Agriturismo Alpaca – Pontedera – Pisa
Abbiamo prenotato per le 20:30 – 21:00 quattro coppie.
Arrivati all’agriturismo alle 21:00 e confermato la prenotazione, ci siamo diretti verso il tavolo prenotato, subito ci siamo accorti che nella sala erano tutti stranieri saranno state massimo altre 4 tavolate oltre alla nostra.
La signora ci è venuta subito incontro portandoci prima dell’acqua ( 1 frizzante, 1 Naturale ) dopo di che non l’abbiamo più rivista per 30 min, la mancanza di personale d’altronde si sentiva 1 sola persona che sparecchiava, serviva, e incassava i conti. Dopo 30 minuti riappare e ci conferma che noi avevamo prenotato per il menu fisso “stile americano” e che quindi sarebbe arrivato un antipasto, 2 assaggi di primi, 1 secondo più contorno, dolce & caffè. Dopo altri 15 min di attesa con solo acqua e senza pane si erano fatte le 21:45 arriva l’antipasto per 8 persone; l’antipasto era formato da 2 vassoi di pane riscaldato ( non da confondersi a bruschetta ma sembrava riscaldato al micronde ) + due vassoi con sopra 3 recipienti di terra cotta con i condimenti per il pane, praticamente ci siamo mangiati 3 bruschette mignion a testa e avanzava tutto il condimento. Allora abbiamo chiesto del pane in più e ci ha guardato in modo strano per intendere che il pane in più sarebbe stato un costo aggiuntivo nel menu, poi ci ha risposto in modo sorpreso ” se lo volete dovete aspettare” allora gli abbiamo chiesto se avesse del pane normale, dopo 5 min arriva sempre la solita signora con una busta da panificio marrone con dentro del pane. Verso le 22:30 dopo una ulteriore attesa di 30 minuti abbiamo deciso di alzarci e andare via, stavamo per pagare 65 euro per un antipasto che discutendo con la cameriera sarebbe bastato a 4 persone non ad 8 alla fine abbiamo pagato 50 euro.
Ripeto posto bello in mezzo al verde, ma niente di più.
… E lo riportiamo a due ganasce…
“Agriturismo degli Alpaca”
via Vecchia San Gervasio 47
Montecastello
56025 Pontedera (PI)
Tel: (+39) 0587 629244 – 366 3670489
Mare e dune a Marina di Vecchiano – Pisa
Malauguratamente il Comune di Vecchiano ha tolto la concessione della spiaggia e del ristorante dell’Oasi Uno ai gestori dell’ottimo ristorante Il Papiro.
Laddove era tutto all’insegna del rispetto per il bellissimo parco naturale (silenzio, rumore del mare, profumi della macchia, gusto nella scelta del mobilio, dei colori, con lampade di bambù, candele, la voce di Ella Fitzgerald, cucina semplice e prodotti buoni), i nuovi gestori hanno fatto delle scelte da urlo: soffitti bianchi al posto del colore caldo del legno, lampade al neon e, fuori, vasoni di plastica con piante sintetiche, tovaglie arancione, tende che nascondono il meraviglioso paesaggio.
La musica? A tutto spiano abbiamo il privilegio di ascoltare la radio vociferante: RDS!!!
L’accoglienza ci sembra piuttosto freddina per non dire sgarbata.
È stato fatto di tutto per cancellare la poesia e la magia del luogo.
Questo per il contorno.
Guardiamo il menù, ad iniziare dai vini. Il Rosso (dico bene il Rosso) di Montalcino a 35 euro la bottiglia. Decidiamo per un quarto di vino bianco della casa. Orrendo! Lo pagheremo 10 euro.
I primi sono in genere a 11 euro, all’eccezione delle linguine alle cicale, che costano 8 euro e che sono un po’ tirchie in termini di quantità ma buone, fresche e ben condite.
Il baccalà alla griglia si presenta così: un pezzo non troppo grande di baccalà decorato con due foglie d’insalata. Appena un po’d'olio (e nemmeno a tavola) e basta.
Il servizio è, per essere gentili, piuttosto approssimativo e, direi, amatoriale, senza gentilezza.
Dopo l’esperienza, scappiamo, amareggiati e delusi, con l’impressione di avere perso un luogo molto speciale.
Vorrei capire che giochi misteriosi si tramano sotto l’attribuzione delle concessioni dei bagni. E per quanti anni ne abbiamo di questa nuova e molto amatoriale gestione?
maredune.it c/o Bagno Oasi 1 – Marina di Vecchiano, Pisa. Non si trova indirizzo sul sito
Tel: 050 80 32 66
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Ristorante Aragosta – Livorno.
Il ristorante Aragosta si trova all’ingresso del porto mediceo di Livorno. Proveniendo dai “Quattro Mori”, al semaforo si dirige verso il porto. Superato il “Ponte dei Francesi”, sulla sinistra c’è il ristorante. E’ una lunga costruzioone in legno (o rivestita di legno), con un’aria vagamente marinaresca.
Il locale è uno di quelli storici di Livorno: non so di preciso a quando risalga, ma credo almeno ai primi del ’900; di sicuro io ce l’ho sempre visto. Adesso si presenta con alcuni tavoli all’esterno sotto gli ombrelloni, e all’interno una sala lunga e stretta con due file di tavoli, apparecchiata con cura. Belle lampade marinare di ottone illuminano l’ambiente. C’è anche una saletta con un unico tavolo rotondo da 7/8 posti, che è possibile prenotare.
Nato chiaramente come osteria di marinai e portuali, ha avuto negli anni fasi alte e basse, con un periodo in cui era anche pizzeria. Da molto tempo mi sembra in fase “alta”, e ogni volta che ci vado è un pochino meglio.
Il menù è di stretta osservanza marinara, e contempla il cacciucco in varie pezzature, dalla porzione normale a quella “piatto unico”, per finire con “Sua Maestà il cacciucco” al costo di € 30. Come ben sanno i livornesi, il cacciucco è un piatto difficile da proporre al ristorante, perché ci sono le lische, e perché il pesce dovrebbe essere rigorosamente fresco, tant’è che quasi tutti i locali lo fanno solo su ordinazione, oppure un solo giorno alla settimana.
Quello dell’Aragosta l’ho assaggiato diverse volte, e francamente è di ottimo livello. Non giurerei che tutto sia veramente fresco, ma sicuramente di fresco ce n’è molto. Una nota di merito per il fatto che sia in menù quotidianamente.
Il resto è giocato sui classici di pesce: antipasti di vario genere, qualcuno anche insolito come il carpaccio di baccalà, poi primi di mare: allo scoglio, all’astice, etc. I secondi sono anch’essi molto classici: pesce al forno, al sale, all’acqua pazza, fritture, grigliate…
Da notare che, fra i dolci, è sempre presente una cassata siciliana di eccellente fattura, spedita direttamente dalla Sicilia.
A titolo di esempio, l’ultima volta (ieri) ho preso dei tagliolini all’astice (con mezzo astice intero) che si potevano tranquillamente considerare un piatto unico, una fetta di cassata e una mezza bottiglia di un bianco fermo di non ricordo dove, con una spesa, adeguata, di 23 euro, regolarmente fatturati.
Un ristorante dove si avverte l’impegno, con un corretto rapporto qualità/prezzo. Personalmente la cosa che apprezzo di più è il livello “stabile”, cioè la possibilità di andarci in qualsiasi momento senza la paura di far brutte figure con eventuali ospiti, che magari son venuti apposta a Livorno per mangiare il cacciucco. Il servizio è corretto, e non indulge alla “livornesità” (altro punto a favore…). Notevole anche la “location”, praticamente in mezzo al porto e alle navi.
Ah, dimenticavo: oltre alla carta dei vini hanno anche quella delle ACQUE, cosa mai vista a Livorno, e fra le bevande c’è anche il chinotto Lurisia, prodotto con i chinotti DOP di Savona (che peraltro si trova anche al bar “Quo vadis” nelle immediate vicinanze).
Direi quattro ganasce.
Ristorante Aragosta, piazza dell’arsenale 6, Porto Mediceo di Livorno
Tel/fax 0586895395 – cell 349 8607525
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Qualche riflessione sui prezzi
Vi racconto un caso accadutomi di recente.
In quel di Portoferraio, alla pizzeria New Paradise, ho preso un primo, un secondo, un dolce, più acqua minerale, spendendo 30 euro. La qualità non era male, il prezzo un po’ altino ma, si sa, “siamo all’Elba”.
Il giorno successivo, dall’altro lato della piazza, al ristorante cinese (non ricordo il nome, forse “La Fortuna”, ma tanto c’è solo quello) ho preso un piatto di ravioli al vapore, poi dei gamberi con verdure, frutta caramellata (buona), e acqua minerale, spendendo 13 euro.
I prezzi delle materie prime saranno stati sensibilmente gli stessi per i due ristoranti, i ravioli valgono la pasta, i gamberi con verdure valgono la frittura.
“Ma i cinesi usano roba congelata”
E perché, quell’altri no?
L’affitto del locale sarà circa lo stesso.
Le tasse saranno uguali.
“Il personale è tutto di famiglia”.
Vero, ma anche di là.
Non conosco molto la cucina cinese, so usare le bacchette, ma basta lì, e non so quanto la cucina “cinese” dei ristoranti in Italia lo sia veramente. Forse un cinese ne sarebbe inorridito, ma tutto sommato è roba mangiabile, e secondo me non sgradevole. Però di una cosa sono sicuro: se non ci guadagnassero, chiuderebbero.
Qualcuno me lo spiega?
Arriva la pubblicità
Come avevo preannunciato, ho deciso di inserire la pubblicità su Ciritorno.
Lo faccio perché il nuovo provider è più costoso (e sicuro) del vecchio, e finora Ciritorno è stato esclusivamente finanziato da me.
Perdonate quindi l’invasività della cosa, ma vediamo se riusciamo a ricoprire le spese di mantenimento del sito. I guadagni vanno un tanto a click, quindi, se volete, ogni tanto cliccate da qualche parte
e vi potrò solo ringraziare.
Se volete invece pubblicizzarvi su Ciritorno
Contattatemi alla mail che trovate in basso a destra, Ciritorno ha una media di 25000 visitatori al mese, con 60000 pagine viste. Secondo me, conviene…
Ristorante Askos
San Vincenzo è una cittadina molto piacevole, in piena Maremma Toscana, e lo diventa ancora di più se raggiunta via mare, in barca a vela. Sono ormai anni che lo faccio, ed ho una quantità di ricordi: le avarie al motore, la “cima del silenzio”, la barca di “Sandokan”…
Era piacevole il vecchio porticciolo, e lo è anche il nuovo, che hanno avuto l’accortezza di realizzare in modo non invasivo.
Data l’inesistenza della cucina di bordo, c’è il problema di dove mangiare. Locali ce ne sono anche troppi, (anche dopo la chiusura di Pierangelini…) e quindi si comincia a guardarsi un po’ in giro (eravamo in due, armatore e comandante). Nella zona pedonale, che poi era la vecchia Aurelia, ci sono una quantità di gazebo con tavoli apparecchiati. Com’e, come non è, finiamo da “Askos”, che è specializzato nella lavorazione del tonno (e della palamita) ”a similitudine del maiale”: salame, arista, porchetta…
Potrà piacere o non piacere, ma come idea è intrigante.
Prendiamo entrambi un antipasto con assaggi vari (quello piccolo, ma ce n’è anche uno grande). Se non ricordo male c’erano: porchetta, filetto, mortadella, buristio, tutto ovviamente di tonno (nella mortadella anche dei calamari). La porchetta praticamente indistinguibile da quella di maiale, la mortadella molto vicina a quella di Prato, più che a quella di Bologna.
Poi due primi: io la “mariciana”, cioè amatriciana di mare, dove la pancetta era ovviamente di tonno. L’armatore prende la carbonara, ovviamente di mare anch’essa.
Poi il dolce, una torta di semi di canapa, veramente notevole. Non ricordo cosa abbiamo bevuto. Spesa intorno a trenta euro ciascuno.
Dopo cena abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il padrone- cuoco, che ci ha detto di essere in società con chi produce questi salumi di tonno, e che stanno provando a inserirli sul mercato. In effetti erano anche disponibili per l’asporto, cosa che non ho fatto dato che la barca era priva di frigorifero.
Valutazione: secondo me quattro ganasce ci stanno tutte, se non altro per la volontà di innovare, unita peraltro ad una mano molto sicura in cucina. Vale la pena tornarci, di sicuro, e invito gli amici di Ciritorno a provarlo, perché mi interessa il loro parere.
Ristorante Askos via Vittorio Emanuele II, 10 – 57027 San Vincenzo (LI) 0565 704651
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Osteria Mammamia – Castagneto Carducci (Livorno)
Di ritorno dall’Elba, metà giornata di fine agosto, all’ora di pranzo dalle parti di Donoratico. Non ho voglia di fermarmi a lungo, quasi quasi prendo una schiacciatina e via.
Esco quindi dalla superstrada e vado verso Marina. Dopo un po’, sulla sinistra, un bel bar-pasticceria-panetteria, al piano terreno di un residence: “vai, vado lì, e prendo la schiacciatina”. Delusione completa: due paste, un po’ di pane, pizza da fornaio e stop.
Risalgo in macchina e proseguo. Sulla destra, dopo un po’, un cartello: “Osteria Mammamia”. Dico il vero, mi fermo anche perché tentato dal luogo (la “location”), un pergolato sotto gli alberi della bellissima pineta, proprio accanto al cinema.
Il locale ha tavoli dentro e tavoli fuori, apparacchiati con cura. Il personale visibile è costituito in tutto e per tutto da una signora e una ragazza. La signora manco si alza da sedere, e tutto sommato è anche giustificata, visto che sono l’unico cliente! Si occupa di tutto la ragazza, e devo dire che è molto gentile ed efficiente.
Il menù è ricco e variato, prevedendo piatti di mare e di terra, alcuni anche insoliti, tipo arista sott’olio e cose del genere. Io però vado sul pesce, e prendo un unico piatto “padellata di mare”, abbinata ad “acqua minerale”, visto che poi dovevo guidare. Era una padella vera e propria, non particolarmente ricercata (di quelle antiaderenti), piena di spaghetti e di frutti di mare.
Mi rendo perfettamente conto che la mia è stata un’esperienza un po’ limitata, e che è un azzardo giudicare un locale da un solo piatto, però era uno dei migliori che ho assaggiato. Gli spaghetti perfettamente al dente, il condimento costituito da cozze, vongole grosse, gamberi, scampi, gamberoni, cannolicchi, calamari, etc. Più pesce che pasta, e tutto di grande livello.
Chiedo poi un dolce: “Aspetti che le porto la lista”. Sono tutti dolci pre-confezionati, non roba loro, però non è neanche “Antica gelateria”. Prendo un semifreddo mandorle e pistacchi, non memorabile, ma buono.
Hanno anche una voluminosa lista dei vini, ma gli ho dato appena un’occhiata, tanto per non cadere in tentazione. Non vorrei ricordare male, ma mi pare che servissero anche vini al bicchiere.
Spesa: 14 euro, regolarmente fatturati.
Favorevolmente impressionato sia dalla qualità che dal prezzo, nei giorni seguenti ho chiesto notizie agli amici castagnetani, e la valutazione è stata concordemente positiva. Mi risolvo quindi a fare una recensione (poteva essere una semplice segnalazione).
Concludendo, mi sembra un locale non particolarmente innovativo, ma dove si fa una cucina tradizionale di razza, che di questi tempi non è poco. Come valutazione, direi tre ganasce senza alcun dubbio, e probabilmente quattro, dopo una conoscenza più approfondita. La parola spetta ora a chi ci andrà: dateci i vostri pareri.
Osteria Mammamia via Puccini 2/4/6 – 57022 Marina di Castagneto Carducci 3406661066
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