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feb
25

Wok World – Pisa

Continua la mia odissea di sperimentazione di posti per il pranzo. Questa volta sono stato a Wok World, in via delle Cascine 18 a Pisa (accanto al sottopasso, opposto alla PAM).

Il ristorante è del tipo a prezzo fisso e mangi quanto vuoi (le bevute sono a parte), comunque con 10 eurini puoi fare il giro a volontà.

Si pratica cucina cinese al salto con qualcosa di giapponese (ahimé, niente zuppe o umidi).

L’ambiente è moderno, spazioso e pulito. Non ha nulla della classica bettola cinese per studenti quanto più l’aia da grande catena in franchising. Nella sala della pappatoria c’è un primo banco con le paste e i ravioli. I ravioli sono decenti, il riso saltato non era un granché e così le fettuccine (perché secondo me erano linguine).

Il secondo bancone offre il sushi in tre varietà, maki, california roll, temaki. Viene fatto pressoché al momento e la prossima volta lo assaggerò.

Quindi un banco centrale con una varietà di ingredienti crudi da far cuocere all’ultima postazione, dove dei cuochi preparano gli ingredienti scelti alla piastra o al wok, potendo scegliere in questo caso diverse salse di accompagnamento.

Gli ingredienti sono pollo, gamberi, manzo (soletta), seppia, parecchie verdure. Questa secondo me è la parte più interessante perché permette di variare un menu che, credo, dopo poco si ripete.

Fatti i conti: una piatatta di verdure grigliate con spiedini di pollo e la suddetta soletta di manzo, un secondo piatto con qualche raviolino, un po’ di riso e di linguine, una birra Asahi da 33 e un boccione d’acqua in tre persone: 14 euro.

Direi 2 ganasce per il rapporto qualità prezzo. Temo che alla lunga stancherebbe, ma il posto è gradevole.

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feb
12

Rossopomodoro – Livorno

Rossopomodoro
Piazza Attias 1/3
Livorno – Tel. 0586951207

Rossopomodoro penso che la conoscano un po’ tutti. E’ la catena in franchising del Gruppo SEBETO, e l’idea, visti i tempi è lodevole: divulgare, col sistema della food-chain i prodotti tipici e di qualità di una determinata zona, in questo caso la Campania.

Il locale si presenta, appunto, come una sorta di Starbucks di alto livello. Bell’arredamento, molti coperti, piano superiore; quello di Livorno è in Piazza Attias, che  io personalmente farei sparire con una bomba all’idrogeno (la Piazza), ma probabilmente era l’unico posto dove trovare un locale a due piani finestrato.

Io non ho particolare feeling con le catene. Fosse per me il mondo sarebbe popolato di piccoli negozi, piccole trattorie e piccole pizzerie, quindi il locale ai miei occhi parte svantaggiato. Ma volendo vedere la cosa con un occhi più neutro, diciamolo: se la cava, e bene. Bella idea di privilegiare prodotti di zona e di qualità, anzi OTTIMA idea, visti i tempi che corrono.

Il personale è napo-labronico, nel senso che all’aspetto sembrano tutti figli del vesuvio, ma la parlata è da Vernacoliere. Tutti molto gentili, cortesi, veloci e per niente invasivi, qualità (la discrezione,intendo) che, l’ho detto più volte, a Livorno è abbastanza rara.

La mia valutazione è limitata, avendo preso solo tre piatti: antipasto con polpettine di melanzane e mozzarella in un cestino di parmigiano, calzone fritto ripieno di mozzarella, scarola, olive, capperi e acciughe, e pizza ai quattro formaggi campani.

I primi due erano molto buoni, specialmente il fritto che sembrava ben fatto e che non ha lasciato, infatti, strascichi.

La pizza, ahimé, è stata una mezza delusione: ottimi gli ingredienti, specie il pomodoro, DISASTROSA la pasta: finissima eppure gommosa. Come abbiano fatto a ottenere questo mix di difetti tra di loro incompatibili non si sa.

Conto finale (con una bottiglia d’acqua e una lattina di cocacola): 29 €, e non mi sembra che i prezzi siano poi così alti, viste le materie prime usate.  Scevrandomi dai miei preconcetti sulle catene io gli darei anche 3 ganasce, ma la defaillance sulla mia pizza toglie 1/3 del voto rivedibile. Diciamo 2 ganasce, suscettibili di diventare 2,5 se il prossimo che la proverà si troverà bene e 1,5 se sarà confermata la pasta della pizza che è toccata a me.

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gen
29

Bracque Bistrò – Pisa

Autore Ganascia    Category A pranzo, Bistrot, Osterie fighette, Pranzo veloce     Tag

Il nuovo locale di Augusto della Madia (o della Grotta, a seconda di quanto andiamo indietro) sfugge a molte classificazioni, e mi mette in difficoltà per quanto riguarda il voto finale, ma a questo ci arriveremo dopo.

Il bistrò (come recita l’insegna) è circa a metà di via mercanti, una traversa di borgo stretto. Ha solo quattro tavolini tondi da due persone, con gli sgabelli alti, un banco semplice ma bello e fine lì, anche perché il locale è grosso su per giù quanto il salotto di casa mia.

Otto coperti e un ambiente che invita alla conversazione pacata e spesso condivisa, stante anche la preponderante presenza di Augusto e della moglie che amano intrattenere e intrattenersi con gli ospiti raccontando e consigliando.

Il locale è seriamente costruito e organizzato come un bistrot. Tutto invita al relax: un manu abbastanza ampio di piatti di impronta francese accompagnati da pochi ma ben fatti primi, come ci si aspetta dagli anfitrioni. Vasta disponibilità di assaggi per antipasti e aperitivi, parecchi intelligenti vini al bicchiere tra 3 e 4 euro, ampia scelta di vini selezionati.

In più se gli date spago Augusto vi farà assaggiare di tutto e lo ringrazierete.

L’ultima volta ho preso un assaggio di Tête de veau commovente: sono finito  a fare scarpetta nel ricco grasso rimasto nel piattino. Poi le mezze maniche pasticciate col ragù fantastico che ci hanno insegnato ad apprezzare negli anni, una quaglia in confit ripiena tenera e rassicurante, un bonnet al cioccolato molto molto buono.

Con acqua e un bicchiere di ottimo nebbiolo: 22 euro. Prendendo un primo e da bere probabilmente si sta intorno 10 euri e si gode ugualmente.

Allora come classificare il locale? Di sicuro è un locale unico a Pisa. Qualcuno potrà dire un covo per gastrofanatici radical-chic, per me è un posto per coccole gastronomiche raffinate senza strafare, una parentesi piacevole e del tutto accessibile e informale.

La qualità dell’offerta mi spingerebbe alle 4 ganasce, ma i limiti che ho stabilito non me lo permettono, quindi tre e mezzo strameritate.

Bracque Bistò, via Mercanti 15 Pisa, chiuso la domenica, aperto dalle 11,30 in poi.
La prenotazione non ha senso, andateci e se aspettate vi godrete l’aperitivo.

Ciritorno a bestia.

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gen
29

L’Iguana – Ospedaletto (PI)

Continuo la serie “pranzare a lavoro” segnalando “L’Iguana”.

L’Iguana è nell’area Expo di Ospedaletto, e per quanto mi riguarda rappresenta un’ottima occasione per pranzare a modino senza spendere tanto.

L’ambiente è piuttosto grande e, nei momenti di punta, parecchio affollato.

Da una parte il self-service: 3 o quattro primi, altrettanti secondi, insalatone di vario tipo, bevande e così via. Dall’altra la zona della pizza al taglio o al piatto, che ha un’altra scelta di pietanze spesso anche più interessanti del self-service.

A pranzo il posto è pieno ma il ricambio ai tavoli è piuttosto veloce, si vede che non tutti hanno pause pranzo giurassiche.

Come si mangia? Piuttosto bene. La cucina è semplice e ben fatta quando non molto buona, e il tutto migliora pensando al prezzo. Le porzioni sono adeguate. Si possono prendere piatti di carne e pesce, c’è roba anche per i vegetariani. La pizza non l’ho ancora provata e quindi non mi sbilancio.

Quanto si spende? Un piatto e un contorno con acqua, 7 euro o giù di lì. Giudicate voi.

Quante ganasce? Due di sicuro, ma considerato cosa ti danno in città, anche due e mezzo. Peccato che sia a Ospedaletto, ma per chi lavora lì il posto è una manna: ce ne fussero in centro…

Via Emilia 448/A, loc. Ospedaletto – Pisa – Tel e fax  050 982320 – http://www.iguanadp.com/


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dic
15

Manon Pizzicheria – Lucca (LU)

In pieno centro a Lucca, in una traversa di Via Fillungo ho avuto il piacere di imbattermi quasi per caso in Manon Pizzicheria. E’ un buchino piccolo piccolo fronte strada di un palazzo storico di Lucca. Bottiglie di vino (la maggior parte di cantine dei dintorni) e di birre artigianali della Garfagnana (al farro, orzo e castagne) fanno da contorno ai muri ed alle volte in mattone rosso.

Credo ci sia la possibilità di effettuare anche piccole spese a base di affettati e prodotti tipici (ad esempio dolci di castagne) ma vi segnalo questo locale in quanto offre la possibilità di poter consumare pranzi veloci, con taglieri di formaggi e salumi o panini farciti, e (perché no) anche aperitivi sorseggiando un buon vino e spilluzzicando buoni affettati.

Personalmente ci sono già stato diverse volte in pausa pranzo (telefonando e riservando il poco posto a disposizione) ordinando panini o taglieri. Vi cito alcune voci, le più “particolari” del menù:
- Bruschetta pomodoro, basilico e pecorino;
- Bruschetta lardo e rosmarino;
- Bruschetta salsa di carciofi e pomodorini secchi marinati;
- Bruschetta salsiccia e pecorino;
- Tagliere salumi;
- Tagliere formaggi e confetture;
- Tagliere misto;
- Panino con salsa di fegatini, prosciutto e pecorino;
- Panino aceto balsamico, crudo e rucola;
Ecc ecc, naturalmente è possibile richiedere panini anche “fuori menù”.

Il posto è carino ed ideale per spuntini veloci. E’ difficile assegnargli un voto, quasi sicuramente ne verrebbe fuori una polemica: fosse per me gli assegnerei 4 ganasce perché NEL SUO GENERE (e sottolineo “nel suo genere”) se le merita tutte per qualità e cortesia.
Non potendolo però paragonare a ristoranti da quattro ganasce sono “costretto” a dargliene solo tre.

Considerazione generale: purtroppo il voto finale va espresso “ganasce”. Vi consiglio però di non limitarvi a considerare questa forma sintetica di giudizio ma di leggere bene le recensioni in modo da capire “le sfumature” delle ganasce assegnate!

Alla prossima!

Manon Pizzicheria
Via Buia, 23
55100 Lucca (LU)
Tel 0583/1712655
Cell 328/1145041

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nov
28

L’upupa – San Miniato (PI)

Autore Elena    Category A pranzo, Osterie fighette     Tag

Osteria Enoteca l’Upupa
Via Conti, 15 56028 San Miniato
Tel. 0571 400429 upupa.ghiotta@libero.it

Premessa
Escludendo il mese di novembre (Mostra Mercato del Tartufo), una settimana d’estate (inizio luglio, mi pare, Luna  Azzurra – festival di teatro di figura) e pochissimi altri appuntamenti di gran tiro San Miniato è un luogo abbastanza deserto. Chissà che non sia anche per questo che mi piace così tanto.
In centro storico ci sono circa 5 ristoranti. Uno di questi è l’Upupa, tra Piazza del Popolo e Piazza Dante. È partito qualche anno fa e mi azzardo a dire che nel tempo è migliorato, principalmente perché nella ristorazione l’esperienza premia, quando non annoia.
L’Upupa lavora principalmente a pranzo. Non che sia chiusa alla sera, ma c’è molta meno gente, che per una coppia come me e marito, distrutti dopo un giornatone di lavoro da scrivania, fra settimana, è una cosa positiva.

Il locale
Il posto è piccolo, ma molto carino. Pareti colorate tutte diverse a colori pieni, luci calde, e – cosa a cui faccio spesso attenzione – il tutto non è invaso dagli odori della cucina, nonostante sia vicinissima ai tavoli. Il bagno è minuscolo. Come in altri luoghi è difficile capire come funziona il lavandino del bagno (non svelo il segreto). Visto che su ciritorno.it vengono spesso rammentate le apparecchiature: ebbene sì, vengono usate tovagliette in carta gialla. Ma non su tavolo gnudo.

Il menu
Tutto è a base di carne e/o verdure. Gli affettati degli antipasti sono buoni, la pasta dei primi piatti è ottima, la carne è veramente buona. I piatti variano di giorno in giorno, a volte la cuoca fa una zuppa o un secondo in più “extramenu”. Più volte ho chiesto variazioni di piatti sul menu (soprattutto sui condimenti della pasta) e sono stata sempre accontentata.
Una volta ho assaggiato un dolce ai pomi (o cachi): era delizioso, fuori croccante e dentro morbidissimo, delicato, non troppo dolce, accompagnato da un vino che non ricordo ma che ci stava bene.

La carta dei vini
Noi abbiamo preso il vino della casa, che è un vino da battaglia (mezzo litro nella caraffa, prezzo basso). In più mi sono fatta portare un bicchiere di novello francese che non era niente di che, col senno di poi. La carta dei vini ha dei prezzi molto bassi: il più costoso va sui 32,00 (o 35,00?) Euro ed è un Brunello. Le altre bottiglie vanno dai 6,00 in su. Ci sono anche quelle da 350ml. Tutto è molto incentrato sui vini locali, ma l’impressione che ho avuto io è che sulla carta non ci siano scritte tutte le etichette disponibili.

Cosa abbiamo preso
Io un primo: Ravioli ripieni conditi con crema di zucca (li ho chiesti senza pancetta)
Lui un secondo e un contorno: Tagliata al rosmarino e verdure grigliate (chieste senza peperoni)
Poi caffè e grappa.
Commento breve: nessuna nota negativa su nessun piatto. Carne morbida, cotta benissimo (al sangue, come richiesto), servizio puntuale ed educato. La pasta è fresca e i piatti fatti lì per lì. Pane normale, presentazione sobria.

Spesa: 33,00 Euro (scontate a 30,00, che però non vale perché noi e i gestori ci conosciamo ;-]).

Riflessione pre-valutazione
La cucina prenderebbe, da sola e per questa recensione, 4 ganasce. Ma ci sono delle penalizzazioni: la prima è per le tovagliette di carta, la seconda è per la limitazione ai vini toscani nella carta dei vini, la terza è per il fatto che non c’è pesce e che i piatti proposti non sono piatti che non si trovano da nessun’altra parte (per quanto ogni locale abbia il proprio stile, il proprio modo di cucinare). Dimenticavo: ci danno sempre una grappa buonissima, a noi piacciono le ambrate.
In più mi sono informata su come fanno il tartufo: la scelta – dicono i gestori – è quella di tenere i prezzi bassi. Quindi il tartufo viene servito grattugiato non direttamente al tavolo perché non vengono usati pezzi grossi. Il prezzo del tagliolino è di 20,00 Euro, quello della tagliata al tartufo (a porzione, non a hg) è di 40,00 Euro.

Quindi per la cantina: 2/3 ganasce

Per la cucina: 4 ganasce meno meno meno, diciamo 3 e mezzo abbondanti.

Voto medio: 3 ganasce

Ci ritorno?
Certo che è difficile recensire i posti dove conosci i proprietari! Non so mai se sono più buona o più severa. Forse entrambe le cose. Comunque:
Ottimo rapporto qualità/prezzo. Posto sobrio e rilassante. Ci ritorno di sicuro.


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nov
17

Il podere del grillo – San Miniato (PI)

Ristoro Il podere del grillo
San Miniato, via Serra n. 3
www.poderedelgrillo.eu/ristoro_e_punto_vendita_podere_del_grillo.htm

Mi decido e scrivo anche questa, anche se è davvero difficile fare una recensione del podere del grillo. Prima di tutto perché non è un ristorante, ma un ristoro, adattissimo per colazioni salate e merende delle cinque e mezzo, secondo perché le cene al podere del grillo sono spesso a tema. Ma ci provo eh.

Vi dirò della cena al tartufo a cui siamo andati un po’ di tempo fa.

Menu: tartina al tartufo bianco (con burro e scaglie di tubero), risotto al tartufo bianco, uovo al tegamino con tartufo bianco, dolcetti.

Spesa: 18,00 Euro a testa.

La qualità delle materie prime è il punto di forza. Il Podere del Grillo produce confetture e coltiva carciofi, cavoli e varie verdure nel sanminiatese. Si possono acquistare prodotti molto slow (dagli affettati ai formaggi ai vini) e si possono assaggiare piatti tipici della tradizione toscana, che sfociano a volte in esperimenti fortunati. Fanno spesso zuppa di cavolo, zuppa lombarda, creme di carciofi, sformati di verdure di stagione… La cosa più buona è il pane. Poi ci sono gli affettati (pancetta buonissima, lonzino al vinsanto, prosciutto, salame, tutti a km zero o uno o due). Infine i vini: la selezione delle bottiglie non è vastissima, ma sempre azzeccata. Danno vini anche al bicchiere, che è una cosa che mi piace (soprattutto se ci passo a pranzo, o per l’aperitivo). Ho assaggiato qui il Sator, che è davvero buonissimo. E lo spumante di Ivana Cupelli (azienda agricola sanminiatese).

L’accoglienza è familiare e amichevole. L’arredamento è molto bello, appena si entra c’è profumo di legno di ciliegio che resta nel naso e fa molto tradizione-toscana. Sulla porta un cartello recita che impegni familiari e l’umore dei gestori possono provocare variazioni improvvise dell’orario di apertura, ma alla fine è sempre aperto, dalle 10 del mattino alla sera (con piccola pausa pomeridiana, che dipende ovviamente dal tempo e dal periodo dell’anno).

Se passate dalle parti di San Miniato, consiglio vivamente di prenderci un aperitivo e di provare, se c’è posto, qualche piatto.
Ed ecco il voto, rullo di tamburi:

Il Ganascia mi aggiusterà se non sono stata precisissima.

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