Pizzeria “La Tramontana” Livorno.

Il vento del nord non ci ha a che fare. Si chiama così perché i gestori sono originari di Tramonti, nota località a nord di Amalfi. (Qualcuno vuole che sia stato proprio questo paese a dare il nome al vento).

Il locale è presente a Livorno da una vita, e di tanto in tanto ci vado. Ci sono tornato due sere fa in compagnia di un paio di amici, e la novità è stata che in fondo alla chilometrica sala hanno aggiunto un locale (una saletta) molto più intima e riservata. Si potrebbe dire: “Tramontana business class”. In effetti, mentre nella solita sala le apparecchiature sono spartane, e l’arredo ultra tradizional- popolare (e notevole la confusione), in questa saletta l’arredo è chic-moderno, con tavoli beige abbastanza distanziati, tovagliette di stoffa in tinta, bicchieri balloon, piatti e stoviglie di design, etc. etc. E naturalmente lì si parla sottovoce.

I clienti sono ovviamente liberi di scegliere dove andare, e vanno quasi tutti nella vecchia sala, in  mezzo al vociare e alla confusione, il che dice molto sui gusti dei miei concittadini.

Noi comunque abbiamo provato la saletta soft, e devo dire che ci si sta decisamente meglio, se non altro ci si intende quando si parla.

La pizza è la solita di sempre, ma quanto meno è una pizza, cotta nel forno a legna come Dio comanda.

Ad ogni modo io ho preso: un piatto di scialatielli ai frutti di mare, buoni. (I miei due commensali il risotto alla marinara). Poi una pizza con mozzarella di bufala, che ci siamo divisi in tre, causa grosse dimensioni. Infine io una fetta di pastiera, buona, e un altro una delizia al limone, a suo dire buona. Bevendo una birra ciascuno, abbiamo speso 20 euro ciascuno, e direi che ci possiamo stare.

Commenti e valutazioni: si avverte lo sforzo per aver voluto fare qualcosa di un livello un po’ superiore, e ci sono (quasi) riusciti. Ha lasciato un po’ a desiderare il servizio perché, ad esempio, la ragazza che sparecchiava portava via i piatti impilati e, per fare la pila, non ha trovato niente di meglio che schiaffarmi sotto il naso i piatti sporchi dell’altro tavolo…

Dopo un po’, la stessa ragazza ha iniziato una strenua lotta a tre con un cavatappi a leva ed una bottiglia, lasciandoci col fiato sospeso per vedere chi vinceva (ha vinto lei, ma di misura).

E’ inutile, del buon personale di sala non si improvvisa, e non basta essere giovani e svelti.

Valutazione? Mah, il massimo per una pizzeria è tre ganasce? Però questi fanno anche ristorante… Gli si potrebbe dare il massimo se il personale fosse più esperto… Diciamo “TRE MENO MENO”? 3 ganasce meno meno

Pizzeria “La Tramontana” – Via S. Giovanni, Livorno

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4 pensieri su “Pizzeria “La Tramontana” Livorno.

  1. tempo fa ci andavamo spesso in pausa pranzo, addirittura ci prendevano le ordinazioni per telefono e ci facevano trovare le pizze quasi prionte…
    personale gentile, pizza buona, ambiente “da combattimento”
    sulla pizza ottimo rapporto qualità/prezzo: pizza e birra media a 10 sacchi, con pizza buona, nn è male oggi come oggi…

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  2. Aggiornamento: ci sono tornato ieri. La saletta in fondo adesso è confusionaria come il resto, piena di gente che parla a voce alta. La pizza è invariata (cioè discreta). La pastiera buona. Il servizio abbastanza dilettantesco, come prima. Ho visto che hanno un forno a legna ipertecnologico, il cui piano ruota, in modo da cuocere le pizze uniformemente.
    Ho visto però anche una cosa che mi è piaciuta meno: dall’ingresso c’è piena vista sulle cucine, peraltro impeccabili, ma così ho potuto vedere che usano una griglia a gas per, appunto, grigliare, anziché la brace di legna del forno. Forse non vogliono sporcare di grasso il forno ipertecnologico? Ho sempre considerato le griglie senza carbone una vera e propria OFFESA PERSONALE: per grigliare ci vuole la brace, punto e basta. Altrimenti, meglio fare un bollito.

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  3. La Tramontana era un posto dove andavi e una buonissima pizza arrivava in pochi minuti. Poi hanno ampliato il locale.
    Domenica sera verso le 21 si va in due, tavolo n. 76 (!).
    Dopo un bel po’ arriva una ragazza che ci dice che per le pizze ci vuole 1 ora e mezza: la voglia della pizza ci rimane strozzata in gola. Avendo un po’ di fretta ordiniamo due primi, spaghetti di mare.
    Beh, c’è voluta solo circa 1 ora e un quarto, lo spaghetto ordinario. Abbiamo capito che nel menu c’erano altre cose che la ragazza non ci ha detto… vabè.
    Mezzo litro di vino e due spaghetti allo scoglio 32 euro. Troppo caro direi.
    Pesante la stizza dei camerieri nei confronti dei propri colleghi riguardo la gestione dei tavoli, con tanto di parolacce per nulla sussurrate e in più occasioni.
    Un tavolo accanto si lamentava dell’attesa.
    Insomma, da essere un posto di fiducia, il luogo dove stare bene, mangiare velocemente a prezzi ragionevolissimi, è diventato un posto in cui non tornare più.
    Secondo me hanno voluto fare il passo più lungo della gamba.

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