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Caffè Dogali – Firenze.

E’ un bar – uso cucina (un tempo sicuramente mescita), che si è evoluto trasformandosi in una vera e propria trattoria.

Si trova sul Viale Malta, cioè nella piazza dello stadio, dalla parte opposta allo stadio, in una zona dove non ci sono molte alternative per mangiare.

Il locale è piacevole: si entra in un bar un po’ vecchiotto, che ha un ampio bancone con salumi e formaggi di ogni tipo. In questa saletta ci sono dei tavoli per un panino, o uno spuntino al volo. Dietro, in fondo ad un corridoio, il lato trattoria vero e proprio: due salette arredate bene, con panche, sedie, tavoli.

Ci sono stato due volte, la prima con un amico, la seconda da solo.

La prima volta abbiamo preso entrambi un classico fiorentino: coccoli con prosciutto e stracchino, buoni, fritti bene, belli caldi, e prosciutto di prima qualità.

Poi un risotto gorgonzola e radicchio rosso, ottimo, che ci siamo divisi.

Io una fetta di castagnaccio, buonissimo, e il mio commensale un caffè. Per tutto ciò, € 24 a chiorba.

Il secondo giorno penne con salsiccia e tartufo, che a dire il vero latitava un po’. A seguire, lampredotto con salsa verde e salsa piccante, nella migliore tradizione fiorentina. Un dessert semifreddo non fatto da loro. Questa volta la spesa è stata di € 30.

Entrambe le volte un eccellente vino rosso sfuso, sicuramente un sangiovese, Chianti, o Carmignano, o Rufina o qualcosa del genere (perché molti locali hanno un vino della casa veramente atroce?).

Un posto tranquillo, solido, dove si fa cucina di tradizione ad un livello più che dignitoso.

E’ aperto tutti i giorni tranne la Domenica, ma se è giorno di partita di calcio, allora anche la Domenica.

3 ganasceTre solide ganasce, e ciritorno certamente, all’occasione.

Caffè Dogali Viale Malta 5/R Firenze 055679556

Ristobar “L’angolo di Giosuè” Castagneto Carducci – Li

Trasferta a Castagneto per lavoro. Alle 11.45 avevamo già finito, e non ci andava di aspettare tre quarti d’ora che aprisse “Da Ugo”. Siamo finiti quindi in questo “Bar uso cucina” Il locale si presenta bene, luminoso e pulito.

Il menù era, ovviamente, abbastanza limitato. Io ho preso la “zuppa castagnetana”, una zuppa toscana, né più né meno. Buona, comunque. I miei compari, uno gli gnocchi con salsiccia e zafferano, dice ottimi, e l’altro una zuppa di farro e fagioli, che pare fosse buona ma un po’ salata. Per secondo, visto che non c’era un granché, una bruschetta per uno, variamente assortite.

Da bé, un calice ciascuno di un eccellente vino di Bolgheri (più acqua, ovviamente).

Tutto buono, quindi? No. La nota dolente, dolentissima, è stata il castagnaccio: arido, azzimo, più azzimo del pane azzimo degli ebrei. Praticamente, un pezzo di cemento.

Al momento di pagare, altra complicazione: a noi servivano le fatture, e dice che quelle ce le manderà il loro commercialista… E’ la prima volta che me lo sento dire. E poi hanno voluto i contanti… Una ventina a testa che, per quel che si è mangiato, è tanto.

Insomma, erano partiti bene, e sono finiti male.

Ciritorno? Non credo.

2 ganasceDue ganasce.
RISTOBAR L’ANGOLO DI GIOSUÈ via Cavour, 2 57022 Castagneto Carducci (LI)
tel. 349 7811440, 0565 766030

Da Aurelio – Bar buffet al Cisternino (Livorno).

Il locale a Livorno è famoso, un bar che si sta evolvendo verso la ristorazione, essendosi dotato, fra l’altro, di un forno a legna.

Lo stile è quello del buffet, cioè bisogna andare al bancone a prendere il vassoio con le ordinazioni.

Il cisternino (la località è chiamata così per la presenza di una cisterna dell’acquedotto del Poccianti: fa da pendant al cisternone, evidentemente) è un posto classico per le scampagnate dei livornesi, anche perché c’è un bel prato sotto i pini.

Ho avuto l’idea, non brillantissima, di andarci per Pasquetta: in effetti, c’era mezza Livorno (l’altra mezza, probabilmente, a S. Rossore). Questo ha fatto sì che anche dentro il locale ci fosse una bella fila (mezz’ora).

Come ci si mangia? Benino. Ero lì con mamma e zia, ed abbiamo preso due zuppe alla toscana (ribollita, in definitiva), servite con cipolla cruda come usa qui, e lasagne al forno. Poi due roast-beef  ed un piatto di salumi (buoni) e formaggi. Patate al cartoccio di contorno, mezzo litro di rosso (buono), e due fette di crostata. Il menù è piuttosto limitato, e prevedeva in più soltanto tacchino arrosto, parmigiana di melanzane e mozzarella di bufala con pomodori. Naturalmente fa anche asporto.

Il grande afflusso forse non ha reso giustizia al locale: per dire, quel che doveva esser caldo, era solo tiepido…

La spesa è stata molto modesta: € 12 a testa.

2 ganascePer ora direi due ganasce, suscettibili di aumento. Ciritorno? Direi di sì, in un giorno più tranquillo, per approfondire la conoscenza.

Via delle Sorgenti n’ 429 57121 Livorno – 0586 409238

Bar – Restaurant “Le Passage” Sète (France).

In navigazione sul “Canal du Rhône à Sète” (da un po’ di tempo mi sono dato alla navigazione fluviale) ho ormeggiato come di consueto alla “Pointe Courte”. Ci sarebbe da dire molto su questo quartiere, che è il “lato lagunare” della città di Sète, che peraltro ne ha anche uno marittimo. Qui l’ambiente ricorda Burano o Torcello. Sono passato davanti a questo locale almeno sei o sette volte, e ho deciso infine di provarlo. L’ambiente è decisamente familiare, vecchiotto, “simenoniano”. Un bistrot tagliato fuori da tutti i flussi turistici.

Seduto ai tavoli all’aperto, ho preso per iniziare una “tiella setoise”, cioè una tortina di pasta brisée ripiena di seppie al sugo. Buona ma, siccome le fanno in anticipo e poi le scaldano al microonde (almeno in questo tipo di locali), all’interno restano un po’ fredde.

Poi un piatto di “encornet frits”, cioè una monumentale frittura di calamaretti di non più di 4 cm, fritti interi. Favolosi. (Caldissimi, fra l’altro).

Un’insalata mista per contorno, acqua ed un bicchiere di vino rosé, non male.

Non ricordo la spesa, ma intorno alla ventina di euro.

3 ganasceTre ganasce gliele dò. Un posto autenticamente francese, e ci ritornerò avendone l’occasione (avevano anche ostriche freschissime, ed è naturale, essendo a un miglio da famosi allevamenti).

1 Quai du Mistral, 34200 Sète, Francia ‎+33 4 67 74 21 25

Baracchina ALPE – Livorno.

Il Lunedì è giornataccia per chi, trovandosi in zona porto – Borgo Cappuccini, abbia bisogno di un cosiddetto “pranzo veloce”. E’ in effetti pieno di posti per mangiare ma, guarda caso, Lunedì è giorno di chiusura quasi per tutti. La Cantina della Ciurma è chiusa (e quindi non funziona il suo “bistrot à coté”). La friggitoria pure, il kebabbaro pare che non apra più, Pampas ora lavora solo di sera…

Insomma, mangiare le fettine di roast-beef ad un tavolo del bar non mi andava, ed allora mi sono allontanato un po’, finendo in questo posto, che si trova sul Viale Italia, e che fortunatamente chiude il Martedì.

E’ un posto che avevo frequentato varie volte nel passato, una delle tanto discusse baracchine del lungomare che, fra l’altro, a me non dispiacciono, anche se non capisco perché le terrazze superiori debbano essere inagibili. Un po’ tutte fanno anche da ristorante; ne ho provate a suo tempo due o tre, e questa mi sembra decisamente la migliore. Si distingue facilmente per avere i globi delle lampade a forma di berretto di puffo.

Il nome, innanzi tutto: ALPE non ha a che fare con le montagne (siamo a pochi metri dal mare…) ma è un acronimo, anche se non so di cosa. Indica comunque una società presente a Livorno da decenni, che ha gestito innumerevoli punti di ristoro nel passato.

Il locale rende meglio d’Estate, quando apparecchiano fuori sotto gli ombrelloni. In questo periodo (Lunedì scorso era anche freddo) si mangia in una lunga veranda coperta, mentre dentro ci sono i tavolini del bar. Il locale è informale, ma piacevole.

Il menù è abbastanza ampio, per lo più di mare ma con qualcosa di terra. Direi a livello “ristorante”, con i piatti classici (spaghetti allo scoglio, riso mare, fritto, etc.) ma ricordo di averci sempre trovato qualcosa di insolito, per esempio una volta le sarde a beccafico.

Questa volta ho preso un “Piatto unico misto mare”, cioè un vassoio con numerosi assaggi, neanche tanto “ini”. Ricordo: riso mare rosso (buono e abbondante), una zuppetta di mare su fette di polenta (buona), una mousse di pesce (buona), due crostini diversi fra loro (così così), una frittella di mare (normale), del baccalà fritto (buono), un gamberone con salsa al dragoncello (non male), una insalata di mare con verdure crude (abbondante ma non eccezionale). Qualcosa mi sono dimenticato. Nel complesso più che sufficiente a sfamare un essere umano (Se poi si parla di betoniere, è un altro discorso…).

Da bere una birra media alla spina, né più né meno la comune birra da pizzeria. Poi un dessert: crema brulée con frutti di bosco. Da notare il ricco assortimento dei dolci: crostate di due o tre tipi, torte, semifreddi, etc.

Come dicevo, il locale è piacevole e quel che si mangia è buono, ed il fatto di essere vicino al mare costituisce certo un valore aggiunto. La spesa è stata però di € 24, decisamente troppi, per la sua tipologia. Dal momento che il piatto unico costava € 15, se ne deduce che la birra e il dolce ne siano costati 9, il che mi sembra un po’ spropositato.

2 ganasce e mezzoSarebbe tranquillamente da tre ganasce, ma per questo motivo direi di toglierne mezza: DUE e MEZZA.

Viale Italia 18 – Livorno – Tel. 0586 888265