I Maggi – Buti (Pisa)

Via Rio dei Ceci 2/A – Buti

I Maggi

Sono stato in questo ristorante che ho conosciuto per questioni di lavoro Sabato sera. Si tratta di un mulino antico restaurato di recente, dall’esterno in pietra, nel pieno centro di Buti. Infatti vi si accede passando dalla piazza centrale del paese salendo verso la villa medicea. Accanto al ristorante c’è un parcheggio su più livelli anch’esso sembra completato di recente. Il locale è veramente bello, il recupero della struttura è stato molto curato: all’ingresso sotto un piano di vetro è stata mantenuta la vecchia pavimentazione in pietra, le luci sono soffuse, domina il grigio scuro alle pareti ed i tavoli sono disposti su più piani per via degli alti sofftti a volte, il design all’interno è moderno, ma si accosta bene all’antico del mulino. I tavoli sono in legno di noce scuro apparecchiati con due strisce di cotone bianco incrociate. Ci sono una dozzina di tavoli all’interno e credo circa 6 tavoli in una corte interna. Al nostro arrivo il capo sala in completo scuro ci ha accompagnati al nostro tavolo al “primo piano”. Il tavolo si trova su di una balaustra che si affaccia sul resto della sala, vi si arriva passando da una scala in ferro e passando davanti all’espositore dei vini. Eravamo un po’ isolati lassù, ma ci siamo goduti la nostra intimità e il personale non ci ha fatto sentire abbandonati perchè serviti in maniera costante. Appena seduti ci hanno chiesto subito se volevamo dell’acqua e poi ci hanno portato il menù e la carta dei vini. Nel menù vi sono esclusivamente piatti di terra: ci sono circa 6 tipi di antipasto, 6 tipi di primi e 4-5 secondi fra cui scegliere, più un menù degustazione con due portate per tipo prese dal menù. La mia lei ha preso come antipasto un carpaccio di manzo marinato agli agrumi con finocchio croccante e aceto balsamico ed io ho optato per un primo di tagliolini all’uovo con frattaglie di coniglio. Per secondo abbiamo scelto entrambi una tagliata nel controfiletto di manzo alla griglia con patata al sale e bufala. Da bere abbiamo preso una mezza bottiglia (quelle da 37,5cl) di un chianti superiore Cerretello Pieve de’ Pitti di Terricciola. Una volta presa l’ordinazione ci hanno portato il vino, fatto assaggiare a me e poi versato a tutti e due dal capo sala. Prima dell’arrivo delle pietanze ci hanno portato il cestino del pane ed un ciuffo di burro aromatizzato alle olive nere preparato da loro (non si sentivano molto le olive, ma ha stuzzicato l’appetito). Ci hanno portato i primi due piatti insieme, il carpaccio è stato apprezzato per la marinatura e la croccantezza del finocchio i sapori erano stuzzicanti, i miei tagliolini alle frattaglie erano buonissimi dei bei pezzettini di fegato e reni (il pallino) tagliati al coltello preparati come un ragù in bianco: gustosi, saporiti. Una porzione giusta, non abbondante, ma giusta. (Nota: I camerieri, chi serve non sparecchia e chi sparecchia non serve, si dovrebbe sempre fare così, lì lo facevano) Ci hanno portato il secondo: un bel cilidro di carne alto almeno 7cm e dal diametro di 5cm ben cotto e croccante fuori, al sangue e morbidissimo dentro con accanto una bella patatona cotta con la buccia e con un “cratere” ripieno di mozzarella di bufala, dico cratere perchè fumava (e bruciava), non vi ci avventate sopra. Una volta finito, sempre in tempismo perfetto, ci hanno portato la carta dei dolci con annessa quella dei vini da dessert, anche qui 6 scelte di dolci: abbiamo optato per una girella al gianduia con amerene e salsa di mango e per un dolce morbido di ricotta. La girella era super dolce per via delle amarene, ma una volta mischiata col mango si equilibrava in bocca, mentre il dolce alla ricotta era un chees cake di ricotta con fragole, ma con ricotta lavorata a freddo con lo zucchero su di un piano di mobido pan di spagna con delle fragole a bricioli, non so se disidratate o congelate. E’ stata una cena fantastica ci hanno trattato bene, fatto mangiare benissimo e abbiamo speso: 65€. Non preso il caffè, limoncello offerto. Ci torneremo al cambio menù, quello che abbiamo preso era quello di primavera.

Quattro ganasce, sicure.


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16 commenti su “I Maggi – Buti (Pisa)

  1. Simone non sei convinto?
    Al di là della valutazione del locale, che non conosco, e quindi non so se condividere o meno, questa mi sembra una rece “vera”, da conrtapporre a quella della “Cantina di Giò”, che invece mi lascia sempre più dubbioso ogni volta che la leggo. E’ difficile spiegare il perché, sono cose che si sentono “a pelle”.
    Ma mi sbaglio, o qualche tempo fa ci fu un intervento di qualcuno (Università di Pisa?) che proponeva un metodo un po’ meno “empirico” per riconoscere le recensioni false? Che fine ha fatto?

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  2. MI dispiace essere entrato in questa ondata di sospetti, questa è la terza recensione che scrivo ed ho commentato anche quei posti dove sono stato a mangiare più volte, quasi mi sento in colpa per essermi trovato bene a mangiare in un posto nuovo… :-)

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  3. Che risate!! sembra la caccia alle streghe..ormai se non sei uno che scrive ogni giorno sul blog diventi un “tipo sospetto”…diamo una possibilità a gente nuova, via su!! secondo me ce n’è MOLTO bisogno!…e se poi qualcuno scrive una sviolinata..AMEN!

    Molto buono. Utile o no: Thumb up 7 Thumb down 0

    • brava Simona,
      mi hai letto nel pensiero ! (volevo scrivere qualcosa di simile ieri sera)
      Partiamo da presupposto che chi scrive sia in buona fede e poi il tempo ci dira’ se questo sviolinava o no, ma iniziamo dando fiducia ! :-)

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  4. Eppure, secondo me, le sviolinate si “sentono”, hanno un tono diverso, suonano false. Qui, non mi pare che ce ne siano.

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  5. …violini , violoncelli , contrabbassi, tutti orchestrali ? :) Mi ero gia’ lamentato, in tempi non sospetti, che commenti poco giustificati (tipo la sola esclamazione di perplessita’ ), secondo me, son da evitare ! Nel caso di questa rece , non per far l’avvocato , ma il recensore e’ sicuramente in buona fede, come ha gia’ fatto altre volte :) Si puo’ discutere del giudizio , di un dettaglio , meglio ancora dopo un test personale ! La mia ennesima esternazione! Capo cassala pure tra 5 minuti, ci vorrebbe l’inchiostro simpatico :)

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  6. Cucù! Sono io quella che aveva chiesto il vostro aiuto per la classificazione delle recensioni false sui ristoranti, ci sto ancora lavorando perché ahimè pur interessandomi tanto come argomento è un lavoro di ricerca che porto avanti nel tempo libero.
    Quello che posso dire è che c’è stato un livello di accordo piuttosto basso sulla verità o la falsità delle recensioni nel senso che solo 37 recensioni su 200 sono state reputate false da due persone contemporaneamente, e questo nonostante molti singoli ne avessero individuate altre tra le 50 che sono state loro sottoposte.
    L’ idea che mi sono fatta (ancora da testare): le recensioni false tendono ad essere troppo positive, con troppi indicatori linguistici (tipo aggettivi e avverbi) che segnalano un’opinione positiva; si menziona con una certa insistenza la comodità/bellezza/raffinatezza dell’ ambiente e del servizio, cose che sono sicuramente importanti ma che, diciamo la verità, si fanno notare da un commensale medio più quando sono disastrose che quando sono nella norma.
    Leggendo la recensione sopra riportata io ho l’ impressione che non sia proprio falsissima ma insomma, possibile fosse tutto eccezionale? E che anche il super-dolce della girella (che poteva essere un difetto) era salvato da qualcos’altro? Ora, è vero che io sono ipercritica e che ci sono persone molto positive ed entusiaste di natura, ma secondo me se si fa una prova difettucci e imperfezioni un ciritornino medio li trova anche in una cena preparata da Bottura! Poi tutta questa descrizione dettagliata sull’ ambiente all’ inizio della recensione un po’ mi puzza…

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    • Ciao Loquilla,si possano sapere i nomi del ciritornini che hanno avuto piu fiuto per indovinare le recensioni false?Magari nel post che avevi messo tempo fa.ciao gioia

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    • Ciao Loquilla. Premesso che forse sarebbe meglio spostarsi su “Discorsi filosofici”, quel che dici su aggettivi etc. è sicuramente vero, però nelle recensioni false c’è, come dire, “un’aria di falsità”. Come un cattivo attore che recita: si sente che è “recitato”, perché nella vita reale si parla differente.
      E’ chiaro che la certezza non si potrà mai avere, ma forse, facendo un’analisi del ritmo delle frasi con i metodi della linguistica computazionale…

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  7. @ Silvestro, il problema sta nel trovare un modo automatico per riconoscere quella che tu chiami “aria di falsità”. Ti assicuro che c’è una nutrita bibliografia di studi empirici che cercano di lavorare su questo aspetto, ma c’è poco sul dominio della ristorazione. Ci sono determinate caratteristiche linguistiche che aiutano ad addestrare un computer nel riconoscere recensioni potenzialmente false. Si, si tratta proprio di linguistica computazionale, grazie per aver citato una disciplina che è fondamentale ma della quale purtroppo si ha poca conoscenza e consapevolezza. Se volete, apro un post più dettagliato al riguardo e possiamo confrontarci, le vostre opinioni mi interessano molto.
    @ Gioia, non è una questione di fiuto. Sono state sottoposte recensioni che dovevano essere categorizzate ma senza che io sapessi quali erano false o quali vere. La metodologia per selezionarle ha sicuramente portato all’ inclusione di alcune recensioni false, e quelle indubbiamente false sono per i fini del mio lavoro quelle sulle quali due annotatori convergono.
    @ Saulo, non è che sei il bersaglio di chissà quale furia. Ora vado a leggermi le altre recensioni da te scritte, magari essere super-positivo è una caratteristica del tuo stile :)

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