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Da Mario – Trattoria a Rapallo.

Sempre a Rapallo (vedi rece precedente), sono andato a cena in quest’altra trattoria, peraltro abbastanza vicina alla prima, situata sotto i bellissimi portici medioevali.

Questa si presenta di un tono superiore all’altra, un vero e proprio ristorante.

Ho mangiato per primo un minestrone alla genovese, e poi seppie con piselli. Per dessert una panna cotta piuttosto banale. Poi acqua e un quartino di vino della casa, decisamente migliore di quello dell’altra.

Per tutto ciò, 37 euro. Un po’ caro.

Tre ganasce però non gli si possono negare.

Da Mario – Piazza Garibaldi 23 Rapallo

Tel. 018551736

 

 

Ö Bansin – Trattoria a Rapallo.

Mi sono concesso un fine settimana a Rapallo, dove non ero mai stato prima d’ora (la Liguria la frequento poco).  Bella cittadina, con un’aria da stazione balneare Belle Époque, di quelle dove andavano a svernare le dame austroungariche, per intenderci.

E’ stata naturalmente l’occasione per provare la cucina ligure. Sono andato quindi a pranzo in questa che è un po’ la trattoria “storica” di Rapallo.

Ö Bansin, credo che voglia dire “La Bilancia”.

Tanto per aprire una digressione linguistica,  non capivo assolutamente niente di quel che dicesse la gente per strada, ad eccezione di una coppia di turisti francesi…

Comunque:

Per antipasto, panissa, cioè una polentina di farina di ceci (ceixai), tagliata a pezzi e fritta.

Per primo, pansoti al sugo di noci.

Per secondo, cima (a’ cimma) alla genovese.

Per dessert: crostata di prugne.

Il tutto accompagnato da acqua gassata in loco e da un quartino di un dimenticabile vino bianco della casa.

Per tutto ciò, una trentina di euro.

Direi tre dignitose ganasce.

Via Venezia 105, 16035, Rapallo.

Il Cantuccio Ristorante-Pizzeria, Marina di Campo (Livorno).

D’inverno, a Marina di Campo, non c’è una grande scelta. Anzi, non ce n’è proprio nessuna, perché di locali aperti c’è solo questo. E’ anche per questo motivo che lo frequento da svariati anni.

Lunedì 15 Gennaio ci sono capitato con un paio di amici (trasferta lavorativa).

Abbiamo preso:

Io, spaghetti alle uova di gallinella (quelli che a Livorno si chiamano “alla sessuale”), ottimi. Un altro commensale spaghetti alla “margherita” (granseola), serviti con il crostaceo intero, squisiti. L’altro, “candele” ai totani e pesto di cavolo nero, dice molto buoni.

Per secondo, ci siamo fatti fare una bella frittura di calamari, gamberi e paranza. Ora, i calamari e i gamberi non lo so, ma la paranza era senza dubbio fresca, con acciughette, crognoli e trigliette di fango, veramente buona.

Un dessert ciascuno (io un buon sorbetto alla pera, gli altri crème-caramel), un quartino di un dignitoso vino bianco, e ben tre bottiglie di minerale gassata (avevamo sete!).

Per tutto ciò, € 35 a testa, e mi pare che ci si possa stare.

Non mi pronuncio sul lato pizzeria, ma da notare che c’erano in menù svariati piatti di terra non banali (cinghiale, funghi…).

Il locale si caratterizza per la cura con cui erano realizzati i vari piatti: granseola servita con il guscio per decorare, frittura assolutamente non oleosa, vino della casa di buon livello…

Anche il servizio è stato buono, svolto da un gentile signore che premurosamente ci riempiva i bicchieri del vino e dell’acqua.

Aggiungasi che anche il locale è bello, in un vecchio fondo del centro storico, con i tavoli realizzati con ruote di carro, apparecchiati con tovagliette di carta gialla, ma doppio bicchiere.

Ganasce? Qui il discorso si fa complicato. Innovazione non ce n’è, perché i piatti sono quelli tipici della tradizione. D’altra parte il livello è superiore a quello delle universali tre ganasce… c’erano anche dei bei vini in carta…

4ganascePensandoci bene, se ho dato quattro ganasce a “Otello” di Venturina, il cui livello è sostanzialmente uguale… Ebbene, sia: QUATTRO GANASCE.

RISTORANTE IL CANTUCCIO | 2, Piazza Garibaldi – Marina Di Campo – 57034 Campo Nell’Elba (LI) Tel. +39 0565 976775 | ilcantuccio@isoladelba.info

Trattoria – Pizzeria Da Michele, Portoferraio (Livorno).

Il locale è ampio e luminoso, con una parete interamente a vetri. E’ la pizzeria adiacente alla “Panelba”, di fronte alla banchina dell’alto fondale (pensare che io mi ricordo di quando c’era ancora il cantierino…).

Ha cambiato molto spesso nomi e padroni. Adesso si chiama così.

Ci siamo andati a pranzo durante una trasferta elbana. Eravamo in due, ed abbiamo mangiato esattamente le stesse cose.

Per primo, spaghetti allo scoglio, ben conditi, ottimi.

Come secondo, una grigliata (griglia vera, perbacco!) di pesce comprendente, per ognuno, un gamberone, uno scampone, un totano, mezza fetta di pesce spada. Ottima.

Dessert: una crema catalana ed un tiramisù.

Da bere, oltre all’acqua, una birra piccola alla spina per ciascuno.

Tutto ok quindi? No.

Per tutto quanto detto sopra, € 46 a testa, il che mi sembra uno sproposito.

Era tutto buono, d’accordo ma, in fin dei conti, quasi tutto surgelato (tutto tranne cozze e vongole, in effetti). E non abbiamo bevuto vino, ed i tavoli erano apparecchiati con tovaglie di carta, ed i dessert erano pre-confezionati…

2 ganasceInsomma, per questo motivo, gli do due ganasce.

Ciritorno? Ma nemmeno…

“Da Michele” Via Vittorio Emanuele 14 Portoferraio.

Acque

A me piace bere acqua FREDDA e GASSATA.

Sul gassato o meno posso anche adattarmi, ma l’acqua a temperatura ambiente, proprio no. E non vale nemmeno: “E’ stata sul balcone…” “Ma tanto siamo in inverno…”

No.

A me piace con i cristalli di ghiaccio in superficie.

Come mai (quasi) tutti i miei parenti/conoscenti/amici la bevono tiepida, e mi guardano come se fossi un orco divoratore di bambini? Va bene che i gusti son gusti, ma forse fredda e gassata è troppo trasgressiva?

Ancora:

I suddetti parenti/conoscenti/amici di solito tengono, come massima trasgressione, una piccola scorta di acqua Lete, o Ferrarelle, o Uliveto che, come noto, sono acque leggermente frizzanti alla sorgente.

Purtroppo, però, sono acque fortemente mineralizzate, con un grande residuo fisso, e non dissetano. Ricordo che quando ero piccolo (due o tre secoli fa), quando qualcuno si ammalava, di qualsiasi cosa, e doveva stare a letto, immancabilmente faceva la sua comparsa sul comodino la bottiglia di Uliveto, che è controindicatissima , ad esempio, per chi soffre di reni…

Ancora:

A Livorno c’è un ristorante (L’Aragosta) che ha la carta delle acque: in un primo tempo l’avevo considerata una ostentazione, ma adesso mi sto ricredendo. Non sono in grado di distinguere una marca dall’altra, ma una oligominerale da una medio-minerale o da una minerale, sì che le distinguo! (Di solito bevo oligominerale).

P.S.

Sulla strada che da Pisa porta a Lucca, dalle parti di S. Maria del Giudice, c’è un bel bar-pasticceria in cui mi sono fermato di frequente. Ricordo che, una volta, c’era un cliente avanti a me, che disse: “Dammi un bel bicchiere di acqua gassata, bella cancerogena”.

Cancerogena? L’acqua gassata?