Ciao ciao Maremma

In attesa di trovare il coraggio di spostare Ciritorno corpo e beni presso un provider più affidabile, ho deciso di non far ripartire CiritornoMaremma, che ha subito lo stesso infortunio di Ciritorno (distruzione completa del database) senza avere il backup di supporto.
Sapete che ero insoddisfatto di CiritornoMaremma perché le persone che mi avevano spinto a crearlo, in una zona che ahimé batto poco, anche se da lì provengo, non avevano poi contribuito ai contenuti del blog, lasciando il blog molto sguarnito.
La cancellazione del DB mi ha definitivamente convinto.
Da ora sentitevi liberi di scrivere al di fuori dei confini che ci siamo imposti (PI-LI-LU e zone limitrofe). Per me possiamo tirare a coprire tutta la Toscana se volete, quelli che fate Ciritorno siete voi.

Invito quelli che avevano recensito posti interessanti su CM, se vogliono, di ripostare le loro recensioni qui. Da oggi si guarda lontano.

Digressione: Il Cascinalenuovo, Isola d’Asti (AT)

Salve a tutti,

so che siamo decisamente fuori zona, ma vorrei condividere con voi questa esperienza, perchè decisamente degna di nota. Il fine settimana scorso ci siamo recati ad Alba per la Fiera del Tartufo, ed abbiamo dormito, appunto, al Cascinalenuovo, poco lontanto da Asti. Il sabato sera abbiamo cenato nell’omonimo ristorante, posto al piano terra. Il locale, che si fregia di una stella Michelin, è arredato in maniera piuttosto minimale, niente di memorabile ma comunque elegante e funzionale; l’apparecchiatura è di ottimo livello (addirittura diversi bicchieri per acqua naturale e frizzante, anche se su questo sono un po’ perplesso).
Il menù, non chilometrico ma certamente ben articolato, presenta piatti sia di carne che di pesce, ed offre alcuni menù degustazione. Noi abbiamo optato per la carta, per avere l’occasione di provare un maggior numero di piatti (Isola d’Asti non è proprio dietro l’angolo ^_^).
Dopo aver ordinato, ci viene offerto come mise en buche un pezzetto di cotechino su letto di lenticchie di Castelluccio e crema di patate. Buonissimo, anche se piuttosto impegnativo come pre-antipasto.
Abbiamo preso un solo antipasto, millefoglie di lingua e foie gras con gelatine al porto: uno dei piatti più buoni che abbia mai mangiato, l’alternarsi delle consistenze di lingua e foie gras perfettamente bilanciato. Da solo vale tutto il viaggio.
Abbiamo proseguito con i primi, agnolotti del plin e risotto con salsiccia al rhum e funghi porcini, entrambi con generosa grattata di tartufo. Buonissimi entrambi, con menzione speciale per gli agnolotti, che si sposavano perfettamente con il tartufo.
Per quanto riguarda i secondi, ho potuto assaggiare un filetto di Fassone con funghi porcini alle erbe e patate arrosto, ed una fonduta di Raschera DOP con cardo gobbo e altra grattata di tartufo. Ottimi, la fonduta eseguita perfettamente, il filetto cotto in maniera impeccabile, carne tenerissima e saporita. Abbiamo preso anche un piccione, che non ho assaggiato ma mi dicono molto buono.
I dolci sono stati preceduti da un pre-dessert, un bicchierino di crema di mandorle e cioccolato bianco (fantastico, se riuscissero a farne un dolce vero e proprio ci tornerei solo per quello). Considerato che le porzioni sono più che ragionevoli, abbbiamo preso tre dolci in quattro: sformato tiepido al cioccolato con gelato allo zenzero, cupola di cioccolato venezuelano con cuore al barolo chinato e assaggio di tre dolci tipici piemontesi. Tutti i dolci erano molto buoni, interessante l’abbinamento del gelato allo zenzero con il tortino caldo, buonissima la cupola (ma dove c’è il cioccolato per me è tutto almeno buono) con presentazione molto carina.
Per quanto riguarda i vini, l’antipasto è stato accompagnato da un Arneis in purezza di cui non ho fatto in tempo a vedere il nome, mentre i primi ed i secondi sono stati annaffiati da una Barbera d’Asti “Mon Ross” di Forteto della Luja (ottima Barbera tradizionale).
Il caffè è stato accompagnato da una selezione di cioccolatini artigianali veramente notevoli, ed a fine cena ci è stato offerto un piattino con un grappolo di uva fragola.
Il personale è gentilissimo e attento, senza essere eccessivamente formale, a cominciare dal caposala-proprietario Roberto Ferretto; a fine cena anche lo chef Walter, fratello di Roberto, ha fatto un giro tra i tavoli (cosa che a me personalmente fa sempre piacere).
Ricapitolando, la spesa per:

4 mise en buche (offerti)
1 antipasto
4 primi (con tartufo)
4 secondi (di cui 2 con tartufo)
4 pre-dessert (offerti)
3 dolci
3 caffè
16 cioccolatini artigianali (offerti)
1 grappolo di uva fragola (offerto)
4 bicchieri di Arneis
1 Barbera “Mon Ross”

è stata di 450 euro, ossia 112,5 euro a testa. Tenendo conto della qualità dei piatti e della quantità di tartufo che accompagnava i piatti, ci può decisamente stare. Senza tartufo la spesa sarebbe stata di 300 euro, ossia 75 euro a testa, decisamente ben spesi.
Giudizio finale: 5 Ganasce e mezzo.

Perchè non 6? Perchè le 6 Ganasce sono la perfezione, mentre devo rilevare (seppure a malincuore) un paio di passi falsi (minimi, vorrei sottolinearlo): le patate che accompagnavano il filetto erano dimenticabili, ed il caposala, a circa metà della cena, non sapeva più quale fosse la nostra bottiglia di Barbera e quale quella di un altro tavolo che aveva lo stesso vino. Tanto per essere chiari, sono piccolezze, e ribadisco che è stata una tra le migliori cene che abbia mai avuto modo di gustare, ma le 6 Ganasce sono una roba seria ^_^.
Se vi trovate da quelle parti, non fatevi scappare l’occasione. Alla prossima!

Il Cascinalenuovo

Strada Statale 231 – Asti / Alba – n.15
Isola d’Asti (AT)


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Al Vecchio Metato – Valgiano (Lucca)

Al Vecchio Metato Agriturismo - via di Valgiano, 4 55010 Valgiano (LU)

Ieri sera (15/10/2010) ci siamo ritrovati in 14 amici in questo agriturismo sulle colline Lucchesi (per chi non e’ pratico Valgiano e’ un paesino  sopra Segromigno, zona Matraia).

Menu’ fissato uguale per tutti.

Antipasto di affettati vari(qualità media/buona) con crostini di formaggio fuso non identificabile,crostini di pomodoro con cipolla rossa e a completamento pasta fritta.

Due primi (poca fantasia) Tortelli lucchesi al sugo di carne ( buoni, buono il sugo ma la pasta cotta poco)e ravioli con ripieno di zucca conditi con poca panna e erbette(penso siano questi i componenti visto che chi ci serviva ci portava velocemente i vassoi di portata e se ne andava senza dare spiegazioni di quello che aveva portato, anche qui la pasta era cotta poco).

Solitamente quando vado in un ristorante chiedo sempre cosa mangio….ma il posto non mi era piaciuto e non mi ispirava fin dall’inizio pertanto ero mal disposto e ho sorvolato. L’ambiente era illuminato da solo 2 lampade poste sul lato della veranda ma illuminavano poco e specialmente chi era di spalle mangiava in penombra)

Due secondi : rosticciana cotta nel “tegame” e non sulla brace come avrei preferito,pero’ devo dire di buon sapore e  di consistenza non legnosa o fibrosa come spesso si trova quando viene cotta troppo sulla brace.

Tagliata con grana e rucola e qui si potrebbe scrivere un libro di come non sanno fare e presentare questo piatto, riassumo in tre parole che dicono tutto : fredda,legnosa, stracotta e se devo dire tutto ho avuto l’impressione che fosse cotta su una piastra invece che sulla brace.

Un solo contorno per tutte e due le portate: patate al forno tagliate a pezzi da piccoli a pezzi grossi , (da noi si dice “tagliate col pennato” ) e quindi la cottura andava da stracotte che si sfacevano a crude all’interno per quelle grosse.

Dolce….il classico dolce fatto con il “lievito Bertolini” (strozzapreti che quando ero piccolo ne ero ghiotto perché lo “zuppavo” nel latte al mattino a colazione) accompagnato da due piccole brocche con dentro un vino dolce di poco gusto (spacciato per vinsanto ma che non aveva niente per essere chiamato vinsanto) . A completamento qualche cantuccino buono, peccato che erano pochi (1 o 2 a testa).

Caffè per tutti e quando abbiamo chiesto una grappa la Sig.a che ci serviva ci ha portato una bottiglia anonima con due dita di grappa scusandosi che aveva solo quella e ci ha portato il limoncello….come se fosse la stessa cosa !

Bevande: vino comune della casa (3 fiaschi da litro) non male e qualche bottiglia di acqua gassata (chissà perché di varie marche) e qui vi dico che quando ho chiesto se aveva l’acqua gassata fredda mi ha risposto che vista la stagione non la tenevano più in frigo e se volevo portava il ghiaccio.

Tengo a precisare che secondo me un ristorante che non ha l’acqua fredda parte già in salita dato che quanto richiesto non e’ difficile da dare e trovo antipatico dare risposte come ha fatto lei ” la chiede poca gente…”

Abbiamo pagato  Euro 27,00 a testa che non sono tante se c’era più impegno e un po’ di professionalità (ho avuto l’impressione di essere in un posto di ristoratori improvvisati ).

E allora ….il posto e’ bello, di giorno un bellissimo panorama sulla piana Lucchese e possibilità di mangiare fuori su una bella terrazza contornata di olivi ma abbiamo detto che sarebbe un bel posto per fare una bella merenda a base di salumi ma non di più.

Diamo  una ganascia e mezzo e non ci si torna.
Due ganasce dopo discussione.
Saluti a tutti.

frank55

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Cena bulgara al Nabira Camaiore

Salve a tutti,vorei dirvi che il 22.10.2010 venerdì sera al ristorante Nabira facciamo la serata a tema di cucina bulgara.In occasione preparerò una 15 di pietanze che rapresentano il mio paese.Il prezzo è 25.00 euro a testa compreso il bere.Se volete vedere in detaglio il menù,potete visitare la pagina serate speciali sul nostro sito www.nabira.it Grazie a tutti voi e un saluto gioia.

Enoteca Giordano Bruno – Viareggio

L’altra sera io e la Gourmet volevamo andare a mangiare in un ristorante a Viareggio…peccato che era chiuso! Ci siamo buttati allora in darsena e precisamente all’Enoteca Giordano Bruno.

Il locale è molto grande, con ampi spazi aperti. Lo stile è moderno nei toni del bianco e del nero con angoli molto bui che si alternano ad altri molto luminosi. Nel complesso direi che è gradevole anche se forse un tantino freddino.
Ci accomodiamo e subito ci viene portato il menù. In questo periodo, non ho capito bene perché, ci sono vari menù fissi con vini inclusi, ma niente che ci convincesse quindi siamo andati a la carte.

Dato che la Gourmet di pesce fresco ultimamente ne vede poco optiamo per 2 antipasti di crudo di mare e per secondo un rombo all’isolana, pesce che a noi piace molto.
Ci viene chiesto del vino e io gli chiedo se gentilmente ci potevano portare la carta dato che siamo in un’enoteca. C’è una buona selezione di champagne come anche di vini bianchi, i rossi invece non li abbiamo visti, nel complesso però non mi ha fato impazzire. Ordiniamo una bottiglia di riesling tedesco, vitigno che ci piace molto. Dopo aver visto vagare a lungo il cameriere tra gli scaffali di vino, ecco che torna e ci dice che hanno finito tutti i vini tedeschi…anzi no l’ha trovato! Però è caldo…ce lo mette in abbattitore. Arriverà a metà antipasto ancora troppo caldo, ma ci portano il cestello.

L’antipasto di crudo era composto da 2 scampi medi, 2 gamberi medi, 1 gambero rosso grossotto, un po’ di tartare di un pesce, 1 involtino del solito pesce e 3 ostriche. Purtroppo non sono in grado di dirvi che pesce era perché niente ci è stato detto quando ci è stato servito, azzardo orata o branzino. I crostacei erano molto buoni, freschi, profumati così come il pesce. Le ostriche invece non erano molto buone, avevano perso molta della loro acqua e avevano un sapore dolciastro con un sentore di alga molto lontano dalla tipica boccata di mare delle ostriche buone.

In tempi ragionevoli arriva anche il rombo. Buono. Le patate sono croccanti e la cottura del pesce è perfetta.
La Gourmet ha avuto leggermente da ridire per il pesce un po’ poco saporito e il contorno un po’ miserino.

Come dolce io ho preso un tortino di mele caldo con una pallina di gelato malaga fatto in casa , mentre la Gourmet una macedonia con crème brulée sopra (buona l’idea).

La cena nel complesso non è stata assolutamente male, ma nemmeno degna di essere ricordata.
La nota dolente è soprattutto la spesa alta (nel nostro caso 140 euro, di cui 36 di vino), troppo alta per il servizio ed il cibo offerti.
Per 24 euro di crudo, ad esempio, ci saremmo aspettati un pochino di scelta e qualità in più, ma soprattutto nel caso dei dessert, la spesa di 7 euro ciascuno non è assolutamente giustificata né dalle quantità, né dalla ricercatezza degli ingredienti, né tanto meno dalll’inventiva. Il servizio è altalenante, varia dall’improvvisato al buono a seconda del cameriere che vi serve.
L’impressione è quella di pagare tanto solo per il fatto di trovarsi a Viareggio. Non credo ciritorneremo.

Direi che per la cucina si merita 3 ganasce e mezzo scarse.

Giordano Bruno
Viale Europa 7, 55049
Viareggio

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