabili tra ristoranti, al ritorno dalle vacanze all’estero. Lo riporto perché mi pare indubbiamente interessante.
- Ok, anche voi date il contorno triste con tre foglie di insalata che magari costa quattro euro? Siete patetici. Se all’estero mi fanno un piatto unico con cui ci si può saziare a dieci euro, potete farlo anche voi. E il coperto è ridicolo, è davvero ora di eliminarlo.
- Piantatela con questi siti che vorrebbero essere di impatto ed emozionali in Flash, servono solo per accontentare il vostro ego e quello dell’artista frustrato che vive nel Flash designer. Il 90% dei clienti vi visita di fretta, molti dal cellulare, e semplicemente cerca il vostro numero di telefono, il giorno di chiusura e l’indirizzo. L’unica emozione che potete trasmettere è attraverso i vostri piatti e la vostra cucina: della vostra wow-animazione-wow di primi piatti che sfuma sui secondi non ce ne frega nulla. Piuttosto, fattelo in WordPress, almeno sarà indicizzato, sarà leggero da navigare e già ottimizzato per i cellulari (magari arriveremo al vostro sito cercando un piatto o una ricetta). E fate commentare il sito ai clienti, scoprirete che potete migliorare il servizio (ma al 90% degli esercizi italiani questo non serve, pensa di essere comunque il massimo in zona, senza discussione).
- E mettete le indicazioni per raggiungervi, santo cielo! E’ l’unica cosa (oltre al punto 4) di cui ci frega qualcosa: un link a Google Maps, preferibilmente. Evitate di fare voi mappe con Photoshop, il vostro artisticume nel fare cartine geografiche è controproducente.
- Linkate dal vostro sito al vostro profilo (se non ce l’avete, fatelo o controllatelo) sui vari network di recensioni e incentivate a scriverne di nuove. Parlo di 2spaghi e altri sul genere che fareste bene a conoscere quanto prima. E’ l’unico modo con cui si sceglie un ristorante nel 2010, oltre a chiederlo ai propri amici, e non certo leggendo il vostro autoincensamento su quanto siete bravi a cucinare.
- regalate un po’ di social gift ai vostri clienti, risparmiando invece i soldi per un esperto di social media: un caffè a chi vi twitta, un dolce a chi è vostro fan su Facebook, remunerate il vostro sindaco su Foursquare (vedi) con un piatto gratis. Se non avete capito di cosa sto parlando, fate copia-incolla del punto 5 in un cartello e mettetelo alla cassa: capiranno loro.
- Il Wi-Fi: o lo mettete gratis, o risparmiatevi lo sbattimento di farlo sapere che c’è con quel altisonante Wi-Fi Zone. Le aziende che vogliono fornirvi “chiavi in mano” servizi Wi-Fi da far pagare ai clienti, alla fine sono le uniche a guadagnarci. Voi non venderete nemmeno un minuto di connessione, e i clienti si incazzeranno con voi dopo aver sperato che fosse gratis.
- Se poi pensate che il Wi-Fi gratis non farebbe sloggiare rapidamente i clienti, che il baratto tweet con il caffè non è conveniente, che quelli che scrivono male di voi nei social network sono i vostri concorrenti, be’, forse è meglio che vendiate la baracca finché siete in tempo.
Ok, cosa ne pensate?
Ristorante Le Terme (Massaciuccoli – Lucca)
Lo scorso venerdì, con un nutrito gruppo di colleghi, abbiamo organizzato una cena “sociale” per salutare l’estate oramai giunta al termine, ed abbiamo deciso di organizzare il convivio presso il ristorante “Le Terme” di Massaciuccoli (zona Massarosa).
Il locale già lo conoscevo, in quanto ho avuto modo di frequentarlo in più di un’occasione, e visto che mi sono sempre trovato molto bene sia come qualità che come prezzo, abbiamo prenotato un bel tavolo per tredici la sera di venerdì 17 (non siamo superstiziosi).
Il locale è dotato di una sala dalle dimensioni non troppo grandi, ma in estate dispone anche di uno spazio esterno per una cinquantina di coperti.
Esternamente appare come un bar, che è presente sulla parte anteriore del locale e non è facile da individuare al primo colpo, trovandosi anche sulla via di scorrimento del paese; neo è sicuramente il parcheggio: ci sono pochi posti auto da dividere con i residenti.
In generale, la cucina offre diverse tipologie: si va dal pesce (sicuramente consigliata), alla carne (mai provata in prima persona, ma da commenti ricevuti, di buona qualità), alla pizza (per gli amanti della pizza bassa, molto buona).
Non avendo concordato preventivamente un menù, ma scegliendo alla carta, abbiamo provato diversi piatti di pesce:
Antipasti:
- Zuppa di cozze ubriache (porzione davvero abbondante e molto gustosa)
- Antipasto misto di mare ( vari assaggi tra cui cito a memoria un calamaretto ripieno, insalatina di calamaretti al vapore e una terrina con gamberetti)
- Insalata di mare: porzione abbondante e di qualità (da segnalare un grosso gambero intero ed uno scampo molto buoni)
Il costo degli antipasti variava dagli 8 ai 12 euro
Primi:
- Ravioli verdi con ripieno di branzino in salsa di gamberi (sapore molto particolare, o li ami o li odi)
- Spaghetti allo scoglio in bianco (ottimi e ben conditi)
I Primi si aggiravano su un costo di 10 euro
Secondi:
- Tagliata di tonno al sesamo ed aceto balsamico (sicuramente il piatto forte che non mi faccio mai scappare)
- Fritto misto (non lo ho assaggiato, ma chi lo ha preso è rimasto molto soddisfatto, il colore della frittura era bello chiaro e di aspetto croccante, non “impregnati” di olio insomma; non sembravano i soliti calamari surgelati da poco prezzo)
- Catalana (comprendeva, oltre a diversi gamberoni e scampi anche un ½ astice)
Il costo dei secondi variava dai 10 euro del fritto ai 18 della catalana, passando per i 12 del tonno.
Dolci: fra i 6 e gli otto euro: variazioni di assaggi di torte casalinghe, flan di cioccolata, bicchierino di cioccolato con peperoncino e cannella (sublime), oltre all’immancabile dessert Versilia (l’unico non preparato dimettente da loro).
Ovviamente non tutti hanno preso antipasto, primo, secondo e dolce, però anche chi si è “contenuto” di più ha avuto modo di spiluccare un po’ di tutto in quanto le porzioni erano generose.
Per dovere di cronaca, la cameriera si è un po’ incasinata con un paio di spaghi allo scoglio (erano due porzioni a mezzo da dividere in quattro e invece ha portato due porzioni per due persone) e con i fritti (erano quattro e ne ha portati 6), ma sono inconvenienti che possono capitare.
Il conto finale è stato di 30 euro a testa, che francamente visto quello che abbiamo preso, mi sembra più che accettabile.
In conclusione, viste anche la mie esperienze precedenti, il posto merita 3 belle ganasce cicciotte e mi sento di consigliarlo a tutti.
Ristorante Le Terme
55054 Massaciuccoli (LU)
1, v. Pietra a Padule
Tel: 0584 974583
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Cena anti-crisi Papaveri & Buio
Giovedi 23 Settembre 2010 ore 20.30
“Noi decidiamo cosa cucinare, Voi decidete quanto pagare”
Cena degustazione al buio con offerta libera in busta anonima “…anche niente”
Era parecchio tempo che avevo in mente una serata “anarchica” sullo stile di quel ristorantino in provincia di Carrara che lavora così giornalmente ormai da 40 anni e oltre, ed ora mi sento pronto.
In cucina prepareremo un menu degustazione a base di carne con 2 Antipasti, 2 Primi piatti, 1 Secondo e 1 dessert. Ogni piatto dovrà avere qualcosa da raccontare e dovrà essere in tono con la serata (non troverete Foie Gras, Tartufo Bianco o Aragosta), magari avrà un titolo, ma scoprirete cosa state per mangiare solo al momento che le pietanze verranno servite. Prepareremo anche alcuni piatti di “scorta” per sostituzioni volanti, nei casi in cui i clienti non gradissero qualche ingrediente dei piatti della serata.
Saranno abbinati Vini di aziende in tono con la serata.
Alla fine verranno consegnate delle buste anonime in cui potrà essere messo il denaro che il cliente riterrà opportuno (devo solo capire come gestire fiscalmente la cosa), oppure si potrà lasciare la cifra direttamente alla cassa. Nessuno dovrà farsi scrupoli, qualsiasi cifra sarà accettata, lo spirito della serata non è quello di fare cassa, ma ben altro.
Il ristorante stabilirà un ideale cifra di incasso per coprire le spese, tutto quello incassato in più (se ci sarà) sarà devoluto in beneficienza e le modalità verranno rese note ai partecipanti via newsletter.
Speriamo di poter replicare la serata mensilmente, perchè è una cosa che ci viene direttamente dal cuore.
Saluti a tutti Paolo
Naturalmente prenotazione obbligatoria.
Papaveri & Paolo
Via Dalmazia 159/d
56028 San Miniato PI
0571 409422
Ristorante Dalla Signora Buona (Pisa, Cisanello)
Come preludio ad un film all’Isola Verde ci fermiamo a cena nel nuovo ristorante Dalla Signora Buona, che si trova non lontano dal cinema, in via San Biagio, a Cisanello. Il ristorante è immerso nel verde, dotato di giardino e circondato da un’ampia siepe: ottimo inizio per una serata romantica…
Ci accomodiamo in uno dei tavolini fuori, lanterne di legno di varie dimensioni e candele-citronelle nei vasetti di coccio contribuiscono a rendere piacevole l’atmosfera. Ci accoglie la ragazza che gestisce il locale, portandoci un cestinello di pane caldo (un bouquet di focaccina nera ai cereali, panini alle olive e alle noci corredato da cartoccetto di fritturina di verdure) e il menu (per la verità poco visibile, visto l’ambaradan di candele e la stampa su cartoncino rosso scuro, ma pazienza). Ad una rapida lettura la cucina sembra essere tipica toscana con qualche contaminazione mediterran-siciliana: fra i primi le pennette alla Norma con la ricotta salata e i tordelli quercetani al ragù toscano di carne; fra i secondi: baccalà alla Livornese e bistecca alla fiorentina. I prezzi si aggirano per i primi sui 10-12 euro, per i secondi, sui 15 (tranne la bistecca, che viene di più). Noi optiamo per gli strozzapreti al pesto mediterraneo (ricotta, pomodorini, mandorle, basilico fresco, molto buoni) e i famosi tordelli (ci sono stati caldamente consigliati, e a ragione: il ragù è eccezionale, e non abbiamo resistito alla tentazione di far scarpetta con il pane alle noci e le schiacciatine). Per secondo prendiamo entrambi il filetto ai tre pepi (la carne ci è sembrata di ottima qualità, e, soprattutto, cotta bene (nel senso della tecnica della cottura, non del “ben cotta”). La portata ci è stata servita con un contorno di patate e verdurine al forno e insalata, a fare da “cornice” al piatto. Come vino abbiamo preso un rosso Le Redole.
Nel complesso la serata è stata molto piacevole, direi che i punti di forza (e di originalità) sono il pane, fantasioso e gustoso e la qualità della carne servita. L’ambiente aiuta perché è “d’atmosfera”, ideale per una serata romantica o una cena fra amici. Do tre ganasce e mezzo di incoraggiamento, ci ritorno e segnalo che, “googlando” il nome del ristorante, ho trovato nell’ onnisciente Facebook il profilo de “Dalla Signora buona”, nel quale si pubblicizzano apericene a 10 € e varie altre iniziative, dunque ne metto il link fra i contatti del ristorante:
NdGanascia. mancano le ganasce, le metto io, poi si vede (ma è l’ultima volta): 3
Dalla Signora Buona
Via San Biagio, 45
http://www.facebook.com/pages/Pisa-Italy/Ristorante-Dalla-Signora-Buona/148270585195002?ref=ts
Buona disponibilità parcheggio
Cacciucco senza lische al Nabira Camaiore
Salve a tutti,volevo comunicarvi che il 24.09.2010 venerdì sera,organizziamo la serata di cacciucco senza lische.Il menù comprende:3 antipasti di mare caldi -fantasia dello chef,padellata di cacciucco con pane abbrustolito,dolci casalinghi a scelta,vino della casa,acqua,caffè,amaro tutto compreso a 35.00 euro.Per prenotazioni 0584 98 97 41,prefiribilmente qualche giorno prima.Per trovarci potete consultare il nostro sito www.nabira.it ,dove c’e anche la locandina della serata nella pagina serate speciali.Grazie tanto per la vostra attenzione e tanti saluti da me a tutti voi gioia.
Trattoria “Da Antonio” – Navacchio (PI)
Prima recensione dopo averla cercata per presentarvi una trattoria che per mio padre quando era ragazzo e per me adesso è sempre stata un punto di riferimento per “la ciccia”, detto alla toscana. Io, “da Antonio”, c’ho fatto il viottolo dalle volte che ci sono andato.
Il ristorante, per chi non lo conosce, è molto “anni ’70″, ricavato in una conca accanto all’arnaccio consta di un grosso casolare con una sala da pranzo grande “ornata” dalla griglia, che risulta a vista di tutti per ammirare il bistecchiere al lavoro. Accanto c’è un’altra sala, più piccola, su cui vengono sistemati i tavoli “da quattro” e soprattutto “da due”.
Il menu è molto rustico e semplice: antipasti (che io puntualmente salto, in quanto decisamente “standard”, i classici affettati & sottoli), i soliti primi che sono gli stessi da sempre (i tagliolini salsiccia e fegatini, i tordelli, le pappardelle alla lepre, la pasta e fagioli) e la griglia. Menu’ detto a voce, cantina virtualmente inesistente (pochissime referenze).
Prima avvisaglia che qualcosa non va: spesso c’è la ressa. Invece sono andato senza prenotare, liscio come l’olio, e di sabato sera. Locale mezzo vuoto.
Ci sediamo, ci portano le solite polentine fritte, e ordiniamo. Iniziamo con i tagliolini salsiccia e fegatelli (splendidi, anche se un po’ troppo asciutti) e le pappardelle alla lepre (da saltare: il sugo “sa di confezionato”, non è per niente buono). Già li’ ci troviamo un po’ contrariati col cameriere, a cui avevamo detto “mangiamo il primo poi vediamo quanta fame ci resta”, che ci bracca a metà tagliolini perchè vuol sapere cosa ci va dopo. Ordiniamo anche una bistecca, visto che le porzioni di pasta erano tutto fuorchè abbondanti.
La bistecca di Antonio va lasciata stare: morbida, cotta il giusto, saporita. Ci portano una bistecca per due, che riusciamo a finire tranquilli (ero con una ragazza “diversamente alta”, il che vuol dire che mangia molto meno del mio metro e ottantacinque di ignoranza) con patatine e rucola.
Per chiudere dolce (crema catalana senza infamia e senza lode, genericamente li’ i dolci vanno lasciati stare) “torbone” (una specie di ponch alla livornese) e due caffè.
Il tutto accompagnato da un Chianti della fattoria dell’Uccelliera, vino senza infamia e senza lode. Un chianti onesto.
Ora vi spiego il motivo per cui non ciritorno più: ho speso, udite udite, CENTOUN euretti, dico, centouno euretti di cui 55 sono di carne. Io sono abituato ai ristoranti della natìa Viareggio, ma ai prezzi che conosco io (quattro euro all’etto? quattro e mezzo?) mi aspetto per 55 euro di mangiare un chilo e due – un chilo e tre di carne, cosa che assolutamente non è stata. La bistecca al chilo non ci arrivava.
Ora capisco perchè il locale si è svuotato: prima si mangiava una bistecca di qualità ad un prezzo abbordabile (35-40 a testa con il primo e tutto). Ora se devo spendere più di cinquanta euro a testa, abbiate pazienza, il luogo e il menu non ne valgono affatto la pena. Tralascio (anzi, no, ve lo racconto) sul vino, fatto pagare 12 euro, con un ricarico che ad occhio e croce è intorno al 200%.
Mi spiace, ma il luogo è decaduto e neanche poco. Passi il locale anni ’70, passi il servizio un po’ approssimativo, ma se vuoi dare un’aria da “bisteccheria alla buona” non puoi chiedermi cinquanta euro a testa. Per quelle cifre e con quel menu mi devi coccolare in tutt’altra maniera.
Sarebbe da monoganascia, ma assegno due ganasce per l’effettiva qualità della bistecca.
Via Arnaccio (S.S. 206) 105, NAVACCHIO
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