Il Cassettone di Nonna – Livorno

Un ristorante “corto”.
Come è noto, nel gergo enologico si definisce “corto” un vino che non lascia in bocca particolari sensazioni, che pochi minuti dopo averlo bevuto non si sente più nulla. Ecco, questa è stata la sensazione generale.
Cerco comunque di essere più dettagliato.
Il Cassettone di Nonna è un noto locale livornese sito in via S. Jacopo in Acquaviva, nel quartiere omonimo, vicino all’Accademia Navale.
Il locale ha cambiato nome due volte, e adesso porta quello originale: evidentemente, due cambi di gestione.
Era uno dei vecchi vinai di S. Jacopo, e in mezzo alla saletta si vede ancora la botola che portava in cantina, peccato che non l’abbiano valorizzata.

Il locale è piccolo, con soffitto di travi a vista pitturate (ohibò!), comunque non sgradevole. Apparecchiatura semplice ma non trascurata.

Ci viene presentata la lista che prevede non molti piatti, di mare e di terra, e anche questo non è negativo, perché meglio poche cose fatte bene che molte fatte male. Dopo la comanda ordiniamo il vino, un bianco di Montecarlo, Le Mure, che non è sgradevole ma è “corto”.

Io prendo un risotto di mare, e poi un cartoccio di mare.
Non posso dire che il risotto fosse cattivo, però “gli mancava qualcosa”, insomma non soddisfaceva il palato.
Il cartoccio conteneva due filetti di pesce non identificato, evidentemente surgelati, e una manciata di vongole. Anche questo, non cattivo, ma “scialbo”.
Per concludere, una crema catalana dignitosa.
La persona accanto a me ha preso un carpaccio di mare, a suo dire buono, e un piatto di ravioli ricotta e spinaci, chiaramente commerciali, conditi con un sugo di triglie “un po’ stanco”.
La spesa è stata molto modesta, 16 euro a testa tutto compreso, ma il godimento è stato altrettanto modesto.
L’impressione che se ne ricava è quella di una cucina limitata, fatta con poco entusiasmo, oppure con poco mestiere.
Non credo che ci ritornerò.
DUE GANASCE



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23 pensieri su “Il Cassettone di Nonna – Livorno

  1. Posto molto tranquillo , con sala interna intima , sul retro un ampio giardino coperto e curato. I piatti sono tipici livornesi , buona la cucina , e la spesa é veramente minima , vasta scelta di vini , basta frugarsi per bere una buona bottiglia di vino. Ma vedrai che ci ritorno e come !!!

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  2. locale molto carino caloroso con una cucina molto buona e curata nella presentazione con varie scelte di vini bono anche il ponce.ci vado spesso e sono sempre rimasto contento.a sabato cassettone ciaooooo!!!!!!!

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  3. io al cassetone della nonna ci vado spesso e come!!!!! cucina semplice e tipica livornese vini ottimi basta frugarsi e non prendere quello della casa che si sa e’ sempre un po’ meno gradevole. spesa e qualita’ ottime!! l’ambiente e’ carino e accogliente. faccio presente che a coloro che hanno scritto negativamente su questo posto che con gli stessi soldi ad oggi si puo’ mangiare una pizza e bere una birra.. io preferisco mangiarci il pesce e degustare OTTIMO VINO!!! GRANDE CASSETTONE DELLA NONNA SIETE FANTASTICI CONTINUATE COSI’ e poi io dico sempre che accontentare tutti i clienti e’ molto difficile praticamente un miracolo… del ristorante basta che se ne parli bene o male e’ sempre pubblicita’ io comunque sono piu’ che favorevole al “cassettone” e quando ho occasione vado a mangiarci !! da una vostra “fans” cliente…. ps: e poi si chiama il cassettone DELLA nonna e NON il cassettone DI nonna!!!!!!!!! a presto ciao ciao

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    1. “…che con gli stessi soldi ad oggi si puo’ mangiare una pizza e bere una birra..” almeno a Livorno non è proprio così…e comunque se qualcuno non è stato bene in un locale credo che la valutazione sia indipendente dalla spesa

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  4. E’ la prima volta che visito questo sito e mi sono imbattuto nei commenti al Cassettone che è un locale che conosco per averci mangiato tre o quattro volte. Ovviamente tutte le opinioni sono rispettabili a patto che siano disinteressate…. La mia è che il Cassettone della Nonna sia un ottimo ristorante da tutti i punti di vista. Si viene accolti da una sala calda e da personale sorridente e amichevole e ci si sente subito a casa. L’arredamento è quello di una trattoria tipica livornese perché questo è il Cassettone: una trattoria tipica livornese nella migliore tradizione. A me piace molto viaggiare e sono sempre affascinato dai locali tipici (pur non disdegnando quelli etnici) al punto che prima di raggiungere una località cerco di informarmi su quale siano le mangiatoie tradizionali. Ebbene mi sono trovato spesso a pensare quale sia, nella mia città un vero ristorante “tipico”. Credo possiamo essere d’accordo che “tipico” è quel posto che racchiude in sé la cultura, i costumi, i sapori, il linguaggio di un posto. Ecco, provate da livornesi ad andare al Cassettone e a mangiare al Cassettone. Si possono gustare i sapori della nostra città con retrogusto di libeccio e salmastro, la simpatia della nostra gente e la modestia e la misurazione del popolo del mare. Un equilibrio, dunque, tra prezzi molto molto contenuti e qualità. Il massimo con il minimo. Questo è Livorno, questo è il Cassettone. Quei piatti serviti con tanta cura li ho mangiati altrove cucinati peggio pagandoli molto di più. Esistono due parametri che fanno giustizia anche dei commenti (ovviamente tutti rispettabili sempre se disinteressati…) meno positivi: 1) Il Cassettone (almeno nel fine settimana) è sempre pieno di gente 2) I livornesi sono molto esigenti e se tornano spesso in un posto deve esserci un buon motivo. Ci sono altri locali molto validi a Livorno e certamente è possibile che a qualcuno non piaccia una cosa che ad altri piace a patto che si sia in grado di valutare, di riconoscere i sapori, di apprezzare un locale per quello che è. Mangiare bene in un ristorante tipico e spendere poco è certamente una cosa che fa bene allo spirito per cui vi invito ad andare a provare il Cassettone della Nonna mentre io, da parte mia, sicuramente, come avrete capito, “ci ritorno”

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  5. a me invece, avere due commenti sequenziali dallo stesso IP dà parecchio noia. ringraziate il cielo che oggi sono gentile e non casso tutte e due le sviolinate (perché tali ritengo che siano)

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  6. O Ganascia, mi accorgo ora che i due commenti di Angelo e Cris sono stati fatti lo stesso giorno a distanza di 48 minuti…
    Comunque, parlando di cose più serie, DA LIVORNESE devo dire che NON E’ VERO che i livornesi siano esigenti per il cibo, anzi.
    Sarà la storia della sua fondazione, sarà che c’è alle spalle un passato di fame nera, sarà quel che si vuole, ma la maggioranza dei miei concittadini bada molto più alla quantità che alla qualità.
    Per avere un pane appena decente bisogna farselo venire da Nibbiaia, gli insaccati di produzione locale sono incommestibili, il formaggio sa di plastica…
    La carne frollata bene a Livorno non si vende perché è scura e non la compra nessuno… Eppure c’è chi si accontenta.
    Ora naturalmente solleverò un vespaio di polemiche, e caso mai ci si sposta su “Discussioni”, comunque basta andare nell’interno della Toscana, e se si è obiettivi ci si accorge che la qualità migliora a vista d’occhio. (Ad esempio, al mercato settimanale di Panzano – FI ho comprato da un banalissimo furgone un pecorino di commovente bontà).

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    1. Fuor di polemica, la faccenda potrebbe essere confermata dal voto medio dei locali livornesi su ciritorno: tutte trattorie tranne In Vernice. Quindi o non ci sono altri locali da 4 o più, o i frequentatori di Ciritorno non ci vanno…

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    2. eddài, di nuovo a generalizzare… sono d’accordo che non è vero che tutti i livornesi sono esigenti per il cibo così come non tutti i romani sono esigenti per il cibo (vedi le innumerevoli trattorie che pullulano a Roma offrendo qualità a volte indecente). Non credo c’entri nulla la storia di livorno (come se l’ignoranza o la poca cultura fosse meramente ereditaria, come se per il fatto che mia madre abbia sofferto la fame per via della guerra di conseguenza non potrei essere esigente in fatto di cibo..mah!)
      Il Pane di Nibbiaia a me non piace, c’è un forno in corso amedeo che fa pane al mattone (non sciocco però) di ottimo livello. Ma ce ne sono altri, non tutti e non i più famosi, che fanno ottimo pane a lievitazione naturale, non ti dico come la classica “bozza” pratese o fiorentina, ma sicuramente accettabile. Tradizione negli insaccati non l’abbiamo mai avuta, nei formaggi qualcuno lavora bene ma certo anche lì non è che siamo famosi per i latticini…questo vuol dire che non siamo in grado di capire la qualità? Come dire che chi non abita in città di mare non capisce niente di pesce?
      Una cosa però la devo dire. Noi livornesi siamo presuntuosi, pretendiamo di essere in grado di fare tutto ai massimi livelli senza esperienza, da autodidatti ci crediamo artisti, musicisti, chef ecc. senza aver mai messo piede fuori dalla nostra città (sto generalizzando volutamente). Questo sicuramente influisce nell’offerta ristorativa.

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  7. ah! il macellaio… per togliermi lo sfizio di prendere la tipica chianina e per farla assaggiare ai miei parenti acquisiti di Napoli, sono andato nella migliore macelleria di foiano della chiana. Mi credi se ti dico che ne ho trovato di simili e (a volte) di migliori quelle che prendo da Banti (detto anche “il gioielliere”…) in via Borsi?

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  8. il cassettone non si chiude piu’, e’ straripante di commenti 🙂 , quindi solo una nota al volo! Son meno drastico delle due ganasce solitarie , ma solo di poco 🙂 L’ho trovato piu’ anonimo rispetto ad altri locali labronici, non me ne voglia Gianluca , non voglio riaccendere le vecchie discussioni 🙂 Di tipico livornese ho mangiato una pasta al favollo , appena sufficiente, nell’antipasto , gamberette e fagioli , fagiolini e tonno , non propriamente autoctoni 🙂 Ricapitolo: antipasto , primo , 1/2 secondo , mattonellllla , vino (quello tipico corto) e caffe’ 23 o 24 euri, non ricordo esattamente ! Se ci dovessi ritornare, gli sabbio i travicelli e le mezzane 🙂 saluti

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    1. figurati! io sono d’accordo con te e pure con Silvestro riguardo al locale, se la pizzeria LA PINETA di Marina di Pisa merita 3 ganasce le merita pure il CASSETTONE ma a malapena però…

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  9. Sono sbarcato oggi e ho trovato una marea di commenti. E’ vero che questo Cassettone non si chiude più. Concordo con Gianluca sulla “presuntuosità” dei nostri concittadini (ovviamente non per tutti), ma insisto a dire che la storia, il passato di una città ha il suo peso anche nella ristorazione. In luoghi di antica tradizione culinaria (e di cucina più ricca) il cliente è mediamente molto più attento alla qualità, e i negozianti ed i ristoratori, volenti o nolenti, si adeguano. A Livorno c’è molta gente “improvvisa”, come diceva Mamma Franca, è una città dove si guarda molto più all’apparenza che alla sostanza, diversamente dal resto della Toscana (e infatti Livorno in Toscana c’è per caso). Tanto per fare un esempio in un altro settore: abbigliamento firmato se ne trova in quantità, ma se vi serve un iniettore, c’è da piangere. Ma perché non ci si sposta su “Discussioni”?
    P.S. La segnalazione su via Borsi è interessante: mi pare che ci sia solo quello all’angolo con via delle Grazie…

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    1. viareggio non ha una antica tradizione culinaria eppure ci sono più locali da 4 5 o 6 ganasce lì che a Pisa Livorno Massa e Lucca messi insieme…..la sardegna non ha storia culinaria eppure anche lì stesso discorso. Non dico che non c’entri la storia ma è una delle componenti e a volte neanche la più importante…si, c’è solo Banti all’angolo

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  10. Cenato l’altra sera.
    Eravamo una tavolata di quindici persone.

    Penne al favollo.
    Buonine, favollo poco ma la pasta era gustosa, passabile.

    Orata monoporzione al forno con verdure
    Buona! e le verdure anche.
    Naturalmente di allevamento ma era buona.

    Dolce:
    tortino al cioccolato, buono.

    Vino bianco di montecarlo da frullarlo dalla finestra.
    Acidissimo.

    Caffe e ammazzacaffe.
    Totale: 20 euro.

    Il posto non e’ il massimo con quel tendone a copertura pero’ sono sicuro che d’estate migliora parecchio.
    La spesa e’ iper onesta.

    Tre ganasce per me vanno bene.

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  11. Stasera per il mio compleanno Andiamo per la prima volta al cassettone della nonna.
    Locale intimo e accogliente gestori simpatici e gentili,tempi di attesa tra una portata e l’altra più che accettabili,veniamo al menu.
    antipasto di mare quantità,e qualità molto buona presentazione gradevole.
    primi risotto (cremolata di gamberi giusta porzione cottura al limite ma buon sapore)
    Tagliolini all’astice bella presentazione profumo di mare sapore buono pasta leggermente scotta.
    secondo piatto grigliata di pesce cottura perfetta presentazione del piatto ottima sapori ben definiti 2 gamberoni 2 scampi un pesce non definito ma saporito e buono.totani.tutto buono.
    dolci fatti in casa tiramisù giusta porzione sapore buonissimo ( ma io sono goloso) crema catalana con cantuccini fatta in casa molto buona ,caffè ammazza caffè e limoncello.
    spesa totale 50 euro in due prezzo più che onesto sicuramente ci tornerò.
    vino frizzante buono 12 gradi + un litro d’acqua.
    voto qualità prezzo direi 4 ganasce…

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  12. Vai, eccone un altro… O Ganascia, questa è da manuale, sembra d’essere in un conservatorio, con tutte queste sviolinate.
    Ma se tutte queste energie le dedicavano alla cucina, non era meglio?

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