Trattoria Fiorenza – Firenze.

Oggi mi trovavo a Firenze, dalle parti della stazione di Rifredi, occupato in varie faccende che fortunatamente sono terminate prima del previsto.

Quindi, anziché trangugiare in fretta un po’ di becchime, ho deciso di tornare in questo locale che avevo già visitato lo scorso anno e del quale non avevo un cattivo ricordo.

Si trova in via Reginaldo Giuliani, non troppo distante quindi da Rifredi e da Careggi. Sulla porta c’è scritto “Trattoria dal 1966”, ma si configura piuttosto come “Ristorante medio”.

La saletta nella quale si entra non è molto grande,  sobria, luminosa, arredata con gusto. Tovaglie e coprimacchia di stoffa beige, bicchiere per acqua e bicchiere balloon per vino. Pannelli di legno alle pareti, e un bel lucernario art déco in mezzo alla stanza. In un angolo un bancone che (forse) un tempo serviva alla mescita.

Oggi a pranzo c’era poca gente, e forse per quello il servizio è stato molto sollecito.

Mi hanno portato l’acqua e il pane e (giustamente) hanno atteso che ordinassi da mangiare prima di parlare di vino (O vedi che si comincia bene…).

Il menù è ampio, e per lo più di stretta osservanza toscana. Io ho preso una “ribollita al pepolino”, e poi vitel tonné, che è abbastanza raro trovare al ristorante, per lo meno dalle nostre parti.

Mentre aspetto, mi portano un miniantipasto, offerto: due pomodori ripieni e gratinati al forno, molto buoni (Ripieni di cosa? Non di carne, non di pesce. Forse ricotta?)

La ribollita era buona, col cavolo come si deve, anche se a dire il vero il pepolino non l’ho sentito. Porzione abbondante.

Impeccabile il vitel tonné, fatto con il girello lessato, come da tradizione. Di contorno, che non avevo ordinato ma che evidentemente era abbinato al piatto, delle chips di patate fritte fatte da loro, cioè delle patate tagliate molto sottili e fritte. Ottime.

Infine una crem càramel anche quella autoprodotta. Buona, ma ne ho sentite di migliori.

In lista c’erano anche gnudi, pappardelle, ossobuco, trippa, agnello. Dato che ero solo, ho preso un bicchiere di vino della casa, eccezionalmente buono, che mi hanno detto essere un Dolcetto D’Alba. Non ho visto la carta, ma in giro c’erano bottiglie notevoli (anche qualche Sassicaia).

Personale cortese ed attento, servizio efficiente. Speso € 30, con regolare ricevuta fiscale. Dopo aver pagato, mi volevano offrire un assaggio di schiacciata con l’uva, ma non ce l’ho fatta.

Se proprio devo trovare un difetto, i bicchieri per l’acqua hanno la bocca stretta, ed è faticoso bere fino in fondo!

3 ganasce e mezzoValutazione: tre ganasce ci stanno proprio tutte, e anche qualcosa in più. Diciamo tre e mezzo.

Trattoria Fiorenza – Via Reginaldo Giuliani 51/R – 055416903 – 055412847

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Un pensiero su “Trattoria Fiorenza – Firenze.

  1. A distanza di un anno ci son tornato. Oggi la sala era piena, e c’era anche parecchia confusione. Come capita in questi casi (ero solo), mi hanno sistemato in un tavolo vicino alle toilettes ma, devo dire, il servizio non ne ha sofferto. Ho preso un antipasto toscano, con crostini ed affettati, buono, ed un piatto di pappardelle al cinghiale, stupende. Pasta fresca che si scioglieva in bocca, ed un ragù tirato bene, uno dei migliori cinghiali mai assaggiati. Poi una fetta di torta al cioccolato, buona. Con un bicchiere di vino (chianti) ed una minerale, ho speso € 28. Da notare che hanno un marchingegno per mescere al bicchiere tre o quattro vini diversi da altrettante bottiglie. Questa si chiama serietà.
    Direi che il giudizio rimane invariato, caso mai cresce un pochino.

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