Un’altra buona bottiglia.

Ciritorno non è un sito di recensioni enologiche, ma non mi sembra privo d’interesse segnalare quelle esperienze che, per un motivo o per un altro, escano dall’ordinario.

Un amico mi ha regalato una bottiglia di Aliwen Carmenère del 2013, vino rosso del Cile.

Credo che sia stata la prima, o forse la seconda, di quelle parti, che mi capita di assaggiare. Per quel che ho capito, pare che sia un assemblaggio da uve Cabernet Sauvignon e, appunto, Carmenère. Questo dovrebbe essere un vitigno affatto particolare, portato in America prima della fillossera, sempre se ho capito bene.

E’ un rosso di colore molto scuro, con profumo abbastanza pronunciato, di fiori, ma anche legno e spezie.

Senza voler fare il sommellier (che non sono), debbo dire che mi è piaciuto molto. Mi ha ricordato, per corpo e aromi, il Sassicaia, sempre se la memoria non m’inganna, visto che è passato un bel po’ di tempo da quando ho assaggiato, appunto, il Sassicaia.

L’ho abbinato al cinghiale in umido con le olive, e ci stava proprio bene. Una bottiglia alquanto insolita, almeno per me.

2 pensieri su “Un’altra buona bottiglia.

  1. I cileni sono vini particolarmente “legnosi” e di corpo (avrai sentito un peperone rosso sparato a mille, vaniglia, etc.). Difettano, anche per questo e a mio modesto parere, di finezza/eleganza. Comunque, ne ho bevuti anch’io di veramente buoni. Tutto sta nel sapiente uso della barrique. L’abbinamento con il cinghiale in umido ci può stare.
    Per quanto concerne la somiglianza con il Sassicaia, ricordi male. Molto male.
    Sebbene il “nostro” sia ugualmente un blend il livello e, appunto, la disopra eleganza, appartengono ad un altro pianeta.

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