Trattoria Il Cigno – Firenze

Sono già diversi anni che frequento quest trattoria sull’argine dell’Arno, in prossimità del Teatro Tenda di Firenze, a causa di manifestazioni ed eventi vari nel teatro stesso.

La prima volta ci sono andato per ovvi motivi di vicinanza (cinque minuti a piedi), e poi ci sono tornato perché non è male.

E’ una trattoria toscana delle più tipiche anzi, diciamo meglio, è una tipica trattoria toscana “fuori porta”, in una vecchia casa proprio sull’argine. Varlungo è all’estrema periferia est di Firenze, ben oltre San Salvi, quasi a Rovezzano. Oggi è periferia, ma nel passato era una borgata, fra l’altro citata anche nel Decamerone.

Non so da quando esista il locale, però mi piace immaginare i vecchi fiorentini che fanno una gita in barroccio, o magari in becolino, e ci si fermano a mangiare…  Lo stile è naturalmente rustico: cotto, travi a vista, piccole finestre sul fiume con tendine di pizzo,  alcuni tavoli piccoli e un tavolone comune, illuminati da lampadine con il “piatto” di ceramica e il saliscendi.

In questi anni in cui l’ho frequentata ho notato una certa lievitazione dei prezzi, mentre la qualità è rimasta costante.

Le ultime volte ci sono stato il 13 e 14 Gennaio 2012. Erano un Venerdì e un Sabato, e devo dire subito che ho notato la differenza.

Il Venerdì, appena sono entrato, il cameriere mi mette sotto il naso il menù dei pranzi a prezzo fisso. Quando poi chiedo qualcos’altro, mi porta quello dei piatti del giorno. Il menù ordinario non ho avuto il piacere di vederlo.

Comunque ho preso: un piatto di rigatoni al ragù, con un ragù ottimo, tirato bene e saporito, come sempre a Firenze; un filetto al Brunello, molto grande e alto, ma la cui salsa era mediocre, sembrava pre-confezionata, oppure ispessita con un roux pre-confezionato. Peccato, avrebbe potuto uscirne un gran piatto.

Di contorno carciofi fritti, eccezionali (“Fritta, a Firenze, l’è bona anche una ciabatta”).

Al momento del dessert ho preso una “crema cotta” cioè, sostanzialmente, una zuppa inglese con la meringa sopra. Buona, ma il tizio si era dimenticato di dirmi che c’erano anche le pere cotte nel vino (l’ho notata spesso, nei camerieri poco professionali, questa tendenza a dimenticarsi i dessert). Vino della casa, buono, e acqua “filopurizzata” (depurata e gassata in casa).

Il giorno dopo, Sabato, è stato decisamente meglio. Intanto il cameriere era diverso, molto più professionale. Di menù fissi neanche l’ombra, e mi hanno portato subito quello ordinario e quello dei piatti del giorno.

Ho preso: pappardelle al cinghiale; buone ed abbondanti, nella versione condita con il cinghiale a pezzi e l’intingolo (preferisco quelle col cinghiale tritato, ma erano comunque ineccepibili).

Poi peposo alla fornacina, accompagnato da una fetta di pane tostato e una di polenta fritta, tutto ottimo. Per contorno ancora carciofi.

Come dessert, questa volta sì, una pera cotta al forno nel vino. Di nuovo vino della casa e acqua. Da notare che, di sabato, hanno ripreso l’usanza di portare i piatti in  tavola coperti dalla cloche.

Spesa: entrambe le volte intorno a 40 euro, che non è poco, per una trattoria.

Altre volte ci ho mangiato un grande filetto al porto (bardato con alloro e rigatino), gli gnudi, un buon antipasto di coccoli, stracchino e prosciutto.

Conclusioni: è un posto senz’altro raccomandabile, anche se di tanto in tanto ha qualche caduta di tono. Di sicuro ciritorno, quando in zona, anche perché da quelle parti non è che ci sia molto altro.

3 ganasceTre ganasce piene.

Ah, accanto c’è anche una pizzeria annessa: l'”Orto del cigno”, ma funziona solo la sera.

Trattoria “Il Cigno” Via di Varlungo 3/R  Firenze- 055691762 Chiusa la Domenica.

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