Ciricena allo Yacht Club di Livorno.

Dài dài, finalmente s’è fatta questa ciricena! Sommellie e Bruschetta mi hanno lavorato ai fianchi per mesi, perché volevano espugnare il Forte di Bocca!

Purtroppo non c’era il Grande Capo, in altre faccende affaccendato. Non credo gli serva di consolazione, comunque lo abbiamo pensato.  Oltre a me c’erano: frank55, Sommellie, Les Gourmets, Bruschetta, Composter. Piccolo numero, dovuto certo al breve preavviso, ed alla vicinanza del Natale.

Come è andata? A dire il vero, poiché l’ho organizzata io, sono di parte, e preferirei che la recensione la facesse qualcun altro, ma pare che gli altri non la intendano…

Ho deciso quindi di addivenire ad un compromesso: io racconto cosa si è mangiato, senza esprimere valutazioni, e la votazione si lascia in sospeso, dopo i commenti degli altri. Cosa dici Capo, se po’ fa?

Dunque, cominciamo.

Il posto, per chi non è pratico, è difficile da trovare, all’interno di quello che fu il “Forte della Bocca”, che doveva difendere, nel ‘600, con le proprie artiglierie l’accesso al porto di Livorno. Oltretutto, non essendo un ristorante aperto al pubblico, è privo di qualsiasi insegna, e dalla strada non si vede. L’appuntamento quindi è stato davanti ai “Quattro Mori”, e poi ci siamo andati tutti insieme.

L’ambiente è suggestivo, all’interno di una sala del forte medesimo, con i soffitti a volta e ancora le aperture delle cannoniere. Siamo circondati dall’acqua su tre lati (Più in mezzo al mare di così, potrebbe essere solo alla Meloria). D’estate c’è anche il dehors.

Tovagliati bianchi e blu, bicchieri a stelo, candele, poltroncine imbottite, personale numeroso.

Avevo chiesto a Renzo di decidere lui il menù, ed ecco quello che ci ha ammannito:

Si è iniziato con una tagliata di tonno fresco, ben cotta in superficie e rosea all’interno, accompagnata da insalatine varie: sembrava proprio carne, e per tale a prima vista l’avevo scambiata, complice la mancanza degli occhiali…

A seguire, gran piatto di crudo: Ostriche, battuta di tonno con scaglie di parmigiano, tartare di rossetti, mazzancolla. Il tutto guarnito con fragole e kiwi.

Si passa poi ai primi: conchiglie di pasta fresca, con sugo in bianco di pesce cappone, e poi paccheri, con un condimento rosso  a base di..? Probabilmente cozze, polpi, ed altri molluschi.

Tutto ciò è stato accompagnato da Vermentino di Bolgheri “Donna Olimpia 1898” del 2012. (Una bottiglia sapeva di tappo, ed è stata prontamente sostituita).

Dopo breve pausa, sono arrivate le catalane, ognuna delle quali era composta da mezzo astice e tre (o quattro?) mazzancolle, con verdure appena scottate, e maionese.

Con i crostacei ci è stato servito uno spumante Franciacorta di Berlucchi.

Di seguito: sorbetto di limone alla vodka (che a Livorno si chiamerebbe “Sgroppino”).

Dessert: crostata di frutta fresca, alla quale Renzo ha abbinato un passito “Lunae”, che non avevo mai assaggiato.

Ponci e caffè.

Per finire, è arrivata in tavola una bottiglia di rum Zacapa 23, accompagnata da noccioline pralinate. Dopo poco, ha fatto la sua comparsa anche una di rum Zacapa XO…

Molto gentilmente, al momento del congedo Renzo ha voluto omaggiare l’unica signora presente con una bottiglia di vino.

Questo è quanto, come disse quello, e adesso tocca agli altri. Forza con i commenti.

Yacht Club Livorno

Via del Molo Mediceo

Tel. 0586892091

23 pensieri su “Ciricena allo Yacht Club di Livorno.

  1. In mezzo alla settimana un mio cliente mi ha invitato alla cena aziendale in un ristorante di Marina, che si è distinto per un tipo di cucina che io scanso come la peste…
    Mi viene da piangere, ecco…

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    1. …e facevano bene a lavorarti ai fianchi quei due…visto il risultato ! 😀

      Veramente una buona cena, bravo Silvestro, hai organizzato scegliendo il menu’ qualcosa che ricorderemo nel tempo.
      Pensando e ripensando (non e’ facile fare una classifica quando tutto e’ veramente buono) su tutti il gran crudo (mi spiace per somme ma sono contento per me) sembrava di avere il mare in bocca…! 🙂
      Secondo pari merito tagliata di tonno (cottura perfetta) e conchiglie al pesce cappone(delicate ma nello stesso tempo sapore ben marcato).
      Il resto tutto (o quasi) perfetto.
      Il quasi si riferisce a dei “particolari”: al vino che non doveva arrivare sul tavolo che sapeva di tappo e quando il cameriere l’ha riportata poteva attendere il ns.benestare visto che lui non l’aveva assaggiato,poi avendo una sola Signora al tavolo avrei preferito che ad ogni portata fosse Lei ad essere servita per prima. Sono solo rifiniture (forse dovute al quasi pieno del locale) che non vanno certo ad intaccare la magnifica serata anzi ho apprezzato molto le scuse se tutto non era stato alla perfezione che Renzo(il titolare) ci ha fatto al momento di pagare il conto.
      Il mio voto e’ 4 ganasce ben meritate.

      C I R I T O R N E R E M O

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        1. ebbene si, comunque, tranne le ostriche, omaggiate alla vicina gourmet, ho spazzolato tutto il resto del piatto 🙂
          ho apprezzato particolarmente la tartare, anche se il tonno, sotto forma di tagliata, mi si addiceva maggiormente.
          ho una lista di cibi che non trovo gradevoli, non sto ad elencarla andremmo off topic 🙂

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  2. Bravo Silvestro,
    Ci hai condotti al Club , da tempo sospirato, da pisano poi missione piu’ che impossibile 
    Ci hai illustrato il 90 % del funzionamento del porto  (bruschetta puoi dare l’esame al nautico da privatista 😀 )

    Hai fatto la rece , estorta, ma come promesso l’hai scritta 

    Mancava il capo tavola, e per questo ce ne siamo molto dispiaciuti, non è un novità, e ci vorrà la replica !

    Per il giudizio, in questo caso non credo ci siano da assegnare ganasce vere e proprie,
    in quanto non ha senso per un club, non aperto al pubblico , non lo troverete su nessuna guida,
    quindi ganasce virtuali 

    un giudizio della cena comunque è obbligatorio 

    Locale elegante, rilassante, con ampi spazi tra i tavoli, personale gentile ed attento,
    patron all’ altezza della situazione, premuroso e preciso !
    Sicuramente, lavorando per un circolo, diciamo pure chiuso , coccolare i soci e’ quasi un obbligo, ma viene fatto con molta naturalezza, e non è così scontato, fa sempre piacere incontrare persone del genere !
    Le portate, elencate da Silvestro, sono state all’altezza della situazione, con menzione d’onore alla catalana , ma ho trovato davvero ottime le conchiglie alla gallinella ( si può aprire un post specifico se la gallinella ed il cappone (capone altrove) sono il medesimo pesce).
    Non amo il crudo, cioè, diciamo odio le ostriche, e qualcuno ne ha beneficiato :-D,
    ma la tartare di tonno davvero piacevole !
    Il Vermentino di Bolgheri è stato un ottimo abbinamento, non ho certo rifiutato il calice di Berlucchi (forse lo avrei portato all’inizio) ed ho bevuto ben due bicchierini di passito , non sapendo che dopo il dolce ( classica crostata di frutta fresca) sarebbero arrivati due super rhum, accompagnati da delle tavolette di cioccolato.
    Queste son coccole 😀
    Se devo valutare la cena le 4 ganasce starebbero strette, con un ottimo rapporto qualita’- prezzo,
    alla compagnia posso dare solo 6 ganascioni, il massimo 
    Saluti ed ancora Buone Feste (ora starò una mezz’ora per inviare online il post , grazie alla super

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  3. Inizio dalla fine… e dico subito: quattro solide ganasce!
    Ottima compagnia e ottima cena, mi scuso se son stato poco estroverso ma son riservato di natura. Mi impegno a migliorare nelle prossime ciricene.
    Ringrazio Silvestro per la sua gentilezza e disponibilità.
    Veramente squisita la tagliata di tonno, non la potevano preparare meglio.
    Io ho iniziato a mangiar pesce in “vecchiaia” (mi’ madre, non lo sa ancora che lo mangio…) ma vi posso dire che ho apprezzato molto i vari assaggi di crudo. Le ostriche son equiparabili ad uno sport estremo per me, ma per un attimo ti sembra di stare in mezzo al mare schiaffeggiato dalle onde; forti sensazioni.
    Tra i primi ho preferito le conchiglie alla gallinella, sugo abbondante e buonissimo.
    Eccezionale anche la catalana… ma, inutile ripetere quello che avete già esposto in un modo più professionale del mio.
    Quoto tutti i commenti su ambiente e coccole varie…
    Saluti!

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  4. Prima o poi ci riuscirò a essere uno di Voi…
    Comunque allo YC ci capitai anni fa e fu una gran bella esperienza, a un prezzo giusto,,

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  5. In ritardo ma eccomi.Avete descritto bene,la Splendida serata.Stracontento di esserci stato(Grazie allo sciroppo x la tosse,che ho preso per una settimana).Ho veramente passato una serata con delle persone piacevoli,in un ambiente accogliente.Che dire del cibo…quando la materia prima è notevole deve fare la protagonista.Per questo ho apprezzato,che gli chef esaltassero la Freschezza del Pesce!!!Lo hanno lavorato con aromi,verdure in modo tale da esaltarne le qualità!Bravissimi davvero!!Per questo dico che il secondo primo,quasi un ragù di mare(prevaleva la cozza),per me è stato il piatto meno aprrezzato.Avrei continuato con una pasta delicata,non aggressiva.Ma intendiamoci,è quasi il nulla rispetto a tutto il resto.Come detto da Silvestro,niente favori,prezzo standard,ma rapporto qualità prezzo notevole.Forse l’unico gesto di “conoscenza” 🙂 è stata quella 2° bottiglina comparsa in tavola 😉 come Frank faceva notare, che assaggiata quella..la prima sembrava di aver bevuto il niente..ed era sempre uno Zapaca 🙂 Per gli assenti..che dire peggio per voi 🙂 Somme…si vero il Prof Silvestro mi ha fatto una lezione di Scuola Nautica sul luogo,ma a pensare bene…qualcosa non ho chiesto e non ho capito bene l’uscita dal molo…. un si potrebbe mia fare un ripassino prima del estate?? 🙂

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  6. Allora, visto che ormai tutti o quasi hanno detto la loro, immagino che tocchi a me tirare le somme. Tenete ben presente che, come dicevo, sono di parte.
    Prima una premessa generale.
    Frequento lo YC oramai da diversi anni, e posso dire di conoscerne tutte le caratteristiche, punti deboli e punti di forza.
    Cominciamo dai primi:
    1) Questo per me non è affatto un punto debole, ma per qualcuno potrebbe esserlo: non fanno cucina creativa (ad esempio: “millefoglie-di-sarago-con-riduzione-di-aceto-balsamico-su-mousse-sifonata-di-fragole…).
    2) I vini. Sempre di buon livello, ma non eccezionali (almeno, non ne ho mai visti). Non ho mai visto neppure una carta dei vini, ma può darsi che ci sia.
    3) I Dolci. Buoni, talvolta ottimi (ricordo una torta con mousse di cioccolato…), però non li fanno loro, e non c’è mai una grandissima scelta.
    Veniamo ora ai punti di forza.
    1) Il livello costante. Questo per me è essenziale. Detesto in modo particolare quei locali dove si mangia bene per dieci volte, e l’undicesima c’è una caduta paurosa, magari proprio quella volta che avevi invitato qualcuno e volevi fare bella figura.
    Naturalmente anche allo YC hanno i loro alti e bassi, come tutti, però i loro “bassi” non sono mai scesi sotto il livello “buono”. Questa è professionalità.
    2) Il servizio, curato ed attento. C’è in giro l’idea che qualunque ragazzo/a giovane e svelto possa fare il cameriere, e così ti trovi ordini capiti alla rovescia, piatti sporchi impilati sul tavolo, e alla via così. In realtà è un mestiere, e nemmeno dei più facili, che va imparato.
    Apprezzo che il patron venga incontro per accoglierti, che ti aiutino con i soprabiti, ti accompagnino al tavolo, che portino il secchiello per il ghiaccio… Scempiaggini? Sarà…
    3) Il rapporto qualità/prezzo, molto favorevole. Colgo l’occasione per rispondere a Django un po’ più in dettaglio: Renzo mi ha sempre trattato molto bene, da “vecchio cliente” e naturalmente lo ringrazio. Però in un circolo sono tutti “vecchi clienti”, che per di più si conoscono tutti fra loro, e mi sembra un po’ arduo fare trattamenti differenziati.
    4) La “location”, molto suggestiva, specialmente per chi viene dall’agro pisano…
    In conclusione, direi “professionalità”. Ristoratori non ci si improvvisa, non basta una casalinga brava in cucina per gestire un ristorante, è un mestiere completamente differente.
    Adesso veniamo alla ciricena.
    Mi pare che sia stata unanimemente apprezzata. Cosa si è mangiato l’ho già scritto (Avevo fissato un margine di spesa, e poi “fate voi”). A me è piaciuto tutto, cotto e crudo, ma se proprio devo fare una classifica, la tagliata di tonno e le conchiglie al pesce cappone avevano una marcia in più. A costo di essere monotono ribadisco il concetto: una cena condotta con professionalità, da chi in un locale ci sa stare.
    Naturalmente la compagnia è stata piacevolissima, e gli unici rimpianti l’assenza del Capo (mannaggia…) e l’esiguo numero di partecipanti, dovuto certo ai tempi molto stetti. Speriamo nella prossima occasione.
    Tutti più o meno dicono “Quattro ganasce”, e direi che ci possiamo stare.

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  7. sì ma la crostata di frutta ‘un ci combina con il menù! ( si nota la bile per non essere stato uno dei vostri? 🙂 🙂 🙂 ) auguri a tutti voi!

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    1. …non ti si vede nemmeno quando giochi in casa, vergogna ! 🙂
      buon anno a tutti dall’agro pisano! la definivo contea, ma e’ piu’ un contado in effetti 🙂

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      1. quando sposi una napoletana, le feste le fai camminando tra Via Toledo e Via Chiaia…il 31 a pranzo ero da Don Raffaele a mangiarmi la pizza 🙂

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  8. Per la serie meglio tardi che mai…
    Scusate il ritardo ma siamo stati in diverse faccende affacendati. 🙂

    Che dire…ciricena coi fiocchi! Ottima atmosfera, rilassata e spensierata. Sicuramente complice le sedie comode, il tavolo ben apparecchiato e distanziato dagli altri, il savoir-faire del gestore che ci ha coccolati dall’inizio alla fine e la buona compagnia.
    Sulla cucina non mi dilungo, è già stato detto tutto. Ottime portate con ottime materie prime. Credo che nessuno l’abbia ancora detto e allora volevo sottolineare la delicatezza e bontà della maionese fatta in casa servita con l’astice.

    Grazie a tutti per la bella serata e in particolare a Silvestro per averci fatto da guida durante l’intera cena e dopocena.

    Les Gourmets

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  9. Lo scrivo qui, perché non saprei altrimenti dove, anche se penso di essere un po’ off topic, comunque…
    Ci sono tornato ieri sera, per festeggiare una collega giunta all’età pensionabile.
    Abbiamo mangiato:
    1° Antipasto: carpaccio di tonno, panzanella ai frutti di mare, panzanella al tonno, parmigiana di mare.
    2° Antipasto: frittura di calamari e verdure pastellate.
    1° Primo piatto: risotto alle vongole veraci e gamberi.
    2° Primo piatto: mezzi paccheri al pesce ed asparagi.
    Secondo piatto: catalana con mezzo astice e due mazzancolle, con verdure varie, maionese fatta in casa e salsa ai pistacchi.
    Dessert: crostata di frutta fresca
    Vini: Bianco “Les grands cabanes” del 2013, poi un moscato spumante del Trentino che non ricordo.
    Caffè, ponci e grappe (NON c’era il rum zacapa)
    Tutto ciò per € 36, comprensivi della quota della festeggiata, alla quale lo abbiamo naturalmente offerto.

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