Ciritorno sulla neve – ovvero dove mangiare mentre si scia sull’Amiata

Premetto che è la prima recensione che scrivo e che l’argomento non è proprio ortodosso: se non è adeguato, cassate pure!

Dunque, l’idea è che se ci si trova a sciare sull’Amiata (che non sarà una vetta Alpina ma che non è poi male quando le piste sono ben innevate) a un certo punto ci si deve fermare per pranzare. L’idea è di fornire una guida per questa sosta!

E’ bene mettere in chiaro che proprio in qualità di sosta sciistica, le caratteristiche che si vanno cercando dal pasto saranno quelle di mangiare qualcosa che sia buono, magari sostanzioso ma in tempi ragionevolmente rapidi e senza che ci faccia stramazzare al suolo per la pesantezza. Se poi siete di quelli che prima di inforcare gli sci pretendono antipasto, primo, secondo, dolce e (almeno) 3 grappini beh, potreste rimanere delusi da questa guida…

Infine, sia chiaro che mi limito ai ristoranti/rifugi direttamente sulle piste da sci: l’Amiata ha altri ristoranti interessanti da provare, ma non è questo il luogo per parlarne.

Bene, passiamo in rassegna i contendenti:

Ristorante/Albergo la Capannina, presso la vetta Amiata. Buona scelta di primi (tagliatelle e pici soprattutto) con sughi molto buoni (il sugo di cinghiale, in particolare, merita davvero) e serviti in porzioni molto abbondanti. La pasta però non è fatta in casa. Di secondo, Capriolo/cinghiale con polenta, spezzatini vari più qualcosa dalla griglia. In alternativa, una discreta scelta di panini. I primi vanno sugli 8 euro, i secondi fra i 10 e i 12; con i panini ce la si cava con 3-4 euro. Il servizio è rapido e indolore.

Ristorante il Cantore (nome ufficiale: “Albergo generale Cantore” in loc. II°Rifugio / Cantore ), ai piedi della seggiovia il cantore. Il più “ristorante” fra le varie opzioni: la scelta del menu è molto ampia con tagliatelle, pici, gnocchi, polenta e tortelli serviti con i classici sughi (selvaggina o funghi principalmente). La pasta è fatta in casa e si sente, i sughi sono buoni. Anche sui secondi la scelta è ampia, con una propensione per la griglia. In aggiunta, una buona scelta di panini. Stessi prezzi del precedente. Tende ad affollarsi molto nei week end e si potrebbe perdere un po’ troppo tempo di prezioso sci.

Ristoro Bar la Vetta – da Gigi. Proprio in cima alla vetta, a pochi metri dalla Croce. Poco posto al coperto ma tanti bei tavoli sulla terrazza per prendere il sole quando c’è: la vista del lago di Bolsena e dei Monti Sibillini sullo sfondo rinfranca lo sciatore (quasi) quanto il pasto. La scelta è un po’ più limitata ma tagliatelle, pici e polenta non mancano. A mio parere le paste sono un gradino sotto a quelle degli altri due ristoranti ma sulla polenta si difendono più che bene. Offrono anche la scelta base di panini: prosciutto, salsiccia, formaggio. Tutto costa un po’ di più degli altri due (primi 10 euri, panini 4-5 euro) e se c’è il sole, trovare posto può essere un problema.

Ebbene cosa concludere? Personalmente prediligo la Capannina, dove con rapidità si mangia un abbondante e ottimo piatto di pici al cinghiale; il ristorante è esattamente sulle piste e si può riprendere immediatamente a sciare. Il Cantore forse sarebbe da preferirsi per un pasto completo, ma non è quello il target che andavo cercando. Il bar la vetta ha dalla sua la posizione assolata, e merita nelle giornate di sole se si opta per un panino mentre ci si abbronza.

Per dovere di cronaca devo aggiungere che presso la Vetta ci sono anche gli alberghi/ristorante la Croce e la Sella e al Prato delle Macinaie c’è un ristorante/self-service piuttosto grande (di cui non ricordo il nome). Non avendoli provati, non esprimo giudizi.

E la votazione? Beh qua si esula un po’ dagli standard soliti e direi che siamo sulle 3 ganasce per Capannina e Cantore e 2 e ½ per Bar la Vetta (ma che arriva a tre nelle giornate di sole!). Alle piste da sci diamo 3 ganasce, ma solo quando sono tutte ben innevate!

monte amiata – Google Maps

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