Sfoglia le recensioni dal marzo, 2011
mar
31

Osteria Il Papero a Balconevisi

Autore LuciMango    Category Ristoranti medi     Tag

A gennaio abbiamo scoperto questa osteria, aperta da poco da una famiglia che, abbiamo saputo aver gestito in passato un ristorante a Montaione, di cui non ho ancora scoperto il nome. Trovare il posto non è difficile, se non ci si scoraggia, dopo essere usciti dalla FiPiLi a Montopoli, a viaggiare per una ventina di minuti nel nulla…seguendo l’indicazione ‘Balconevisi’, paesino nel comune di San Miniato.
L’osteria in piazza 1° Maggio (che fa da gradito parcheggio) è ricavata sul primo piano del vecchio circolo, ma, una volta entrati, l’aspetto non è davvero quello di un circolo ma i proprietari hanno ricreato un’atmosfera informale ma curata, direi molto accogliente.
Il menù è tutto di terra, comprensibilmente vista la zona..
ci sono antipasti di salumi e formaggi, antipasti caldi e taglieri. Tra i primi è interssante la sezione delle minestre tipiche toscane, tipo ribollita, minestra di cavolo nero e carabaccia, nela sezione pasta fresca ricordo le pappardelle sulla nana, gli strozzapreti al ragù e i paccheri liparini. Nella sezione secondi cosa rara i fegatelli, il fritto dle contadino, il migliaccio, la fiorentina e la tagliata, solo un’incursione di pesce, il polpo alla luciana, contorni vari e tra i dolci il tiramisù (che il mio compagno cerca sempre come l’oro), il tortino caldo di cioccolato e non so, perchè i dolci non mi piacciono perciò mi colpiscono poco :) ))

Comunque..noi abbiamo scelto due antipasti misti, tra i quali c’erano affettati misti molto buoni, soprattutto la finocchiona ed il prosciutto semidolce (ma il proprietario mi ha detto che ancora è in cerca del prociutto come si deve, perchè non è ancora soddisfatto), pecorino con miele e marmellata (ma io sinceramente l’ho scansata perchè il pecorino mi piace da solo), crostini con speck, brie e mela (buoni davvero), vari sott’olio fatti in casa, pane abrustolito per il paté di fegato classico toscano e vari assaggi caldi delle minestre e di una zuppa di cipolle con mandorle tostate (davvero pregevole)..insomma..un antipasto ottimo direi anche abbondante ma soprattutto ho apprezzato l’originalità di alcuni assaggi tra i quali mi stavo dimenticando il cibreo meraiglioso!!! (naturalmente per chi non si schifa delle interiora..e io non mi schifo..).

Di secondo abbiamo scelto una tagliata con le verdure miste e la carne era daver squisita,tenera e saporita, unica pecca è che la servono nel vassoio di coccio in cui presumo abbiano cotto o verdure o altro, perciò continua a cuocere..e per chi come me ama la ciccia al sangue..è un peccato! Di contorno radicchio, zucchini, patate arrosto e topinambur, che già conoscevo coma salsa per la pasta ma devo dire che arrosto son davvero buoni!

Ah ovviamente poi è stato preso un tiramisù..che pare sia ottimo..ma la fonte non è attendibile, data la passione smisurata per quel dolce..che rende la critica di parte..

Tutta questa mangiata è stata accompagnata da vino della casa di Piazzano (c’era da scegliere anche un vino della casa biologico..ma non ero convinta), che come vino della casa non è stato malvagio. Presumo abbiano anchevini alla carta ma non ho chiesto.

La spesa è stata di 30 euro a persona, siamo stati proprio soddisfatti, cena davvero buona, ambiente accogliente e gente simpatica disposta a scambiare due chiacchiere senza essere entrante.

Ci si torna di sicuro!!!

Ganasce? Non saprei fare paragoni attendibili rispetto alle altre recensioni che ho letto ma direi almeno 3 e mezzo-4 perchè siamo stati bene :)

N.d.Durthu: metto 3 che ad aumentare siamo sempre in tempo e si evitano polemiche inutili.


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mar
29

Ristorante Pesce d’Oro – Chiusi (SI)

Autore ninavola    Category Qualità, Ristoranti medi     Tag

Chissà che casino combino con la prima recensione..ci provo. Anzitutto i dati:

RISTORANTE PESCE D’ORO
Loc. Sbarchino, 36 – lago di Chiusi
53043 Chiusi (SI)
Tel. 0578 21403
e-mail: info@ristorantepescedoro.it

C’è anche il sito ma non è di nessuna utilità e non lo ritrascrivo, oltre alla pagina iniziale non c’è nulla,forse è in costruzione. Il ristorante si trova sulle sponde del lago, è molto semplice raggiungerlo, basta seguire le indicazioni che portano al lago e sul finire della strada appaiono i cartelli del ristorante: occhio perchè a pochi metri se ne trova ubicato un altro, non sbagliate!Dall’esterno non avrete granchè modo di orientarvi perchè non ci sono cartelli, comunque appena uscite dalla macchina quello che resta sulla sinistra, è il vostro. Si accede dal bar anche se la sala ristorante si trova dal lato opposto. Un unica sala sui toni del giallo e dell’ocra vi accoglierà, con tavoli giustamente distanziati ed il tovagliato che si orienta sui soliti colori. Si parla di una cinquantina di coperti interni e quindi, con il titolare ed un paio di cameriere, si viene seguiti con regolarità e gentilezza. Il menu propone non solo pesce di lago ma anche piatti di terra di cui è scritto il nome di qualche azienda che fornisce l’olio ed i salumi. L’olio utilizzato è veramente buono,  risalta anche la qualità del pesce. Noi non avendo che provato preparazioni esclusivamente di lago nelle nostre visite, parlerò solo di quelle. Poche scelte, anche se fuori menu si trova sempre qualcosa di giornata, spesso di invenzione del cuoco.  Fra i piatti fissi nell’antipasto si trovano code di gambero con vellutata di finocchi (veramente notevoli,e ben presentate le cose sul letto di passata di finocchi), tartara di boccalone con panna acida e crostini di pane (freschissima la tartara, presentata a cupoletta e 3 crostini di pane tagliati al velo e tostati), panzanella toscana con tinca. Fra i primi la scelta continua a farsi difficile, ma il mio preferito è cannoli di luccio su guazzetto di gamberi…ottimi davvero. Non sono da meno i pici al sugo di persico reale, gli gnocchi con tinca affumicata ed il semplice ma affatto banale farrotto con zucchine e luccio,oppure la zuppa di carpa e patate. Nota: tutte le paste sono fatte in casa. Risalta la bontà dell’olio crudo nel secondo, il brustico, che altro non è che persico o luccio cotti su un fuoco a calore fortissimo, di canne lacustri. Pare che tale tecnica di cottura risalga addirittura all’epoca etrusca. Sicuramente i filetti che ne escono sono buonissimi ed affatto troppo cotti. Per me però è difficile rinunciare al tegamaccio, dove vi si trovano tutte le varietà di pesce del lago cotte nel sugo di pomodoro e servite nel coccio. Troverete anche il persico al sale, gli spiedini croccanti di persico reale alla brace oppure gli straccetti di carpa dorati su purea di melanzane e crema di aceto balsamico. L’ultima volta abbiamo accompagnato il pranzo con un buon franciacorta cà del bosco, buona scelta. Anche nei contorni ritorna un pò di lago, nella fagiolina del trasimeno condita con olio e pepe, delicatissimi. Fuori carta l’ultima volta provati dei carciofi fritti sciutti e saporiti. Anche i dolci sono di fattura casalinga, come lo zabaione flambè, il tortino caldo di cioccolata, il semifreddo al croccantino, semifreddo al cioccolato ripieno di cocco. Per chiudere con un accento alcolico chiediamo sempre qualche amaro, l’ultima volta offertoci. La spesa si aggira sui 30/35 euro se si prende dall’antipasto al doce, vini esclusi. A mio avviso, cifra irrisoria per la qualità finora riscontrata. Una bella esperienza che conto sempre di rifare a breve. Gli do 3 ganasce, preferisco stare stretta!io ci ritorno di sicuro.


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mar
26

Osteria Bernardo – Pisa

Autore Maremmana a Pisa    Category Ristoranti medi     Tag

Un po’ per caso, un po’ per pigrizia, dopo il week end lungo della festa dell’Unità d’Italia, io e il mio compagno cerchiamo un posto non lontano da casa per festeggiare il di lui compleanno. Non sono molte le occasioni in cui ci regaliamo una cenetta intima in un bel posto e quindi la cena è sempre preceduta da uno “studio” più o meno approfondito!

Approdiamo all’Osteria Bernardo sul presto, in una sera piacevole in cui si passeggia volentieri per Pisa.

L’Osteria è molto intima, l’arredo fonde molto bene il moderno delle sedie in plaxiglass e acciaio con i tavoli in caldo legno mogano, una madia antica e qualche altro arredo, sempre rimanendo “minimal” (come anche l’apparecchiatura molto curata, ma lineare) in modo da non “intasare” la stanza principale non grandissima. La distanza e la disposizione tra i tavoli infatti risulta essere perfetta, anche più in là nella serata quando comincia ad arrivare gente.

Ci viene portato il menù e servito un prosecco con una mini cornucopia di pasta sfoglia con delle melanzane dentro molto buona e presentata in maniera molto carina con aceto balsamico e ciuffetti di valeriana. Una piacevole sorpresa per entrare in sintonia con il posto!

Ci viene portato subito anche  un cestino con pane (e poi un secondo più avanti perché era troppo buono!). Premetto che secondo me dal cestino del pane si capiscono tante cose… il “classico” pane bianco, anche se buono, aiuta poco l’attesa e l’acquolina… un cestino con tipi vari, appena tiepidi, con le noci, integrale, bianco e una deliziosa schiacciatina secca salata e croccante aumenta la curiosità di assaggiare cose buone e particolari e stuzzica l’appetito e la fantasia.

Optiamo per:

Antipasto: un tortino di alici con all’interno delle patate e una salsa di arancia e aceto balsamico e un flan di verdure con una salsa tipo besciamelle molto delicata

Primi: pappardelle al cinghiale… ero scettica  dalla scelta del mio compagno perchè lo credevo un piatto “classico” che finisce per essere sempre uguale… invece erano molto buone e aromatizzate con ginepro e alloro… e dei paccheri con moscardini e zucca molto semplici ma deliziosi

Secondi: maialino con verdure e patate (attenzione purtroppo il flan era il solito dell’antipasto) e … qui arriva il piatto della serata! :D Scrigno di suove taurilla! Ci era stato descritto come uno scrigno di pane derivato dalla cucina etrusca con dentro uno spezzatino molto fine di carni (manzo, maiale e agnello) aromatizzate e speziate… appena arrivato in tavola ero un po’ scettica perché sembrava più un panino che uno scrigno! Ma il panino era fatto da loro e l’interno era super buonissimo con cipolla, sedano e finocchietto a dare un aroma veramente particolare!!! Una vera delizia al palato! Tanto che a fine cena ho anche fatto i complimenti alla chef!

Dolci: e qui arriva una nuova sorpresa… dopo un bel pasto bagnato da  un ottimo Mediterra di Bolgheri eravamo indecisi se prendere del vino dolce per accompagnare il dessert… scegliamo i dolci laciandoci un attimo di riflessione: un flan di cioccolato caldo buonissimo e una deliziosa torta di amaretti e amarene con crema sopra… e al momento dell’arrivo a tavola, ci viene offerto dall’oste il vino dolce! A scelta tra un passito, un moscato e uno cherry!

Prezzo della serata: 100 euro in totale… ben spesi!

Il posto è molto carino, forse non accogliente come me lo aspettavo, ma rispecchia la bontà semplice, lineare ma ricercata della cucina.  Bello anche il sottofondo jazz mai eccessivo in sala!

4 ganasce convinte!

Osteria Bernardo

Piazza San Paolo all’Orto, 1 – 56127 Pisa (PI)
Tel.: 050575216 - Fax: 050575216
E-mail: info@osteriabernardo.it
Web: http://www.osteriabernardo.it/
Chiuso il Lunedì


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mar
26

Osteria La Tagliola a Montopoli In Val D’Arno

Autore sabrinabi87    Category Ristoranti popolari, Trattorie     Tag

Nomi: Osteria La Tagliola Di Salvini Rossano
Via: Via Musciana,139
Indirizzo Postale: 56020 Montopoli In Val D’Arno
Telefono: (+39) 0571461010

Salve, sono nuova nel recensire qualche ristorante ma accanita lettrice del vostro blog! Mi affido sempre a voi per la ricerca di nuovi ristoranti nella mia zona (provincia di Pisa).

Allora eccoci qua, OSTERIA LA TAGLIOLA.

Il ristorante si trova a Marti località vicino a Montopoli, locale rinnovato recentemente non molto grande in questo periodo ma in estate si avvale di uno spazio aperto molto grande.

Veniamo a noi:

  • 1 antipasto toscano (4 crostini, crudo e salame)
  • 1 antipasto la tagliola (4 crostini, crudo, salame, insalata di farro, rucola e grana, ceci verdure grigliate)
  • entrambi buoni, tipici toscani;
  • 1 raviolo di spinaci con sugo di cinghiale e funghi… molto buono e abbondante, ravioli fatti in casa
  • 1 tagliata rucola e grana…abbondante e cotta bene(brace)
  • 1 patata fritta ( non surgelata!!)
  • 1 tiramisù
  • 1lt di acqua, 1/4 di vino 2 caffè
  • 20,00  € a testa

 

3 ganasce ci possono stare…a presto!!!

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mar
24

L’Imbuto – Viareggio (Lucca)

Autore Ganascia    Category Ristoranti lusso     Tag

«Stupiscimi!» – Anton Ego.

Prima di affrontare la recensione dell’imbuto, c’è bisogno di un paio di caveat

Primo. Il locale compie una scelta che penalizza i mangiatori. Se volete la pastasciuttona, pensate ad un altro ristorante. Sicuramente nei commenti ci saranno persone che sono andate via con la fame ma l’unica cosa che posso dire è: avete sbagliato ristorante. Io lo dico come prima cosa qui, così siamo a posto.

Secondo. La Signora Ganascessa Moglie mi ha regalato per il mio compleanno un corso di cucina proprio presso L’Imbuto. Quindi conosco il cuoco Cristiano Tomei e conosco, nei dettagli, come cucina e soprattutto come pensa la sua cucina. Se da un lato questo compromette teoricamente il distacco tipico delle mie recensioni, dall’altro mi fornisce elementi in più. La recensione però è del tutto in buona fede, imparziale come sempre.

Partiamo dunque. Il locale è ricavato in una vecchia falegnameria. L’interno è informale e piacevole, piuttosto essenziale senza essere freddo. L’apparecchiatura è semplice ed elegante, il pane, fatto in casa, molto buono con una tendenza accentuata a sparire velocemente…

Siamo a cena in quattro, il mio compagno di corso e le nostre mogli. Noi sappiamo quasi tutto, loro non sanno niente.

Scegliamo di metterci completamente in mano a Cristiano. La cena quindi si è snodata in un percorso/degustazione di pesce di una decina di piatti, dieci piccole porzioni mirabolanti.

Una bella sintesi della cucina del ristorante, impossibile da riportare in toto, orchestrata secondo un crescendo ben calibrato. Posso comunque citare il filetto di triglia caramellato con fave fresche e una crocchetta di baccellone, la zuppa d’olio con seppie, ostriche, gambero crudo e polvere di cavolo nero (un’esplosione di sapore), i sorprendenti filetti di ombrina in sfoglia di patate con salse al prezzemolo e alla panzanella. Abbiamo chiuso con i ravioletti ripieni di centrifugato di finocchio, con cicale saltate alla sambuca e polvere di caffé e con una fonduta fredda di parmigiano per ripulire la bocca.

Gran finale con tre dolcini: una definitiva créme brulée al tabacco, panna e stracchino con meringa al caffè e una ponce smontato: una barattolino a strati con bavarese all’anice, gelatina al rum, spuma al caffè.

La cucina dell’Imbuto è una bella sintesi di tradizione e innovazione. Cristiano Tomei tende ad esaltare ogni ingrediente con abbinamenti spesso inusuali, che però restituiscono una straordinaria purezza di sapori con cotture mirate e, spesso, semplici in maniera disarmante. Il risultato è eccitante, sempre che abbiate voglia di mettervi un pochino in gioco, scoprendo gli abbinamenti classici riproposti in chiavi del tutto nuove.

I piatti di carne e, soprattutto, interiora sono comparabilmente interessanti e dal tutto da esplorare. Tra l’altro in questo periodo è in preparazione il nuovo menu stagionale, quindi nuove cose sono allo studio.

Considerazioni:

Il servizio è puntuale e gentile. Non abbiamo atteso troppo tra una portata e l’altra. La carta dei vini è del tutto adeguata alla classe del locale, a me per esempio attira la scelta di riesling e di altre chicche.

Noi sapevamo cosa aspettarci, ma le signore sono uscite moooolto soddisfatte e divertite. Per una volta è stato estremamente rilassante mettersi nella mani del cuoco ed ogni volta essere stupiti.

Ci rimane un conto di 70 euro a testa con una bottiglia di champagne, una di birra LaChouffe consigliata dallo chef a fine pasto (ottimo consiglio), due acque e 4 caffé. Cifra non bassa ma a giudizio dei commensali del tutto adeguata alla serata.

Ciritorno.? Sì, di sicuro. Una serata così ricarica le mie pile gastronomiche, e ho tutta una prospettiva di piatti di carne da provare.

Prima di dormire chiedo alla SGM: «Quante ganasce diamo?» «Parecchie.»

Eccone quindi cinque. 

La cucina dell’Imbuto
Via Antonio Fratti, 308 . 55049 Viareggio Lucca
Tel. 0584 48906


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mar
22

Ora lo ridico…

Autore Ganascia    Category Editoriale     Tag

Ai nuovi commentatori:

non potete dare cinque ganasce alle trattorie.

Prego, leggetevi la descrizione dei voti e poi fatevi un giro per capire quali sono i posti da 5 ganasce e quelli da quattro, e capirete che le vostre recensioni sono di posti da tre e mezzo al massimo.

Non autorizzerò recensioni con voti sballati. Prego, correggete.

mar
15

Hotel Ristorante Aiuole – Arcidosso (GR)

Autore Ganascia    Category Ristoranti medi     Tag

Dopo non so quanti anni che non andavo, la scorsa domenica sono tornato a mangiare al ristorante Aiuole di Arcidosso. Il ristorante si trova appena all’imbocco della strada per la vetta dell’Amiata, in località, appunto, Aiuole.
Il locale è arredato in stile trattoria toscana, spazioso, con due belle sale all’ingresso, la nostra con un camino bello grande che, stante la giornata terribile di pioggia fuori, faceva parecchio piacere.

Il menu a voce è piuttosto interessante; presenta piatti tradizionali con una dose di innovazione moderata ma intelligente e grande attenzione alle materie prime locali: qui troverete funghi, castagne, cacciagione e piatti locali ottimamente intrepretati. La cantina è interessante, ma domenica abbiamo pasteggiato col vino della casa, un ben rosso montalcinese piacevole.

Saltando gli antipasti, abbiamo provato un piatto misto di palle di neve (gnudi di ricotta e patate) e gnudi di ricotta e ortica con burro e parmigiano – molto buoni, specie gli gnudi di ortica; una zuppa di ceci e farro ottima e dei bei gnocchi casarecci al ragù per la piccola peste.

Secondi: pancetta di maiale al forno supercroccante con tortino di patate, maialino al brunello e insalata per la signora, cinghiale in salmì e cipolle gratinate per me. Tutto ottimo e ben eseguito. Il cervo era favoloso, l’intingolo peccaminoso.

Dolci semplici ma, ancora una volta, molto ben fatti: il mio latte alla portoghese era perfetto.
Caffè e grappa ammazzapatente per me. 90 euri. Il servizio è tanto gentile quanto fulmineo.

Altre note: il padrone Ugo, una persona gentile e competente, nonché l’unico aficionado amiatino del gin liscio (insieme a me :-) ), vanta una clientela di rango: il locale era una delle mete preferite di Veronelli quando passava in zona, Guccini è di casa e di qui è passato pure il Dalai Lama.
Ci ritorno? Di sicuro.
Il locale si becca tre ganasce e mezzo abbondanti, tendenti alle quattro. Probabilmente potrebbe anche di più. È sicuramente uno dei posti più interessanti dell’Amiata grossetano.

Ristorante Aiuole. Località Aiuole, Arcidosso (GR)
Telefono 0564 967300

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