La Carta Gialla – Pisa

Sono una studentessa universitaria e, come molti miei colleghi, sono caratterizzata da poca voglia di cucinare, poco tempo a disposizione e pochissimi soldi per il pranzo. Studio presso la Marzotto e, vicino alla facoltà, ha aperto da poco tempo “La carta gialla”. Non è certo un ristorante: si fanno panini, panini e panini. Quello che accomuna questa botteguccia con un ristorante è, però, la cura nella scelta degli ingredienti e la loro incredibile varietà..
Il locale è gestito da due signori anziani, molto gentili, che si premurano ogni giorno di aggiornare i clienti sui panini speciali, quelli con la frittata cucinata la sera prima dalla signora con la salsiccia “quella bona” oppure con il polpo fresco consegnato loro dall’amico pescivendolo.
Come dicevo, la varietà è davvero infinita: si parte da panini alle verdure grigliate con salse particolari, come al tartufo o ai carciofi. I panini con gli affettati (buoni) non mancano mai, e sono spesso farciti anche con ottimi formaggi-inglesi, sardi, chipiùnehapiùnemetta-e verdura fresca. Ottimi anche i panini al salmone, spesso accompagnato da un’ottima salsa allo yogurt, o ai gamberetti. Un posto speciale nel mio cuore lo conquistano i panini con le frittate home made, a base di salsiccia, oppure bietole, oppure fagiolini. Giorni fa ho anche assaggiato il panino col polpettone e insalata…un bel momento della mia giornata di studio! Non mancano gli abbinamenti più audaci, come mango e prosciutto crudo oppure gorgonzola, aceto balsamico e fragole. I panini sono ripieni, belli grassottelli e rimpinzati. Il pane è ottimo (la mia preferenza va a quello al mais) e non rimane indigesto.
Purtroppo, ricordarsi tutti i panini che mi sono vista scorrere davanti è impossibile: essi vengono impacchettati uno ad uno e messi in dei bei cestini di vimini sul bancone, di modo che si possa scegliere in tranquillità. Non manca la possibilità di creare il proprio panino con gli ingredienti disponibili al banco.
Non guasta, inoltre, la presenza di invitanti stuzzichini all’ingresso come tartine, patatine inglesi al pepe, schiacciata secca, pizza…nell’attesa del “verdetto” per il panino del giorno non si rimane a bocca vuota!
I prezzi oscillano da 1.80 euro (per il pur buonissimo panino con stracchino, noci e pera) fino al massimo di 3.50 euro per i panini con gli ingredienti più ricercati.
Sarà che sono studentessa dal cuore tenero, ma l’ambiente familiare di questa piccola bottega non mi dispiace, anzi: inoltre, sapere che non sto intossicandomi il fegato ogni pranzo e sto spendendo al massimo 3.50 euro non guasta.
La posizione è centrale: il target è tendenzialmente quello studentesco (panino veloce a basso prezzo e via), ma data la qualità delle materie prime e la bontà dei prodotti non lo sconsiglio a chi si trova dalle parti di Piazza Santa Caterina e ha mezz’oretta libera per pranzo e basta.
In conclusione: ci ritorno, eccome (e pure tutti i pranzi, mangio bene e spendo poco).
Le mie ganasce sono 2-2 e mezza, perché riconosco la differenza tra un panino e un buon piatto di pasta o una bistecca.

La Carta Gialla di G.Leonardi & C. SAS
Via Renato Fucini, 7
56127, Pisa
Tel: 050575154
Chiuso la domenica


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17 pensieri su “La Carta Gialla – Pisa

  1. Considerato che le 2 ganasce indicano un posto di qualita’ medio-bassa, sarebbero probabilmente piu’ coerenti 3 ganasce, ma a questo punto aspettiamo il parere di altre avventori.

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  2. Certo che a definire i due gestori “anziani” non gli fai un gran complimento: non son poi cosi’ avanti negli anni :).
    Per il resto, confermo la qualità dei prodotti, anche se sottolineo che il negozio è prima di tuttio un alimentari con prodotti ricercati e di qualità (e conseguentemente relativamente cari). Meriterebbe quindi almeno tre ganasce anche se, ripeto, non è un vero e proprio posto per mangiare.

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    1. Avete ragione: sono stata “parca” nelle ganasce solo perchè effettivamente è un negozio che vende panini rigorosamente da asporto, quindi quella mezza ganascia in più l’avrei messa se avessero avuto, chessò, due tavolini et similia. Comunque io sono molto favorevole ad alzare a tre ganasce, figuriamoci! (anche perchè hanno anche le bevande Lurisia…come dimenticarlo 🙂 )

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        1. Provalo, vale la pena! 🙂 però cerca di arrivare presto (tipo mezzogiorno e mezza…) così hai più scelta di panini già pronti!

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          1. Fai proprio bene ad andare………….Meritaveramente !!! Hanno delle cose buonissime a prezzi molto interessanti – E’ un ‘alimentari atipa, con tutti prodotti selezionati e ricercati – I prezzi sono molto, molto onesti…………..Abitualmente (quando le trovo) acquisto in giro le Chips Inglesi e le pago molto di più !!! Come le bevande Lurisia……………Inoltre i panini sono eccellenti, ed non ho ancora trovato nessuno che offra tale qualità a questi prezzi !!!!! Complimenti ai due Signori che gestiscono questo bel negozio !!

            A presto
            Luca (da Milano e studente in Pisa)

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  3. Oggi sono stato alla carta gialla. Confermo tutto quello scritto nella bella recensione di unsognodimare a parte che il prezzo massimo per un panino è 3.80 euro. Il prosciutto è molto buono, tagliato a mano fine. Sfiziosi gli ingredienti usati. L’unica nota negativa è lo spazio. Meglio non entrare con zaini o borse e andare presto. Gentili e professionali i gestori.

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  4. Confermo l’ottima impressione di Sognodimare…Io sono un fedele cliente di Carta Gialla e ciritorno anche perché mi faccio delle sane risate grazie a Gianfranco e Rita (gli anziani signori…eheheh…lo sapesse Rita la prossima volta ti farebbe un panino con un forte peperoncino habanero).

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  5. Dunque, ieri mi trovavo a Pisa (eh sì, di tanto in tanto anch’io vado all’estero…), e mi sono fermato a prendere un panino alla Carta Gialla.
    Confermo tutto sulla cortesia dei proprietari, la qualità degli ingredienti, l’ampia scelta… però parliamo un po’ di panini.
    Le prime volte che leggevo Simenon, ricordo che non mi pareva realistico che Maigret vivesse praticamente di panini; poi sono stato in Francia, e ho visto cosa si intende oltralpe per panino: un pezzo di baguette freschissima, appena sfornata, vuotata da tutta la mollica (ci resta si e no un mezzo cm di crosta), e riempita con prosciutto, formaggio, o che altro. Diciamo che per un panino standard ci va circa un mezzo kg di prosciutto. In pratica il pane fa da contenitore e basta. Circa il 20% di pane con l’80% di ripieno. Ahimé, in Italia le proporzioni sono più o meno invertite, e i panini della Carta Gialla non fanno eccezione. Io ne ho preso uno con crudo, grana e fragole: buono l’accostamento, ma le proporzioni eran quelle. Più che altro ho mangiato PANE. Insaporito dal ripieno, ma PANE.
    Mi rendo conto che ora solleverò un vespaio, ma io sostengo che anche da queste cose si vede che la cucina francese è più evoluta di quella italiana (più evoluta, non necessariamente migliore. Per me anche migliore, ma questi son gusti). Più evoluta nel senso che il fine della cucina italiana è SFAMARE. Magari con gusto, ma sfamare, per cui ecco la pasta, i primi, le zuppe, etc.
    Il fine di quella francese invece è edonistico, è DARE PIACERE, e quindi ecco gli antipasti, le salse, i dolci, i piatti “di poca comparita” (come diceva la mi’ nonna), cioè le lumache, i crostacei, etc. Tutto ciò perché l’origine è diversa: quella italiana è cucina di estrazione popolare, quella francese di estrazione nobiliare, da quando i cuochi dei nobili si trovarono disoccupati per… decapitazione dei datori di lavoro.
    Mi rendo conto di essere andato off topic (un tempo si diceva fuori dal seminato…), e ne chiedo scusa a tutti coloro che leggono.
    La Carta Gialla è un bellissimo negozio dove acquistare ottimi prodotti e, sì, di tanto in tanto un panino, ma mangiarci regolarmente mi sembra arduo.
    Un caro saluto a tutti.

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    1. a proposito del DARE PIACERE: mi danno più piacere 2 fette di san daniele King che 3 etti di jambon francese che sicuramente in una baguette mi SFAMA di più…poi, per carità, i panini non possono essere solo pane con l’odore del prosciutto

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      1. Ahimè, il punto è proprio quello: pane con l’odore del prosciutto. Se in un panino ci mettessero 20 fette di S. Daniele…

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  6. Sono d’accordo con te caro Silvestro (come sempre d’altronde). Quando sono andato alla carta gialla di panini ne ho presi 3 e ancora avevo fame e non poca. Per quanto concerne il confronto tra panini francesi e panini italiani spezzo una lancia a favore di quelli italiani per almeno due motivi: l’assortimento di con cui farcirli e i tipi di pane. Noi abbiamo affettati e farciture che in Francia si sognano (porchetta, salsicce, prosciutti di ogni tipo…) e tantissimi tipi di pane (basti pensare alle differenze tra i pani del sud e del nord Italia). In Francia 3 panini su 4 sono baguette con prosciutto cotto, formaggio e forse pomodoro. Sono buoni per carità, ma forse un po’ ripetitivi.

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