Quarta Ciricena: Le Logge di Orzignano
Sì, per la quarta Ciricena siamo andati da bag a Le Logge, a Orzignano!
Non so se lo sapesse, ma magari ce lo potrà dire direttamente lui…
Presenti: Io, Sommellie, La Gourmet (che ha giustamente piantato a casa Le Gourmet con la febbre – cicca cicca), simone, Beniamina col Beniamino, m@riotto con la m@riotta, bicipite (che come sempre mangia ma non scrive perché è vagabondo). Assente giustificata simona per motivi di salute (peccato).
È stata un ottima serata, con la solita bella compagnia e un’ottima conversazione, che ha spaziato dai ristoranti, alle varie ricette casalinghe e non, al gatto di Bigazzi.
Come siamo stati? personalmente non posso che ribadire per filo e per segno quello che avevo scritto nella mia scheda de Le Logge. Io ho preso uno sformatino di cuscus di mare con capesante lardellate molto buono e dei pici al piccione molto ben fatti, come del resto la charlotte di mele alla cannella.
Ma ora cedo la parola ai miei commensali!
Ciricena d’inverno
Mi pare il caso di lanciare la ciricena d’inverno. Cominciamo quindi la solita trafila. Nel prossimo post, protetto da password (sempre la solita), discussione su chi, quando, dove.
Per chi vuole partecipare, chiedete la password scrivendo a info[chiocciola]ciritorno.it
Terza Ciricena – Papavero Rosso – San Casciano.
Attirati dalle recensioni esistenti del Papavero Rosso, abbiamo organizzato la terza Ciricena presso questo ristorante, del quale anche L’Ospite aveva un buon ricordo. Questa la cronaca della serata.
Eravamo in dieci: io, lo storico Bicipite, Sommellie, i Gourmets, Simona, france996, l’Ospite, Cernione con la nuova Cernietta, il solito bel gruppo di allegri gaudenti.
Il locale è ben mimetizzato dietro una siepona in mezzo alla campagna: andateci muniti di GPS o non lo troverete. L’interno è rustico e piacevole. l’apparecchiatura carina ma la tavola a mio giudizio troppo ingombra di semi e altre facezie vegetali che fanno campagna ma poi non sai dove appoggiare la roba.
Abbiamo trovato al tavolo un bicchiere di aperitivo che non ho riconosciuto ma comunque piuttosto gradevole. Il menu è corto. Un antipasto misto, cinque primi e cinque secondi (se ricordo bene). Abbiamo preso tutti gli antipasti e quindi tutti un secondo.
Antipasti:
- Flan di melanzana su specchio di pomodoro. Il migliore del gruppo. Consiglio di spostarlo alla fine, perché da qui è tutta discesa.
- Involtino di peperone grigliato. Piacevole.
- Involtino di zucchina e pomodorini secchi. Innocuo.
- Polpettina di carne con cremina ai funghi. Ok ci sta.
- Crêpe di stracchino e prosciutto. Non mi è piaciuta. Il prosciutto era salato perché troppo scaldato.
- Cestino di uva e cubetti di grana. Il grana mi è sembrato quello già squadrettato delle buste. Nell’insieme stava meglio all’inizio coll’apertivo.
Secondi: per metà coscio di anatra, per metà (e anche io) struzzo al pepe verde. Era moltissimo tempo che non mangiavo lo struzzo e l’ho abbastanza gradito, anche se non mi è sembrato memorabile, più che altro un po’ sciapetto.
Contorni: patate al forno discrete, porcini fritti. Quelli che ho assaggiato io erano mosci e decisamente non ho gradito per nulla.
Dolci: il mio una coppa di fragole e crema. Buona ma estremamente dolce. Purtroppo mi ha stuccato al terzo cucchiaio e l’ho lasciata. La Cernietta però se l’è diluviata senza problemi (noi vecchi siamo sempre più noiosi). Gli altri racconteranno i loro che non ricordo.
Veniamo al clou della serata: il vino. Il proprietario (credo) ci ha proposto subito il vino della casa. Abbiamo risposto di no (come facciamo sempre) e l’abbiamo messo subito nei casini. Ci ha risposto che la carta era in rifacimento, ma non ci siamo resi conto di quanto. L’unico bianco disponibile in fresco era un vermentino del 2001 completamente spento. Abbiamo rinunciato alla prima bottiglia defunta ma prima di decidere un’altra cosa il proprietario ce ne ha stappata un’altra che era anche peggio. Terza bottiglia un Pinot nero di Alois Lageder in età avanzata che avrebbe richiesto due ore buone di stappatura preventiva e ampie sbicchierature di ossigenazione. Alla fine per disperazione abbiamo preso il vino della casa: non lo ricordo.
Credo che il proprietario avrebbe fatto meglio a negarci la carta del tutto. Si sarebbe risparmiato la figura pessima e avremmo perso meno tempo e soldi: alla fine il vino ha pesato comunque per ben 59 euro sul conto scandalizzandoci non poco.
Il servizio è stato approssimativo e va sicuramente migliorato (la signora che aiutava al tavolo è la commessa storica della Galleria del disco di Corso Italia a Pisa). Non è bello nemmeno sentirsi raccomandare di regolarsi con gli ordini perché ci sono solo 4 fornelli.
Prezzo finale: 396 euro. 40€ circa a testa (!).
Considerazioni finali. Siamo partiti da 4/5 ganasce e questa cena ci ha profondamente costernato. O la gestione è cambiata molto di recente, o abbiamo incocciato la perfetta serata/Caporetto. Abbiamo speso molto in relazione alla qualità del cibo, al servizio, e soprattutto alla mancanza di qualsivoglia vino che non fosse quello della casa.
Per il cibo avrei dato due ganasce e mezzo, ma la storia del vino e di conseguenza il rapporto col prezzo mi costringono a toglierne una: UNA GANASCIA E MEZZA totale.
Lascio ora la parola ai miei commensali.
Ciricena di primavera da Candalla
La seconda Ciricena versione primaverile si è tenuta all’osteria di Candalla, a Lombrici di Camaiore. La località è indubbiamente pittoresca, un mulino lungo un torrente in una stretta valle che mi ha fatto tanto alpino…
Presenti otto ciritornini: io (Ganascia), i Gourmets, Carroarmatorosa, Durthu, GGGiant, L’Ospite (che si è subito innamorato delle sedie a sdraio lungo il torrente che, ahilui, non ha potuto provare) e un’amica di Durthu e GGGiant che, abbiamo scoperto, sono fidanzati (zozzetti!).
Il locale è piuttosto elegante e arredato in chiave moderna-fighettosa.
Abbiamo cominciato con un antipasto misto composto da vari salumi (non abbondanti), due crostini pomodoro/fegatini regolari, melanzane alla parmigiana, una sorta di frittatina di zucchine, olive e pomodorini secchi, un mezzo pomodorino al forno (ho detto tutto? Mi pare di sì).
Direi un buon antipasto regolamentare.
Il menu è abbastanza ristretto (4 primi e 4 secondi). Abbiamo preso i testatori al pesto rosso, buoni ma leggeremete salatini, maltagliati ai porcini (mi si dice troppo asciutti) e dei tagliolini allo scorfano molto buoni, i migliori tra i primi presi.
Secondi: tagliata di cinta ottima, carne tenera e saporita. Baccalà mi pare buono (la Signora Gourmets confermerà – credo). patate arrosto, ahinoi, anche stavolta non all’altezza della situazione (non abbiamo fortuna con le patate, ma insisteremo fino a spuntarla).
Dolci: io e Durthu pesche al vino bianco, gli altri selezione di dolcetti locali di cui almeno un paio, a giudicare dai commensali (e le faccette di Carroarmatorosa), molto buoni.
Caffé e rummino finale poco aromatico.
Per i vini, complice la mia memoria volatile, invoco L’Ospite, nostro sommelier della serata.
Per questo: 270 eurini, circa 35 a chiorba (25 per carroarmatorosa che non solo prende il caffé bislacco ma non beve vino – un bel risparmio alle cene ora che ci penso).
La serata è stata piacevolissima e me la sono proprio goduta, spero sia stato lo stesso per gli altri.
Al ristorante assegno un voto superiore a Poldino: 3 ganasce e mezzo piene
(mezza in più della recensione originale). Vedo dall’altra recensione che il menu non varia tantissimo pur essendo molto corto, poi qualche pietanza aveva qualche difettuccio, mentre altre erano oggettivamente ben fatte. I camerieri in qualche caso sono sembrati un po’ col fiato corto, ma il ristorante era pieno zipillo.
Prosit!
Prima CiriPizzata – Il Flaminio, Viareggio
Salve a tutti,
anche se con un certo ritardo, arriva la cronaca della prima CiriPizzata.
Come forse i beneinformati ricordano, la fantomatica cena si è tenuta presso la pizzeria Il Flaminio, situata in via Matteotti, a Viareggio.
Stavolta l’organizzazione si è rivelata un poco migliore (non ho nemmeno fatto sbagliare strada a nessuno ^_^). Ma, mistero, mancava Stefano, ossia il vero appassionato di pizza. Attendiamo ancora quindici minuti, poi decidiamo di avviarci all’interno del locale. Giusto il tempo di apprezzare le foto di Totò e di Gigi D’Alessio appese alle pareti, che il buon Stefano si palesa. Siamo al completo, via con la cena!
Dopo le presentazioni di rito (avevamo tre new entry: Michela, France996 e, appunto, Stefano), passiamo alla parte interessante ^_^. Poichè per la pizza siamo venuti, con la pizza iniziamo.
Ognuno ordina la sua ed il cameriere, gentilissimo, segna ogni variazione senza battere ciglio (A me una pizza senza… pizza, grazie ^_^).
Di buono c’è che il personale è tutto Napoletano verace. Quanto alla pizza… Beh, per dirla tutta, pare che io sia l’unico che l’ha apprezzata (si vede che non ci capisco proprio niente…). In effetti forse era un po’ “cedevole”, ma gli ingredienti mi sembravano di buona qualità. In ogni caso, attendo i commenti dei presenti.
Le dimensioni della suddetta pizza erano comunque ragguardevoli, ed in pochi se la sono sentita di provare il babà, tanto dencantato dal gentilissimo (pure troppo, quel sorriso va decisamente migliorato…) cameriere. In quattro (i Les Gourmets, Sommellie, ed ovviamente il sottoscritto) si prestano coraggiosi all’esperimento. Risultato: babà alla crema da dimenticare, la crema aveva l’aria di essere in giro da un po’; babà alle fragole con panna decisamente buono. Altri si lasciano tentare da un più leggero sorbetto al caffè, che aveva un’aria niente male ma che non commento non avendone assaggiato.
E ora, via con le ganassie!!!
Due ganasce e mezzo al locale: tenendo conto delle considerazioni dei presenti, direi una pizza accettabile ma non eccellente (nda: a me è piaciuta, se mi capita ciritorno, anche solo per il babà alle fragole con panna ^_^ )
alla pazienza di Stefano, per essersi prestato nella maniera più cordiale possibile alle nostre “bestemmie” sulla Pizza
alla sfortuna di Michela: dopo essere stata vittima di una doccia a base di vino ad una cena precedente, stavolta si è beccata la mozzarella direttamente dalla pizza al suo abito. In entrambi i casi era presente simona. Sarà anche un caso… ^_^
alla perseveranza di France996, che dagli sperduti recessi di Ponte a Egola, è venuto fino a Viareggio per una pizza, e si è pure offerto di organizzarci la prossima CiriCena. Se non è dedizione questa…
agli irriducibili Les Gourmets, Carroarmatorosa, Sommellie e Simona che hanno incastrato i loro impegni meglio del Tetris per poter essere presenti a questa seconda iniziativa di Ciritorno ^_^
Note negative: la mancanza di Master Ganascia e del cappello rosa. Per Ganascia, contiamo di vederlo alla prossima ciricena (mi raccomando!). Per il cappello, temo dovremo attendere i primi freddi… ^_^
That’s all Folks!
Alla prossima!
I Pargoli
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