Dario Cecchini, recensione tripla – Greve in Chianti (FI)

Cari amici di Ciritorno, è tanto che ho voglia di parlarvi dei locali di Dario Cecchini, il famoso macellaio di Panzano in Chianti. Li ho provati tutti, e credo che si possa fare una recensione unica, se Ganascia non ci trova da ridire.
Andiamo con ordine, ché “non è impresa da pigliare a gabbo”, e seguiamo la successione, dal più semplice al più prestigioso.
Numero 1: Il “Fast food” (si fa per dire) di Dario. Un tempo si chiamava Mc Dario, adesso ha cambiato nome, forse per motivi commerciali.
Con la modica spesa di € 10 si mangia una buona (grossa) polpetta impanata, accompagnata da patate arrosto, cipolle al forno, e salse varie. Bevande e dolci a parte. Nonostante somigli obiettivamente ai varii “Mc…” è tutt’altra cosa. La carne è sceltissima, cotta giusta, e i contorni di prima qualità.
Delle quattro versioni secondo me è la più riuscita: con un prezzo molto modesto si mangia dignitosamente, è l’ideale per chi capita laggiù e non vuole appesantirsi perché magari dopo deve guidare, etc.
Numero1 bis: menù “Accoglienza”, negli stessi locali del precedente, assaggi di tutti i prodotti dell’azienda: sushi (carne cruda battuta a coltello), arista, polpettone, sfilacci di carne, “Tonno del Chianti” (maiale cotto nel vino bianco), accompagnato da un grande pinzimonio di verdure fresche. € 20.
Numero 2: “Solociccia” Ci si trasferisce nel locale di fronte, una casa di paese ristrutturata da un architetto che sa il fatto suo, senza falso rustico.
Anche lì il menù è fisso, e ricalca un po’ quello di “Accoglienza”, arricchito di solito da “crostini al sugo”, “fritto del macellaio” e “arrosto fiorentino” (roast-beef). Dolce e vino sono compresi a € 30
Numero 3: “Officina della bistecca” E’ il massimo della ciccia. Si comincia anche lì con il (cosiddetto) sushi, e si prosegue con tre tagli di carne alla griglia (griglia vera, con la brace come Dio comanda): bistecca panzanese (taglio di coscio), lombata (senza filetto) e fiorentina (con filetto), più altri ammennicoli varii, contorni, pinzimonio, dolce, etc, il tutto a € 50.
Tutto ciò lo si può però dedurre anche dal sito, e quindi arriviamo alle valutazioni personali,che probabilmente interessano di più gli amici di Ciritorno.
Ebbene, che dire? Dario o lo si ama o lo si odia, è sicuramente un personaggio, istrione come pochi, bisogna riconoscergli il merito di aver valorizzato i propri prodotti e la propria attività in maniera ammirevole.
Il livello di quel che si mangia (e si acquista) è eccellente, la qualità della materia prima non si discute (il vino è un chianti onesto, l’olio ha pochi rivali).
Innovazione ce n’è poca, per non dire nessuna, da un anno all’altro non si cambia di una virgola.
L’ esecuzione dei piatti è molto curata, le porzioni anche troppo abbondanti, il rapporto qualità-prezzo decisamente favorevole, anche perché si può scegliere l’opzione che si preferisce.
Direi che per chi ama la carne è un’esperienza da fare, almeno una volta, perché qui siamo veramente al top per qualità e cottura. Alla lunga diventa però un po’ ripetititvo.

Io ci vado di solito una volta l’anno, ne approfitto per fare la spesa della sua carne e dei suoi salumi (salame super strepitoso), e poi continuo il giro nei paesi vicini per comprare olio, vino, formaggi, etc.

Una nota di merito senz’altro agli ambienti, come dicevo ristrutturati con molto gusto, arredamento moderno e minimalista, bicchieri e stoviglie di design, inseriti  in un ambiente rustico autentico. In questi tempi di “hostarie”, non è poco.

Dario è al centro di critiche, perché usa di preferenza carne spagnola e non toscana. Francamente non le condivido, perché il risultato è ottimo, la cosa è ufficialmente dichiarata, e se uno non è d’accordo può sempre andare altrove.

Valutazione in ganasce: qui si fa davvero difficile, e chiedo l’aiuto del Capo. Qualità ottima ma menù ripetitivo: che si fa? Considerando che la carne è una delle migliori in assoluto sul mercato, azzarderei quattro ganasce, comunque mi rimetto alla valutazione superiore.

Di sicuro ciritorno, magari anche solo per fare la spesa.

NDGanascia. Questo è uno dei casi limite. Secondo me si può stare sulle 4, vista l’eccellenza del prodotto che va oltre la mera riproduzione del piatto. Se ci vengono dalla california a mangiare le bistecche qualcosa vorrà dire. La discussione è aperta.

Via 20 Luglio, 3
50022 Greve in Chianti Firenze


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25 pensieri su “Dario Cecchini, recensione tripla – Greve in Chianti (FI)

  1. Solo una curiosita’ , ma l’utilizzo di carne estera e’ dovuto a :
    1 maggior reperibilita’
    2 miglior sapore
    3 costo faforevole
    o ad un mix di tutti e tre ?
    ormai quasi ovunque lavorano carni nord americane, argentine, australiane etc , probabilmente un vantaggio c’e’ ! Scusate se la considerazione esula in parte dalla descrizione del locale (locali) sopra citato, ma utilizzando tutti i prodotti locali per fare quella scelta ci devono essere dei buoni motivi ! Comunque, ottima rece , davvero ben fatta , ma un paio di versi danteschi li decanta in sala il macellaio poeta ? : ) un saluto

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    1. per la carne potrebbero esserci due risposte (oppure oltre)

      1) Le carni di certi paesi sono effettivamente più buone: basta essere andati a mangiare anche un sempice hamburgher si nota una netta differenza rispetto alle nostre, vuoi anche solamente per il pascolo. Inoltre ce ne è di più

      2) Quando diceva di avere solo chianina…era impossibile l’avesse per le quantità dicono le malelingue e spacciava la spagnola per chianina. Ma questo le malelingue :_)

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      1. @Sommellie: parlo in generale e non in riferimento a questo locale in particolare, la chianina come prezzo è improponibile in un ristorante nazional-popolare ma anche in quelli di livello superiore, avrebbe un prezzo piuttosto sostenuto (almeno ma proprio per tenersi bassi sui 6€ l’hg) una bistecca base (non alta) potrebbe venirti a costare sui 40 €, generalmente anche chi non lo esplicita usa carne argentina o slava oltre magari a quella italiana ed è proprio una questione di rapporto qualità/prezzo. Se qualcuno ne sa di più però anche io sarei curioso.

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  2. Rispondo (come posso) agli amici di Ciritorno:
    A proposito della provenienza della carne, Dario sotiene (lui, non io) che usa quella spagnola (anzi catalana) semplicemente perché è migliore, e che non ha tanta importanza la razza del manzo quanto piuttosto le modalità di allevemento e macellazione. E dice che in Catalogna da questo punto di vista ci sanno fare meglio.
    Se sia vero o meno, non sono certo in grado di giudicare, comunque so che da un po’ di tempo sta usando anche carne da un allevamento proprio, credo locale.
    Io posso solo dire questo, avendola assaggiata: è buona, una delle migliori in assoluto, e quando l’ho portata a casa per cucinarla sulla brace mia, era altrettanto buona.

    Quanto al resto, eccome se recita i versi danteschi,e non solo! Fra Dante, Cecco Angiolieri, Lorenzo il Magnifico e cose varie, gli ci vuole almeno un’oretta per servire un cliente, e chi ha fretta viene “cortesemente” invitato ad andare al supermercato…
    Mi viene un pochino da sorridere sentendo parlare di bistecche “non alte”, perchè una volta, me presente, una richiesta del genere ha scatenato tutte le Erinni dell’inferno, con molti e pressanti inviti ad “andare al supermercato” (anda’ a’ i’ supermercaho)
    In effetti una bistecca di Dario pesa circa 1,2 – 1,5 kg è alta da 6 cm in su, e costa una quarantina di euro. Più piccole non ci sono (‘un so’ bistecche, le son braciole!).

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      1. Dalla mia ti posso dire che non in tutti i ristoranti è proponibile la bistecca di 1/1.5 kg, perchè ci si deve rendere conto che c’è chi la vuole ben cotta (impossibile con un taglio alto), chi cruda e chi di media cottura, in questo modo risulta impossibile servire con un taglio più persone, d’altra parte sono anche poche le persone che singolarmente se ne mangiano un kg.
        Per taglio basso intendo almeno 1/2 Kg, pur ritenendo anche io che mangiare una bistecca ben cotta sia un’oscenità da ex-cameriere posso dirti che non mi sembra neanche giusto obbligare il cliente ad un certo tipo di servizio, paga lui e se è quello che preferisce finchè si può accontentarlo si fa; per farti un esempio ci sono persone che proprio non riescono a vederla cruda.

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  3. ….diciamo che ha cambiato idea, finchè non lo hanno sgamato parlava solo di chianina chianina chianina :_) ma sono le malelingue che mi danno aria

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  4. Mah, io son con Dario, che una bistecca di meno di un chilo non è una bistecca, e chi la vuol cotta la sciupa: farebbe piuttosto bene ad ordinare qualcos’altro.
    Nemmeno io ce la faccio a mangiarne una intera, e infatti la ordino solo se possiamo dividercela in due o tre.

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  5. La mia curiosita’ ha avuto animati sviluppi : ) Penso che ci siano piu’ verita’ , non esiste la carne piu’ buona in assoluto , vale per tutto ! Sicuramente un ristorante cerca un prodotto affidabile , con un giusto rapporto q/p , che con prodotti di nicchia non e’ possibile da sostenere ! Per la cottura, il dilemma rimane ! Ovvero, la bistecca ben cotta, secondo me, e’ rovinata, ma non possiamo esportare solo cultura e convinzione toscana che la prevede al sangue ! e allora? Boh !? Non lo sò , son problemi di chi la ama ben cotta : ) E’ anche vero che non chiederei di far riscaldare un gazpacho o cuocere un sushi 😀 Ritornando al Cecchini , credo che sia lodevole il suo operato , personalmente lo trovo anche simpatico, se capito in quel di Panzano mi ci fermero’ volentieri : ) saluti a tutti i cannibali e vampiri della contea : )

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    1. Faccio un altro intervento, poi basta perché mi pare si stia andando fuori tema (caso mai ci si trasferisce su “proclami al popolo”).
      Sono dell’opinione che il consumatore (utente, avventore, etc.) debba essere educato, e si debba dargli non quel che chiede, ma quel che non sa di desiderare.
      Non è un’idea mia, lo disse qualcuno recensendo “Il nome della rosa” (il libro non il film).
      Chi ha paura di mangiare la bistecca al sangue ha bisogno di essere educato, e così non bisogna riscaldare il gazpacho, non bisogna cuocere il sushi, etc.
      Se si accontentano tutte le richieste e nulla più, si fa il Mc Donald, si fa la TV spazzatura, si fa la telenovela, il supermercato nazional-popolare…

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  6. Sono tornato dal Cecchini giorni fa. Confermo quel che dice Silvestro: oltre alla carne catalana utilizza giganteschi buoi di razza Chianina allevati proprio a Panzano. Il Cecchini stesso sovrintende all’allevamento.
    Qui qualche foto dell’amico Claudio Sacco:
    http://www.altissimoceto.it/2008/07/17/az-agr-fontodi-panzano-in-chianti-fi/

    Per il resto, dal Cecchini la ciccia si serve come si deve, alla cottura giusta per questo tipo di carne (hanno ragione quelli che sostengono che la cosiddetta carne “ben cotta” in realtà dovrebbe essere definita “mal cotta”). Non è un ristorante: è la casa del macellaio. Non a caso c’è il menù fisso, e si mangia tutti insieme su tavoli collettivi.
    Prosit!

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  7. sono una ristoratrice anch’io, e quando ho aperto usavo la carne di mucco pisano convinta che fosse quella!! ma quando poi cucinandola i sapori variavano e l’aspetto stesso era diverso ho chiesto spiegazioni, mi e’ stato risposto che se non era mucco pisano era chianina o limousine o charrolais, tutte carni secondo il macellaio buone (ma non mucco pisano) allora perche’ prendere in giro i clienti?? ogni animale ha 2 pezzi (lo scamone) ottimo per la tagliata dove sono tutte questi mucco pisani???? quindi e’ per onesta che vengono utilizzati altri tipi di carne e sinceramente quella che si avvicina di piu’ al mucco ed alla chianina e’ l’angus argentino.!!! e Cecchini ha sempre spacciato la sua carne per chianina fino a quando non l’hanno beccato, e cio’ che alleva adesso ma quanti capi ha per poter vendere ai privati, ai catering ed agli avventori???

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    1. Cecchini non ha mai fatto finta di vendere ciò che non aveva.
      Non è mai stato “beccato” a fare alcunché. Il suo unico passo falso fu quello della carne scaduta di tre anni fa, nulla più di un incidente di percorso.
      Chi fa questo tenore di discorsi farebbe bene a firmarsi. O no?

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        1. 80 e più chili di carne scaduta da mesi lo chiamerei più di un incidente di percorso: Cracco è stato messo alla gogna per due selle di coniglio. Per il resto, la nostra baby può firmarsi o meno, a me non interessa: il fatto che la sua sia un’accusa piuttosto gratuita rimane, ed è stata smentita prontamente.

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  8. Francamente non capisco (e non condivido) tutto l’astio che si riversa sul Cecchini.
    E’ un commerciante, vende certe cose, se a qualcuno sta bene ci va, se a qualcun altro non sta bene, va da un’altra parte.

    Sarà invidia?
    Ma forse nemmeno. E’ un po’ lo stesso atteggiamento di chi beve il vino nei cartoni, e gli piace, nei confronti di chi beve lo Chateau-Petrùs…

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  9. Pensandoci bene, forse il caso del Cecchini coincide con il problema dei maleducati di “Ciritorno”.
    C’è chi mangia abitualmente cose di livello molto basso. Una volta che va a mangiar fuori e mangia un pochino meglio, gli pare di aver toccato la vetta dell’alta cucina. Quando si accorge che esiste gente che ha metri diversi di giudizio, si sente punto sul vivo, e prende fuoco.
    Avete notato che le polemiche non sono mai sui locali di altissimo livello, ma sulle trattorie o i ristoranti popolari, cioè quelli frequentati da questo genere di persone?
    Chi mangia abitualmente la fettina sugherosa-incartapecorita, e gli piace, deve per forza dir male del Cecchini, e trovargli difetti, altrimenti si rende conto di mangiare sughero-cartapecora…
    E con questo siamo definitivamente fuori argomento…

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  10. Francamente mi pare un’affermazione discutibile: ci sono state discussioni più o meno lunghe e più o meno infuocate su Lorenzo, Il Meglio di Jo, Romano, per citarne solo alcuni. Eviterei generalizzazioni gastrofighette del genere: “Chi non ha mai mangiato da Ducasse non è degno di esprimere opinioni”.
    Credo che il problema sia semplicemente legato al successo stesso di Cecchini: insomma, essere un macellaio famoso a livello nazionale scatenerà ben qualche invidia, no?

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  11. non credevo di scatenare un vespaio del genere con locuzioni pseudo intellettuali!! Sono d’accordo con Durthu che 80 kg non sono un incidente di percorso, ma la mia non era una critica vera e propria a Cecchini anche se quanto ho detto l’ho detto con ragion di causa avendolo conosciuto prima del fatto, ma un accusa un po generalizzata a quei ristoranti che vendono mucco pisano o chianina senza che ne abbiano mai comprato un grammo, oppure complici di chi gliela vende rilasciandogli un certificato di provenienza che va avanti nei mesi e sempre quello e’!! Cecchini comunque e’ un buon venditore e tanto di cappelo per le formule che ha trovato e per il rapporto che instaura con la sua clientela!!

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  12. Senz’altro Dario Cecchini e’ un buon venditore ed ha creato un bel marketing.Pero’ e’ anche una persona molto disponibile e gentilissima nei confronti di ogni cliente della sua macelleria e dei suoi locali,anche se compra solo qualche salsiccia o mangia un menu da 10 euro.Nonostante una (secondo me)meritata popolarita’ non si e’ montato la testa.Molto apprezzabile specie di questi tempi .I tagli sono perfetti,frollatura idem,i salumi squisiti.Macelleria cara ma comunque non una gioielleria . Locali di gusto e menu non abbondanti,di piu’ ,e di qualita’.Se questi locali fossero a Milano,sarebbero troppo per le mie tasche.A Panzano sono alla portata di tutti.
    Tanto di cappello .

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  13. “Porzioni fin troppo abbondanti” non mi pare proprio. Di fiorentina me n’è toccata un tocchettino di un’hg scarso.

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    1. Sono stato il 21 marzo 2010 (mi ricordo bene la data perche’ era il primo giorno di primavera)ed il menu con la bistecca a 50 euro era praticamente ad libitum,te la riportavano finche’ non ti arrendevi.Il menu da 35 euro al ristorante mise in crisi me ed altri come me ,e ti assicuro che siamo gente che fa paura a vederci mangiare.Pero’ se e ‘ cambiato qualcosa e ci aggiorni ci fai un piacere perche’ pensavo di tornarci in autunno.

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