Ristorante W.O.W. Montecatini Alto (PT)
Cena per compleanno…12 persone.(sabato 22/01/11).
Precisazione W.O.W.sta per Windows on The World,
il ristorante che si trovava in cima di una delle due
torri gemelle di New York.
Il ristorante si trova accanto all’ex discoteca APOGEO (locale storico anni 80/90), è gestito dalla nipote (in sala) di Sirio Maccioni (quello di NY) con suo marito (in cucina) e visto che sono stati ad imparare il mestiere con lo zio i presupposti per una buona cena ci sono tutti.
La posizione e’ gia’ un bel biglietto da visita: dalle grandi finestre panorama unico sulla Valdinievole !
Arredamento moderno ed essenziale, luci a mio gusto un po’ basse ma indicate per l’atmosfera del locale.
Abbiamo prenotato e ci è stato riservato un tavolo quadrato nella sala “panoramica” (3 posti per lato) dove stiamo un po’ stretti ma abbiamo la possibilità di poter conversare con tutti (cosa difficoltosa su un tavolo rettangolare).
Il locale ha due sale: una stretta e lunga (quella con i finestroni) da circa 50 posti e una più piccola al lato da circa 16 posti: il locale e’ tutto pieno.
Il ristorante e’ specializzato in piatti di pesce(freschissimo) ma il menù presenta anche piatti di terra.
Noi abbiamo preso quasi tutti piatti di pesce, chi antipasto e primo e chi antipasto e secondo e poi tutti il dolce.
Il “quasi” sta per souffle di carciofi preso da 3 persone (buono),5 hanno preso misto mare caldo(pareri discordanti da buono a niente di speciale) e 2 abbiamo preso acciughe fresche(ottime) presentate a raggiera al centro del piatto su un mix condito di finocchio e pomodoro tagliati finissimi i restanti 2 insalata di calamari(deliziosa).
Abbiamo proseguito con 1 trofia alle verdure,5 tagliolini al nero di seppia con polpa di granchio ( la pasta è di colore nero) ed erano a detta di tutti veramente ottimi,1 linguina alle vongole veraci e zucchini (buona), 2 treccia di branzini (e scusate se non lo commento ma non ho avuto modo di carpire i commenti),1 catalana scampi e gamberoni (un po’ piccoli a vedersi ma buoni per chi l’ha mangiati),1 rana pescatrice(buona),2 pescato del giorno (un bel branzino con verdure,molto buono).
Dolci (11 porzioni)…e qui ci sanno veramente fare…ho mangiato una zuppa inglese(tradizionale con alchermes e crema “gonfiata”) a dir poco eccezionale, gli altri dolci tutti buoni…anche il gelato con frutti di bosco caldo.
Abbiamo bevuto 2 bottiglie di Falanghina di una cantina di Avellino (18,00 euro cad.) e 1 di Muller Thurgau di San Michele all’Adige (15,00 euro), 7 bottiglie d’acqua (2,00euro cad.),8 caffè e 2 grappe(poli).
Spesa 435,50 euro arrotondata (e ci fa sempre piacere) a 430,00 euro (con scontrino fiscale pieno).
Come avete potuto leggere abbiamo fatto di tutto per far lavorare la cucina chiedendo molte cose diverse tra i vari commensali ma le varie portate, escluso il branzino per 2, sono arrivate insieme anche se il locale come già detto era pieno, pane e focaccia a volontà per tutta la cena (ma questo è solo un dettaglio).
Siamo stati bene e ritengo con una spesa onesta e un buon servizio e potrei tornare a provare piatti letti sul menu’ per me “interessanti” come gran piatto di crudo (pesce) e petto d’anatra all’arancia (ne vado pazzo).
Anche la lista dei vini e’ abbastanza varia e qualificata con ricarichi onesti.
Una cosa la devo dire : non si esce con la pancia piena perché le portate non sono abbondanti ma contenute, chi prende dall’antipasto al dolce non saltando portate riesce a gustare tutto senza sentirsi troppo pieno a fine pasto e questo forse è un bene. (Per chi vuole la pancia piena c’è tanta schiacciata !)
4 Ganasce (tendente a 5) e ciritorno.
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Saluti
Frank55
Ristorante W.O.W.
via F.lli Guermani 2
MONTECATINI ALTO (PT)
TEL.0572 911381
P.S.
Se a qualcuno interessa posso essere più
preciso sui prezzi delle singole portate.
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La Gattaiola – Fauglia (Pisa)
Giovedì scorso con il mio ragazzo siamo stati in questo grazioso locale piuttosto semplice e spartano che ricorda le vecchie osterie toscane.
Entrando nella piazza centrale di Fauglia sulla destra si intravede un piccolo vicolo con una foglia di vite in ferro battuto appesa da parte a parte, che indica l’accesso del ristorante; il locale infatti non è ben visibile, e bisogna percorrere una ventina di metri di una stradina scoscesa per accedervi.
L’ambiente è semplice e senza pretese : pareti in pietra, stanze piccole con volte a botte, tavoli in legno diversi l’uno dall’ altro e mobilia in stile rustico toscano.Le stoviglie ricordano i vecchi serviti della nonna, in ceramica con fiori dipinti e linee semplici, mentre le tovaglie sono di carta color paglia e riportano il logo del ristrante.
Suddiviso su tre livelli” La Gattaiola”, ci riporta subito alle sue orgini cioè un’antica enoteca con cantina annessa nella quale adesso è possibile cenare. Io e il mio ragazzo però abbiamo scelto di mangiare nella prima saletta, vicina al bancone, con solo tre tavoli e maggiore intimità.
Ma veniamo al sodo : la cucina. Entrambe abbiamo preso come primo tagliolini al tartufo, mentre per secondo lui ha scelto un filetto semplice ed io un “portafoglio al tartufo” con contorno di patatine . Infine vin santo e cantuccini, acqua ,vino locale e caffè per un totale di 95euro, ovvero 47 a testa. Un pò sopra la media , ma in definitiva relativamente contenuto se pensate che entrambe abbiamo mangiato tartufo. I primi erano squisiti , il tartufo era grattugiato in abbondanza sopra una porzione veramente generosa di pasta. Il mio secondo era favoloso: ho scelto il portafoglio, in altre parole un filetto tagliato nel mezzo ripieno di crema al tartufo, coperto della stessa crema e spolverato di abbondante tartufo a scaglie: una golosità!!! L’unica pecca le patate, un pò troppo salate ma comunque fatte in casa e non congelate. Il vino invece era ottimo, anche il vin santo non era da meno ed i cantuccini squisiti. Dimenticavo, ci sono stati offerti anche due crostini della casa, fegatini e pomodoro, un classico ma fa pur sempre piacere. Alla fine il proprietario ci ha regalato due passiti per buttare giu il conto, che tutto sommato ci aspettavamo anche più salato.
Le altre portate sono tutte della cucina tipica toscana (ricordo cinghiale, coniglio, vitella da latte ecc.) e variano da serata a serata; infatti non c’è un menù fisso ma sarà il proprietario che -con il suo accento livornese-vi farà l’elenco delle pietanze.Chiaramente senza menù non abbiamo avuto a disposizione un listino prezzi, quindi non abbiamo idea di quanto si possa spendere in media se non si sceglie il tartufo-che come è risaputo fa lievitare la spesa notevolmente-ma comunque credo che prendendo un primo ed un secondo diversi si spenda intorno ai 30 euro a testa.
Insomma se siete amanti come noi del pregiato tubero io ve lo consiglio vivamente, ma non immaginatevi un posto di classe perchè nè rimarrete delusi. Io darei di sicuro 5 ganasce per il cibo, ma siccome devo considerare anche ambiente e servizio (piuttosto casereccio direi, il che a me non dispiace affatto!) devo darne 4.
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Di sicuro ci ritornerò presto e voglio provarlo anche in estate, perchè ho visto che esternamente è molto carino.Ci sono terrazze su vari livelli ricavate da muri a secco nella collina, coperte da una veranda in legno molto spaziosa; certamente un luogo piacevole dove gustare una romantica cena estiva.
Buon appetito!!
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Beppe nel Corso – Santa Croce sull’Arno (PI)
Mi sono appena iscritto e volevo segnalarvi il ristorante “Beppe nel corso” a Santa Croce sull’Arno (PI); Per gli abitanti della zona il nome “da Beppe” è una sicurezza, visti i precedenti di questa gestione, ma adesso si sono re-inventati in una nuova formula, che può essere descritta da questo acronimo: BYOB, ovvero Bring Your Own Bottle. Nel locale, infatti, il vino della casa (servito in fiasco) non si paga, altrimenti è possibile portarsi la propria bottiglia di vino preferita da casa e, se non viene finita, è possibile ritrovarcela la volta successiva!
Il ristorante si trova nel Corso Mazzini (pieno centro storico del paese – conviene parcheggiare nella vicina piazza Matteotti) e si caratterizza da un ambiente semplice ma curato, pulito ed arredato con installazioni di artisti locali che si contrappongono alle tovaglie “a quadretti”. La cucina si basa su ingredienti genuini e su piatti tradizionali rivisitati; Il cavallo di battaglia nel menù è senz’altro la bistecca fritta , una cosa che può far storgere il naso ai puristi della ciccia, ma credetemi se vi dico che è una specialità da leccarsi i baffi: non stiamo parlando della braciolina della nonna e nemmeno della milanese, questa è una vera bistecca con l’osso toscana alta 3 dita tuffata in olio bollente e servita “tagliata”. Tornando al menù è possibile scegliere sia pesce che carne ed entrabi sono ottimi, freschi e ben cucinati, anche se il menù di pesce, secondo me, ha quel qualcosa in più.
La mia votazione è 3 Ganasce e Mezzo, perchè la cucina sarebbe da 4, ma la posizione del locale e l’ambiente è da 3.
La spesa in media si aggira sui 25/30 Euro a testa e vista la qualità del cibo e senz’altro un posto in cui tornare!
aperto sia a pranzo che a cena – chiuso il lunedì ed il sabato a pranzo
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Ristorante Don Chisciotte – via Palestro, Pisa
La serata era cominciata male, e proseguita peggio. La pizzeria dove pensavamo di andare era piena, e ci siamo messi a gironzolare senza meta in zona Tribunale.
Notiamo questo piccolo ristorante, con cucina spagnola, e tentiamo l’impresa di risollevare la serata con un salto nel buio.
Il locale è piccolo, ma molto carino e curato nell’arredamento. La proprietaria è argentina, figlia di spagnoli, simpatica e disponibile nello spiegare i vari piatti. Le premesse erano buone, tanto più che ci porta quasi subito una “cortesia della casa“, una piccola zuppetta di pesce con crostini veramente buona.
Poi ordiniamo gli antipasti, delle tapas assortite con salumi e formaggi, non male (la cosa più buona era una specie di lasagna ai peperoni, delicata e squisita). Ci facciamo quindi tentare dalla paella, riservandoci di decidere se prendere dopo il pollo all’arancia, che ci aveva un po’ incuriosito.
Purtroppo a questo punto la serata degenera. La signora si scorda clamorosamente della nostra paella, e attendiamo oltre un’ora (nel frattempo arriva nel locale una parente vistosamente brilla che comincia a stappare bottiglie e si crea un po’ di caos, e come se non bastasse la proprietaria si mette a fare conversazione con dei clienti che stavano pagando il conto, fumando con loro una sigaretta – non si potrebbe, ma nessuno dice niente… – non considerando altri clienti che la chiamano con insistenza per ordinare il dolce; dopo un po’ questi clienti, stizziti, chiedono il conto e se ne vanno, ovviamente senza dolce!). Insomma, quando finalmente arriva la nostra paella siamo completamente demotivati. Il piatto è buono, saporito, ma ha qualche ossicino di pollo traditore di troppo, e comunque ormai non abbiamo più fame. Niente pollo all’arancia, niente dolce, paghiamo 20 euro a testa che, senza vino, sono un po’ troppi.
Peccato! Tenendo conto che in una serata il locale ha perso ben otto clienti (noi due e i sei del dolce), non credo che durerà molto. A meno che non sia stata una serata sfortunata, nel qual caso vediamo se qualche avventore posta un giudizio migliore.
Per me comunque sono due ganasce corte
Nota 13 gennaio 2012: stanti i commenti, abbassiamo il voto, fin troppo generoso.
Bagus ristorante
Buonasera, questa è la mia prima recensione che scrivo su questo blog estremamente utile e ben fatto.
Oggi a pranzo insieme a quattro colleghi siamo andati a mangiare nella pausa da Bagus in piazza Facchini a Pisa. Il locale è molto carino con tavoli belli e sedie imbottite veramente comode. Noi cinque non avevamo ordinato telefonicamente cosa mangiare e quindi abbiamo ordinato al momento. Dopo un’attesa di circa 20/25 minuti ci hanno servito i cinque primi ordinati e cioè risotto pere e grana. Allora, cominciamo a dire che le porzioni sono scarse, il riso cotto al dente buono, ma quello che ci ha lasciato esterefatti è stata la quantità di pepe che non ha lasciato spazio ad altri sapori. In un tavolo vicino occupato da alcuni colleghi ho chiesto se anche il loro riso era pepato a dismisura ed alla risposta negativa ho provato ad assaggiarlo e dopo aver constatato la quantità di riso alquanto superiore (sono clienti abituali, noi no!) ho avuto modo di avere, ahimè, la conferma che effettivamente il suo riso alle pere e grana non era stato speziato come il nostro.
Dopo, visto che avevamo ancora fame, abbiamo ordinato cinque dolci (4 semifreddi alla panna e uno pistacchio, buoni) e poi cinque caffè, che visto l’esigua quantità e la senzazione di sciaquone, ne abbiamo dedotto che con due razioni di caffè ne avevano fatti cinque.
Tutto questo, più una bottiglia di vino da 14 euro discreta e una bottiglia di acqua da litro per la cifra di 75 euro.
Zero ganasce per il riso quasi immangiabile
Tre ganasce per la location
NON ci ritorno
NdGanascia: faccio la media: ![]()
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