Ristorante Atman – Pescia (PT)

L’apertura di questo nuovo locale a Pescia in via Roma 4 è stata accolta da tutti gli appassionati positivamente, Igles Corelli rinomato chef lascia la Locanda della Tamerice per una nuova avventura in cui sarà accompagnato dal socio Paolo Rossi. Positivamente visto che nuovi ingressi di qualità fanno sempre piacere e innescano quella concorrenza che dovrebbe far del bene a noi consumatori, ai nostri palati.

Atman, come è già stato detto, è un piccolo locale di circa 28 coperti tra i due piani (4 al secondo).

Entriamo,  lasciamo i soprabiti, attraversiamo l’ingresso ed entriamo nella sala, arredamento moderno, lampade a sospensione, quadri in bianco e nero che richiamano le professioni della ristorazione (chef, cameriere di sala), e un grande quadro dai colori vivaci. Colori che dominano sono il grigio, il blu, alcune parti rivestite in legno decorativo, toilette molto curata.

Ci viene lasciato il tavolo  centrale piuttosto ampio,  anche se siamo in due; i pochi coperti rimasti verranno ben presto occupati. La cucina è visibilissima, separata esclusivamente dal vetro, possiamo vedere gli chef all’opera.

Il menù presenta oltre alle diverse portate 4 menu degustazione, 1 vegetariano (€50), 1 di carne (€60), 1 di cacciagione (€70), 1 di mare (€75), ognuno con un nome diverso e comprendenti 4 diverse portate. Alla scelta segue  un ricco cestino di pane (integrale, al formaggio, ai cereali, focaccina) e una piccola entrée, stracchino di pecora e pomodori secchi (buona). Io e la mia ragazza scegliamo gli ultimi due, lei di mare io di cacciagione. Veniamo quindi alle portate delle degustazioni.

Col mare dentro gli occhi (sul menù tale degustazione presentava alcuni errori sulle portate, ne risultavano due di terra ovviamente confuse con due di mare)
(spero di riportare il tutto correttamente):

  1. astice, animelle, pomodorini e patate viola
  2. risotto acquerello vintage con crostacei su crema acida
  3. trancio di orata con spezie e pomodorini
  4. millefoglie di crema e caramello salato

Con la sciarpa di nebbia:

  1. terrina di fegato d’oca quinoa soffiata e composta di pere
  2. spinosini fritti, cacciagione e cipollotto
  3. piccione composta di cioccolato e aceto sassicaia
  4. bignè fritti caramellati su crema di agrumi

La sala si avvale del servizio di una sommelier; una volta scelti i menù, passato non molto tempo  arriva la prima portata ma il vino non ci era stato ancora chiesto, aspettiamo (poco) e sollecitiamo il cameriere visto che la sommelier era impegnata con un altro tavolo, ci viene immediatamente servito e poco dopo la sommelier si scusa per il ritardo.

Ma veniamo a quanto mangiato. Io e la mia ragazza già  con l’antipasto ci accorgiamo che c’è un netto distacco tra la mia e la sua degustazione, le portate di mare, sempre a nostro avviso, saranno piuttosto classiche e tradizionali ma più che altro forse eccessivamente semplici, al contrario gli accostamenti nella mia degustazione (quella di cacciagione) erano molto azzeccati, sapori intensi. Dalla degustazione di mare ci aspettavamo qualcosa di più, non ci ha esaltato (se pur buona chiariamo).

Preferiamo infatti decisamente la mia di degustazione (anche se a lei generalmente non piace la carne).

Il dolce è preceduto da un’ottima mousse al cioccolato. Dessert ben eseguiti, veramente squisiti i bignè fritti.

Spesa:

  • Col mare dentro gli occhi €75
  • Con la sciarpa di nebbia €70
  • Komic Ribolla gialla €16
  • 1 acqua €3

Per un totale di €164 portato a €160.

In definitiva tempi giusti, qualità delle materie prime, discreta presentazione, porzioni giuste, servizio gentile.

Per le ganasce direi, attualmente, non più di 4 ma il margine di miglioramento (con qualche piccolo aggiustamento) c’è.
10-01-12: eleviamo a 5 ganasce

RISTORANTE ATMAN

VIA ROMA 4 – PESCIA PT
Tel (+39) 0572 1903678
info@ristoranteatman.it

Il sito non è ancora ultimato dà esclusivamente le informazioni riportate ed è il seguente: http://www.ristoranteatman.it/

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98 pensieri su “Ristorante Atman – Pescia (PT)

  1. Mi aspettavo di più di quattro ganasce, sarò sincero. Secondo me il ristorante deve entrare a regime.
    Il non-sito è un’offesa per gli occhi e spero vivamente che il logo non sia quello che si vede, così dozzinale da far male. Certo che nel 2010 partire senza sito per un ristorante che aspira a diventare molto importante è una caduta d’immagine non da poco.

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    1. Le quattro ganasce sono dovute al fatto che la degustazione di mare non mi ha particolarmente stupito e alla sbavatura nel servizio, sono tutte che cose che ci possono stare, si tratta di una sera e magari quella serie di portate non ha colpito me. Fortunatamente su ciritorno siamo sempre in tempo a cambiare la votazione, e sono sicuro che altri dopo di me in merito daranno il loro apporto, per le 5 mi aspetto qualcosa in più, e comunque 4 sono sempre un signor voto eh 🙂

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      1. A mio modesto parere avere davanti la prima portata e non sapere ancora cosa si beve non e’ una “sbavatura” ma una grave pecca per un locale di quel livello.

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  2. Aspettavamo da mesi l’apertura del nuovo locale di Corelli e Paolo Rossi e non siamo rimasti delusi. Il locale in stile moderno è molto accogliente, con pochi tavoli e grande cura per i particolari. La cucina tutta in vista grazie all’ampia vetrata e se si ha la fortuna di essere in posizione frontale si può vedere lo chef all’opera. Il servizio è curato con alcuni tocchi di stile tipo il cambio di tovagliolo per ciascuna portata. Quanto al cibo, eccelso, noi abbiamo degustato due menù di terra; in particolare notevolissimi i piatti a base di cacciagione, quali gli spinosini (vero must della cucina di Corelli) al ragù di cacciagione e il piccione al cioccolato e rosmarino, fantastico l’abbinamento e il contrasto dei sapori. Ogni menù prevede un preantipasto e un pre-dessert (gustosissima la mousse di cioccolato). Per dessert abbiamo scelto un millefoglie con crema pasticcera, semplice ma davvero buonissimo e un cremoso di cioccolato con pistacchi di bronte che si è forse fatto preferire.
    La carta dei vini non è amplissima ma ci si può trovare un po’ di tutto compreso etichette francesi e una particolare attenzione agli champagne. Quindi sicuramente all’altezza dei cibi e delle portate.
    In conclusione siamo rimasti pienamente soddisfatti anche per il rapporto qualità prezzo (conto per niente esoso) e ci torneremo presto per assaggiare anche il menù vegetariano che sembra essere molto sfizioso e originale.

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  3. Ieri sera siamo andati dal Maestro 🙂
    Dico subito che per bilanciare la votazione di Robinson dovrei assegnare 6 ganasce e mezzo al locale in funzione della nostra esperienza .
    Eravamo in otto ed abbiamo cercato con le nostre scelte differenziate di mettere in difficoltà Igles e il suo staff di cucina senza peraltro riuscirvi,
    Praticamente abbiamo attinto da tutti e quattro i menù degustazione il Vegetariano a 50€, quello di carne a 60€ , di cacciagione a 70€ e di pesce a 75€ variando anche all’interno dei menù alcune portate senza avere ulteriori aggravi di prezzo .
    il locale aveva i coperti tutti occupati ed e’ stato bello vedere dall’ampia vetrata lo chef all’opera tutto il tempo senza mai fermarsi un momento ma sempre procedendo con una calma assoluta nonostante i coperti .
    Poi finito il servizio e’ stato mezzora o forse di più a pulire tutto assieme al suo sous chef scatenando l’inveire della mi moglie nei miei confronti che mi diceva guarda i veri grandi chef, impara da loro, troppo comodo cucinare e basta guarda come pulisce, guarda come e’ preciso .
    Poi finalmente e’ uscito e si e’ fermato al nostro tavolo a parlare per una buona mezzora di cucina e delle sue idee e alla sua volontà di inserire sempre più spesso in menù nuovi prodotti dai vari presidi slow. Ha detto che e’ praticamente aperto da due settimane, che il meccanismo è ancora in fase di rodaggio e che secondo lui ci vorranno alemno tre mesi per raggiungere il livello di perfezione a cui aspira .
    Ed a noi ripeto sembrava gia’ quasi tutto perfetto 🙂 .
    Ma torniamo alla Cucina
    ” I bigne’ caramellati in salsa di agrumi” certe volte basta l’assaggio per capire perche’ un piatto del genere è in carta sin dai mitici tempi del Trigabolo di Argenta, che Igles porto’ alla ribalta nazionale negli anni 80 , due stelle michelin con in arrivo la terza al momento della chiusura , terzo locale d’Italia in quel periodo .
    Ma citando solo i bignè farei torto alla lasagnetta croccante con zabaione di parmigiano, all’insalata di astice, al risotto acquerello vintage (invecchiato 7 anni) ai crostacei ed alla perfezione assoluta in tutte le altre portate, il tonno scottato con zabaione salato, il filetto di capriolo in salsa d’uva , il cremoso di cioccolato ai pistacchi di bronte, il foie gras in crota di sesamo e composta di pere etc…..
    Abbiamo pasteggiato con un ottimo Vermentino Capichera (38€) , due bottiglie e una di Franciacorta .
    Ripeto per me gia’ da adesso, nella sua fase di rodaggio e’ un locale da almeno cinque ganasce e mezzo , l’esperienza di trent’anni e passa ai fornelli si percepiscono da subito , non puo’ essere confuso con i pur rispettosi quattro ganasce di questo sito .

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        1. Per le 5 mi aspetto un livello generale superiore, è vero che le 4 sminuiscono se paragonate alle stesse che hanno altri locali, ma spesso si parla di prezzi differenti ed è difficile fare un raffronto così immediato. Senza alcuni dettagli forse le 5 sarebbero arrivate (non di più).

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          1. penso sia importante tenere conto che e’ praticamente aperto da 10 giorni (sempre pieno tra l’altro) con le difficoltà che ne conseguono 🙂

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  4. Giusto il “rodaggio”…..ma perché lo deve pagare il cliente che paga con soldi “rodati”?
    Se Corelli dice che ha bisogno di 3 mesi di rodaggio io andrò da Lui fra tre mesi e il rodaggio nel frattempo lo paga m@riotto che è suo amico (sto scherzando !!!!).
    Comunque posso dirvi di aver parlato con più persone che sono state in questi giorni da Atman e tutte sono entusiaste.

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    1. Igles è solo il mio maestro al Talent Show di Gambero Rosso Channel a cui partecipo e che comincia a Gennaio … purtroppo non ha alcun diritto di voto sui concorrenti i giudici sono altri … altrimenti tutti i giorni da qui a Gennaio ero all’Atman a pranzo e cena 😛

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        1. No deh se no avevo gia’ vinto 🙂 ci sono tre giudici – La Direttrice delle Scuole del Gambero – Allan Bay lo scritore gastronomo fissi e poi chef famoso a rotazione ogni puntata che potrebbero essere Bottura, Beck, Cracco, Canavacciulo etc….

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  5. Ringrazio tutti per il contributo, noi ce la mettiamo tutta per cercare di dare il massimo sia nel servizio sia nella cucina, come tutti voi anch’io sono prima di tutto un appassionato di cibo e di vino ed il nostro scopo e quello di dare il massimo migliorandoci sempre. Continuerò a leggere i vostri commenti e sarà questo per noi spunto di riflessione e allo stesso tempo motivo di orgoglio, quando riusciremo ad emozionarvi. Da domenica mattina partiremo con le colazioni cappuccini fatti da Federico ( premio Angelo Zola 2010 ) e cornetti appena sfornati dalla nostra cucina. Abbiamo in programma anche il crudo al bancone per due con partenza dalla settimana prossima. Tutto questo non richiede il “rodaggio” ma solo un impegno costante al miglioramento, cerchiamo di fare sempre meglio per soddisfare tutti anche se questo non sarà sempre possibile.
    Un caro saluto a tutti Paolo Rossi

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  6. Sisi, figo… però un sito di ristorante senza menù quanto senso ha? E non si accettano giustificazioni come “il sito è nuovo”, perchè invece che metterci la storia del palazzo, o tante belle foto, potevano metterci il menù e avrebbero speso le stesse energie.

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  7. povero Igles 🙂 .. perdonatelo il maestro .. i prezzi più o meno si sanno 20€ il menù di un paio di portate che si intravede sul sito a pranzo e la sera da 50€ il vegetariano 60€ carne 70€ selvaggina 75€ pesce tutti pescano 4 portate dalla carta …. spero i prezzi non siano cambiati.. la domenica sera 10€ aperitivo con finger food

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    1. i meù poi variano molto nelle portate quindi potrebbero essere solo indicativi comunque i prezzi base credo debbano essere messi sul sito 🙂

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      1. Anch’io credo che se le portate variano spesso non ha senso mettere on line il menù…piuttosto dare un’idea della cucina, ma credo che in questo caso sia solo una conferma della qualità.
        Altra cosa invece per prezzi. Giusto e doveroso metterli e grava mancanza il contrario!

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          1. Concordo, è veramente una roba da 5 minuti 5. E poi, parliamoci chiaro: tutto il menù cambia tutti i giorni? Ma nemmeno Heston Blumenthal (che ha il menù con i prezzi sul sito, peraltro). Sono giustificazioni che non reggono: è semplicemente un malcostume diffuso nel nostro paese, la reticenza alla trasparenza nei prezzi (mica lo fa solo Corelli, ci mancherebbe).

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    2. …m’han detto che ormai lavori da atman 🙂 Dopo la fiction televisiva non ti si sente piu’, questi divi del fornello 🙂 ciao e fatti sentire ogni tanto !

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      1. era meglio Somme :-)) … comunque qualche proposta di qualche serata mi è arrivata chissa’ se va in porto .. NON mancherò di farvelo sapere 🙂 … comunque sulla mia pagina di FB ci sono anche i video delle prime 4 puntate e per che ha Sky vi inviterei a NON perdervi la prox puntata del 3 marzo con il grande Giocchino Pontrelli di Lorenzo -)

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  8. Tra poco troverete il menù con i prezzi, vi anticipo che non è per i vostri post e le vostre giuste critiche,ci avevamo già pensato. Il nostro menù cambia sensibilmente tutti i giorni per cui, insieme al nostro informatico, abbiamo studiato un modo per avere on- line sempre il menù aggiornato in tempo reale ma tale applicazione non è ancora pronta ci vogliono giusto ancora un paio di giorni.
    Tale sistema permetterà a tutti voi di avere la possibilità, oltre che di conoscere i prezzi, anche di sapere cosa potete mangiare e decidere se prenotare oppure rimandare a tempi con menù di vostro gradimento.

    Un caro saluto a tutti

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    1. …vista la prima puntata della cucina di classe, mi son emozionato per te ! 🙂 la sensazione mi riconduceva all’esame di maturita’ 🙂 con calma vedro’ tutte le puntate 🙂 ps il maestro mi mette suggezione pure in video! spero di trovare l’occasione per provare il suo ristorante e vedere com’e’ dal vivo e se rimango tranquillo 😀 saluti

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  9. il locale è davvero bello,
    ci siamo recentemente recati a cena presso questo nuovissimo ristorante e devo dire che ci siamo trovati veramente benissimo, il servizio impeccabile e le portate ottime,

    molto ricca anche la carta dei vini

    come da vostro consiglio mi sono recato sul sito http://www.ristoranteatman.it, molto interessante e ben strutturato, mi piace

    forse un po’ di ritardo ad inserire il menu sul sito (non so da quanto tempo comunque adesso è online) ma per un locale aperto da poco tempo posso benissimo chiudere un occhio, sicuramente pur mettendocela tutta non è facile stare attenti ad ogni dettaglio

    Davvero complimenti

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  10. Mi immagino la pioggia di insulti che ricevero’ dopo questa recensione , ma non posso che descrivere la MIA esperienza in questo locale. Siamo arrivati con molte aspettative, Corelli e’ personaggio noto e professionale , aspettative che se ne sono andate in malo modo lasciandoci solo delusione. Io sono stato tra i commensali forse il piu’ fortunato, menu mare per me . Chi sventuratamente ha scelto terra si e’ trovato in condizioni ben peggiori. Mi spiace anche non essere rimasto contento del servizio , bicchieri sbagliati con i vini , champagne servito in calici da bianchi strutturati, ho assistito anche alla Ouverture a la sabre , molto richiesta nei night club. Ma forse erano clienti dell’Est ….
    Preferirei non entrare nei particolari dei singoli piatti equivarrebbe ad affondare in dito nella piaga, ma naturalmente sono disponibile a rispondere a tutte le domande del caso, con documentazione fotografica se puo’ aiutare .
    Vorrei precisare che oltre a me al tavolo erano sedute tutte persone con lunga esperienza professionale nel settore, chef, maitre de salle, una giornalista , un buyer . Il giudizio sgradevole e’ stato pressoche’ unanime.
    Spesa a testa di euro 101 con bevande. Il menu pesce e’ a 75 euri, qualcosa meno la caccia.

    M@riotto mi odiera’ , gia’ lo immagino, data la stima che prova verso Igles ma ripeto che la serata non e’ stata affatto positiva.

    Saluti a tutti

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    1. Se la sera a cui ti riferisci era un sabato e in particolare il 19 marzo, al tavolo da te citato, che ha richiesto l’apertura dello champagne con la sciabola, c’ero anch’io, con amici per festeggiare un caro evento. Sappi che per noi quel gesto ha un significato particolare e di buon auspicio che non credo tu abbia alcun dirito di sbeffeggiare. Comunque per rispondere al tuo sarcasmo sappi che eravamo tutti toscani, mentre tu sei un gran maleducato. Per inciso abbiamo anche mangiato molto bene, quindi al tuo tavolo direi che avete avuto una grande sfiga.

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      1. Hai perfettamente ragione serena, ma non volevo sbeffeggiare. La sera non era il 19 marzo, I clienti ,si, erano Russi piuttosto vocianti e comunque paganti .
        In realta’ volevo solo segnalare che l’apertura con la sciabola non e’ corretta dal punto di vista del galateo, e neppure dalle norme che regolano il servizio del vino al tavolo , non volevo fare ironia ne offendere alcuno se l’ho fatto ti chiedo senz’altro scusa.

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  11. Al tavolo con “il Cippa”.

    Esaudisco la curiosità:

    (tralascio le auliche descrizioni della carta e mi limito a nominare i piatti, giusto per non calcare la mano)

    Tartara di tonno: una semplice dadolata di tonno crudo, nessun condimento, nessuna interpretazione, nessuna emozione.

    Tartara di manzo: solo questo piatto poteva autorizzarci ad abbandonare la sala, carne tagliata a coltello (fiuuuu) nessun condimento, nessuna interpratazione, una cucchiaiata di frutto della passione a guarnire. Ma, attenzione, bella ossidata e asciutta in superfice, non qualificabile in nessun punto di ristoro, vedersela portare da Atman…

    Spaghettino alla chitarra al pesce, (qua sarebbe da andarsi a leggere la descrizione), corretto ma freddo.

    Risotto acquerello germano folaga e zabaione di parmigiano, buono ma non certo emozionante, la presenza del formaggio, eccessiva, non combinava in modo armonico con la selvaggina.

    Lasagnetta croccante… immangiabile, bruciata in superfice asciutta all’interno.

    Agnello, tiepido ma cotto correttamente, anche qua, per la TERZA volta, lo zabaione di parmigiano, ed anche in qusto caso c’azzecca il giusto ma sopratutto delude vedere di nuovo la stessa salsa proposta precedentemente già due volte.

    Germano, rimasto intonso dopo l’assaggio, stracotto. Piatto da non servire.

    Trancio di rombo, freddo, del semplice rombo (spellato, ma qua forse è gusto personale) con delle immangiabili patate viola in purè come va di moda adesso, anzi già da qualche anno a dir il vero. Presentazione elementare e poco riuscita.

    Latte brulè, buono come un latte brulè senza essere brulè.

    Zabaione gratinato ai frutti di bosco, corretto. Sbagliare anche questo…

    Morbido di cioccolato, una terrina di cioccolato discreta ma anche qua la non buona presentazione e l’eccessiva semplicità deludono, risulta inoltre eccessivamente troppo grassa e nonstante molto fosse stato lasciato nei piatti precedenti non è stata terminata.

    Un saluto.

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    1. Alla faccia!!!!!! a queste cifre deve essere tutto impeccabile e non ci stà la serata storta, altrimenti di euro me ne chiedi la metà (anche meno). Trovo allucinante la ripetizione per ben TRE volte della salsa di accompagnamento a meno che non specificatamente richiesta (e non mi sembra queso il caso). Una ripassatina al galateo?

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      1. Scusate, giusto per curiosità, avete almeno fatto un minimo di rimostranze o fatto notare quello che non è andato? Se sì, la reazione?

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    2. Spero di poter provare di persona prossimamente. Però, se mi è permesso, mi fa una strana sensazione leggere di un cuoco che critica un collega. Non so, magari sono io che sono troppo “buonista”.

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        1. In questo caso, visto che altre volte hanno commentato, aspetterei una replica da parte di P.Rossi o chi per lui perchè le affermazioni fatte sulla serata sono molto “pese”e prima di dare giudizi veloci diamo diritto di replica….

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        2. Il problema sta proprio in quel “se”. Specialmente “se” hai un ristorante con lo stesso target non troppo lontano da quello che stai criticando.

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          1. suvvia…. ristoranti di target simile in zona vicina non ce ne sono, e non era solo, ma con il cippa e con una serie di altre persone di esperienza. Il commento iniziale l’ha fatto il cippa e lo “chef” l’ha solo argomentato specificando le portate.
            Ora cos’é questa cosa che uno chef non critica un altro chef? C’e pieno di commenti del genere nelle passate recensioni, cos’e questo improvviso buonismo? Come se un ingegnere non potesse parlare male del lavoro di un’altro… per esperienza personale c’e pieno, quindi se vale per gli ingegneri, perche non deve valere anche per i cuochi???
            Mi dispiace ma io in questi commenti io non ci vedo niente di male e li trovo anzi utili per farsi un’idea.

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  12. @GGGiant: come già avevo avuto modo di dirti, il punto non è criticare. Il punto è farlo in pubblico. Perchè se un tuo collega ti viene a dire che il tuo lavoro ha una serie di problemi, ok, ovvio che ci possa stare. Però se affigge in bacheca una lista delle cavolate che hai fatto (ammesso che tu le abbia fatte), poi me lo vieni a dire se sei così open-minded. E’ vero che ci sono stati commenti di altri cuochi su altri ristoranti, ma a memoria non ricordo “stroncature” di questo livello.
    E’ un’idea personale, quindi la chiudo qui. Però se paragoni e similitudini vanno fatti, che siano fatti bene e non “ad hoc”.

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    1. ….mi sto commovendo 🙂 sorti dal mare, togliti la sciarpa dagli occhi e scrivi la password vai , parlo della ciricena 🙂 Vo comincia’ ad usare la frusta per i latitanti 🙂 un big saluto Chef

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    2. grazie mariotto, se sono andato da Igles ( che stimo) certamente non l’ho fatto per masochismo.
      E’ stata purtroppo una serata cosi…

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  13. Sono stata a cena da Atman Sabato scorso con il mio compagno.
    Devo dire che l’esperienza mi è piaciuta molto, l’ambiente e il personale sono impecabili senza essere per questo troppo ingessati o soffocanti. Abbiamo avuto il piacere di essere consigliati da una simpatica sommelier per quanto concernel’abbinamento delle birre ai piatti scelti (abbiamo deciso di pasteggiare con due birre ottime artigianali del birrificio Bruton di Lucca).
    I piatti sono stati squisiti, abbiamo preso come antipasto anguilla affumicata con mele e crema acida e battuta di fassona, come primo spinosini fritti risottati con scampi, come secondo pesce nero di fondale con crema al cioccolatobianco e piuma iberica con ciliege, dolce cremoso di cioccolato e per finire due caffè. Le portate sono state tutte ad un livello altissimo, un po’ meno il primo che, pur essendo accompagnato da scampi superbi cotti in modo perfetto, era poco sapido rispetto alla descrizione e alle aspettative fornite dalla descrizione sul menù.
    La piuma iberica è il piatto che forse mi ha colpito di più, una carne squisita cotta meravigliosamente e presentata altrettanto bene.
    I prezzi sono decisamente alti anche se capisco la qualità dei prodotti e del servizio offerto dal personale, abbiamo speso 97 € a persona.
    Ciritorno? Mi piacerebbe ….ma i prezzi non sono decisamente alla nostra portata, è una pazzia che abbiamo fatto in occasione dei 50 anni del mio compagno che non potremo ripetere a breve ahimé!!!
    Mi dispiace che un certo tipo di cucina sia selettiva in base alle possibilità economiche e non in base alle capacità gustative della gente, ristoranti del genere sono rivolti a chi ha soldi da spendere, siano essi dei gourmet o dei cafoni alimentari…Alle persone come me non resta che accontentarsi del poter esserci stata una volta (che già è tanto per un’artista squattrinata!) e di sperare un giorno che ricapiti l’occasione.

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      1. Si c’è anche il menù a 50 euro, anche se io ho problemi di allergie e non posso scegliere un menù di solito. Comunque ci sono ritornata in altre due occasioni, con il mio compagno abbiamo eliminato parecchie pizze…andiamo meno spesso ma ci siamo tornati! Sinceramente ho trovato un locale che amo…cosa dire poi del maitre che dopo due mesi si ricordava le mie allergie senza che gliele dovessi ricordare?

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  14. Io e la dolce metà decidiamo di provare la cucina di Igles Corelli per festeggiare il mio compleanno, poco prima di Natale.
    Dopo aver studiato la ricca carta, decidiamo di optare per un menu degustazione (“Il vento che decapita le foglie”) affiancato da antipasto, secondo e dolce scelti dalla carta.
    Il tutto sarà annaffiato da un’ottima bottiglia di Caiarossa, un ottimo vino che avevo avuto modo di apprezzare in una degustazione del Consorzio Montescudaio.
    Nell’attesa ci viene offerto un calice di Cremant di Limoux, quindi ci viene portato uno strepitoso cestino del pane (comprende diversi tipi di pane, focacce e grissini).
    Di seguito il dettaglio di quel che abbiamo mangiato. (* per i piatti del menu degustazione)

    Aperitivo (offerto)
    – Carpaccio di salmone del Loch Fyne
    – Cremant di Limoux

    Antipasto
    – Battuta di fassona Zivieri con pera e capperi di Salina (*)
    Cilindretto di tartara appoggiato su una colonna al centro del piatto e circondato da piccoli capperi, sferette di pera di diverse dimensioni, fiori edibili e insalatina.
    Interessante contrappunto tra la nota dolce della pera e quella sapida dei capperi.
    – Insalata tiepida di piccione con chinotto di Savona candito e aceto balsamico
    Petto di piccione scaloppato su insalatina, circondato da chinotti canditi.
    Cottura perfetta, con pelle croccante e carne rosata morbida e saporita.

    Primo
    – Lasagnetta croccante al ragù di Cinta Senese con salsa Mornay e guanciale croccante (*)
    Sfera di sfoglia di pasta sottile e croccante – circa 10 cm di diametro – ripiena di salsa e ragù.
    Originale rivisitazione della lasagna, buono il ragù di Cinta con pezzi piccoli che si mescolano alla salsa e al guanciale.

    Secondo
    – Guancia di fassona cotta su pietra ollare con salsa alla birra e fumo di faggio (*)
    Pezzi di guancia con quenelle a base di castagna su salsa alla birra scura con una sottilissima sfoglia bianca, penso si tratti di albume.
    Il piatto viene servito coperto da una cupola di vetro trasparente dopo che vi è stato inserito il fumo.
    La carne è cotta benissimo e si scioglie in bocca. La salsa alla birra dà un fondo amaricante contrastato dalla castagna.
    Originale ed efficace il fumo di faggio, che impregna in particolare la sfoglia bianca (credo che sia il suo compito).
    – Petto di germano reale con salsa peperata
    Petto di germano scaloppato su salsa agrodolce, con sentori che spaziano dal pepe all’amarena.
    Più rosolato del piccione, con salsa che smorza la nota “selvatica” del germano.
    Gustoso ma più ordinario.

    Vino
    – Caiarossa rosso 2004, Montescudaio
    Blend di uvaggi in prevalenza bordolesi + Sangiovese.
    Vino eccellente, complesso (confettura di frutti rossi, fiori secchi, pepe e spezie dolci, cuoio etc.) e molto lungo.
    Proposto al prezzo insolitamente basso di 25 eur (di solito viaggia sui 40 eur in enoteca..):
    la sommelier ha detto a mezza bocca che forse si tratta di un errore di prezzatura nella carta.

    – Pre-dessert: piccolo pasticcino alla crema e frutti di bosco

    – Dessert
    Bignè fritti e caramellati con salsa agli agrumi + Moscato Passito Dindarello Maculan
    Semifreddo di cachi con salsa alla vaniglia + Passito di Pantelleria (non ricordo il produttore)

    Caffè (servito con cioccolatini)
    – Selezione arabica Atman
    – Jamaica Blue Mountain

    – Conto: 188 EUR

    Un’esperienza gastronomica molto appagante.
    Piatti tutti di ottimo livello, con menzione d’onore per il piccione e la guancia di fassona.
    Ingredienti di prima qualità, accostamenti originali, cura dei particolari.
    Dall’ottimo sito si vede che carta e menu degustazione variano frequentemente.
    La carta dei vini è importante, con ricarichi in linea con il livello del locale (a parte il caso eccezionale del Caiarossa 🙂
    Ambiente di moderna eleganza, servizio puntuale e attento a mettere il cliente a proprio agio.
    Cucina a vista in cui ammirare Igles Corelli che prepara i tuoi piatti.
    Spesa elevata, ma proporzionata all’alta qualità offerta.
    La stella Michelin appena ottenuta è a mio parere meritata, per me cinque ganasce piene.

    PS
    Ho riletto i vecchi commenti e mi stupisce averne trovati un paio molto negativi.
    In base alla mia cena mi risulta difficile pensare che qualche piatto sia uscito immangiabile, da rimandare indietro etc.
    Per es. le lasagnette croccanti non le metterei tra i piatti migliori della serata, ma mi sono sembrate comunque molto buone;
    la carne di germano non era rosata ma neanche stracotta, comunque morbida e succosa.
    Non so cosa possano aver combinato, probabilmente una serataccia durante il periodo di rodaggio?
    Come detto, io sono per la promozione a cinque ganasce.

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  15. il “maestro” con quattro ganasce, non ci avevo fatto caso, mi sembra “quasi” una bestemmia … credo che dopo il rodaggio giustificato dei primi mesi il livello si sia assestato notevolmente più in alto giustificato anche dalla stella ….. la lasagnetta croccante ( quest’ anno grazie agli insegnamenti trasmessi da Igles era nel mio menù di Befana 2012 ) è un piatto “geniale” sopratutto se si pensa al periodo in cui è stato pensato, creato e messo in carta , ai tempi del mitico Trigabolo di Argenta negli anni 80, dove una banda di giovani chef guidati proprio da Corelli ha dato vita ad una leggenda della ristorazione italiana http://blog.paperogiallo.net/2011/10/la_band_rock_del_trigabolo_lunica_esistita_nella_cucina_italiana_una_storia_vera_diventata_leggenda.html

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    1. hai ragione, io glieli avevo già dati dallo “strepitoso cestino del pane…” (cit. michie) 🙂 🙂 E SI RUZZA EEEH?!!?!

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  16. Non sono in grado di dare giudizi tecnici ma solo impressioni. Sono andato due volte con una compagna e il cameriere era sempre appresso così che non potevo esprimere liberamente i miei pensieri. Ho cenato in vari ristoranti stellati da Vissani a Aimo al pescatore tenda rossa gambero rosso quando c’era ma nessuno e così invadente. Non vado al ristorante per il cameriere ! Inoltre non ho provato emozioni culinarie come negli altri ristoranti con particolare riguardo a Vissani e a Aimo e Nadia. Sono consapevole che a criticàre sono bravi tutti e mi scuso, però ….non credo di voler spendere ancora e poi dover dire qualche parolina alla compagna in macchina !

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    1. E aggiungo che il cestino del pane e il peggiore mai visto in locali di Questo livello. Immangiabile, grasso, fritto, orribile. Chiedo scusa per il giudizio tranciante ma la delusione era forte.

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  17. Ieri sera siamo rI_tornati all’Atman
    Eravamo in quattro, io, la Mariotta , un mio “compagnetto” di scuola del Gambero Rosso Channel e sua moglie .
    Vedere all’opera dietro l’ampia vetrata che dà sulla sala il n.s. Maestro 🙂 è sempre molto appagante, come del resto averlo a fianco nella brigata in cucina , Igles è una persona fantastica , che non rinuncia mai, nonostante la sua fama , a trasmettere costantemente il suo “sapere” in fatto di cibo e di tecniche .
    La cucina di Igles è una cucina di molta sostanza e poca apparenza, è una cucina come ama definirla lui “garibaldina” , che utilizza i migliori prodotti della penisola con particolare attenzione all’eccellenza rappresentata dai presidi Slow Food .
    Già dall’ingresso nel locale percepisci subito che passerai una serata splendida , “accudito “ per tutta il tempo da un personale altamente professionale e mai invadente .
    La carta si è notevolmente ampliata, in carta oltre ai due menù degustazione a 75€ ci sono quasi quaranta proposte tra antipasti, primi secondi e dolci, e la scelta come sempre risulta molto complicata, tanta è la voglia di provare tutte le portate interessanti e intriganti del maestro.
    Per cominciare ci è stato portato un appetizer a base di tartara di branzino e uova di salmone selvaggio ottimo inizio. Per il vino visto che le nostre portate spaziavano tra cielo, mare, terra e orto ci siamo completamente affidati a Paolo Rossi, competente e professionale che ha saputo guidarci in un percorso degustativo molto interessante, tra cui mi preme sottolineare un moscato bianco abbinato al merluzzo morro, veramente strepitoso .
    Per antipasto io e il mio amico abbiamo preso l’insalatina tiepida di colombaccio con chinotto di Savona candito (quello di Lurisia) e aceto balsamico tradizionale di Modena che da sola vale il viaggio all’Atman . Del resto Igles sin dai tempi del Trigabolo di Argenta e poi della Tamerice di Ostellato è sempre risultato un mago per cucinare la cacciagione . Le nostre mogli hanno preso rispettivamente un budino di rape in guazzetto di frutti di mare e un carpaccio di gamberi con sesamo nero altrettanto ottimi .
    Come primi abbiamo scelto sempre io e il mio amico i tagliolini al ragù di piccione da nido e le sue regalie veramente ottimi e equilibrati, le mogli, una il risotto tutto pomodoro, l’altra gli spinosini fritti e risottati salsa di crostacei e gamberi viola . Igles utilizza la pasta Spinosi di Campofilone con una tecnica sua tutta particolare. La matassa viene prima fritta per dieci secondi e successivamente viene cotta come un risotto con la bisque di gamberi . La disidratazione iniziale ottenuta con la frittura, fa si che lo spinosino mantenga una consistenza inaspettata e nello stesso tempo abbia tutto il tempo di poter acquisire il sapore in padella dal condimento previsto . Per il risotto in questo caso è stato usato un Carnaroli riserva San Massimo, pomodorino del piennolo, gelato di pomodoro e pomodorini confit dal sapore leggermente affumicato , il piatto viene presentato sotto una cupola fumante . Per secondo io e mia moglie abbiamo preso un merluzzo morro cottura confit , sfoglia di sesamo uova balik e salsa allo zafferano . Trancio di uno spessore inusitato, pesce cotto a bassa temperatura in oleocottura, come ha avuto modo di insegnarci in trasmissione , cottura consistenza e sapidità perfetta . Il mio amico ha preso una sella di lepre con i suoi popcorn mentre la moglie una polentina formenton ottofile con guazzetto di pescato . Dopo il pre-dessert, un mini gelato di vero pistacchio, abbiamo preso tre dolci , gli intramontabili bignè fritti e caramellati in salsa di agrumi e il “ricordo di Argenta” un dolce a base di zabaione e frutti di bosco proposto in due versioni, la classica quella del Trigabolo di Argenta appunto lo zabaione montato in modo tradizionale e gratinato alla salamandra e in versione “futuristica” ghiacciato in azoto liquido . veramente ottimo . Con il caffe ancora un post-dessert 🙂 .
    Una grande serata, con una spesa adeguata al locale e al servizio ricevuto, è inoltre possibile acquistare dal piccolo shop i prodotti dei presidi Slow Food dai pomodorini del piennolo alla cipolla Giarettana, dai chinotti di Savona alla pasta e al riso utilizzati in carta .

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    1. per dissipare i dubbi sorti di recente sul “cestino di pane dell’Atmam”, ( “strepitoso” secondo michie e “il peggiore mai visto” secondo Smonaco) io ho raccolto le prove come i Ris, è stato da me fotografato e si trova pubblicato sul mio profilo di Fb . Parlare di cestino del pane è già molto riduttivo , io ne ho contati almeno sei di tipi diversi , serviti caldi e fragranti, dai grissini a sezione quasi millimetrica , al pane speziato, ai panini perfettamente sferici, alla piadina clasica , ai pinzini tipici romagnoli . Per ha più ragione michie 🙂

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      1. sono gli spinosisi del pastificio Spinosi di Campofilone
        http://www.spinosi.it/
        è una pasta che può essere cotta anche in modo tradizionale, lessata o come faccio spesso io direttamente in padella . La pre-frittura è una tecnica ideata dal Maestro ma per farla serve molta “perizia” , una cottura al cronometro e molta attenzione perchè dopo la frittura diventa fragilissima . Insomma per farla come la fà lui bisogna essere Maetsri 😉 .

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  18. dipende sul sito ci sono tutti i prezzi …la degustazione è conveniente perchè a parità di portate spendi meno anche perchè non sono porzioni da degustazione ma sono porzioni vere … se ti inscrivi alla newsletter del sito http://www.ristoranteatman.it/ ti arrivano anche le cene a tema via mail … Domenica 22 Aprile ad esempio c’è una interessante cena dove Igles Corelli propone un menù di 6 portate con l’abbinamento dei vini della Costa Toscana
    con il seguente menù
    Rosola più consistenze
    Uovo di Parisi | tartufo di San Miniato
    Il colore dell’asparago di Pescia in un risotto
    Il Maiale va al mare
    Le medicine dell’anima
    Ricordo di Argenta

    Vini offerti e selezionati dall’associazione
    Grandi Cru della Toscana
    50 euro bevande incluse

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    1. ” il maiale va al mare ” è il piatto che abbiamo preparato e servito (era uno dei secondi) nella cena a Centomani del 2 Aprile al Relais Antica Corte Pallavicini di Polesine Parmense . E’ una sfera di maiale speziata con cuore di cicoria fritta nei suoi popcorn su crema di pomodoro del piennolo e lumachine di mare .

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  19. C’ero ero ero ieri seraaaaaa!!!!
    Cena degustativa, non sbalorditiva, ma nel complesso un ottima serata. Una correzione é che l’uovo di parisi non era con il tartufo, ma con gli spinaci croccanti e salsa Mornay.

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    1. GGGiant mi dici un tuo parere sul “maiale và al mare” è un piatto nato il 2 Aprile in occasione della cena a cento mani di Corte Pallavicina .
      Lo abbiamo preparato e cucinato per 65 persone ma non ho avuto modo di assaggiarlo nella sua completezza di servizio … un po’ a pezzi e bocconi 🙂

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        1. La zuppetta fantastica, l’abbinamento con la sfera di maiale molto buono (mi ha ricordato un po’ il maiale all’antelejana portogese… ), ma la “sfera” in se, secondo me, era un po’ troppo grande, non sono riuscita a finirla.

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          1. Caro m@riotto una bella serata !

            Per quanto mi chiedi abbinamento da me non gradito…o pesce o carne !
            (Scusate ma e’ una mia personalissima preferenza).

            Con questo non dico che fosse cattivo,anzi la sfera che io chiamo “polpetta” (senza offesa per nessuno) era OTTIMA !
            Buonissime anche le seppioline !

            Ma “il colore dell’asparago di Pescia in un risotto” per me e’ stato il massimo (risotto con asparagi con sopra una punta d’asparagio appena scottata e gelato all’asparago ).

            Bella serata….

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            1. già ” volgarmente ” polpetta 🙂 … se non altro avete avuto il pregio di assaggiare un piatto “neonato” (neanche un mese) che il Maestro avrà modo di migliorare nel corso del tempo … se penso che il giorno prima ho la stessa cifra vostra per quei piatti insulsi mi viene quasi da mangiarmi le mani 🙁

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              1. Si il rapporto qualita’(bonta’) e prezzo e’ stato veramente piu’ che favorevole anche per quello che abbiamo bevuto…(leggi VENEROSO e NAMBROT della tenuta di Ghizzano).

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  20. A qualcuno puo’ interessare…..

    Cena vegetariana :
    Domenica 27 maggio alle ore 20:30

    menù

    Un’insalata mista in un gelato
    Carciofo affogato nell’uovo | zuppa di piselli | fave

    Mille sorprese |
    In un minestrone

    La patata si intende con l’alloro

    Menta che passione

    I fiori di acacia si travestono per la
    bavarese

    Le medicine dell’anima

    Vini in abbinamento

    euro 50

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  21. Ci siamo stati durante la nostra vacanza italiana. Purtroppo quella sera Igles non era in cucina, ma è stata cmq una bella serata. Abbiamo provato il pesce: tutto almeno buono, con note di merito per il crudo, (spettacolare il servizio e buonissimo) le scallops al whisky e l’astice, cotto perfettamente che piu’ non si puo’. Pero’ devo ammettere che lo “wow factor” è da cercare piu’ sui piatti di terra (che tra l’altro costano anche un goccino meno ^_^).

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    1. oh vice_comandante e sua signora mi scuso perchè forse il Maestro era con me in tournèe 🙂 a Monzuno per chef al Massimo ed ella non ha potuto godere della sua vista ma le assicuro che Marco Cahssai il sous chef e la brigata sono perfettamente all’altezza di Igles anzi forse forse …… 🙂

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      1. Uhe m@ariotto! Mah, in effetti credo proprio che la di Lui asssenza non si sia fatta notare sulla qualita’ dei piatti. Poi pero’ quando vai nel ristorante di un celecrity chef, ci speri sempre di trovarcelo, no? ^_^

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        1. c’hai raggionissima spesso all’atto della prenotazione se il cliente lo chiede espressamente lo avvisano che Igles è in tourmèe …. purtroppo oggi questa cosa è molto comune in tanti locali dove lo chef è facilmente identificabile con il locale …. se ne parlava proprio domenica con Aurora Mazzucchelli chef del ristorante Marconi di Sasso Marconi quest’anno per identità golose la miglior chef donna italiana … da allora non ha avuto un attimo di pausa e spesso a causa degli eventi è spesso fuori del ristorante … pur istruendo una brigata che sia in grado di mantenere lo stesso livello qualitativo non è sufficente perchè magari qualcuno và appositamente nel locale per conoscere e vedere direttamente all’opera lo chef più noto .

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