Ristorante Pesce d’Oro – Chiusi (SI)

Chissà che casino combino con la prima recensione..ci provo. Anzitutto i dati:

RISTORANTE PESCE D’ORO
Loc. Sbarchino, 36 – lago di Chiusi
53043 Chiusi (SI)
Tel. 0578 21403
e-mail: info@ristorantepescedoro.it

C’è anche il sito ma non è di nessuna utilità e non lo ritrascrivo, oltre alla pagina iniziale non c’è nulla,forse è in costruzione. Il ristorante si trova sulle sponde del lago, è molto semplice raggiungerlo, basta seguire le indicazioni che portano al lago e sul finire della strada appaiono i cartelli del ristorante: occhio perchè a pochi metri se ne trova ubicato un altro, non sbagliate!Dall’esterno non avrete granchè modo di orientarvi perchè non ci sono cartelli, comunque appena uscite dalla macchina quello che resta sulla sinistra, è il vostro. Si accede dal bar anche se la sala ristorante si trova dal lato opposto. Un unica sala sui toni del giallo e dell’ocra vi accoglierà, con tavoli giustamente distanziati ed il tovagliato che si orienta sui soliti colori. Si parla di una cinquantina di coperti interni e quindi, con il titolare ed un paio di cameriere, si viene seguiti con regolarità e gentilezza. Il menu propone non solo pesce di lago ma anche piatti di terra di cui è scritto il nome di qualche azienda che fornisce l’olio ed i salumi. L’olio utilizzato è veramente buono,  risalta anche la qualità del pesce. Noi non avendo che provato preparazioni esclusivamente di lago nelle nostre visite, parlerò solo di quelle. Poche scelte, anche se fuori menu si trova sempre qualcosa di giornata, spesso di invenzione del cuoco.  Fra i piatti fissi nell’antipasto si trovano code di gambero con vellutata di finocchi (veramente notevoli,e ben presentate le cose sul letto di passata di finocchi), tartara di boccalone con panna acida e crostini di pane (freschissima la tartara, presentata a cupoletta e 3 crostini di pane tagliati al velo e tostati), panzanella toscana con tinca. Fra i primi la scelta continua a farsi difficile, ma il mio preferito è cannoli di luccio su guazzetto di gamberi…ottimi davvero. Non sono da meno i pici al sugo di persico reale, gli gnocchi con tinca affumicata ed il semplice ma affatto banale farrotto con zucchine e luccio,oppure la zuppa di carpa e patate. Nota: tutte le paste sono fatte in casa. Risalta la bontà dell’olio crudo nel secondo, il brustico, che altro non è che persico o luccio cotti su un fuoco a calore fortissimo, di canne lacustri. Pare che tale tecnica di cottura risalga addirittura all’epoca etrusca. Sicuramente i filetti che ne escono sono buonissimi ed affatto troppo cotti. Per me però è difficile rinunciare al tegamaccio, dove vi si trovano tutte le varietà di pesce del lago cotte nel sugo di pomodoro e servite nel coccio. Troverete anche il persico al sale, gli spiedini croccanti di persico reale alla brace oppure gli straccetti di carpa dorati su purea di melanzane e crema di aceto balsamico. L’ultima volta abbiamo accompagnato il pranzo con un buon franciacorta cà del bosco, buona scelta. Anche nei contorni ritorna un pò di lago, nella fagiolina del trasimeno condita con olio e pepe, delicatissimi. Fuori carta l’ultima volta provati dei carciofi fritti sciutti e saporiti. Anche i dolci sono di fattura casalinga, come lo zabaione flambè, il tortino caldo di cioccolata, il semifreddo al croccantino, semifreddo al cioccolato ripieno di cocco. Per chiudere con un accento alcolico chiediamo sempre qualche amaro, l’ultima volta offertoci. La spesa si aggira sui 30/35 euro se si prende dall’antipasto al doce, vini esclusi. A mio avviso, cifra irrisoria per la qualità finora riscontrata. Una bella esperienza che conto sempre di rifare a breve. Gli do 3 ganasce, preferisco stare stretta!io ci ritorno di sicuro.


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