Sfoglia le recensioni dal ottobre, 2010
ott
28

Bracque Bistrò – Pisa

Autore Ganascia    Category Bistrot, Osterie fighette, Pranzo veloce     Tag

Il nuovo locale di Augusto della Madia (o della Grotta, a seconda di quanto andiamo indietro) sfugge a molte classificazioni, e mi mette in difficoltà per quanto riguarda il voto finale, ma a questo ci arriveremo dopo.

Il bistrò (come recita l’insegna) è circa a metà di via mercanti, una traversa di borgo stretto. Ha solo quattro tavolini tondi da due persone, con gli sgabelli alti, un banco semplice ma bello e fine lì, anche perché il locale è grosso su per giù quanto il salotto di casa mia.

Otto coperti e un ambiente che invita alla conversazione pacata e spesso condivisa, stante anche la preponderante presenza di Augusto e della moglie che amano intrattenere e intrattenersi con gli ospiti raccontando e consigliando.

Il locale è seriamente costruito e organizzato come un bistrot. Tutto invita al relax: un manu abbastanza ampio di piatti di impronta francese accompagnati da pochi ma ben fatti primi, come ci si aspetta dagli anfitrioni. Vasta disponibilità di assaggi per antipasti e aperitivi, parecchi intelligenti vini al bicchiere tra 3 e 4 euro, ampia scelta di vini selezionati.

In più se gli date spago Augusto vi farà assaggiare di tutto e lo ringrazierete.

L’ultima volta ho preso un assaggio di Tête de veau commovente: sono finito  a fare scarpetta nel ricco grasso rimasto nel piattino. Poi le mezze maniche pasticciate col ragù fantastico che ci hanno insegnato ad apprezzare negli anni, una quaglia in confit ripiena tenera e rassicurante, un bonnet al cioccolato molto molto buono.

Con acqua e un bicchiere di ottimo nebbiolo: 22 euro. Prendendo un primo e da bere probabilmente si sta intorno 10 euri e si gode ugualmente.

Allora come classificare il locale? Di sicuro è un locale unico a Pisa. Qualcuno potrà dire un covo per gastrofanatici radical-chic, per me è un posto per coccole gastronomiche raffinate senza strafare, una parentesi piacevole e del tutto accessibile e informale.

La qualità dell’offerta mi spingerebbe alle 4 ganasce, ma i limiti che ho stabilito non me lo permettono, quindi tre e mezzo strameritate.

NDGanascia 28 ottobre. Dopo due o tre altre visite ho deciso che dei limiti autoimposti me ne frego: quattro ganasce piene strameritate. Il Bitrot è un posto imprescindibile per i gastromaniaci locali e non.

Bracque Bistò, via Mercanti 15 Pisa, chiuso la domenica, aperto la sera.
La prenotazione non ha senso, andateci e se aspettate vi godrete l’aperitivo.

Ciritorno a bestia.


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ott
28

Segnala Posti Nuovi 6

Autore Ganascia    Category segnalazioni     Tag

Alé, creiamo un nuovo post

ott
28

Presentazione di utente ristoratore

Dopo avervi seguito per qualche mese traendo dai vari commenti spunti interessanti per un neo ristoratore ho deciso di iscrivermi a Ciritorno.Vi confesso che nel frattempo avevo anche chiesto a qualche cliente “amico” di fare una recensione del nostro ristorante,ma mi sembra che la pigrizia e la scarsa dimestichezza con il web abbiano prevalso.

Io frequento per curiosità,passione per il cibo e ultimamente interesse professionale un sacco di siti e blog che parlano di cucina e che fanno recensioni a ristoranti. Dai commenti vedo che qualcuno lo segue anche Ganascia. Quello che apprezzo di Voi è che dalle recensioni di buona parte dei frequentatori traspare una grande passione per il cibo . Anche qui ci sono cose che non mi piacciono,in alcuni casi troppo tifo e litigiosità,ma buona parte dei commenti fanno intravedere persone alle quali il cibo piace,eccome….

Il nostro ristorante si trova a Livorno,e spero che questo non sia un handicap in un covo di pisani!!Oltre tutto apparecchiamo con  le tovagliette di carta e so che questo a molti di voi non piace.

Siamo aperti da poco più di un anno,facciamo una cucina casalinga,proponendo semplicemente  le cose che ci piacerebbe trovare girando per ristoranti,e cercando di migliorarci continuamente.A questo proposito è molto utile frequentare siti come questi:leggendo gli appunti ai vari ristoranti mi domando sempre se anche a noi potrebbe essere rivolta una critica simile e in alcuni casi abbiamo modificato alcune cose proprio prendendo spunto dalla lettura di recensioni.

Per rendervi conto di chi siamo il nostro sito (ancora in fase di gestazione )lo trovate qui: http://www.ristorantelaspica.com/

Per Ganascia: se non è usuale una presentazione del genere cassa pure quello che ritieni, o indicami come è opportuno presentarsi.

NdGanascia: Una tantum, perché no? -per altri interessati: usate il presenta posti nuovi

ott
26

Ristorante I Giusti, Lido di Camaiore

Un nuovo ristorante a Lido di Camaiore, l’ambiente è moderno, quasi essenziale, colori chiari, pannelli luminosi alle pareti per amplificare il locale, niente quadri se si escludono due gigantografie e alcune poesie, si ha subito l’idea di un ristorante dove protagonista è il cibo, senza distrazioni, non è un’ osteria dove si va con amici a far caciara per intendersi.

Ci fanno subito accomodare, portano il menù, l’acqua e il cestino del pane dove occhieggia anche una bella focaccina alle erbe.
La scelta dei piatti si divide tra terra e mare con le due proposte degustazione a 35-38.00e. In aggiunta visto il periodo, un foglio con una degustazione tartufo a 55.00e. di cui ho visto passare al tavolo accanto i tagliolini al colombaccio selvatico e tartufo veramente interessanti.

Come antipasto scelgo il crudo di mare, arriva un grande piatto con otto varietà di pesce: carpaccio di orata(buono),filetti di triglia(molto buono),tartare di pescatrice(deludente,pareva scongelato),julienne di seppia(straordinario,il miglior crudo in assoluto!), una canocchia sgusciata(buona), due sparnocchietti(freschissimi), un’ostrica(cicciosa) e uno scampetto(molto buono).Il tutto condito in modo equilibrato e armonico, particolare lode all’olio al basilico fatto da loro.
Maritozzo ha scelto l’antipasto di mare secondo stagione: 6 assaggi di mare che variano secondo il pescato, polpo con verdure, sformatino, cozza ripiena, cubo di tonno marinato, spiedino di gamberi con tropea in agrodolce e per finire crema di farro con scaglie di branzino e verdurine.Buono ma niente di nuovo.

Dimenticavo, una volta ordinato portano un saluto dalla cucina: una crocchetta di pesce e patate e un crostino con acciughetta :-) .

Scegliamo di assaggiare la pasta, fatta da loro con farine bio., calamarata con cozze, calamaretti e bisque di gamberi, decisamente sapida e al dente e gnocchetti scampi e porcini, più delicati ma fortemente aromatici e abbondanti i funghi, vediamo passare un fuori carta del giorno altrettanto buono:tagliolini al nero di seppia con cicale sgusciate…questo voglio provare a rifarlo in casa…

Rinunciamo al secondo ormai sazi per provare i dolci: crema doppia allo zabaione per me e tortino di pere e cioccolato per Maritozzo, entrambi ben eseguiti e presentati, Maritozzo comunque pensa che rispetto alle altre portate i dolci possano migliorare.

caffè con biscottini e un limoncello offerto.

Da bere un vermentino delle colline del Candia niente male.

Un locale dove l’attenzione per le materie prime e la mano in cucina sono di livello, il servizio è attento ma non invadente, a volte l’insieme è un pò freddino ma qui il vero protagonista è il piatto: qualità, esecuzione curata, presentazione, gusto.

E ora i prezzi:
vino 20.00e.
crudo 18.00
antipasto mare 16.00
primo piatto mare 12.00
dessert 5.00
caffè 2.00
acqua e due coperto tot. 6.00 tot. 98.00e.

Direi che quattro ganasce ci stanno.

Ristorante “I Giusti”
Piazza Immacolata 2
55043 Lido di Camaiore
Tel: 0584 905177
www.igiusti.com


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ott
26

Ristorante Indiano Gandhj – Carrara (MS)

Autore pixel3v    Category Etnico     Tag

Ciao a tutti!

Questa è la mia prima recensione, spero di essere all’altezza della situazione :)

Dunque, ieri sera io ed il mio ragazzo avevamo voglia di mangiare indiano; la nostra scelta è ricaduta su Gandhj, questo ristorante di Carrara; nessuno ce lo aveva consigliato eh, quindi siamo andati a scatola chiusa. Errore che non ripeteremo mai più.

Il locale è arredato in modo kitsch, tipico di molti ristoranti indiani qui in Italia, con drappi alle pareti, lampade etniche e quadretti con indianine dipinte. Entrando, ci avvolge un profumo terribile di, probabilmente, incenso aromatizzato a qualche fiorellino, ma giuro che il nostro pensiero è stato unanime: “sembrano i profumambiente dei bagni dell’Autogrill”!

Piano piano i nasi si assuefanno al terribile profumo, e noi ordiniamo la nostra cena:
- 2 lassi al mango;
- 2 birre Meera;
- 2 antipasti: bagan pakora (melanzane) e paneer pakora (formaggio), entrambi fritti in pastella di ceci;
- 2 secondi: bocconcini di pollo disossato in salsa di yogurt e spezie (quali??) e bocconcini di pollo disossato in salsa di mandorle e anacardi;
- 2 piatti di riso basmati: uno semplice, bianco, e l’altro allo zafferano, entrambi cotti al vapore;
- 1 contorno: baigan bartha (melanzane arrostite in salsa di pomodoro e spezie – anche qui, non ben identificate – ).

Le bevande arrivano subito: la birra non è la Meera, ma la Kingfisher (con una scritta che recita “la birra più bevuta in India); il lassi (per chi non lo conosce, è una bevanda tipica indiana a base di yogurt diluito con acqua, che può essere salato o dolce – quello dolce è a base di frutta -) è dolcissimo, con una schiumetta in superficie che ricorda il mare inquinato; il mango non si sente neanche lontanamente. Insomma, non è proprio il massimo per una bevanda che deve aver lo scopo di dissetare e “spengere” il bruciore dei piatti indiani… Anche se, come abbiamo avuto modo di scoprire poi, non c’è stato bisogno di spengere alcunchè.

Passano due minuti e subito arrivano gli antipasti, che sono tutto sommato passabili (ovvio che erano già pronti e solo da scaldare, ma ce l’aspettavamo), anche se nei bocconcini di formaggio “indiani” l’unica spezia che si riconosce è l’origano (?). I Paneer Pakora e le Baigan Pakora ci vengono serviti accompagnati da tre salsine: una piccante (sapeva di peperoni) una di yogurt e menta (avete mai preparato questa salsina? Risulta bianca, con la menta verde a pezzettini; ebbene, quella era verde come un dentifricio, e pure il sapore era lo stesso!), l’ultima a base di tamarindo (non conosco il sapore del tamarindo ma quella pareva la salsina agrodolce del cinese, solo più scura).

Dopo un minuto d’orologio arriva tuto il resto, e lì ci rimaniamo male: passi per i bocconcini fritti, ma che il pollo ed il riso fossero già pronti beh, quello non ce l’aspettavamo!

Il riso, sia quello bianco che quello allo zafferano, sono colorati da una specie di battutino che sembra fatto con sedano e carota dai colori artificialmente saturati e privati del loro sapore; il riso giallo non ha neanche lontanamente il profumo dello zafferano.

Il pollo yogurt e spezie sembra un classico pollo al curry ma dal sapore molto più blando; il pollo con mandorle ed anacardi è immerso in una salsa dolcissima che gli anacardi e le mandrole non li ha visti neanche in cartolina; entrambi i sughi sono affogati nella panna, che attutisce ogni sapore circostante; in entrambi i casi, nessuna presenza di spezie tipiche indiane (cumino, coriandolo, cardamomo, semi di senape… niente di tutto ciò!). In entrambi i casi, il pollo si scioglie in bocca… una “tenerezza” quasi fastidiosa.

Le baigan bartha non sembrano neanche più melanzane, arrivano sotto forma di cremina ed il sapore ricorda i funghi trifolati (ma ci sono i semini delle melanzane, quindi forse non sono funghi); nessun sentore di spezie, anche qui. Il nostro dolcissimo lassi si rivela inutile: come anticipato prima, non c’è da spengere nessun bruciore. Che poi, in realtà, non è detto che se uno va a mangiare all’indiano debba morire dalla piccantezza eh, però almeno sarebbe utile riconoscere la diversità dei sapori, il profumo ed il tocco di certe spezie così lontane dai nostri sapori mediterranei… Beh, non preoccupatevi, da Gandhj non troverete nulla di tutto ciò.

Concludiamo con due terribili caffè (acquosissimi e polverosissimi), la portata per la quale abbiamo dovuto attendere di più; spendiamo 55,00 euro in due (prezzo che può andar bene per le quantità, non certo per la qualità) e ce ne andiamo sconsolati: la prossima volta si torna a Firenze o a Pisa!

Direi che due ganasce sono il massimo che questo posto si merita, almeno per me che conosco un pochino la cucina indiana…

Ristorante Indiano “GANDHJ”
Via Roma 17/c – Carrara (MS)

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ott
20

Ciao ciao Maremma

Autore Ganascia    Category Editoriale     Tag

In attesa di trovare il coraggio di spostare Ciritorno corpo e beni presso un provider più affidabile, ho deciso di non far ripartire CiritornoMaremma, che ha subito lo stesso infortunio di Ciritorno (distruzione completa del database) senza avere il backup di supporto.
Sapete che ero insoddisfatto di CiritornoMaremma perché le persone che mi avevano spinto a crearlo, in una zona che ahimé batto poco, anche se da lì provengo, non avevano poi contribuito ai contenuti del blog, lasciando il blog molto sguarnito.
La cancellazione del DB mi ha definitivamente convinto.
Da ora sentitevi liberi di scrivere al di fuori dei confini che ci siamo imposti (PI-LI-LU e zone limitrofe). Per me possiamo tirare a coprire tutta la Toscana se volete, quelli che fate Ciritorno siete voi.

Invito quelli che avevano recensito posti interessanti su CM, se vogliono, di ripostare le loro recensioni qui. Da oggi si guarda lontano.

ott
20

Digressione: Il Cascinalenuovo, Isola d’Asti (AT)

Salve a tutti,

so che siamo decisamente fuori zona, ma vorrei condividere con voi questa esperienza, perchè decisamente degna di nota. Il fine settimana scorso ci siamo recati ad Alba per la Fiera del Tartufo, ed abbiamo dormito, appunto, al Cascinalenuovo, poco lontanto da Asti. Il sabato sera abbiamo cenato nell’omonimo ristorante, posto al piano terra. Il locale, che si fregia di una stella Michelin, è arredato in maniera piuttosto minimale, niente di memorabile ma comunque elegante e funzionale; l’apparecchiatura è di ottimo livello (addirittura diversi bicchieri per acqua naturale e frizzante, anche se su questo sono un po’ perplesso).
Il menù, non chilometrico ma certamente ben articolato, presenta piatti sia di carne che di pesce, ed offre alcuni menù degustazione. Noi abbiamo optato per la carta, per avere l’occasione di provare un maggior numero di piatti (Isola d’Asti non è proprio dietro l’angolo ^_^).
Dopo aver ordinato, ci viene offerto come mise en buche un pezzetto di cotechino su letto di lenticchie di Castelluccio e crema di patate. Buonissimo, anche se piuttosto impegnativo come pre-antipasto.
Abbiamo preso un solo antipasto, millefoglie di lingua e foie gras con gelatine al porto: uno dei piatti più buoni che abbia mai mangiato, l’alternarsi delle consistenze di lingua e foie gras perfettamente bilanciato. Da solo vale tutto il viaggio.
Abbiamo proseguito con i primi, agnolotti del plin e risotto con salsiccia al rhum e funghi porcini, entrambi con generosa grattata di tartufo. Buonissimi entrambi, con menzione speciale per gli agnolotti, che si sposavano perfettamente con il tartufo.
Per quanto riguarda i secondi, ho potuto assaggiare un filetto di Fassone con funghi porcini alle erbe e patate arrosto, ed una fonduta di Raschera DOP con cardo gobbo e altra grattata di tartufo. Ottimi, la fonduta eseguita perfettamente, il filetto cotto in maniera impeccabile, carne tenerissima e saporita. Abbiamo preso anche un piccione, che non ho assaggiato ma mi dicono molto buono.
I dolci sono stati preceduti da un pre-dessert, un bicchierino di crema di mandorle e cioccolato bianco (fantastico, se riuscissero a farne un dolce vero e proprio ci tornerei solo per quello). Considerato che le porzioni sono più che ragionevoli, abbbiamo preso tre dolci in quattro: sformato tiepido al cioccolato con gelato allo zenzero, cupola di cioccolato venezuelano con cuore al barolo chinato e assaggio di tre dolci tipici piemontesi. Tutti i dolci erano molto buoni, interessante l’abbinamento del gelato allo zenzero con il tortino caldo, buonissima la cupola (ma dove c’è il cioccolato per me è tutto almeno buono) con presentazione molto carina.
Per quanto riguarda i vini, l’antipasto è stato accompagnato da un Arneis in purezza di cui non ho fatto in tempo a vedere il nome, mentre i primi ed i secondi sono stati annaffiati da una Barbera d’Asti “Mon Ross” di Forteto della Luja (ottima Barbera tradizionale).
Il caffè è stato accompagnato da una selezione di cioccolatini artigianali veramente notevoli, ed a fine cena ci è stato offerto un piattino con un grappolo di uva fragola.
Il personale è gentilissimo e attento, senza essere eccessivamente formale, a cominciare dal caposala-proprietario Roberto Ferretto; a fine cena anche lo chef Walter, fratello di Roberto, ha fatto un giro tra i tavoli (cosa che a me personalmente fa sempre piacere).
Ricapitolando, la spesa per:

4 mise en buche (offerti)
1 antipasto
4 primi (con tartufo)
4 secondi (di cui 2 con tartufo)
4 pre-dessert (offerti)
3 dolci
3 caffè
16 cioccolatini artigianali (offerti)
1 grappolo di uva fragola (offerto)
4 bicchieri di Arneis
1 Barbera “Mon Ross”

è stata di 450 euro, ossia 112,5 euro a testa. Tenendo conto della qualità dei piatti e della quantità di tartufo che accompagnava i piatti, ci può decisamente stare. Senza tartufo la spesa sarebbe stata di 300 euro, ossia 75 euro a testa, decisamente ben spesi.
Giudizio finale: 5 Ganasce e mezzo.

Perchè non 6? Perchè le 6 Ganasce sono la perfezione, mentre devo rilevare (seppure a malincuore) un paio di passi falsi (minimi, vorrei sottolinearlo): le patate che accompagnavano il filetto erano dimenticabili, ed il caposala, a circa metà della cena, non sapeva più quale fosse la nostra bottiglia di Barbera e quale quella di un altro tavolo che aveva lo stesso vino. Tanto per essere chiari, sono piccolezze, e ribadisco che è stata una tra le migliori cene che abbia mai avuto modo di gustare, ma le 6 Ganasce sono una roba seria ^_^.
Se vi trovate da quelle parti, non fatevi scappare l’occasione. Alla prossima!

Il Cascinalenuovo

Strada Statale 231 – Asti / Alba – n.15
Isola d’Asti (AT)


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