Tutti gli articoli di Beniamina

La Taverna degli Olivi – Vicopisano – [CHIUSO]

La faccenda si fa complicata: appena ti azzardi a criticare qualcuno si incattivisce!!
Comunque non mi scompongo e lo dico subito che, alla Taverna degli Olivi, IO non ci ritorno; tanti altri invece a quanto ho visto ci vanno, e se ci si trovano bene fanno bene ad andarci.
Detto questo, gli antipasti in menù sono quelli tradizionali, oppure i crostoni con ingredienti e condimenti vari.
I 4 crostini misti che abbiamo preso erano gelidi e il sapore (per quanto si poteva sentire) standard: crostino con verdure, crostino con ragù e via di seguito.
Abbiamo saltato i primi e di secondo abbiamo preso una tagliata con cipolla (per cambiare): carne incredibilmente morbida ma non altrettanto saporita, la cipolla però sembrava capitata lì per caso e non era nemmeno tanto buona.
Dolce: mattonella che non ha lasciato memoria di sé (se non per le calorie). Vino della casa non buono.
Prezzi bassi; fanno anche le pizze nel forno a legna.
Voto: 2 ganasce e mezzo.2 ganasce
Secondo me però è da provare la pizza. Forse qualcuno l’ha assaggiata?


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Dunadonda – Marina di Vecchiano

Ieri sera ho provato un altro ristorante estivo: in fondo al viale di Marina di Vecchiano,
veranda con vista stelle, subito prima della spiaggia.
Il mio stato d’animo della giornata era “rilassiamoci e godiamoci la vita il più possibile” e, contrariamente al solito,
mi sarei accontentata di qualsiasi cosa, ma la persona che era con me ha iniziato a criticare, nell’ordine:
– mancanza di menù e lista dei vini;
– tempi di attesa;
– qualità dell’antipasto;
– freschezza del pesce;
– prezzi (50 euro per due antipasti, un secondo, un dolce, un caffè).

Senza infamia e senza lode, questo dunadonda, ma il posto vale la visita.

2 ganasce e mezzoDue ganasce e mezzo? Tre ganasce meno meno?

Qualcuno di voi c’è stato?

Cucciolo – Pisa

Sabato sera, siamo due e abbiamo prenotato. In sala troviamo una coppia e un altro tavolo viene occupato più tardi.
La cameriera, molto garbata, ci presenta subito il menù turistico (pasta al pomodoro, prosciutto e melone, fettina ai ferri e cose del genere)
e, scusandosi, ci porta una sola copia del menù. Scusandosi di nuovo, ci avverte che molti dei piatti non sono disponibili.
Tutti quelli “invernali”, dice.
Pazienza, il bordatino comunque non mi sarebbe andato, e nemmeno la trippa.
Ordiniamo (o meglio, proviamo ad ordinare!!) dei ravioli al mucco, delle torte di verdura, un cacciucco.
La cameriera si scusa: il cacciucco non c’è, e nemmeno le torte di verdura. Provo con i raviolini al branzino, ma non ci sono.
Allora chiedo cosa c’è e ordiniamo dei tagliolini al nero di seppia con sugo di pesce e dei polipetti in umido.
Al posto della torta di verdura, che non c’è, la cameriera
ci propone un’insalata di polpo, al posto dei polipetti arriveranno (senza scuse), dei totani in bianco con crostino all’aglio.
Devo dire tutto piuttosto buono.
Il vino:
ordiniamo uno chardonnay, la cameriera si scusa ma quel vino non è stato messo in frigo, per cui ce ne propone un altro (non ricordo più nemmeno cosa, perché a quel punto ero troppo occupata a ridere) che, COLPO DI SCENA, risulta comunque CALDO!!. Accettiamo la bottiglia senza discutere. La cameriera impiega circa 10 minuti per stapparla.
Mentre mangiamo i primi, sentiamo la cameriera che si scusa con uno dei tavoli dietro di noi perché non possono
fare il caffè: la macchinetta è rotta.
Lasciamo perdere, prendiamo una grappa, paghiamo 47 euro e ce ne andiamo soddisfatti: ci siamo proprio divertiti.
1 ganasciaVoto: una ganascia (sarà stato anche un caso, ma la fregatura è stata sonora)


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Il vecchio teatro – Pisa

Quando mi metto in certe situazioni, mi sento sempre in imbarazzo.
Questo perché mi ritrovo a cena in posti carini, che ce la mettono tutta per farti una buona impressione,
ma… ma più va avanti la cena e meno sono convinta. E poi mi sento in colpa, perché il proprietario/cameriere si impegna e io so già che i suoi sforzi ormai sono inutili…
Insomma, al Vecchio Teatro ci è toccato mangiare: assaggini di antipasti, assaggini di primi, assaggini
di secondi e assaggini di dolci.
Di trenta persone che eravamo, distribuite su tutti i tavoli disponibli, NESSUNO è riuscito ad ordinare qualcosa di diverso (ovvero un piatto intero, tanto per capirsi).
Le ricette sono quelle antiche dell’antica cucina marinara pisana (anche se io non la conosco, per cui non potrei confermare), e tutte vengono spiegate e raccontate dal proprietario.
Buonissimi, tra gli antipasti, le cozze ripiene (anzi, la cozza ripiena, con mortadella e prosciutto),
il polpo con i ceci, la frittatina con (pochi) bianchetti.
Ottimo il risotto con gamberetti e arancia. Il resto dal buono in giù.
Di secondo gallinella con le patate (assaggino), patate ripiene (assaggino), seppie in zimino (che poi è la bietola… assaggino), ma tutto così così.
Dolci sempre tradizionali pisani: torta al limone, castagnaccio, cacao e noci, di san ranieri… vari altri.
Alcuni commenti personali: la gestione certo è ottimizzata nel senso che sono eliminati gli sprechi in
cucina, ma per 40 euro a testa di certo si potrebbe avere di meglio.
Il signore in sala poi dopo un po’ diventa pesante e la situazione nel complesso è leggermente comica (tutti ad assaggiare, senza via di scampo, si socializza anche fra i tavoli).
Gran finale con brodo di giuggiole in tazza e la fotocopia con la ricetta che te la puoi portare anche a casa.
Costo: 40 euro a persona.
Vini: pochi ma dignitosi.
2 ganasceVoto: abbiate pazienza… due ganasce.

ps. per dovere di cronaca: i nostri vicini di tavolo hanno avuto da ridire solo sul prezzo. Il resto lo hanno gradito.


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Trattoria S. Omobono – Pisa

Tornare alla trattoria S. Omobono dopo tanti anni, è stato praticamente come un salto indietro nel tempo;
un lifting all’umore (al fisico non tanto, visto che ho mangiato tutto e poi anche la panna cotta al cioccolato).
Piazza delle Vettovaglie è stata rinnovata, la gestione del ristorante sembra passata alla nuova generazione, ma…
le trenette con rape e aringa sono ancora lì, sempre le stesse! e anche il roastbeef carpacciato! e i fagioli! Mancava solo il fritto di paranza, ma sarà sicuramente un caso. E anche i prezzi non sono lievitati come in tanti altri posti…
La trattoria è bellina ma semplice, la cucina è quella tradizionale toscana e forse pisana: tagliatelle al ragù di chianina, le famose trenette, appunto, che costituiscono la ricetta più originale di tutto il (non troppo vasto) menù, e poi baccalà, coniglio…
Qualcuno non ci andrebbe perché “l’arista con le patate la mangio anche a casa mia” e in linea di massima ha ragione…
ma le patate qui sono buone, arrostite con la buccia, e nel complesso secondo me vale la pena: si mangia bene, non si cucina, si spende il giusto: in due, con due pasti completi, 42 euro.
3 ganasceTre ganasce e tanti ricordi: quando ci andavo col mio babbo… e poi quella volta che mi rimase una lisca in gola!
Andai dal dottore, ma il fritto era proprio buono.

– Nota: c’è un’altra recensione di Ganascia qui


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